Linguistica di base
Introduzione al corso
L'immagine mostra come la disposizione delle lingue sia non omogenea nel mondo. Se pensiamo ad ogni lingua come puntino rosso singolo, ci rendiamo conto come la disposizione non sia omogenea, soprattutto guardando le "macchie" che si formano sulla cartina.
Poniamo ora all'area di interesse cinese. Il cinese standard (mandarino) non è l'unica lingua parlata, esistono diverse varietà, non è presente una sola forma di lingua. La forma standard è quella più parlata in assoluto, anche nelle zone di interesse migratorio da parte del popolo cinese, formando il numero più alto di parlanti soprattutto negli USA.
Nel caso dell'inglese, il numero di parlanti è più difficile da stimare, in quanto solo nella penisola italiana, la seconda lingua più parlata risulta questa e ciò comporta una difficoltà nella stima effettiva dei parlanti. La domanda allora sarebbe: come vengono contati i parlanti della lingua inglese? Mediante il calcolo degli studenti della lingua stessa e a questi vengono sommati i parlanti dei paesi con la lingua inglese ufficiale (non sempre lingua materna di quelli che vivono nel paese in questione).
EX: Pakistan formatosi al seguito della partition. Il Pakistan riconosce come prima lingua l'urdu e come seconda ufficiale l'inglese. Da qui tutti i cittadini pakistani sono contati come parlanti pur essendo che nelle scuole non studiano l'inglese ma l'urdu.
Ma guardando il grafico "macchia rossa" elevata frammentazione linguistica, ossia che ci sono paesi del mondo dove le lingue materne parlate sono molte e in questi paesi sono tutti concentrati solitamente nella fascia equatoriale (fascia degli arcipelaghi del pacifico, area della Cambodia). La frammentazione linguistica comporta la presenza di centinaia di lingue materne diverse in un solo paese o in un solo continente. A livello europeo, le lingue sono meno, in quanto vi è stato un processo di unificazione maggiore che hanno portato ad una formazione di unità politiche (basti pensare alla Francia, Scozia, Germania). I processi di convergenza politica hanno spinto i parlanti verso una sola lingua ufficiale. Nelle altre realtà dove questo non è successo, sono presenti delle lingue più parlate che convivono con lingue aborigene di pochi parlanti.
EX: Mandarino in Cina.
Nelle zone europee, l'unificazione linguistica, non comporta un'assenza di lingue di minoranza, anzi. Si pensi all'Italia dove sono esistite diverse frammentazioni politiche che hanno fatto sì che vi fosse una forte eterogeneità linguistica.
Informazioni semiotiche
In linguistica, noi abbiamo una sola parola ossia "Language". Questa parola, in alcune lingue, va a separare quello che sono:
- Codici di lingua umana più complessi e difficili
- Codici altri
Con l'uso dei codici di lingua umana, noi siamo in grado di "veicolare" il nostro pensiero, ossia siamo in grado di esprimere un concetto anche mediante specificazioni temporali. Basti pensare alla lingua italiana che permette di esprimere un concetto mediante una vasta scelta di tempi verbali. Questa veicolazione non avviene con altri tipi di linguaggio. Noi umani percepiamo la realtà e a livello cognitivo elaboriamo delle informazioni attivando mediante l'uso delle lingue quel flusso di comunicazione che ci permette di esprimere il nostro pensiero anche agli altri. Gli altri linguaggi, come ad esempio quello animale, veicolano delle info di base per la sopravvivenza dell'individuo e della specie (linguaggio delle api mediante vibrazioni fra loro si comunicano la posizione del polline da prelevare e comunicano diversamente in base alla zona geografica in cui si trovano). Tutti i mammiferi che vivono in branco sono in grado di riconoscere con suoni delle informazioni, che però non sono mai associate fra loro e non vengono neanche fissati nel tempo.
Le informazioni semiotiche sono la derivazione di un pensiero 900esco dello studioso Ferdinand de Saussure. Importante in quanto lui si è interrogato sul concetto di lingua come insieme di segni. Tutti i linguaggi sono un insieme di segni ed assieme formano dei codici i quali sono utilizzati dai parlanti di quella lingua. Segno elemento di un codice comunicativo che rappresenta un'informazione. I segni sono di diverso tipo e ciascuno ne condivide con altri esseri umani/animali. Nel caso degli animali, instauriamo un codice comunicativo che ci permette di comunicare, così come altri esseri viventi dove impariamo dei codici comunicativi che ci permettono di interloquire.
Ex: cartello di divieto di fumo; da adulti noi sappiamo che il simbolo significa divieto, cosa che un bambino non saprebbe identificare in quanto non ha ancora maturato abbastanza coscienza per capire cosa sia il fumo e di conseguenza la regola sociale che ne deriva. Già solamente la sbarra nella coscienza dell'individuo indica divieto.
Il segno è quindi l'unità minima che porta un significato ed è composto da:
- Significante: Forma superficiale
- Significato: il suo contenuto
Essendo queste indivisibili, non sono ulteriormente scomponibili in una lingua. Queste unità minime sono numerose (una lingua europea che ha sviluppato una buona forma comunicativa e di scrittura, porta circa 3 milioni di parole) essendo quindi molteplici, non è detto che i parlanti condividano l'intero codice, ma anzi ne condividono solo la metà o meno. I tipi di segno sono molteplici e variano appunto in base al significante e al significato, ma dipende anche dalla motivazione. Proprio Ferdinand de Saussure si accorse che alcuni segni non hanno una motivazione che unisce significante a significato, ma vivono per convenzione fra i parlanti.
Ex: nelle traduzioni, possiamo avere un significante differente che si appoggia sullo stesso significato.
Inquinamento semiotico contemporaneo
Le lingue esistono perché vengono trasmesse tramite comunità. I suoni sono diversi, alcune hanno anche forme di scrittura mentre altri no. L'aspetto della semantica delle lingue, fa sì che possano essere utilizzate dagli esseri umani, mediante i principi di semiotica. Questi principi vengono sfruttati sia da umani che da animali, ma ci deve essere una comunità di simboli che vengono utilizzati. Spesso nei segni, la correlazione fra la forma esterna e il suo significato attribuito risulta arbitraria, ossia che l'interpretazione varia fra individui ed è un'unione per convenzione. Questo spiega come mai quando ascoltiamo per la prima volta una lingua, questa non ci risulta comprensibile. Comprendiamo che stanno parlando fra di loro ma evidentemente non comprendiamo che cosa stanno dicendo (Prossemica disciplina che studia la posizione e distanza fra corpi durante un dialogo).
I tipi di segno sono molteplici, le lingue sono complesse perché ne presentano molti ma al contrario sono presenti anche sei segni più basici (binomi 2 segni). I segni che noi usiamo possono avere un referente concreto nella realtà (posso vederla e toccarla) il referente prende poi forma perché ha un significato. Le lingue sono molto complesse e presentano diversi tipi di segno ma cambia la relazione fra significante e significato e può essere:
- Totally arbitraria indici (forma esterna fissa ma significato differente)
- Totally motivata segni icona (cartello di divieto di fumo)
- Parzialmente motivata verbi onomatopeici (sbattere), versi degli animali nelle varie lingue
Alcune parti della lingua, sono formati da soli segni indice, un esempio è la deissi di persona.
Ex: VOI; può indicare molte cose e cambia in base al contesto.
Le categorie di Deissi sono 3:
- Deissi di spazio questo, codesto, quello ecc.
- Deissi di tempo tutti gli esseri umani si rendono conto del tempo che passa in vario modo, ma è una cosa universale (prima, dopo ecc.)
- Deissi di persona
Come trasmettiamo i segni linguistici? Mediante 2 mezzi:
- Aria mediante un canale fonico-acustico produco una sequenza di suoni e rumori
- Luce mediante un canale visivo-grafico produco dei segni su un supporto solido
La caratteristica dei codici semiotici è proporre i significanti mediante principio di linearità, inteso come la manifestazione fonico-acustica dei suoni. Questi sono sequenziali, ossia che i suoni sono prodotti uno dopo l'altro.
La fonetica
In linea generale, nelle lingue sono presenti delle costanti e delle particolarità che non sono solo di una determinata lingua. Noi abbiamo due modi di definire la somiglianza fra due lingue:
- Natura genetica: Che ci spinge a conoscere le relazioni di parentela fra le lingue. Possiamo affermare che, come per il corpo umano, anche le lingue posseggano una sorta di DNA che fra di loro seppur per una minima parte le accomuna l'una con l'altra.
Gli studi che si sono sviluppati nel corso dell'800 si basano sul metodo storico-comparativo che mette a confronto le caratteristiche che si presume siano comuni e si vede come nelle loro evoluzioni queste "somiglianze" sono rimaste. Questo approccio storico (diacronico) mira ad osservare le coincidenze di lingue vicine e individuare gradi di parentela.