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Lez.11 tecnologia 17 Maggio 2022

Impianti di fornitura servizi

Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di consentire l’utilizzazione di flussi energetici, informativi e materiali richiesti dagli utenti e di consentire il conseguente allontanamento degli eventuali prodotti di scarto. (UNI 8290)

Hanno un ingombro, dove vanno inseriti i componenti, tener conto di uno spazio idoneo per il suo posizionamento e manutenzione.

Impianti di climatizzazione

Insieme degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di creare e mantenere negli spazi interni del sistema edilizio stesso determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. (UNI 8290) Condizioni climatiche interne del fabbricato, cambia da intervento residenziale ad industriale: dimensioni e capacità tecniche.

In funzione dei parametri della qualità dell’aria e del microclima controllati dall’impianto, si distinguono:

  • Impianto di riscaldamento: stagione invernale;
  • Impianto di condizionamento: raffrescamento, stagione estiva;
  • Ventilazione meccanica: in sovrapposizione ad entrambi. Ricircoli di aria, controllo temperatura, non vi è un ricambio naturale.

Alimentazione: la parte che fa funzionare l’impianto, qualsiasi tipo di energia.

Componenti principali

  • Generatore di calore: senza, manca il suo punto di forza principale per assolvere la sua funzione principale (es. caldaia a gas);
  • Rete di distribuzione del calore: ramificazioni che portano il calore sotto forma di liquido riscaldato, dal punto di riscaldamento al punto in cui verrà utilizzato, il punto terminale (es. radiatore);
  • Terminali di emissione del calore;
  • Organi di intercettazione, controllo, sicurezza.

Locale caldaia

Inserita in uno spazio idoneo: manutenzione e norme di settore di sicurezza che cambiano rispetto alla dimensione della caldaia (spazio abitato=interno; locale caldaia se la residenza è più grande) → locale accessibile dall’esterno e serramento che si apre verso l’esterno.

Gas

  • Fornitoci attraverso le infrastrutture comunali (consumo contabilizzato = il contatore);
  • Serbatoio di accumulo all’esterno del fabbricato con riserva di gas che alimenta:
    • Caldaia e tubi a distanza di sicurezza ed ispezionabili;
    • Una parete privilegiata per lo sfogo dell’esplosione e le altre incombustibili;
    • Ventilazione naturale diretta.

Reti di distribuzione

Assicura che il calore possa essere distribuito.

Lez.11 tecnologia 17 Maggio 2022

La rete di distribuzione del fluido termovettore si può classificare in funzione del fluido trasportato:

  • Rete composta da tubazioni per acqua, acqua surriscaldata, vapore, olio diatermico;
  • Rete composta da canali per aria.

Negli attuali impianti ad acqua a circolazione forzata, la morfologia della rete di distribuzione può ricadere nelle seguenti categorie principali:

  • Rete a colonne montanti verticali: contesti condominiali con riscaldamento centralizzato = unica caldaia per più appartamenti dalle quali partono colonne portanti che porteranno calore a tutti gli appartamenti del fabbricato;
  • Rete a montante unica o a multi zone: distribuzione verticale concentrata in una o un limitato numero di montanti e distribuzione orizzontale ai terminali mediante collettore e anelli complanari o monotubo.

Da una colonna verticale, stacco e alimento tutti i punti di connessione.

  • L’impianto con il collettore a moduli è quello più utilizzato nell’edilizia residenziale. L’acqua riscaldata dalla caldaia viene portata da un collettore che alimenta i singoli terminali (radiatori); l’acqua raffreddata che fuoriesce dai radiatori (dopo aver ceduto il suo calore all’ambiente) confluisce in un collettore prima di tornare in caldaia per riprendere il ciclo. Il sistema consente la regolazione ambiente per ambiente ed un’ottima equilibratura dei circuiti, cosa più difficile con gli altri sistemi.

A valle della caldaia vi sono dei connettori: chiudo la funzionalità di un radiatore o controllarne il flusso = la pressione che raggiunge i singoli radiatori è simile, no perdita di potenza né di calore.

  • L’impianto a collettori (moduli) con valvole monotubo, rispecchia tutte le caratteristiche del classico Modul. L’impianto non ha un connettore di controllo per i singoli radiatori ma il flusso passa per ogni singolo calorifero, va a decrescere. L’utilizzo delle valvole monotubo consente l’allacciamento al terminale (radiatore) in un solo punto.
  • L’impianto a monotubo semplice, ormai in disuso, soprattutto per l’impossibilità di operare una corretta regolazione ed equilibratura dei circuiti. Nonostante ciò, è possibile ritrovarla in eventuali ristrutturazioni di vecchi edifici.

Negli attuali impianti ad acqua a circolazione forzata, la morfologia della rete di distribuzione può ricadere nelle seguenti categorie principali:

  • Rete a colonne montanti verticali: terminali direttamente collegati alle montanti;
  • Rete a montante unica o a multizone: distribuzione verticale concentrata in una o un limitato numero di montanti e distribuzione orizzontale ai terminali mediante collettore e anelli complanari o monotubo.

Terminali

I terminali cedono il calore trasportato nella rete di distribuzione all’ambiente e possono essere classificati in base alle modalità di scambio termico (principalmente convettivo, naturale o forzato, e radiativo).

Corpi scaldanti statici

Radiatori: i radiatori scambiano calore per convezione (circa il 70%) e radiazione (circa il 30%). Possono essere del tipo a colonne con elementi componibili, a piastra, a tubi orizzontali. I materiali maggiormente impiegati sono la ghisa, l’acciaio e l’alluminio. (Materiale: temperatura. Ghisa = ci impiega più tempo a riscaldarsi ma mantiene il calore più a lungo; alluminio = si riscalda velocemente ma si raffredda velocemente). Dimensionati per lo specifico spazio.

  • Piastre radianti;
  • Tubi alettati (battiscopa);
  • Termoconvettore.

Radiatore vs riscaldamento a pavimento

  • Temperatura che circola all’interno del tessuto: nel radiatore è più alta (80 vs 40°).
  • Tipologia di emissione: calorifero = il calore si muove all’interno della stanza, temperature diverse nella casa; riscaldamento a pavimento = temperatura omogenea.

Pannelli radianti

  • A pavimento, soffitto, parete: funziona come un grande radiatore. Bugnata sul solaio, la serpentina è come se sostituisse il radiatore, circolo di riscaldamento. Può essere realizzato anche a parete o a soffitto. Ogni stanza è indipendente dalle altre, posizionare sul perimetro del massetto una banda di dilatazione, evitare punti critici. Differenza quando si riscaldano ambienti molto grandi, non posso avere una serpentina unica ma individuare vari settori, utile avere un connettore di raccolta, serpentina controllata da questi + da un termostato. Serpentina non dotata di bugnata ma di fascette: materiale isolante; bugnata da posizionare sul solaio: inserire la serpentina senza i singoli elementi a tenerla ferma.

A ridosso con la parte strutturale: massetto impiantistico con passaggio corrugati elettrici; punto di passaggio serpentina che verrà annegata nel massetto liquidi; pavimentazione.

Pavimento riscaldato: t. più uniforme all’interno di un vano, copre l’intera superficie;

Radiatore: zona più calda nelle vicinanze del radiatore, distribuzione del calore non omogenea.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.rizzo5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Migliore Marco.
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