Lezione 2
Q ≠ R
Teorema
Non esiste un numero q appartenente all'insieme Q tale che q2 è uguale a 2.
∃ q ∈ Q t.c. q2 = 2
Dimostrazione (per assurdo)
Faccio finta che q ∈ Q.
Allora q = m/n, n ≠ 0 e m, n ∈ Z con m e n primi tra loro.
q2 = (m/n)2 = m2/n2.
Se q2 = 2 allora m2/n2 = 2, perciò m2 = 2n2.
m2 è pari, perciò 2n2 è per forza pari e di conseguenza m2.
Allora m2 è pari, quindi m è pari, perciò m = 2k con (k ∈ Z).
Abbiamo m2 = 2n2 ⇒ (2k)2 = 2n2 ⇒ 4k2 = 2n2 ⇒ 2k2 = n2.
2k2 è pari, quindi n2 è pari e di conseguenza n è pari.
m ed n sono pari → assurdo perché due numeri primi tra loro non possono essere entrambi pari.
Perciò q non è un numero razionale e non appartiene a Q.
Lezione 2
18/09/2024
Q ≠ ℝ
Teorema
Non esiste un numero q appartenente all'insieme Q tale che q2 è uguale a 2.
∃ q ∈ Q t.c. q2 = 2
Dimostrazione (per assurdo)
Faccio finta che q ∈ Q.
Allora q = m/n, n ≠ 0 e m, n ∈ Z con m, n primi tra loro.
q2 = (m/n)2 = m2/n2.
Se q2 = 2 allora m2/n2 = 2, perciò m2 = 2n2.
m2 è pari, perciò 2n2 è per forza pari e di conseguenza m2.
Allora m2 è pari, quindi m è pari, perciò m = 2k con (k ∈ Z).
Abbiamo m2 = 2n2 ⇒ (2k)2 = 2n2 ⇒ 4k2 = 2n2 ⇒ 2k2 = n2.
Perciò n2 è pari e di conseguenza n2 è pari.
m ed n sono pari → assurdo perché due numeri primi tra loro non possono essere entrambi pari.
Perciò q non è un numero razionale e non appartiene a Q.
Operazioni
Addizione
- Proprietà commutativa: ∀ a, b ∈ a + b = b + a.
- Proprietà associativa: ∀ a, b, c ∈ (a + b) + c = a + (b + c).
- ∃ 0 t.c. a + 0 = a, ∀ a.
- ∀ a ∃ opposto t.c. a + (-a) = 0.
L'addizione opera all'interno dell'insieme ℤ (-a).
Prodotto
- Proprietà commutativa: ∀ a, b ∈ a ⋅ b = b ⋅ a.
- Proprietà associativa: ∀ a, b, c ∈ (a ⋅ b) ⋅ c = a ⋅ (b ⋅ c).
- ∃ 1 unità t.c. a ⋅ 1 = a ∀ a.
- ∀ a ≠ 0 ∃ inverso t.c. a ⋅ (a-1) = 1.
Il prodotto opera all'interno dell'insieme ℚ (a-1).
Il prodotto opera all'interno dell'insieme ℚ (a ⋅ r).
Il più piccolo insieme per poter effettuare i conti è quindi ℚ.
Relazione d'ordine
- ∀ a ∈ a ≤ a.
- ∀ a, b se a ≤ b e b ≤ a, allora a = b.
- ∀ a, b, c se a ≤ b e b ≤ c, allora a ≤ c.
- ∀ a, b, c se a ≤ b allora a + c ≤ b + c.
- ∀ a, b, c (> 0) se a ≤ b allora a ⋅ c ≤ b ⋅ c.
Un insieme in cui valgano tutte le operazioni e le relative proprietà è detto campo ordinato.
ℚ ed ℝ sono campi ordinati.
Assioma di completezza
Siano A, B ⊂ U (non vuoti): se ∀ a ∈ A e ∀ b ∈ B si ha a ≤ b, allora ∃ c ∈ U t.c. a ≤ c ≤ b.
c ∈ U ed è l'elemento separatore.
Esempio
Sia U = Q.
Sia A = {a ∈ Q: a ≤ 0} ∪ {a ∈ Q: a > 0, a2 > 2}.
Sia B = {b ∈ Q: b > 0, b2 ≤ 2}.
In Q A e B non sono separati da niente.
In Q non vale l'assioma di completezza, mentre in IR sì.
Limite superiore e inferiore
Limite superiore
Un insieme A è limitato superiormente se ∃ M ∈ IR t.c. x ≤ M ∀ x ∈ A.
Limite inferiore
Un insieme A è limitato inferiormente se ∃ m ∈ IR t.c. m ≤ x ∀ x ∈ A.
Limite
Un insieme A è limitato se ∃ m, M ∈ IR t.c. m ≤ x ≤ M ∀ x ∈ A.
m = minimo.
M = massimo.
Esempi
IN è limitato inferiormente dato che esiste almeno un numero minore di zero.
IN non è limitato superiormente perché prosegue all'infinito.
ZN non è né limitato superiormente né inferiormente dato che è infinito.
Esempi
A = {1/n | n ∈ ℕ \ {0}}.
A è limitato superiormente e inferiormente.
B = {n / (n + 1) | n ∈ ℕ}.
B è limitato superiormente e inferiormente.
Maggi[oranti] e Mino[ranti]
Sia A ⊂ ℝ: un elemento x ∈ ℝ si dice maggiorante di A se x ≥ a ∀ a ∈ A.
Sia A ⊂ ℝ: un elemento m ∈ ℝ si dice minorante di A se m ≤ x ∀ x ∈ A.
Se un insieme è limitato superiormente, ha dei maggioranti.
Se un insieme è limitato inferiormente, ha dei minoranti.
Estremo superiore e inferiore
Il più piccolo dei maggioranti prende il nome di estremo superiore.
Il più grande dei minoranti prende il nome di.
Esempi
A = {1/n | n ∈ ℕ \ {0}} = {1/1 > 1/2 > 1/3 > 1/4 > ...}.
A ⊂ (0; 1] ➝ se x ≤ 0, allora x ≤ a ∀ a ∈ A.
Noto che 0 ≤ a ∀ a ∈ A, perciò 0 è minorante di A.
0 è il maggiore dei minoranti, perciò è l'estremo inferiore di A.
Se x ≥ 1, allora x ≥ a ∀ a ∈ A.
Noto che a ≤ 1 ∀ a ∈ A, perciò 1 è maggiorante di A.
1 è il minore dei maggioranti, perciò è l'estremo superiore di A.
infℝ A = 0.
supℝ A = 1.
Massimo e minimo
Si dice massimo di A l'elemento n che:
- n ∈ A.
- n ≥ ∀ x ∈ A.
Si significa che il massimo di A è un maggiorante che appartiene all'insieme.
Si indica con max A.
Si dice minimo di A l'elemento m che:
- m ∈ A.
- m ≤ ∀ x ∈ A.
Si significa che il minimo di A è un minorante che appartiene all'insieme.
Si indica con min A.
Esempio
A = {1/n | n ∈ ℕ \ {0}}.
sup A = 1, 1 ∈ A.
inf A = 0, 0 ∉ A.
1 è il massimo di A mentre 0, non essendo compreso al suo interno, non può essere il minimo.
max A = 1 ∄ min A.
Ricerca del limite superiore
A ⊆ ℝ.
A⥲aM.
A = {x ∈ ℝ: a ≤ x ∀ a ∈ A}.
Abbiamo che a ≤ x ∀ a ∈ A, ∀ x ∈ ℝ siamo in ℝ.
In ℝ vale l'assioma di completezza.
∃ c ∈ ℝ t.c. 0 ≤ c ≤ x ∀ a ∈ A, ∀ x ∈ ℝ.
C'è un maggiorante di A: a ≤ c ∀ a ∈ A.
Quindi c ∈ A.
Inoltre c ≤ x ∀ x ∈ A, quindi c = min A e c = sup A.
In Q non vale l'assioma di completezza quindi un insieme limitato superiormente in Q non ammette sicuramente estremi.
Per quanto riguarda l'insieme ℝ, sono ammessi limiti superiori.
sup A = {a se A è limitato superiormente, +∞ se non è limitato superiormente.
ℝ massimo dei minoranti se A è limitato inferiormente.
inf A = {-a se A non è limitato inferiormente.
Esempio
A = {x ∈ ℚ, x > 0} non ha limite superiore in ℚ ma in ℝ sì.
sup A = Ω0 (in ℝ).
Esercizi
Esercizio 1
A ⊂ ℝ, come faccio a dire che sup A = 3 ∈ ℝ?
- a ≤ s ∀ a ∈ A, perciò s è un maggiorante di A.
- ∀ ε > 0 ∃ a ∈ A t.c. s - ε ≤ a, perciò s - ε ∉ A.
- Se s - ε ∈ A, allora s - ε.
Esercizio 2 (Fac simile parziale)
Dato l'insieme E = {n - 1 / n + 1, n ∈ ℕ} trovare:
inf E.
sup E.
min E.
max E.
- E = {-1 ∪ {1/3, 2/4, 3/5} ∪.
- Dato che tutti gli elementi di E sono positivi tranne -1.
n - 1 ≥ 0 → n ≥ 1.
Per ottenere un numero positivo perciò n deve essere ≥ 1. L'unico valore < 1 che n può assumere all'interno di ℕ è 0, perciò:
0 - 1 = -1 ∼ -10/2 = 1.
Il minimo di E è quindi -1.
min E = -1.
- Dato che -1 è anche il valore minimo di E perciò è anche limite inferiore.
inf E = -1.
- Dato che il numeratore n + 1 è sempre più piccolo del denominatore n + 1, quindi.
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Lezione Analisi matematica 1
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