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Michele Sanmicheli 1484-1559

Formazione e prime opere

Area veneta, veronese. Figlio di scalpellini, figlio d’arte. Bottega del padre e dello zio di lapicidi, quasi stesso periodo di Giulio Romano. Formazione a bottega nei primi anni della sua attività, poi formazione romana, Roma è ormai città che si consolida come luogo di formazione elettiva per ogni architetto, momento di espansione demografica ed edilizia sulle rovine antiche.

Si trasferisce ad Orvieto nel 1512, parte territorio pontificio. Prime prove come scultore.

Altare dei Re Magi

L'Altare dei Re Magi: incorniciatura architettonica: anni di aggiornamento sulla cultura antica, opere di arredo all’interno delle grandi cattedrali con altare che si vanno paganizzando, con elementi pagani fino a qualche anno prima considerati disdicevoli. Recupero dell’antico in questo periodo storico: l’incorniciatura dell’altare non ha caratteri tardo gotici ma pienamente classici, di ispirazione romana: ispirazione di Sansovino (Roma=Tombe di Ascanio Sforza e Girolamo Basso, introduzione temi classici nella costruzione di altari. Torna il tema dell’arco trionfale).

Progetto per il completamento della facciata del Duomo di Orvieto, 1512

Opera avviata da Lorenzo Maitani nel 1330 che lascia l’opera incompleta: porzione bassa compiuta, problema a terminare la porzione alta. Tutto rimane tardo gotico nonostante sia stata completata nel 1500. Coinvolto nella realizzazione di un modello per la facciata affiancato da Antonio da Sangallo il giovane.

Cappella Petrucci, 1516, Orvieto, Chiesa di San Domenico

Cappella ipogea, cripta privata costruita per la famiglia, con formata secondo i caratteri del tempio a pianta centrale (dibattito del periodo). Costruzione contenuta sul un impianto centrale ottagonale con due absidi sull’asse trasversale, scarsella quadrangolare. Sulle diagonali due absidi e simmetricamente due aperture che conducono alle scale a doppia forbice che scendono in maniera monumentale nell’ambito centrale.

Decoro con elementi all’antica: lesene, trabeazioni, nicchie rette da mensole con contrasto di laterizio ed elementi in pietra / candore intonaco e pietra grigia. Cupola a 8 spicchi che si raccordano al centro e 8 tondi che consentono di vedere la parte ipogea.

1526, viaggio in Emilia Romagna

Ispezione-supervisione alle fortezze pontificie insieme a Sangallo, occasione di prendere nota dei monumenti antichi che si trovavano lungo il percorso. Via Emilia= costellata di rilievi e monumenti antichi (Rimini=tempietto Malatestiano). Rientrerà in Veneto, dove entra in contatto con gli ambienti veneti con numerosi contatti e testimonianza con l’antico: a Padova con Falconetto e Romano a Mantova. (Anni di Palazzo Te). Nella Padova del primo 500 è attivo Antonio Falconetto che influenzerà Sanmicheli.

Influenze e opere a Padova

Falconetti lega il suo nome ad opere di pittura (Palazzo d'arco, ciclo a tema astrologico con sfondi architettonici a corredo delle figure zodiacali, Mausoleo di Teodorico). Falconetto a Padova realizzerà importanti opere, Padova è una città fortemente medievale, legata alla tradizione della terraferma veneta e commerci con l’oriente. Città con botteghe di eccellenza legate al nome del committente Alvise Cornaro, nobile padovano, autore di libricini sull’architettura e sull’agricoltura che in questo periodo si afferma in Veneto, evoluzione rotte commerciali che induce i veneti a guardare la terraferma. Piccolo trattato sull’architettura che si ispira a quella degli antichi, l’arte del costruire.

Realizzazione di due piccoli edifici nella sua casa nel giardino recintato: loggia e Odeo.

  • Loggia: tema antico che ritorna nel 1500 (Farnesina, Villa Madama, Loggia come filtro interno-esterno, è una citazione dell’arcata trionfale romana che diventa l’emblema dell’architettura nuova.) La loggia qui diventa una scena fronte, secondo lo schema del teatro romano antico: piano superiore con frontoni triangolari, curvi e alternati secondo lo schema dei palazzetti, tradizione architettonica attuale che arriva al nord: è una sorta di casino, una piccola casa estiva immersa nel verde che funge da scena fronte per gli spettacoli teatrali realizzati all’interno del cortile.
  • Odeo: luogo riservato alla declamazione e alla lettura pubblica davanti ad un piccolo cenacolo di intellettuali, un piccolo auditorio interno. Architettura all’antica con inversione di elementi: parte cieca al piano terra e parte forata al piano superiore. Volta a padiglione (4 vele che si staccano dai 4 lati, angoli concavi agli angoli di imposta che poi diventano un soffitto piano all’antica sul quale disporre decori); ambiente centrale absidato; decori: grottesche, parapetti prospettici della Farnesina, illusione di paesaggi oltre le balaustre, molti richiami a Giulio Romano.

Porta di San Giovanni, Padova - 1528

È anche ingegnere militare (architetti e ingegneri si distinguevano nel passato: architetto solitamente si occupava di architettura politica e religiosa; l’ingegnere si configura come tecnico autonomo deputato all’architettura necessaria, non voluttuaria, di alta necessità pratica e sicurezza che necessitavano di capacità pratica. = Introduzione della polvere da sparo. Le fortificazioni devono completamente mutare rispetto ai castelli: necessario il bisogno di figure competenti che unissero figure militari e ingegneri, unire figura militare ed esperienza tecnica. Figure basse, bastioni a cuneo sui profili poligonali delle città, conoscenza diretta della balistica; costruzione di porte per resistere alle nuove artiglierie.

Porta San Giovanni—> evoluzione porte urbane, evolute rispetto quelle medievali. Porta bassa, tozza, senza merli, tetto a proteggere, ponte elevatoio, non bolzoni dei castelli: catene che passavano per le feritoie per far scendere il ponte che una volta chiuso copriva l’arco di ingresso: arcata trionfale romana che costituisce il modulo per comporre la facciata. Porte: passaggio fondamentale per le costruzioni difensive che si verifica nel 1500 con le armi da fuoco.

1527, Cappella Pellegrini, Verona, Chiesa di San Bernardino

Chiesa medievale con cappelle solo su un fianco, a 3 navate; tempietto a impianto circolare cupolato, a mezza sfera cassettonata; preceduta da un vestibolo quadrato. Architettura introversa, con la ripetizione al registro basso dell’arcata trionfale romana con frontoni curvi. Da ammirare all’interno: stesso concetto di San Pietro in Montorio, lo si comprende solo entrandoci. È l’ornato architettonico a costituire la bellezza dello spazio, con una sequenza di arcate frontali che si dispongono attorno al perimetro, rette da colonne corinzie all’antica con scanalatura spiraliforme - tortile per marcare l’asse longitudinale: richiamo alle colonne salomoniche, tempio di Gerusalemme, distruzione di opera romana nel 70dC, nella basilica di San Pietro come vestigia del sacco di Gerusalemme, memoria del Tempio per eccellenza (oggi non esiste più, esiste solo il muro del pianto). Vittorie alate che fregiano i pennacchi.

Palazzo Canossa, Verona 1526-29

Iniziano le commissioni per le famiglie più importanti di Verona, svecchia il modello del palazzo che già possedeva i caratteri del palazzetto romano, già declinati secondo le originalità del Sanmicheli (Verona al momento è la Roma del Nord): bugnato senza caratteri di rusticità, ingentilito da una loggia al piano terreno, mai vista fino a quel momento. Non retta da colonne trabeate ma da grandi pilastri con archi; mezzanino; piano nobile: ritorna l’ordine architettonico in forma monumentale di lesene binate, con navata ritmica stretta-larga-stretta, a inquadrare le finestre coperte da ghiere d’arco con chiave di volta, mensole e mezzanino= tutti elementi delle romantità declinata secondo il gusto veneto; attico in forma di grande balaustrata, con sculture che fregiano (tema dell’acroterio che tornerà spesso nell’architettura veneta) La disposizione interna segue la sequenza vitruviana di vestibulum a 3 arcate; cortile interno che si spinge fino all’Adige.

Palazzo Bevilacqua, Verona

7 campate; piano terreno fortemente bugnato, con ordine architettonico, di lesene fasciate (dorico-romano fasciato. Bugne sovrapposte con alternanza fra parte lisciata e parte rustica-opera di artificio). Carattere massiccio del basamento mitigato dalla presenza di ampie finestre curve: le chiavi di volta diventano i busti degli imperatore romano: volontà archeologica di inserire elementi romani in senso stretto. Capacità di inserire elementi che sfuggono dagli elementi canonici: davanzali spessi retti da teste e zampe di leone che fungono da mensola; ritmo alternato degli interassi; trabeazione dorica senza triglifi ordinari ma si deformano in forma di mensola, più espressivo e plastico: mensole a reggere la balconata, viene protesa la trabeazione con triglifi (si enfatizza il motivo); metope larghe e strette con volontà di rompere la regola; idea della balconata continua con dentro porte-finestre più piccole e più basse, secondo lo schema dell’arco di trionfo. Vittorie alate che completano i ritagli fra la trabeazione e l’arco; teste di leone incastonate a fungere da chiave di volta. Fregio riccamente ornato nella trabeazione alta. Grande cornicione con mensole a sporgere.

1532-35 Porta Nuova, Verona

Vasari riteneva Sanmicheli il miglior progettista di porte cittadine. Porte: riflessione del periodo. Struttura laterizia alle spalle con rivestimento in pietra d’Istria, opera quadrata che si sovrappone e che ha al suo centro il grande portale inquadrato da pilastri e semicolonne che reggono la trabeazione frontale. Il bugnato diventa d’obbligo nelle architetture militari, fungeva da blindatura ulteriore alla porta che doveva proteggere la muratura alle spalle.

Oggi: modificata con l’apertura delle porte laterali, frutto seconda dominazione asburgica nel 1852. L’operazione ha però squilibrato le proporzioni e l’armonia. Piazzole di difesa e tetto anti bomba. Tutto voltato perché resiste meglio. Porzioni con sezione massiccia sul fronte rispetto a quella sui fianchi con torrette.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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