Tecniche edilizie nell'Antico Egitto
Dalla terra alla pietra: cambiamento dei materiali
L'origine della civiltà urbana risale al IV millennio a.C. nella Mezzaluna fertile (penisola arabica, porzione centro settentrionale), diversa da come la conosciamo oggi: ricca di foreste degli altopiani anatolici (le valli tra il Tigri e l'Eufrate, ampie zone umide e acquitrinose). La Mesopotamia fu dominata dai Sumeri che fondarono l'odierno Iraq e avviarono le prime sistemazioni territoriali, mediante opere di canalizzazione. Queste aree umide e acquitrinose (oggi Iraq) possedevano i vantaggi portati dalla presenza dell'acqua, fondamentale allo sviluppo della Mesopotamia. I Sumeri avviarono le prime opere di sistemazione territoriale, soprattutto mediante canalizzazioni per scongiurare le piene fluviali e a distribuire le acque per necessità irrigue. Realizzate mediante l'obbligo di corvée imposto ai contadini ed eseguite sotto la vigile sorveglianza di tecnici: (confrontarsi con una conformazione geometrica dello spazio, fatto di confini non naturali = problemi di geometria pratica).
Lo sviluppo della classe tecnica
L'area della Mezzaluna fertile vide lo sviluppo di una classe di tecnici e "tiracorde" (il tracciamento dei confini avveniva utilizzando tordele per ottenere confini o allineamenti), agrimensori antenati dei nostri geometri e architetti. Oltre alla Mesopotamia l'area di sviluppo primario fu la valle del Nilo (il più lungo fiume del mondo). Il basso Nilo: verso l'estuario a sinistra; alto Nilo: tratto originario. La civiltà egizia sorse e si sviluppò lungo questa fertile striscia di terra a partire dal IV millennio a.C. fino all'età romana. Lungo il Nilo si sviluppano le cave di estrazione e stoccaggio della pietra che poi sarà trasportata presso i cantieri di riferimento.
Purtroppo, le alluvioni periodiche annuali, necessarie alla vita dei campi, andavano a cancellare i tracciati fatti dagli agrimensori (confini, strade, interravano i canali che andavano ricavati per poter garantire l'irrigazione). Ogni anno, quindi, queste misure di tracciamento andavano perdute e ricreate.
Il Nilo: fonte dei primi materiali da costruzione
Il Nilo fornirà agli antichi egizi i materiali per costruire le prime abitazioni. Struttura in canne palustri giganti (6 metri) e manto di stuoie, legate insieme in fasci per renderle molto resistenti (una sola canna non basterebbe, con la legatura il fascio non si comprime facilmente); vengono piegate a formare archi parabolici, andamento a parabola (due sezioni) che reggeranno traversi (elementi lignei o di canne) sui quali vanno legate le stuoie vegetali che fungono da manto di copertura. Questo genere di costruzione viene tuttora usata nell'Iraq meridionale.
Importanza delle fonti documentarie
Grazie ad alcuni modellini reperiti in corredi funebri possiamo conoscere un tipo di architettura primitiva sul fiume: una costruzione in legno di palma di dattero o di acacia (autoctone), fasci di canne e stuoie, con pareti realizzate in fango del Nilo. Questi fasci di canne sono gli antenati dei piedritti e delle colonne di pietra.
La terra come materiale da costruzione
La terra è frutto della decomposizione meccanica o chimica delle rocce, alla quale sono naturalmente mescolate sostanze organiche. I terreni sono composti da materiali clastici incoerenti. La sostanza autoctona dell'Egitto era il limo. L'argilla è un materiale legante fondamentale per costruire architetture in terra, ma non può essere usata pura perché soggetta a fenomeni di ritiro in fase di essiccazione.
Intonaci e malte
Dal V-IV millennio a.C. sono frequenti gli intonaci a base di gesso (solfato di calcio), ottenuto dalla cottura delle pietre a temperature comprese tra i 130° e 210°C che determina una parziale perdita di molecole d'acqua. Mescolando poi la polvere ottenuta con un minimo di 20% di acqua si ottiene un legante di solfato di calcio che non richiede inerti e può essere usato come una malta, utile per legare elementi.
L'aggiunta all'impasto di sgrassanti minerali (sabbia, ghiaia) e vegetali (paglia, erba, fibre vegetali) aiutava la migliore coesione del materiale, rendendolo più resistente e prevenendo la fessurazione; facilitare l'evaporazione dell'umidità interna e l'essiccazione per prevenire le fessurazioni. L'impiego di casseforme (pisé) sempre più robuste ha consentito di impiegare impasti di terra relativamente più asciutti. Talvolta può bastare l'umidità naturale per formare la materia.
Principali metodi di costruzione in terra cruda
- Senza cassaforma TAUF (Kenya): muro formato a mano. Malta d'argilla mista a sabbia/sassi, paglia e un minimo d'acqua/malta di gesso, argilla e anche paglia.
- Con cassaforma in legno o vimini (struttura per definire il settore di muro da costruire); Pisé de terre, pisé de craie e torquis pisé.
- Adobe: mattone crudo poiché essiccato all'aria. Oggi usiamo il mattone cotto (in terracotta: argilla poi cotta). Il mattone crudo viene fatto essiccare già sulla costruzione.
- Lavorazione di compatimento, fatta calpestando, che può durare anche ore. Impasto mescolato dall'uomo o da animali. I pisé de terre o de craie sono più duraturi con sgrassanti minerali (sabbia o ghiaietto); gli aggregati minerali aumentano la resistenza a compressione. Torquis pisé con sgrassanti vegetali (paglia torta e tritata, pula di cereali, cenere) la paglia funge da armatura che irrobustisce e riduce l'erosione.
Queste tecniche saranno poi diffuse in Europa e stanno trovando un ritorno in tempi recenti. Nel pisé l'impasto va distribuito a strati nel cassero e battuto con il mazzapicchio (pisoir) per estrarne l'acqua. La muratura poteva essere armata introducendo rami, paletti o griglie di canne. Un cordolo di pietra o mattoni cotti all'imposta lo preserva dall'umidità. I romani costruirono anche con pisé, come dimostrato dalla capanna di Romolo (Palatino).
La tipica casa egizia
La tipica casa egizia era una costruzione molto semplice, un trilocale. Era a un piano fuori terra, recintata da un muro (anche merlato) di protezione all'ingresso e del cortile chiuso sul quale si svolgeva buona parte della vita degli abitanti. Le derrate alimentari, nelle strutture più importanti potevano essere conservate in depositi voltati o a cupola. Il tetto era piano, aveva una rampa di accesso e una finestra/apertura del tetto che consentiva la fuoriuscita del fumo del focolare domestico, non esistevano le canne fumarie.
L'insediamento di Deir el Medinah era un villaggio recintato, destinato alle maestranze impiegate nella costruzione della necropoli del re. Lavoratori non schiavi come si crede.
Eredità e sopravvivenza delle tecniche edilizie
In Yemen c'è la "sopravvivenza" di questi modelli con case in adobe e in pisé, con angoli rinforzati con fasci di giunchi e intonacati con malta di fango detti astragali; motivi decorativi a fasce; murature spesse; aperture ridotte e merlatura difensiva. Pro delle costruzioni in terra: economiche, la temperatura rimane costante all'interno con il variare delle stagioni, per questo ha pochissime aperture (evitare che si scaldi troppo l'ambiente) non indebolire la struttura fatta di un materiale poco resistente.
In ragione dell'elevato spessore dei muri, la terra non ha una portanza (capacità di resistere alla compressione: il peso che la struttura esercita sulle singole parti dell'edificio = più è alto, maggiore è il peso. Il peso maggiore è nel basamento) elevata. (Performanti dal punto di vista climatico, alta inerzia termica) - per far sì che resista occorre aumentare lo spessore e il peso si distribuisce su una superficie maggiore.
Il limite della costruzione in terra: la terra non ha una portanza (capacità di resistere alla compressione, ossia il peso che l'edificio esercita sulle singole parti) molto elevata, quindi più è alta la struttura, più il muro dovrà essere spesso. Nella parte basamentale dev'essere più spesso: hanno un profilo a scarpa per contrastare la bassa portanza. (Muro verticale all'interno, che fuori va rastremandosi verso l'alto). Gli angoli erano rinforzati con fasci di giunchi intonacati con malta di fango creando una superficie convessa angolare.
Nell'architettura romana (in pietra) saranno poi detti astragali. L'angolo è il punto in cui si uniscono le murature, punto delicato poiché arrivano le tensioni dei punti, struttura ben connessa per evitare cedimenti, la struttura non sta in piedi, sia pre, è una struttura fondamentale in architettura: la loro stabilità è fondamentale alla resistenza dei muri.
Con questo tipo di tecnica si potevano costruire vere e proprie torri, edifici alti con spessori adeguati nelle murature; le aperture di ingresso, così come nel palazzo yemenita, erano molto strette per conservare il microclima interno e non indebolire la struttura, finestrelle che si aprono lungo le facciate. Perse in Egitto ma sopravvivono nello Yemen dove c'è...
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