DECADENTISMO
Il Decadentismo è una fase storico-letteraria europea che si sviluppa a fine 800’.
Nasce in Francia come atteggiamento di ribellione verso la società borghese e riguarda tutto ciò che viene
percepito come decadente. I tratti principali del movimento sono l'estetismo e l'irrazionalismo, in
opposizione al razionalismo illuminista.
Il Decadentismo presenta alcune somiglianze con il Romanticismo, perché entrambi hanno una matrice
irrazionale. Tuttavia ci sono importanti differenze: Romanticismo è rivoluzionario e partecipa attivamente
alla politica, mentre il Decadentismo tende a rifiutare l'impegno politico e assume un atteggiamento
nostalgico verso il passato.
Con il decadentismo, natura e realtà appaiono misteriose, e l’artista tende a mettere in evidenza le proprie
debolezze interiori e aspetti patologici della propria sensibilità.
In questa visione il poeta è considerato un "veggente", cioè una figura capace di cogliere ciò che va oltre
la normalità e le apparenze della realtà.
GABRIELE D’ANNUNZIO
D'Annunzio nasce a Pescara nel 1863 e muore nel 1938 al Vittoriale.
Proveniva da una famiglia ricca; studiò nel prestigioso Collegio Cicognini e nel 1879 pubblicò la sua 1°
raccolta poetica, “Primo vere”.
Successivamente si trasferì a Roma, dove si iscrisse alla facoltà di lettere, ma il successo della sua opera
lo spinse a dedicarsi soprattutto alla vita mondana. Pubblicò poi una seconda edizione di “Primo vere”,
attirando l'attenzione del pubblico facendo diffondere la falsa notizia della sua morte prima della
pubblicazione del libro, per poi annunciare di essere ancora vivo.
Si sposò con l'aristocratica Maria Hardouin con la quale ebbe 3 figli, ma ebbe anche numerose relazioni e
figli illegittimi.
Nel 1889 pubblicò il romanzo “Il piacere”, uno dei momenti più alti dell'estetismo dannunziano e provocò
sia scandalo che successo.
Nel 1895 si innamorò dell'attrice Eleonora Duse, relazione che influenzò molto la sua produzione teatrale.
Dopo essersi candidato in parlamento (destra e sinistra), si riempì di debiti e si esiliò a Parigi per 4anni.
Qui scrisse opere autobiografiche e si mantenne lavorando nel teatro, nel cinema e nel giornalismo.
Quando scoppiò la Prima guerra mondiale, rientrò in Italia e nel 1915 fu nominato poeta-vate.
Pronunciò vari discorsi interventisti e partecipò a imprese militari, (perdita vista, opera notturno).
Nel dopoguerra guidò l'Impresa di Fiume.
I rapporti con Benito Mussolini erano apparentemente amichevoli ma segnati da rivalità per via della
grande popolarità del poeta. Il regime fascista gli fece costruire il Vittoriale degli Italiani, monumento
celebrativo.
IL PIACERE
Il romanzo “Il piacere” fu scritto da D'Annunzio nel 1888 a Pescara, presso l'amico Paolo Michetti.
L'opera rappresenta il momento più importante, ma anche critico, della fase estetica della sua opera, in cui
la bellezza è considerata il valore principale e la vita stessa diventa arte.
-Il protagonista, Andrea Sperelli, incarna l'eroe decadente, simile a Dorian Gray di Oscar Wilde, e riflette
in parte l'autore: vede la vita come subordinata all'arte e al piacere, cercando raffinatezza, cultura e
bellezza a ogni costo.
Pur essendo nobile, affascinante e sensibile, il suo amore per il bello sfocia nell'egoismo e nel desiderio
di piacere, mostrando i limiti del suo stile di vita.
Le 2 donne amate da Sperelli sono fondamentali: Elena rappresenta la passione e il desiderio, mentre
Maria la purezza e l'amore spirituale. Attraverso di loro, D'Annunzio mostra la lotta interna del
protagonista tra piacere e idealità e la crisi dell'eroe decadente, dimostrando che una vita basata solo
sulla bellezza e sul piacere non porta vera felicità.
T1- ANDREA SPERELLI: IL RITRATTO DI UN ESTETA
Nel brano tratto dal romanzo Il piacere, D'Annunzio presenta il protagonista Andrea Sperelli come il
modello dell'esteta decadente. Sperelli appartiene a una famiglia aristocratica e raffinata e considera la
bellezza e l'arte i valori più importanti della vita. Per lui la vita deve essere l’arte stessa.
Il personaggio possiede tutte le qualità dell'esteta: nobiltà, cultura, eleganza e sensibilità artistica.
Tuttavia nel testo emerge anche una forte contraddizione: da una parte Sperelli incarna perfettamente
l'ideale estetico dannunziano, dall'altra mostra la crisi dell'estetismo. Infatti la sua ricerca continua del
piacere e della bellezza porta progressivamente a un impoverimento interiore, alla perdita delle sue
energie e delle sue speranze.
Il brano mette quindi in evidenza come l'estetismo possa trasformarsi in illusione e finzione, perché la
vita basata solo sull'apparenza e sul piacere finisce per chiudere il protagonista in una crisi morale e
personale.
T2- IL FALLIMENTO DELL’ESTETA
Il brano riguarda il destino dei personaggi che vivono esclusivamente per l’estetica e il piacere, senza
legami morali o sentimentali profondi.
Andrea Sperelli incarna l'eroe decadente: è affascinante, colto, sensibile e nobile, ma concentra tutta la sua
vita sull'arte, sul lusso e sulle emozioni intense. Questo modo di vivere lo porta però a una crisi
interiore: non riesce mai a trovare una vera felicità o un senso duraturo, perché la ricerca del piacere è
effimera e superficiale.
Il fallimento dell'esteta si manifesta così in 3 modi principali:
1. Insoddisfazione affettiva - Andrea non riesce a costruire rapporti stabili o veri, come dimostra la
tensione tra le due donne amate: Elena (passionale) e Maria (spirituale).
2. Vuoto morale - La vita dedicata solo ai piaceri diventa sterile, perché ignora valori profondi come
l'amore autentico, l'impegno o la responsabilità.
3. Crisi esistenziale - Alla fine, l'esteta capisce che il culto del bello e del piacere non basta a dare
senso alla vita, e il suo ideale si frantuma.
D'Annunzio mostra che l'esteta, pur elegante e raffinato, è destinato a fallire perché la bellezza fine a sé
stessa non può sostituire la profondità umana e spirituale.
D'Annunzio introduce una nuova figura: il superuomo, ispirato al pensiero di Nietzsche.
Per D'Annunzio il superuomo è un individuo eccezionale e privilegiato, dotato di grande energia e
creatività, che si considera superiore agli uomini comuni e libero dalle normali regole morali.
Il protagonista è Claudio Cantelmo, un aristocratico che si considera superiore.
Il suo progetto è quello di trovare una donna con cui generare un figlio destinato a riscattare l'umanità
dalla decadenza. Il titolo del romanzo “le vergini delle rocce” deriva dalle 3 sorelle nobili tra cui il
protagonista dovrebbe scegliere la madre di questo figlio.
Tuttavia il progetto di Cantelmo non si realizza, e anche in questo caso il mito del superuomo rimane
incompiuto e ambiguo. Il protagonista appare alla fine un uomo sconfitto, incapace di realizzare il
proprio ideale. Gli resta solo il piacere erotico come consolazione e come mezzo per allontanare il pensiero
della morte.
In generale, nei romanzi del superuomo di D'Annunzio emerge una profonda contraddizione: l'eroe si
considera superiore agli altri, ma alla fine viene sempre sconfitto.
T3- IL PROGRAMMA DEL SUPERUOMO
Il brano tratto da "Le vergini delle rocce" parla delle idee di Claudio Cantelmo, il protagonista, che
rappresenta il superuomo ispirato a Nietzsche.
Claudio riflette sul ruolo degli uomini superiori nella società e rivolge un appello ai poeti e ai nobili:
secondo lui devono difendere la bellezza e la vera poesia, evitando temi volgari e resistendo alla massa e
alla decadenza della società moderna.
Il superuomo, secondo Claudio, deve guidare il mondo e riportare la civiltà al suo splendore, soprattutto a
Roma, opponendosi alla decadenza e alla massificazione. Claudio è in parte l'evoluzione dell'esteta
Andrea Sperelli, solo che Sperelli non riesce a contrastare il destino della società, il superuomo tenta a
intervenire attivamente.
Nel brano emerge anche una critica alla democrazia, perché D'Annunzio pensa che non tutti debbano
avere lo stesso potere politico: la guida dovrebbe tornare alla nobiltà e agli uomini superiori, mentre i
poeti devono continuare a essere interpreti della bellezza e della verità.
LA POESIA
Nelle poesie di D'Annunzio, emerge un tono più leggero e armonioso. In alcune opere compaiono ancora
le figure dell'esteta e del superuomo, che diventano portavoce della poetica decadente e dell'esaltazione
della vita.
D’Annunzio con il superuomo e Pascoli con il Fanciullino, entrambi cercano di cogliere il mistero della
natura.
Tra le Laudi è centrale Alcyone, dedicata alla giovinezza, alla natura e all'energia dell'ispirazione artistica.
I componimenti seguono il percorso dell'estate, da giugno a settembre.
In questa raccolta è importante il tema del panismo, cioè la fusione tra uomo e natura, che permette al
poeta di identificarsi con il mondo naturale e di coglierne la bellezza e il mistero.
T4- LA SERA FIESOLANA
La poesia, contenuta nella raccolta Alcyone di D'Annunzio, è ambientata nelle campagne di Fiesole,
vicino Firenze. La scena descrive una sera di giugno dopo la pioggia, in cui il poeta e la donna amata
osservano l'arrivo della sera tra suoni, profumi e colori della natura.
La poesia non segue uno schema metrico fisso ed è interrotta da tre versi di lode che iniziano con
"Laudata", richiamando il Cantico delle creature di Francesco d'Assisi.
Questo crea un'atmosfera sacra, che però si mescola con elementi sensuali ed erotici, tipici dannunz
Nel testo la natura viene descritta in modo molto sensoriale e musicale: immagini, suoni e profumi creano
un'atmosfera di pace e mistero.
La sera, la pioggia e il paesaggio vengono spesso personificati, e la natura sembra dialogare con
l'uomo. Si realizza così una fusione tra uomo e natura, tipica del panismo dannunziano. Alla fine della
poesia l'arrivo dell'estate e del temporale estivo viene rappresentato come una sinfonia della natura, che
unisce mistero, sensualità e armonia.
T5- LA PIOGGIA NEL PINETO
La poesia, descrive la fusione tra uomo e natura all'interno di una pineta nei pressi di Marina di Pisa. Il
poeta si trova con la donna amata, Ermione, e insieme osservano e ascoltano la pioggia che cade sulla
vegetazione, creando un'atmosfera magica e quasi fiabesca.
D'Annunzio sfrutta al massimo la musicalità della parola, attraverso allitterazioni, anafore e figure
sinestetiche, per riprodurre i suoni e le sensazioni della pioggia.
La poesia esprime una fusione panica, in cui l'uomo e la donna si integrano con la natura: la pioggia
bagna i loro corpi e li unisce agli elementi vegetali, come se diventassero parte della pineta stessa.
Ermione appare trasformata dalla pioggia, quasi come nelle metamorfosi classiche (Dafne), mentre il
poeta vive l'esperienza in completa unione con il paesaggio. La natura viene personificata, e ogni suono
crea una sinfonia unica. La poesia mantiene una dimensione di favola e illusione, sottolineando il mistero,
la bellezza e l'illusorietà dell'amore e della vita.
LA POESIA CREPUSCOLARE
La poesia crepuscolare in Italia nel 900’, ma non è un vero movimento organizzato.
Il termine "crepuscolare" indica la consapevolezza che la grande tradizione poetica stia finendo, come
se fosse al tramonto. I poeti crepuscolari rifiutano l'idea del poeta come figura superiore e speciale,
preferiscono un linguaggio semplice, quotidiano e ironico, per esprimere la condizione di un poeta ormai
simile agli uomini comuni.
Questa tendenza dura poco, tra i principali autori troviamo Corazzini che esprime nelle sue poesie la
fragilità e la sofferenza causate dalla malattia (tubercolosi), che lo porterà a morire molto giovane.
Per lui la poesia non deve cercare il sublime, ma l'autenticità della vita vera. Arriva persino a negarsi
come poeta, definendosi "un piccolo fanciullo che piange” e mostra la sua condizione di uomo fragile tra gli
altri uomini.
T6- DESOLAZIONE DEL POVERO POETA SENTIMENTALE
La poesia di Sergio Corazzini è una dichiarazione della sua poetica crepuscolare.
Il poeta rifiuta di essere chiamato "poeta", perché non si sente una figura speciale o superiore agli altri. Si
descrive invece come un piccolo fanciullo fragile che piange, pieno di tristezza e sofferenza.
Nella poesia emergono alcuni temi principali:
• il rifiuto del ruolo del poeta come figura privilegiata;
• la sofferenza personale, legata anche alla malattia, vista come segno di autenticità;
• l'amore per le gioie semplici e le tristezze comuni,
• una sensibilit&agrav