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Capitolo 7 - L'italiano e le altre lingue

Nessuna lingua è pura

  • A differenza di ciò che sosterranno nel primo Ottocento i puristi, fautori di un ritorno alla lingua del Trecento, l'ingresso di parole straniere non è da considerarsi una minaccia, ma uno dei principali mezzi di arricchimento del patrimonio lessicale.
  • I prestiti sono entrati nella nostra lingua fin dai primi secoli.
  • In epoca fascista la lotta al forestierismo ha assunto una dimensione ufficiale e si è avuto un vero e proprio purismo di stato.
  • Da una parte, si vietava per legge l'uso delle parole straniere nei nomi degli esercizi pubblici, della merce trattata, nelle insegne e nelle pubblicità.
  • Dall'altra, una Commissione per l'espulsione dei barbarismi dalla lingua italiana, nominata dall'Accademia d'Italia, provvedeva a pubblicare su un apposito bollettino più di 1500 italianizzazioni di vocaboli stranieri.
  • Da questo atteggiamento di totale chiusura si distinse il "neopurismo" promosso dal linguista Bruno Migliorini secondo il quale non bisognava guardare ai princìpi astratti di bellezza e provenienza di una parola, ma accettare tutti quei prestiti per cui mancasse un corrispondente italiano e che non fossero in contrasto con le strutture fonomorfologiche della nostra lingua.
  • Il criterio di selezione del Migliorini era aperto a tutti i prestiti adattati e ai calchi che s'inserissero in famiglie di parole produttive.

Il prestito linguistico

  • Con l'espressione prestito linguistico s'intende il fenomeno per il quale una forma (singola parola o locuzione) passa da una lingua a un'altra.
  • Il prestito di un oggetto implica in genere la sua restituzione; nelle lingue, invece, ciò che viene dato non viene quasi mai restituito.
  • Esistono diversi tipi di prestito:
    1. Prestiti fonetici, relativi ai suoni (sono molto rari, come i prestiti morfologici).
    2. Prestiti morfologici: riguardano aspetti grammaticali (come desinenze e affissi).
    3. Prestiti sintattici: riguardano costrutti come «chi suona che» tratto dall'inglese.
    4. Prestiti lessicali: riguardano una singola parola o locuzione (frequenti).

Inoltre vi è una ulteriore distinzione in prestiti di necessità e in prestiti di lusso. Si definiscono prestiti di necessità quei vocaboli mutuati da una lingua straniera in riferimento ad un oggetto o a un concetto inesistenti nella lingua d'arrivo. I prestiti di necessità sono di solito parole che seguono, potremmo dire, l'importazione degli oggetti o concetti a cui si riferiscono. Per prestito di lusso si intende invece un vocabolo che viene derivato da un'altra lingua sebbene ne esista nella lingua d'arrivo il corrispondente.

  • I prestiti lessicali possono essere distinti, quanto alla forma, in:
    1. Prestiti integrali che conservano sequenze di suoni, grafie o terminazioni estranee all'italiano (come cocktail, bouquet, mouse).
    2. Prestiti adattati, riconoscibili come parole straniere solo risalendo all'etimologia, perché sono stati adattati al sistema fonomorfologico della nostra lingua (come lo spagnolismo regalo o il francesismo cugino).

Il meccanismo per il quale una lingua imita le espressioni di un'altra lingua viene definito calco. Si parla di:

  • Calco strutturale (o calco traduzione) quando si ha una traduzione degli elementi che compongono la parola straniera.
  • Calco semantico quando un nuovo significato, mutuato da una lingua straniera, sostituisce o affianca i significati di una parola già esistente.

Il costrutto anglicizzante: chi suona che

Questo tipo di interrogativa multipla costituisce un calco sintattico sul costrutto inglese who plays what? alla cui diffusione ha probabilmente contribuito anche il titolo di un noto annuario di biografie di personaggi più o meno celebri: «who’s who?». Titolo tradotto in Italia come chi è?, anche se varrebbe precisamente chi è chi? O meglio chi è cosa? dato che la prima domanda si riferisce all'entrata del lemma (per esempio Sergio Marchionne) e la seconda al contenuto della scheda (manager italo canadese, nato a Chieti e così via). Non è raro leggere oggi titoli come chi fa che cosa? (usato per blog, siti internet, riviste periodiche) o sentire domande come chi ha scritto che cosa? (per esempio la canzone: la canzone è di Mogol-Battisti: ma chi ha scritto che cosa? Mogol il testo, Battisti la musica).

La trasmissione del prestito

  • Un prestito passa da una lingua all'altra quando c'è un contatto linguistico tra le due lingue. Questo contatto può essere di tre tipi:
    1. Un rapporto di superstrato, se la lingua del popolo invasore, pur finendo con l'essere assorbita dalla lingua del popolo conquistato, ne influenza alcuni tratti.
    2. Un'azione di sostrato, se riguarda l'influenza di una lingua scomparsa sulla lingua dei dominatori che – di solito dopo un periodo di bilinguismo – è venuta a sostituirla.
    3. Un'azione di adstrato, se l'influenza è esercitata da una lingua vicina, specie per il suo prestigio.

Se nell'odierno "villaggio globale" i prestiti sono trasmessi dai mezzi di comunicazione di massa, un tempo avvenivano grazie allo spostamento fisico delle persone: le guerre, i commerci, le scoperte geografiche.

Francese e provenzale

  • I contatti con le due lingue galloromanze (il francese parlato nella Francia settentrionale e il provenzale nella Francia meridionale) sono stati molto intensi fin dal Medioevo.
  • Bisogna tener conto, infatti, dei rapporti di superstrato dovuti alle dominazioni carolingia e, limitatamente all'Italia meridionale, normanna e angioina.
  • Ma anche degli stretti rapporti commerciali intrattenuti con la Francia dai mercanti italiani.
  • Un altro elemento fondamentale per il contatto tra parlate italiane e lingue galloromanze fu il rapido diffondersi dei modelli letterari delle cha...
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher beccaaaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Gnes Matteo.
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