Lezione 1 - Riabilitazione
La riabilitazione è qualificata dalle metodologie che utilizza e non dalle patologie che cura. La riabilitazione si applica a patologie del sistema muscolare, del sistema osseo, a patologie con problematiche viscerali, patologie del sistema nervoso.
A seconda della persona che viene presa in carico con una determinata patologia da parte del riabilitatore, quella patologia può portare con sé una riduzione delle funzioni cognitive, motorie, sociali, che può portare ad una riduzione delle abilità o disabilità.
Esercizio
Il metodo principale che utilizza la riabilitazione è l'esercizio riabilitativo e per il riabilitatore questo diventa sia uno strumento di cura che uno di ricerca e di verifica. In riabilitazione si lavora sul recupero funzionale, cognitivo e comportamentale. Il recupero è apprendimento in condizioni patologiche; ad esempio, provare a mobilizzare l’articolazione del gomito; bisogna valutare innanzitutto le condizioni di partenza e le caratteristiche del paziente con l’obiettivo di imparare a muoversi dopo un incidente, un evento traumatico che ha disturbato l’equilibrio funzionale. Quindi, il paziente deve imparare a muoversi in condizioni patologiche.
Un altro esempio può essere un soggetto che ha avuto l’ictus e deve riacquisire nuovamente la capacità di camminare in cui la deambulazione non sarà mai quella di prima ma sarà una deambulazione adattata con degli ausili. Gli esercizi devono essere fatti sempre in maniera differente in base alla funzione di cui il soggetto riesce a fare esperienza, con la capacità di portare il paziente da una situazione di minore abilità ad una situazione di maggiore indipendenza, definendo la riabilitazione la scienza del cambiamento.
Assetto operativo
- Diagnosi: in riabilitazione oltre alla diagnosi clinica (non è sufficiente per definire un valido programma riabilitativo) è presente la diagnosi di funzione/funzionale. Ad esempio, un soggetto di 58 anni presenta una malattia ortopedica e si sottopone ad un intervento di elezione di sostituzione articolare a livello dell’anca (intervento di protesi all’anca) in quanto l’utente presenta dolore non più attenuato a livello farmacologico e presenta già dei deficit nella deambulazione. La diagnosi è postumi di protesi d’anca, in questo caso può essere anche strumentale, quindi, si effettua una radiografia prima e dopo indicando del corretto posizionamento della protesi.
- Insieme alla diagnosi medica bisogna definire la diagnosi funzionale, ovvero: l’intervento di protesi all’anca, nell’immediato, come influenza la vita quotidiana del paziente? Nell’immediato il soggetto non riuscirà a camminare e dovrà recuperare la deambulazione. La diagnosi funzionale sarà deficit della deambulazione; questo è un processo fondamentale per comprendere quali siano le strutture fisiche che abbiano necessità di trattamento. La diagnosi è semeiotica strumentale e clinica rivolta alle patologie dei sistemi funzionali ed effettua una valutazione ed un inquadramento nosologico in base all’evoluzione del recupero.
-
Lezione 2 Medicina fisica e riabilitativa
-
Lezione 3 Medicina fisica e riabilitativa
-
Lezione 20 Fisica 1
-
Lezione 19 Fisica 1