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Età arcaica di Roma

Roma inizialmente era una monarchia. La leggenda narra sette re, da Romolo a Tarquinio il Superbo. Dopo che quest'ultimo fu deposto, nel 509, il governo dei re fu sostituito dal regime aristocratico che affidava il potere a un'élite di proprietari terrieri.

Prima guerra punica

Roma repubblicana aveva già conquistato la maggior parte dell'Italia e mirava alla Sicilia, dove stavano i cartaginesi. I cartaginesi avevano un forte esercito, una forte flotta ed erano perlopiù agricoli. Questa guerra durò dal 164 al 141, con la vittoria dei Romani. Questa vittoria fece capire ai Romani che potevano espandersi ancora di più e così iniziò la spinta espansionistica. Iniziarono a migliorarsi sulla flotta e poi si scontrarono con le popolazioni celtiche stanziate in Gallia e in Cisalpina.

Seconda guerra punica

Ai cartaginesi non andava giù il fatto di aver perso la Sicilia e volevano una rivincita. Ci fu una seconda guerra punica grazie ad Annibale, un eccezionale generale. Egli, nel 218, assediò Sagunto, una città spagnola. Fra il 218 e il 216 Roma subì varie sconfitte: sul Ticino, sul Trebbia, sul lago Trasimeno e infine a Canne, dove i Romani subirono la loro più grande disfatta. Ma Roma aveva un asso nella manica: Publio Cornelio Scipione. Egli aprì un secondo fronte di guerra in Spagna e poi spostò la guerra in Africa. Nel 202 ci fu lo scontro decisivo fra Scipione e Annibale, a Zama. Scipione vinse, ottenendo l'appellativo Africano, mentre Annibale fuggì in esilio. Dopo un trattato di pace, i Romani ottennero la Spagna, prima provincia lontana dall'Italia.

Roma si espande verso oriente

I Romani ripresero la guerra contro la Macedonia, iniziata nel 215. I Macedoni furono sconfitti prima nel 197 e poi nel 168 a Pidna. Combatterono anche contro Antioco III, re della Siria.

Terza guerra punica

Nel 146 non solo terminò la terza guerra punica, iniziata nel 149, ma Corinto, un'importante città greca, e Cartagine furono rase al suolo. Questa terza guerra fu voluta da Catone che con una sua orazione convinse a fare appunto questa guerra, ma lui morì nello stesso anno che iniziò, nel 149. Cartagine non era più un problema. Il vero motivo che interessava ai Romani era l'olio e il vino.

La crisi interna (133)

Prima della seconda guerra punica, Roma stava bene. I problemi arrivarono dopo la serie di conquiste ed espansioni che portò all'arricchimento di alcuni e all'impoverimento dei ceti sociali. I contadini abbandonavano le campagne per andare in guerra. I proprietari terrieri avevano debiti e si diffuse il latifondismo.

Populares e optimates

La classe dirigente repubblicana si spaccò per la prima volta: da una parte gli optimates, "i migliori", la parte aristocratica più conservatrice, decisa a impedire qualsiasi riforma intralciasse la sua posizione di privilegio. Dall'altra parte i populares, "quelli che tutelavano il popolo", che credevano che quella crisi in atto proponesse una serie di riforme che tenessero conto delle aspirazioni delle altre articolazioni della società romana e dell'impero.

Tiberio e Gaio Gracco

La crisi interna arrivò nello stesso anno in cui i fratelli Tiberio e Gaio Gracco, due aristocratici, fecero la loro ascesa al tribunato della plebe nel 133 e nel 123. I due volevano occuparsi della distribuzione della terra. Ma quando proposero di assegnare una parte delle terre pubbliche ai ceti impoveriti, l'élite più conservatrice si scagliò contro di loro.

Guerra contro Giugurta

Fra il 111 e il 104 ci fu la guerra contro Giugurta, re della Numidia. Affiorano tensioni fra senatori e cavalieri, che eleggono un uomo nuovo: Mario. Fu sconfitto da Gaio Mario, il quale fece delle riforme che permettevano l'arruolamento dei volontari e la ricompensa, come terre, ai soldati a fine battaglia. Gaio Mario era un populares e fu eletto console ben 7 volte.

La guerra sociale

Nel 91 ci fu il problema della cittadinanza agli italici. Essi prima chiesero gentilmente di ottenerla, ma non essendo stati accontentati, presero le armi e diedero inizio a una guerra sociale. A vincere fu Roma, non gli alleati, ma il Senato diede comunque loro la cittadinanza romana. Dunque, nel 89, la cittadinanza romana si espanse in tutta l'Italia, tranne nelle isole e nella pianura padana.

Guerra civile

Mario era un populares, mentre Silla un optimates. Mentre loro erano in contrasto fra loro, scoppiò una guerra, in Asia, contro Mitridate, re del Ponto. L'incarico dell'esercito fu affidato a Silla, poi però fu dato a Mario. Silla non ci rimase bene, quindi marciò a Roma con il suo esercito. Mario fuggì. Silla fece persecuzioni contro Mario e i suoi sostenitori, facendosi ridare l'incarico dell'esercito e andò a combattere in Asia. Mentre lui era in Oriente, Mario e i suoi sostenitori ristabilirono il potere a Roma, ma Mario poi morì. Quando Silla tornò a Roma, Mario era già morto, così, marciando di nuovo su Roma, fece una dittatura.

Dittatura sillana

Silla fece una dittatura, una magistratura straordinaria che sarebbe dovuta durare solo sei mesi ma lui la fece durare per ben 3 anni (79-82). Questa dittatura era a favore dell'aristocrazia e contro la plebe, infatti Silla limitò il potere del tribunato della plebe. Con le liste di proscrizione riuscì a sbarazzarsi dei suoi antagonisti. Riformò una carriera politica. Quando depose questa dittatura era convinto di aver consolidato a tempo duraturo il potere della sua classe. Convinzione poi smentita dagli anni successivi.

La letteratura

Nel 240, Livio Andronico, uno schiavo greco di Taranto, espose per la prima volta un dramma regolare, scritto, non si sa se si trattasse di una tragedia o di una commedia. Sia tragedie che commedie: Livio Andronico, Nevio, Ennio. Solo tragedie: Pacuvio e Accio. Solo commedie: Plauto e Terenzio. Con Nevio vediamo la differenza fra tragedia e commedia. Tragedia: inizia bene e finisce male. Personaggi: mitologici, epici o grandi personaggi davvero esistiti. Commedia: inizia male e finisce bene. Personaggi: persone comuni.

Notiamo anche la differenza tra commedie e tragedie

Ambienti e argomenti romani:

  • Tragedia romana = pretesta
  • Commedia romana = togata

Ambienti e argomenti greci:

  • Tragedia greca = cothurnata
  • Commedia greca = palliata

Ebbero più successo le commedie e le tragedie greche. A Roma si preferivano le commedie, in Grecia le tragedie. Le opere latine non erano originali, ma rielaborazioni dei copioni greci. La commedia greca si rifaceva alla commedia greca nuova, con esponente Menandro. La tragedia si rifaceva alle opere di Euripide. Drammaturghi greci: Euripide, Sofocle, Eschilo. Dunque, ciò che facevano gli autori latini era una traduzione artistica.

Teatro

A Roma non esistevano edifici nei quali fare gli spettacoli. Essi si svolgevano in palcoscenici improvvisati, costruiti per l'occasione e smontati l'indomani.

Attori

Gli attori erano pochi e tutti uomini. Si pensa che per recitare i ruoli femminili indossassero delle maschere, personae. Esse servivano anche per motivi acustici.

Feste

Gli spettacoli teatrali avvenivano durante i Ludi, feste romane. Infatti Livio Andronico presentò la sua fabula durante i Ludi.

Genere per tutti

Il teatro era l'unico genere di massa, per tutti.

Storiografia

La storiografia nasce con Erodoto e Tucidide. Inizialmente si basava sull'annalistia, influenzata dagli annales, narrando i fatti anno per anno. La storiografia nasce in greco. Gli autori dell'età arcaica scrivevano in greco, tranne Catone, il primo a scrivere in latino. Perché si scriveva in greco?

  • La prosa non era ancora sviluppata;
  • La storiografia si rivolgeva a un pubblico internazionale.

Oratoria

Catone fu un censore, ma anche un oratore. Egli scrisse le Origines, di cui non c'è giunto nulla. Scriveva anche le sue orazioni, di cui non sappiamo nulla se non tramite Cicerone. Fu lui a convincere a fare la guerra contro Cartagine.

Epica

Livio Andronico, Ennio e Nevio si occuparono anche dell'epica.

  • Livio Andronico: Odusia;
  • Ennio: Annales;
  • Nevio: Bellum Poenicum.

Satira

Nasce con Lucilio. Unico genere di origine romana. Lucilio, padre della satira, poteva fare satira con i politici, i nobili, i potenti perché aveva appunto amici potenti.

Poesia leggera

Influenza la poesia di Catullo.

Livio Andronico

Era greco, di Taranto. Giunse a Roma come schiavo durante la guerra tarantina. Grazie alle sue doti di precettore divenne liberto e assunse il nome gentilizio del suo ex padrone, appartenente alla gens Livia. Da qui Livio Andronico. Due sono le date importanti della sua vita:

  • 240: anno in cui espose per la prima volta la sua fabula in latino, tradotta da un dramma greco, durante i ludi;
  • 207: per allontanare la minaccia dell'esercito cartaginese di Asdrubale, i pontefici incaricarono a Livio Andronico il compito di comporre un inno a Iuno Regina.

Dopo la vittoria dei Romani, fu istituito il Collegium Scribarum Histrionumque, una congregazione di scrittori e di attori. Ma all'epoca Livio era già parecchio vecchio e morì qualche anno dopo, prima del 200.

Opere di Livio Andronico

Scrisse sia commedie che tragedie (per la precisione, palliate e coturnate), ma si dedicò perlopiù al genere tragico, di cui ci rimangono otto opere e qualche frammento. Molto importanti sono le tragedie del ciclo troiano:

  • Achilles;
  • Aiax mastigophorus;
  • Equos troianus.

Fra le commedie, la più importante è Gladiolus (che tratta di un soldato che si vanta delle sue imprese).

Epica - Odusia

L'Odusia è la traduzione latina, in saturni, dell'Odissea di Omero, di cui ci rimangono una quarantina di versi. Perché in saturni? Perché voleva mantenere un legame con la cultura latina. Infatti, a scrivere in saturni erano sia Livio Andronico che Nevio. Ennio scriveva in esametri. L'opera rimase intera fino all'età di Virgilio, in quanto era un testo scolastico, ma dopo l'età di Augusto fu scritta l'Eneide e dunque tutte le altre opere non furono più copiate. Nel primo verso dell'Odusia Livio Andronico sostituì "Musa" con "Camena", una divinità romana. Può anche essere collegata al termine "carmen" e dunque indicare l'ispirazione poetica. Questo sempre per mantenere il legame con la cultura latina.

Perché scelse proprio l'Odissea e non l'Iliade?

  • L'Odissea era più interessante dell'Iliade, in cui si combatteva soltanto;
  • Roma all'epoca stava diventando una potenza in mare, il quale aveva un ruolo importante nell'Odissea;
  • I Romani erano i discendenti dei Troiani, i quali furono sconfitti dai Greci nell'Iliade (quindi meglio non ricordare).

Arcaismo

La poesia di Livio Andronico era dotta e prendendo spunto dalla poesia ellenistica scoprì come riprodurre l'impressione di arcaismo della lingua omerica. La scelta di arcaismo per lo stile orientò anche lo sviluppo del genere epico. La scelta per la traduzione artistica era quella di romanizzare i testi greci, tramite una mediazione fra le due culture. Questa scelta era detta "vertere", voltare, quindi "trasformare".

Traduzioni

  • Traduzione artistica: traduzione libera, si traduceva come si voleva;
  • Traduzione diretta: il materiale ci è giunto attraverso il lavoro dei copisti;
  • Traduzione indiretta: citazioni di altri autori.

Di Livio Andronico ci sono giunte solo traduzioni indirette.

Epica greca - esponenti

Omero: Iliade e Odissea, 9-8 a.c.
Esiodo: Teogonia e Le Opere e I Giorni, 8-7 a.c.
Apollonio Rodio: le Argonautiche, 3 a.c.

Iliade

Tratta dell'ira di Achille nei confronti di Agamennone, il quale gli ha sottratto la schiava Briseide. Poi smette di essere arrabbiato con lui, ma la sua ira viene risvegliata da Ettore, il quale ha ucciso Patroclo. Per vendicarsi, uccide Ettore e traina il suo cadavere con un carro intorno alle mura di Troia. Il padre di Ettore, Priamo, va a parlargli, facendogli tornare in mente suo padre, Peleo, e Patroclo, che è sepolto nelle vicinanze. Qui si mette in evidenza il tormento di ogni eroe, quello di essere sempre esposto a togliere o a perdere la vita.

Odissea

Inizia con Ulisse che giunge nell'isola della divina Calipso. Qui viene fatto prigioniero per ben sette anni. Poi si libera, costruisce una zattera, naufraga e affronta il mare. Raggiunge la terra dei Feaci, dove viene trovato dalla figlia del re, Nausicaà, e inizia a raccontare le sue avventure partendo da quando ha abbandonato Troia con dodici navi e compagni.

Teogonia

Parla delle origini degli dei, partendo da Caos, poi Gea, Urano e Crono. Crono, venendo a sapere che un suo figlio gli ruberà il potere, anziché rinchiudere nel tartaro i propri figli, come aveva fatto suo padre Urano, ogni volta che Rea ne partorisce uno, lo ingoia. Rea, stufa di ciò, partorisce Zeus di nascosto, mentre gli altri figli continuano a crescere nello stomaco di Crono. Zeus, una volta cresciuto, spodesta il padre e libera i suoi fratelli (Demetra, Poseidone, Estia, Ade ed Era). Qui inizia il regno degli dei.

Le opere e i giorni

Parla delle origini dell'uomo.

  • Età d'oro: gli uomini vivevano come dei e conducevano una lunga vita;
  • Età d'argento: gli uomini erano più violenti;
  • Età di bronzo: gli uomini erano ancora più violenti e ignoranti in agricoltura;
  • Età degli eroi: gli uomini erano semidei, ma alcuni morirono nella guerra di Tebe e altri nella guerra di Troia;
  • Età di ferro: gli uomini vivono fra dolori e sofferenze e conducono una breve vita. È l'età in cui si trova Esiodo.

I cicli epici e i poemi omerici

Riguardo al ciclo tebano, troviamo l'antichissima storia della città di Tebe, che parla di Edipo e la sua stirpe maledetta. Riguardo al ciclo troiano, la città si è trovata sia nell'Iliade che nell'Odissea.

Le Argonautiche

Giasone e altri eroi che lo seguirono per cercare il vello d'oro, partono con delle navi di Argo a Colchide, dove il mitico vello d'oro è custodito dal re Eeta. Però quest'ultimo ha una figlia, Medea, che si innamora di Giasone e li aiuta nella loro impresa e scappa in Grecia con Giasone.

Nevio

Gneo Nevio nacque a Capua, in Campania, intorno al 275-270 a.c. Era di origini umili. Partecipò alla prima guerra punica. Odiava i Metelli, una famiglia nobile importante a Roma. Quando i Metelli divennero consoli, lui scrisse dei versi contro di loro: "fato fiunt Metelli consules Romae" ("fato" è un vox media: può significare sia "destino" che "disgrazia") e loro, per ricambiare, gli risposero con altri versi: "Metelli dabunt poeteNevio malum" (malum: disgrazia, mela. Vox media). Nevio fu arrestato, si pensa per colpa di quei consoli. Morì in esilio nel 201 a Utica, in Africa. Si pensa che fosse esiliato per colpa dei Metelli o per raccogliere del materiale per la sua opera, Bellum Poenicum.

Opere

Rispetto a Livio Andronico, scrisse più commedie (palliate, ma forse anche togate) che tragedie. Di quest'ultime ne abbiamo alcune che si collegano al ciclo troiano: Aiax Mastigophorus, Achilles ed Equos Troianus (già visti in Livio Andronico). Molto importante come tragedia greca, cothurnata, è il Lycurgus: Licurgo, re della Tracia, scaccia Dioniso, il quale per vendicarsi lo farà impazzire e uccidere il proprio figlio. Quest'opera si collegava all'attualità di allora: si stava diffondendo a Roma il culto di Dioniso, che fu poi proibito nel 186. Nevio inventò le pretestae, tragedie di argomentazione e ambientazione romana, di cui conosciamo due opere: Romulus, che appunto parla di Romolo; Castidium (Casteggio), in cui l'autore celebrava la vittoria dei Romani contro i Galli avvenuta a Casteggio, nel 222, grazie a Claudio Marcello. Ci sono giunte 34 commedie, fra cui la Tarentilla (la ragazza di Taranto). Molto importante nelle sue commedie era la costante presenza del servo furbo. Sembrava quasi che fosse un teatro nel teatro, in cui il servo era il regista e il capocomico, che dava gli ordini agli altri.

Epica - Bellum Poenicum

La sua opera più celebre, Bellum Poenicum, parlava della prima guerra punica (alla quale partecipò). Inizialmente era un carmen continuum, di circa quattromila versi saturni, che fu diviso in 7 libri dal grammatico Lampadione. Ci sono giunti una sessantina di frammenti. Quest'opera è divisa in due sezioni:

  • La sezione storica, che narra direttamente le vicende della prima guerra punica;
  • La sezione mitologica, o archeologica, in cui Nevio dà risposte mitologiche al perché di questa guerra, partendo da Enea e i suoi discendenti a Romolo. Anche quest'opera era un testo scolastico.

Differenza di stile fra le due sezioni:

  • La sezione storica ha uno stile severo e semplice;
  • La sezione archeologica è caratterizzata da una dizione omerizzante e dall'uso di un'aggettivazione esornativa.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ciceronisstan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Calabrò Concetta.
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