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Letteratura italiana moderna e contemporanea primo semestre 2021

Professore: Nicola Turi

13 settembre 2021

  • 5 autori, narratori, che si sono cimentati anche nei radiodrammi: Luciano Bianciardi, Primo Levi, Luigi Malerba, Carlo Fruttero e Franco Lucentini.
  • “Le storie naturali” di Primo Levi > cercare “Tutti i racconti”.
  • Esame: prima parte 2 autori (vita, libri, saggi e radiodrammi) - seconda parte storia del radiodramma + Malerba (vita, il serpente, ossido di carbonio, stazione zero, saggi e radiodrammi) / oppure tutto insieme.

13 settembre 2021

Contesto storico-politico

Anni ’60-’70: che cosa succede?

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È la stagione del realismo (etichetta critica nata a posteriori. Indica quest’atmosfera condivisa che prende il nome di realista), di una letteratura molto ideologizzata; è un periodo anche della testimonianza, tutti volevano raccontare la loro esperienza di quel periodo (in questo rientra anche Primo Levi che pubblica “Se questo è un uomo” nel ’47). Il linguaggio utilizzato è fresco e parlato, caratteristiche che arrivano dai letterari americani.

La letteratura deve rivendicare una posizione, deve arrivare a tutti, deve essere un mezzo per avvicinare gli intellettuali a quelli di estrazione popolare. Periodo della testimonianza (rivendicare posizione storico-sociale, testimoniare e parlare in modo diretto al popolo).

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Da qui gli scrittori: Arbasino, Manganelli, Malerba > fonderanno questo gruppo volontario (a differenza del neorealismo (etichetta)) chiamato “Gruppo ‘63” (si oppone al neorealismo, avanguardia che cerca di rompere con il movimento che descrive gli avvenimenti della seconda guerra mondiale.

Neorealismo: dopo il ventennio fascista c’è un'esplosione in cui la produzione narrativa prevalente (Calvino, Pratolini) ha la tendenza di raccontare degli avvenimenti di guerra, il tema è a sfondo storico (sentieri nido di ragno, cronache di poveri amanti). Con uno stile diretto, che riproduce il parlato, sfrutta i dialoghi e l’esempio della narrativa americana che era arrivata durante le due guerre.

Gruppo ‘63 (detti anche movimento della neoavanguardia): moto di reazione al modo di scrivere precedente. La letteratura deve angosciare, intenerire, spiazzare, non insegnare e dire cosa è buono e cosa cattivo. Si contesta anche il modo di scrivere semplice e quasi falso, patetico.

Gruppo ‘63 fondato a Palermo all’hotel Zagarella, egli ufficializza una specie di atmosfera culturale e estetica che circolava già negli anni 50. Volevano arricchire il linguaggio (più tecnico) (si seguono un po’ le orme di Gadda, anche se non faceva parte del gruppo ‘63). Si rifacevano anche a un gruppo di scrittori francesi “nouveau roman”.

  • 1963: data simbolica spartiacque ma anno importante perché escono tanti libri (Arbasino pubblica “fratelli d’Italia”, Sanguineti “capriccio italiano”, Ginzburg “lessico famigliare", Primo Levi “la tregua”, ma anche gli anni attorno ‘62 “vita agra, ‘64 “le cosmicomiche”).

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Radiotrasmissioni radiofoniche in Italia

La radiotrasmissioni radiofoniche in Italia cominciano nel 1924. La radio era nata per trasmettere notizie, eventi sportivi, propaganda (i mass media aiutano ad accrescere il consenso) e opposizione.

Vargas Llosa nel ’72 scrive “la zia Julia e lo scribacchino" (?): racconta la storia di un ragazzo che s'innamora della zia (ogni capitolo è intervallato da una puntata del radiodramma). Prima di ritrovarsi attorno alla televisione, si ritrova attorno alla radio.

3 riviste specializzate che parlano di radio:

  • Radiocorriere (consultabile anche oggi).
  • Repertorio.
  • Radiodramma.

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Il radiodramma

Il radiodramma (creare un testo che sia immediatamente fruibile all’ascolto, senza dover ricorrere a spiegazioni) è un testo scritto per la radio che ha durata variabile e sono testi fatti di:

  • Parole.
  • Rumori.
  • Musica.
  • Silenzi.

Sono testi pensati esclusivamente per l’ascolto, era un intrattenimento come un film, ma rispetto al film le immagini non c’erano, c’erano musiche di repertorio che potevano essere musiche originali o spie musicali per introdurre dei personaggi.

Dobbiamo pensare al radiodramma come una rappresentazione drammatica per la radio > c’è un attore, c’è un regista. Pratolini, ad esempio, scrisse nel ’52 un radiodramma che si intitola “La domenica della buona gente” in cui racconta una serie di storie che girano attorno a una partita di calcio e tutte le volte che si ha un cambio di trama si ha una spia musicale. È presente una voce narrante che introduce l’opera che si sta per sviluppare.

Scrivere un testo solo per l’ascolto significa scontrarsi con delle difficoltà. Scrivere un testo per la scena che poi va in radio, non è come scrivere un testo per la radio. Prima i testi venivano presi da copioni teatrali e rifatti in radio, ora i testi vengono fatti direttamente per la radio.

L’indeterminatezza e le scenografie sono il punto di forza (Manganelli, “In un luogo imprecisato” - ci sono delle voci che parlano tra di loro e dal dialogo sembra che il protagonista sia arrivato nell’aldilà, questa indeterminatezza è la forza di questo testo).

Il primo radiodramma in Italia risale al 1929 e si intitola “l’anello di Teodosio”.

La radio vive la stagione di maggior successo nel dopoguerra in cui viene meno il controllo asfissiante della censura (disagio psichico, suicidio, sofferenza che nella concezione ottimista del fascismo non possono essere concessi) e l’offertà di possibilità tecnologiche è maggiore. La televisione è una concorrenza che la radio non riesce più a fronteggiare > forse ha stimolato il genere del radiodramma a rinnovarsi, a trovare nuove soluzioni stilistiche.

I radiodrammi inizialmente si registravano in diretta poi le tecniche di registrazione hanno subito modifiche.

Negli anni ’50, ’60, si comincia a registrare su nastro/pellicola, per cui si possono montare cose diverse, se una registrazione viene male si può rifare sopra e queste novità permettono di offrire prodotti più elaborati. Primo Levi riceve una cassetta dalla radio canadese che ha già fatto una versione inglese di “Se questo è un uomo” che contiene dei rumori fatti dai rumoristi. Alla fine degli anni ‘50 infatti, nasce anche un centro di fonologia sperimentale.

Primo Levi

Primo Levi nasce nel 1919 e muore nell’aprile del 1987 suicida, questo è un aspetto drammatico e curioso perché l’esperienza di sopravvissuto al lager ha chiaramente lasciato tracce profonde nella vita successiva ad esso, nonostante ciò Levi ha sempre cercato di esibire un amore per la vita nonostante la sua esperienza.

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Era piemontese, ebreo di provenienza per cui anche la sua famiglia viveva la religione ebraica in modo debole. Nel 1938 vengono proclamate le leggi razziali e Levi, che studiava chimica, non aveva più accesso a determinati laboratori in quanto ebreo (ma riesce comunque a liberarsi).

Era un personaggio schivo, taciturno, da ragazzo non aveva molta facilità a instaurare relazioni sociali ma nel ’43, dopo l’armistizio, sente il dovere di dover partecipare agli eventi della storia si unisce a un gruppo di partigiani e in pochi giorni viene catturato. Viene portato a Fossoli e in seguito, nel 1944, trasferito ad Auschwitz in cui starà 10 mesi e di cui successivamente testimonierà).

“Perché non vi siete ribellati?” veniva spesso chiesto durante gli interventi nelle scuole > non hai più dignità umana, il prigioniero viene mandato nudo sotto la neve, viene privato dei suoi vestiti, viene marchiato con un numero tatuato sul braccio, viene privato delle sue forze.

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Nel frattempo Levi torna a svolgere il suo lavoro di chimico e diventa uno scrittore nato per testimoniare, però coltiva delle aspirazioni letterarie anche negli anni successivi in cui lui è un nome sconosciuto della società letteraria fino a quando nel 1958.

'& L’Einaudi decide di pubblicarlo > a questo punto Primo Levi diventa celebre e si fa convincere a raccontare anche il viaggio di ritorno.

1963'&<3II-)0.&GB.&94+23.J&1964'&GY+&=3+/91&T&3*&3151J&,)8+*9.&3*.&8+4/)1*+&4.,)1(1*)0.&*1*1/9.*9+&,+II.&9.2-).4+&,+--+&94./<1/)F)1*)&/10)1-12)07+&Z&/)&4+/+&01*91&07+&-C+/<+4)+*F.&,+-&-.2+4&+4.&.*07+&3,)9)8.:&&&&>&/(4399.&-.&<1//)I)-)9[&,)&4+2)/94.4+&.--C+/9+4*1E&\

Primo Levi non abbandona mai la riflessione sull’esperienza del lager, però coltiva anche aspirazioni letterarie > si convince sempre di più che la forza della sua opera si debba ricercare anche nei titoli che sforna negli ultimi 20 anni della sua vita, non solo in “Se questo è un uomo” o “La tregua”. Levi si considera uno scrittore a tutto tondo e anche uno scrittore che può sperimentare altre forme espressive: come quella utilizzata in “Storie naturali”, o in “Intervista aziendale”.

4fi fl'pubblica1966 le “Storie naturali”.

Lo pubblica con uno pseudonimo “Damiano Malabaila" perché il testo la viveva come un possibile dramma per i lettori leggere un testo di “fantascienza” scritto dallo stesso autore di “se questo è un uomo”.

Tra questi racconti ce ne sono alcuni che hanno le battute (ci possiamo domandare: questi testi erano stati scritti per la radio?). Alcuni testi che sono stati recitati, altri sono stati letti.

G)*9+48)/9.& .F)+*,.-+J1968'& vuole raccontare l’alienazione nel mondo del lavoro. Levi fornisce questa idea al regista Carlo Quartucci che crea questo testo meta-radiofonico (=quando si confondono i confini tra attore e personaggio) in cui mescola delle interviste vere + parte recitate da attori che fanno finta di essere dipendenti dell’azienda + pezzi di backstage. Infine inserisce la voce di Levi - per Primo Levi era un qualcosa di troppo forte, svilente, per il lavoratore italiano medio di quegli anni.

Gerard Genette ha pubblicato “figure 3” in cui analizza i termini letterari del momento tra cui il termine metaletterario, che significa le letteratura che gioca sull'aspetto dell’aspetto narrativo ma che nel frattempo autocommenta ciò che avviene nel presente (racconto dentro il racconto).

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La scrittura diventa per lui un senso di liberazione, lui stesso disse che “senza scrivere sarei rimasto dannato in terra”.

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L’incubo peggiore del tornare a casa era non essere ascoltato, ma comincia a stendere le memorie di questa esperienza perché ha urgenza di raccontare e decide di pubblicare questi brani. La casa editrice l’Einaudi inizialmente non è interessata, credeva che il racconto così crudo, oggettivo, reale del campo era qualcosa che turbava, spaventava troppo.

1986 pubblica un saggio organico di riflessione, “I sommersi e i salvati”, su cosa è stato la shoah, sulla memoria, sulla necessità di tramandare (sommersi= morti e salvati= sopravvissuti):

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È un testo spaventoso per certi versi ma che racconta i fatti da cui trarre degli spunti di riflessione sulla natura umana.

Il romanzo è raccontato in prima persona da un prigioniero del lager.

  • Nella versione radiofonica ascoltiamo i dialoghi.
  • Il 25 luglio del ’43 viene destituito Mussolini.
  • L’8 settembre del ’43 Badoglio firma l’armistizio.
  • Viene rispettato il testo originale.

Trasposizione radiofonica di “Se questo è un uomo” 1964

Levi insiste molto sul mantenere una dignità, di sentirti ancora un uomo: la pulizia del proprio corpo per rimanere in contatto con la propria identità, non lasciarsi andare, svolgere bene un lavoro per conservare un rispetto di me stesso che mi permette di rimanere essere umano, perché il lavoro nobilita - insiste molto sull'annientamento morale.

A Levi era stata inviata una prima copia di versione radiofonica dal Canada. Lui la rifà.

  • Il rumore del treno è il così detto “luogo parlante” del radiodramma (l’ascoltatore riesce a comprendere il luogo attorno a cui si gira la vicenda solo dal rumore, senza vederlo e senza che la voce narrante lo specifichi).

La trasposizione radiofonica permette infatti di vivere il campo: il rumore del campo, dei piedi strascicati dai prigionieri, il vento, la differenza delle lingue parlate (tedesco, ebraico..).

20 settembre 2021

Primo Levi vuole raccontare esattamente cos’è successo nel campo di concentramento, come si svolgeva la giornata, le condizioni, attraverso la propria esperienza e al tempo stesso vuole riflettere.

Cosa funziona nel radiodramma per rendere l’atmosfera, l’esperienza, del campo di concentramento? i rumori, le voci, i silenzi.

  • Ogni prigioniero deve essere in grado di riconoscere il proprio numero in tedesco.
  • Primo Levi dà una descrizione accurata del luogo in cui si trova.

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  • I rumori atmosferici sono un elemento su cui Levi insiste.
  • Luogo di lavoro: fabbrica della Buna.
  • Insiste sulla relatività di certi sentimenti e valori e di come li concepiamo noi oggi, anche paragonati ad altri.

Es: il momento subito dopo pranzo quando le SS comunicano che devono riprendere a lavorare, dopo che i prigionieri avevano trovato un minimo di sollievo dall’assopimento / paragone con l’inferno di Dante - la guardia sulla porta paragonata a Caronte.

Noi abbiamo dei valori etici e morali, lì certe distinzioni, certi confini, si annebbiano. Quando valutiamo certi comportamenti tenuti dai prigionieri del campo, dobbiamo pensare che si trovavano all’interno di un esperimento sociale, biologico, organizzato. Ognuno li era disperatamente solo, e nel campo spesso la linea tra bene e male non esisteva. Ma succedeva anche che ci fossero dei gesti di amicizia, solidarietà e raramente condivisione dei beni.

  • La voce narrante, che nella prima parte la voce narrante è isolata, riflessiva, non solo narrativa ma inevitabile nella storia, è mista ai rumori e serve per comprendere ciò che avviene, ci guida. (non sempre nei radiodrammi è presente)

In “Se questo è un uomo” c’è un io narrante che parla in prima persona e si identifica poiché c’è bisogno di capire cosa è successo > è fatto di scene sia in presa diretta (rumori, voci) sia a posteriori (voce che guida).

  • Episodio: “Il canto di Ulisse” - Primo Levi sta svolgendo un incarico insieme al francese Jean Pikolo, molto affascinato dall’Italia e desideroso di imparare la lingu
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marvt di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Turi Nicola.
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