LABORATORIO DI ETICA E
DEONTOLOGIA PROFESSIONALE
Psicologia — etica, deontologia, legislazione e Codice Deontologico
1. Cornice generale: etica, morale, diritto e deontologia
Il punto di partenza del laboratorio è distinguere concetti spesso utilizzati come sinonimi ma che, nel
percorso professionale dello psicologo, svolgono funzioni differenti. L'etica riguarda la riflessione sui criteri
con cui si valutano azioni e decisioni; la morale riguarda valori, costumi e norme proprie di un sistema di
credenze; il diritto disciplina la convivenza attraverso norme riferite a una determinata comunità; la
deontologia traduce valori e doveri professionali in regole che orientano l'esercizio della professione.
La deontologia dello psicologo si colloca quindi all'incrocio tra dimensione etica, scientifica e sociale. Non
coincide con la morale personale del professionista: proprio perché lo psicologo esercita un potere
professionale asimmetrico e può incidere significativamente sulla vita delle persone, deve riferirsi a criteri
condivisi dalla comunità professionale.
Concetto Che cosa riguarda Caratteristica Parola-chiave
Riflessione sui criteri del Ricerca di criteri di
Etica Scelta
comportamento valutazione
Valori, costumi e norme di
Morale Storica e variabile Valori
un sistema
Regole della convivenza
Diritto Normativo e territoriale Legge
civile
Doveri e regole
Deontologia Condivisa dalla categoria Dovere
professionali
Formalizzazione delle
Codice deontologico Guida operativa Condotta
norme professionali
ETICA PASSIVA VS ETICA ATTIVA
L'etica passiva consiste soprattutto nel non violare le regole e nel non arrecare danno. L'etica attiva va oltre: richiede
di trasformare il valore del benessere in azioni concrete, promuovendo dignità, salute, autonomia e benessere
individuale e collettivo.
2. Il Codice Deontologico e la nascita della professione
Il Codice Deontologico raccoglie in un corpo organico le norme che regolano la condotta professionale. Le
dispense distinguono tra norme di indirizzo, che definiscono il quadro istituzionale e attribuiscono funzioni
all'Ordine, e norme precettive, che stabiliscono ciò che è obbligatorio, vietato o consentito.
Le norme precettive possono essere imperative quando impongono un obbligo o un divieto, oppure
permissive quando lasciano una possibilità di scelta. La professione viene presentata come fondata su tre
elementi: diritto, etica e prassi professionale.
La Legge 56/1989
La Legge 18 febbraio 1989, n. 56 rappresenta il passaggio fondamentale per il riconoscimento giuridico della
professione di psicologo in Italia. Tra i nuclei richiamati nelle dispense: definizione della professione,
requisiti per l'esercizio, disciplina della psicoterapia, istituzione dell'Albo e dell'Ordine, sanzioni e
procedimento disciplinare.
• Art. 1: individua le attività psicologiche proprie della professione, tra cui prevenzione, diagnosi,
abilitazione-riabilitazione, sostegno, ricerca e didattica.
• Art. 3: collega l'esercizio della psicoterapia a una specifica formazione post-laurea almeno
quadriennale.
• Art. 4: riguarda l'Albo professionale.
• Art. 5: istituisce l'Ordine degli Psicologi.
• Artt. 26-27: riguardano sanzioni e procedimento disciplinare.
LE QUATTRO SANZIONI DISCIPLINARI
Avvertimento → richiamo a non proseguire nella condotta scorretta.
Censura → dichiarazione di biasimo.
Sospensione → temporanea inibizione dell'esercizio professionale, entro il limite indicato dalla Legge 56/89.
Radiazione → cancellazione dall'Albo e conseguente divieto di esercizio.
3. Etica e comportamento sociale: Milgram e Zimbardo
Le dispense utilizzano due esperimenti classici di psicologia sociale per mostrare quanto il comportamento
morale possa essere influenzato dal contesto. Il problema non è soltanto 'che cosa è giusto?', ma anche
come autorità, ruoli, situazione e gruppo possano modificare la condotta di persone che non presentano
caratteristiche devianti particolari.
Milgram: obbedienza all'autorità
L'esperimento del 1961 studiò che cosa accade quando una figura percepita come autorevole ordina a una
persona di agire contro i propri principi morali. Il partecipante, presentato come 'insegnante', credeva di
dover somministrare scosse elettriche crescenti a un 'allievo' (in realtà un attore).
• Il compito era presentato come uno studio su memoria e apprendimento.
• Il generatore riportava livelli da 15 a 450 volt.
• L'attore simulava dolore e proteste, ma non riceveva realmente le scosse.
• Lo sperimentatore esercitava pressione verbale per far proseguire il partecipante.
• L'obbedienza veniva valutata attraverso l'ultimo livello raggiunto.
Nel materiale viene sottolineato il concetto di stato eteronomico: l'individuo può percepirsi non più come
agente autonomo, ma come esecutore di ordini. Un'altra chiave interpretativa è la ridefinizione della
situazione: una condotta distruttiva può essere reinterpretata come necessaria perché l'autorità la presenta
in quel modo.
IDEA CENTRALE DI MILGRAM
La responsabilità personale può entrare in conflitto con l'obbedienza a un'autorità percepita come legittima. La
capacità di mantenere autonomia di giudizio e di dire 'no' diventa quindi un tema morale fondamentale.
Zimbardo: ruoli, gruppo e de-individuazione
Nel 1971 Zimbardo studiò il comportamento di persone assegnate casualmente al ruolo di guardia o
prigioniero in una prigione simulata. Il contesto e i ruoli assunti produssero comportamenti molto più
estremi di quanto previsto, fino alla decisione di interrompere anticipatamente l'esperimento.
La teoria della de-individuazione, richiamata nel materiale, descrive la riduzione della consapevolezza di sé
e della responsabilità individuale quando la persona si identifica fortemente con il gruppo e con il ruolo. Il
comportamento viene così percepito come parte dell'azione collettiva.
PER IL RIPASSO
Milgram → autorità e obbedienza.
Zimbardo → ruolo, ambiente, gruppo e de-individuazione.
Entrambi → il contesto può modificare profondamente la condotta e il senso di responsabilità.
4. Dalla morale di Kohlberg alle neuroscienze
Kohlberg studia lo sviluppo del ragionamento morale attraverso il dilemma di Heinz. Non è decisivo stabilire
se Heinz abbia fatto bene o male a rubare il farmaco: ciò che interessa è la motivazione utilizzata per
giustificare la risposta, perché essa permette di individuare lo stadio di sviluppo morale.
La teoria prevede tre livelli, ciascuno composto da due stadi.
Livello Stadi Idea essenziale
1. Moralità eteronoma Punizione/obbedienza; poi scambio
Pre-convenzionale 2. Modalità strumentale e interesse personale.
3. Approvazione sociale Conformità alle aspettative e
Convenzionale 4. Autorità e ordine rispetto delle regole sociali.
Diritti fondamentali, principi
5. Contratto sociale/utilità
Post-convenzionale universali, dignità, equità e
6. Principi etici universali autonomia morale.
Il contributo delle neuroscienze amplia il quadro senza sostituire la teoria morale. Le dispense richiamano
amigdala, corteccia prefrontale mediale e corteccia prefrontale in relazione a emozioni, decisione,
controllo degli impulsi e valutazione delle conseguenze. Vengono inoltre citati serotonina, ossitocina,
neuroni specchio ed eventuali predisposizioni genetiche.
ATTENZIONE
Le neuroscienze possono descrivere correlazioni tra processi cerebrali e comportamento morale, ma non spiegano
da sole l'etica umana. Cultura, educazione, ambiente sociale e storia personale restano componenti fondamentali.
5. Gerarchia delle fonti e quadro legislativo
Il materiale di Titti Damato amplia il quadro distinguendo le fonti che disciplinano la professione. Lo
psicologo deve muoversi contemporaneamente nel sistema costituzionale, nelle leggi ordinarie e nelle
norme deontologiche. Le fonti hanno diversa forza giuridica, ma concorrono a definire il corretto esercizio
professionale.
• Costituzione: principi fondamentali, tra cui dignità, uguaglianza e tutela della salute.
• Leggi ordinarie e codici: disciplinano diritti, obblighi e responsabilità.
• Legge 56/1989: fondamento ordinistico e professionale dello psicologo.
• Norme deontologiche: traducono i principi professionali in regole di condotta.
• Normativa sul consenso informato e sul carattere sanitario della professione: richiamata nel materiale
come parte del quadro contemporaneo.
Leggi richiamate nel materiale
Fonte Tema richiamato Perché è importante
Definisce professione, Albo, Ordine,
Legge 56/1989 Ordinamento della professione psicoterapia e disciplina.
Apre alla pubblicità informativa nel
Legge Bersani 223/2006 Liberalizzazione e pubblicità rispetto di trasparenza e veridicità.
Richiamata per abolizione delle
Legge Monti 1/2012 Compenso professionale tariffe e pattuizione del
compenso/preventivo.
Il materiale la richiama per il
Legge Lorenzin 3/2018 Professioni sanitarie riconoscimento della psicologia
come professione sanitaria.
Tutela vita, salute, dignità e
Legge 219/2017 Consenso informato autodeterminazione nei trattamenti
sanitari.
6. Il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani: struttura e logica
Secondo il Modulo 2, il Codice Deontologico è composto da 42 articoli organizzati in cinque Capi: principi
generali;
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Laboratorio di etica e deontologia - Prova pratico valutativa psicologo
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Laboratorio Etica di impresa
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Laboratorio 1
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Laboratorio - 5