Lingua e letteratura italiana contemporanea
Tutte le attività legate alla storia sono connesse a un contesto socio-economico. Noi dobbiamo sempre cercare di collocare un autore all’interno del suo contesto storico, perché nessuno mai produce qualcosa in un contesto isolato.
Concetti importanti
Canone: parola del greco che indica qualcosa che costituisce un modello, un paradigma (es. canone di bellezza = tutti gli elementi che costituiscono un canone di bellezza). In letteratura ci sono degli autori che rappresentano dei canoni e autori che sono importanti ma che restano delle eccellenze, che non sono così importanti per i secoli a venire. Alcuni autori hanno modificato lo stile della lingua.
Eccellenza (es. Carducci): non sono così importanti per i secoli a venire.
Ottocento: "secolo lungo"
L'ottocento è definito un "secolo lungo" perché inizia negli ultimi anni del '700, dove c’è un cambiamento, e si prolunga fino al 1915 (prima guerra mondiale), risultando così un secolo esteso.
All’inizio, l’Italia non era ancora unificata (1861), ma ci sono elementi importanti che stavano definendo l’evoluzione della lingua.
Nel corso del 1800-1900 e fino ad oggi, il nostro modo di vivere è stato influenzato dalla cultura francese e anglosassone. Gli assi principali dello sviluppo culturale del pianeta si sono spostati: nell'800 il luogo dell’innovazione culturale era Parigi, nel 900 ci si è spostati verso l’Inghilterra, fino ad oggi che siamo passati agli USA.
Lingua e patrimonio
La lingua per l’Italia è un percorso di acquisizione su cui la linguistica prende forma. Ci sono stati intellettuali che si sono occupati della lingua, e quindi del passaggio dal latino alle lingue volgari. Pietro Bembo si occupa della questione della lingua. Il problema della lingua è molto forte perché non esiste una nazione che non abbia una sua lingua: in Italia c’erano una serie di lingue frazionate, per esempio i dialetti. Quindi è anche una meta, qualcosa a cui si tende, da raggiungere.
Qual è la lingua che poi useranno gli italiani? Domanda che si pongono gli intellettuali. Manzoni si pone molto anche il quesito di definire questa questione perché noi ci identifichiamo nella lingua che parliamo. Manzoni proponeva il fiorentino come lingua nazionale.
Unificazione e influenza francese
1861: data simbolo dell’unità d’Italia, considerata uno spartiacque prima e dopo l’unità. La dominazione francese è stata importantissima per l’Italia perché Napoleone ha cambiato le sorti di tutto il continente. Lui importa dalla Francia il suo modello di stato, che è arrivato ai giorni nostri, rivoluzionario e di grandissima modernità. Cambiando l’assetto politico cambia anche la lingua; per esempio, tutte le raccolte di legge dell’800 sono scritte in francese (in Piemonte si parlano due lingue). La lingua che dà l’impronta alla letteratura è il linguaggio del commercio, della politica e dell’amministrazione. Nasce lo stereotipo secondo cui il francese viene definito come la lingua della ragione, mentre l’italiano come lingua della passione.
L’italiano cos’è? La lingua che la gente parla nelle case, nelle strade, ma non nelle campagne, dove si parla dialetto. L’Accademia della Crusca viene trascurata nel corso del '700 e chiusa, ma Napoleone decide di farla rinascere per valorizzare le istituzioni italiane, così rinasce anche la nostra cultura. L'accademia, nata nel 1600, si occupa della lingua italiana, nella quale nasce l’italiano vero.
Influenze linguistiche
Francesismi: parole passate direttamente dal francese alla nostra lingua quotidiana (es. piuttosto che), catalogate anche come "forestierismi", ovvero qualcosa che viene dall’estero. Le lingue ufficiali della Comunità Europea sono francese, tedesco e inglese.
Nell’800, la maggior parte della popolazione italiana era analfabeta. I dialetti erano visti da due punti di vista:
- Una lingua che non c’è
- Una lingua che si cerca di costruire
Ci sono delle categorie:
- Ricchi
- Poveri
- Clero
- Mercanti (figura che, pur provenendo da una situazione modesta economicamente, deve saper leggere, scrivere, parlare e fare; anche la cultura matematica prende importanza)
Il romanticismo fece emergere l’ispirazione a una lingua come strumento sociale di comunicazione scritta e parlata, rivalutando i dialetti come "immagine fedele dei popoli", mentre dai classicisti i dialetti venivano visti come ostacoli alla diffusione nazionale della lingua.
La scuola
Non c’erano scuole, ma esistevano delle scuole comunali nei paesi con maestri poco preparati; la situazione italiana era disperata/precaria. L’insegnamento dell’italiano per le classi più elevate era ancora limitato all’istruzione privata, domestica e nei seminari. La preparazione dei maestri era comunque scarsa. La scuola, dopo l’unità, si propone di combattere l’analfabetismo ma non di svecchiare la lingua, un esperimento non riuscito.
Prosa e poesia
Quando si fa un primo censimento, dopo l’unità d’Italia, per sapere quanti fossero gli analfabeti, questi erano il 78%. Nel corso dell’800, la situazione della lingua è in continua evoluzione, in particolare la prosa ha uno sviluppo velocissimo grazie allo sviluppo economico. Ci sono parole nuove che entrano nella lingua, e per la prima volta sono maggiori gli apporti alla lingua anglosassone rispetto a quelli della lingua francese, perché gli sviluppi industriali provengono maggiormente dall’Inghilterra. La lingua è l’aspetto del cambiamento della società.
La poesia comincia ad avere un’evoluzione che la porterà dalla poesia del 700 fino agli esempi più destrutturati della poesia contemporanea. La poesia è la prima ad essere rivoluzionata, ma allo stesso tempo è appannaggio di pochi. Anche la grafia si modifica, così come la fonetica e la sintassi. Nascono nuovi termini come i colloquialismi e i neologismi, semplificando una parola per il gergo quotidiano.
Quando gli italiani iniziano a parlare l’italiano? Un secolo dopo l’unità, con l’avvento della televisione, con questa lingua un po’ piatta, l’italiano dei semi colti, diventa la lingua dominante. L’italiano regionale si trasforma in un italiano dell’uso medio, italiano popolare; la lingua inizia a popolarsi di termini provenienti dall’inglese e americano.
Romanzo storico
Il romanzo storico è antico ed è un canone per tutta la letteratura italiana e per tutte le letterature europee. È un’opera narrativa ambientata nel passato.
- È un tipo di scrittura ampio e variegato al suo interno, lo possiamo ritenere un canone.
- È un grande canone all’interno del quale si possono trovare romanzi di altissimo valore, come per esempio i Promessi Sposi.
Il romanzo storico è una narrazione che non si svolge ai giorni nostri, ma in un’epoca passata, tramite la ricostruzione dell’epoca attraverso atmosfere, usanze, costumi e mentalità dei personaggi principali. Il romanzo ci dice che c’è una vicenda che caratterizza dei personaggi, il più delle volte fantastici, che si intrecciano in vicende realmente accadute, ad esempio Renzo e Lucia (per esempio “il trono di spade” è un fantasy perché non è collocabile in nessuna epoca, ma prende elementi nelle storie di tutti i posti).
Ogni autore di romanzo storico inizia un lavoro di ricerca, archivio e documentazione che soltanto uno studioso è in grado di fare. Nessuno può improvvisarsi autore di romanzi storici. Manzoni definisce il romanzo storico come un componimento misto di storia e di invenzione, con una particolarità ovvero che l’invenzione sia verosimile.
È importante che nel romanzo siano rispettate:
- Psicologia dei personaggi (una ragazza dell’800 non può avere la nostra mentalità, il suo scenario è profondamente diverso: cultura, ambiente, disponibilità e informazioni). È qualcosa che deve rispettare lo scenario culturale inserendo una storia di invenzione.
Narrazione storica: nulla è lasciato al caso e nulla è inventato, lo storico fa solo ricerca e c’è l’apporto di altre branche della scienza.
Anacronismo: qualcosa che è fuori dal tempo.
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