Istituzioni di linguistica
Informazioni generali
04/10- Pagina docente —> disll; personale docente- G. Graffi, S. Scalise, “Le lingue e il linguaggio”, Bologna, Il Mulino, 2013 (anche edizioni successive).
Per avere un esame e il voto registrato bisogna iscriversi ad uniweb e compilare il questionario di valutazione dell’insegnamento.
- Appelli: gennaio-febbraio, giugno-luglio, agosto-settembre.
- Prova scritta.
- Frequentanti: due parti prima delle date d’esame.
Due parziali a metà novembre e a metà gennaio:
- Fonetica
- Morfologia, sintassi, variazione linguistica
Ci sarà un ciclo di esercitazioni (in più rispetto alle lezioni).
Che cos'è la linguistica?
La linguistica confronta diverse lingue e spiega il motivo per cui si parla in un certo modo (non dà giudizi). Non è la grammatica descrittiva, non è imparare a parlare/scrivere bene, non riguarda una lingua specifica. La linguistica è lo studio delle caratteristiche generali del linguaggio umano. La linguistica usa un metodo scientifico (dati > ipotesi > dati > verifica); confronto tra la linguistica e le altre scienze.
C’è un presupposto comune tra un linguista e uno studioso di scienze: la comparazione tra più lingue è fondamentale. I dialetti sono considerati come lingue dalla linguistica.
Che cos'è il linguaggio?
Studio dei meccanismi comuni e generali con cui tutte le lingue funzionano (facoltà del linguaggio: dimensione “naturale”, biologica, di tutta la nostra specie). Tutte le lingue hanno un fondo comune (dimensione storico-culturale). Ciò che si fa con il linguaggio, per comunicare, persuadere, interagire (dimensione comunicativa).
Le lingue hanno qualcosa in comune, ma poi si differenziano (quando si allontanano). Il bisogno di comunicare, condividere idee, informazioni, sentimenti, in modo sempre più raffinato, è un processo evolutivo finalizzato a comunicare.
Prospettiva comparativa
Prospettiva comparativa (tra più lingue) e attenzione a spiegare il motivo (senza regole o prescrizioni). Metodo scientifico galileiano.
Linguaggio e lingue sono aspetti diversi di un unico fenomeno:
- Linguaggio: facoltà generale per un’evoluzione biologica; per parlare/comunicare oralmente - non si riferisce a una singola lingua, ma a tutte le proprietà in comune - facoltà biologica, potenzialità (che abbiamo in quanto esseri umani), derivante da un lungo processo di evoluzione.
Perché non parliamo tutti allo stesso modo?
Tutti noi possiamo imparare a parlare allo stesso modo, ma non si sa con certezza se ci sia stata un’unica lingua/forma linguistica.
Perché dobbiamo parlare sia di linguaggio sia di lingua?
C’è una proprietà generale, ma è solo una possibilità - ha bisogno degli esseri umani che la utilizzano (con culture, tradizioni, bisogni). Dipende dalle situazioni concrete in cui essa viene utilizzata. Tutto è diverso, sia in base al luogo sia in base al momento storico. Senza le singole lingue non avremmo il linguaggio.
Dimensione dell'uso della lingua
La lingua si modifica, non rimane sempre uguale. Le lingue possono cambiare anche in modo profondo, in alcune lingue i casi indicano le caratteristiche. In alcune desinenze, la pronuncia non viene sufficientemente curata. Le lingue riadattano le proprie caratteristiche. Alcune lingue diventano più difficili nel tempo, mentre altre si semplificano.
Le lingue sono la realizzazione della facoltà del linguaggio. Le lingue sono di natura portate a cambiare, risentono dei valori, della cultura. Le lingue non possono cambiare in modo totalmente imprevedibile (ad esempio senza vocali/soggetto). Proprietà impossibili da realizzare: certe caratteristiche comuni e di fondo devono assolutamente rimanere.
Grammatica
- Fonetica e fonologia: livello dei suoni, produzione, inventario e modifiche;
- Morfologia: livello della formazione delle parole;
- Semantica: livello che gestisce le relazioni di significato;
- Pragmatica: livello dell’interazione in senso ampio attraverso il linguaggio (to do things with words) strategie in base al contesto.
Ipotesi calendario esami (i parziali): 7-11 novembre e 9-13 gennaio.
Linguaggio come codice
Il segno e l’arbitrarietà. Il livello astratto: la discretezza e le relazioni.
Linguaggio come dotazione innata
La ricorsività e la “dipendenza della struttura”. L’acquisizione del linguaggio e la composizione linguistica.
La classificazione delle lingue
- Classificazione genealogica
- Classificazione tipologica
Il linguaggio umano: linguaggio verbale attraverso la produzione orale; bisogna concentrarsi sull’orale e non sullo scritto. Lo scritto e l’orale/il parlato possono essere anche molto diversi tra loro. Alcune lingue sono state scritte successivamente (erano già parlate), mentre alcune lingue non sono state ancora scritte. Le prime tracce di scrittura risalgono al 3000 a.C. circa. L'Homo Sapiens parla da almeno 50 volte di più - prima non c’era bisogno di scrivere o non c’erano le condizioni per farlo: un’invenzione recente. Le scritture si adattano al parlato e sono tutte molto poco perfette (ad esempio CANE e CENA stesse lettere, ma con un ordine diverso). Non bisogna concentrarsi su come si scrivono le parole.
Ferdinand De Saussure
Viene da Ginevra. Fondatore degli studi linguistici moderni, della linguistica moderna (generale). Lingue indo-europee e germaniche antiche. All’epoca era normale lavorare in questo campo. Domande più generali sul funzionamento delle lingue (linguaggio come codice). Agganciare il linguaggio alle società. La lingua è un concetto astratto e socialmente condiviso, costruito non (solo) dai singoli elementi (suoni, parole), ma dalle relazioni tra essi. Non ha mai scritto nulla di teorico, ma quello che sappiamo di lui proviene dalle sue lezioni universitarie. I suoi studenti, dopo la sua morte, hanno deciso di unire tutti i loro appunti e pubblicarli nel libro “Cours de linguistique générale” (1916).
Codice
Sistema/dispositivo per trasmettere significati attraverso segni (oggetti sensibili), per realizzare la comunicazione. Il segno è l’elemento fondamentale del codice: associa un elemento percepibile (acustico/grafico) chiamato significante con un contenuto semantico, chiamato significato. Il codice linguistico ha caratteristiche peculiari che lo rendono diverso da ogni altro codice. Il codice deve essere condiviso e ha caratteristiche speciali.
Il linguaggio verbale si basa su segni (simboli). Il segno linguistico viene associato/paragonato alle due facce di una moneta: suono (significante) e contenuto (significato); uno non può esistere senza l’altro. Gli utenti del codice linguistico sanno smontare i segni, da cui poi possono recuperare il significato.
Proprietà del segno linguistico
- Arbitrarietà: legame convenzionale tra significante e significato (tranne alcune eccezioni, come le onomatopee).
- Discretezza: il significante è formato da unità distinguibili le une dalle altre (non è una totalità indistinta) suoni, grafemi.
- Distintività: una variazione nel significante comporta una differenza anche nel significato.
- Linearità/non intervallabilità/continuità: il significante è formato da una sequenza di elementi discreti e il loro ordine non può essere modificato senza avere differenze sul significato.
Il linguaggio è una convenzione. L’arbitrarietà non esiste solamente negli esseri umani. La discretezza è invece propria solamente del linguaggio umano: la parola non nella sua totalità, ma nelle singole lettere (unità distinguibili e separate) - non è necessariamente dei codici creati in modo artificiale. Queste unità sono discrete, ma, se le cambiamo, alteriamo il significante e cambiamo anche il segno. Noi siamo sensibili a dove sono collocate le unità nella sequenza. Stiamo attenti alle unità più piccole (a cosa c’è e a cosa non c’è), ma stiamo attenti anche all’ordine.
Limiti della prospettiva
Codice: organismo che ci permette di comunicare. Segni (oggetti): unità che insieme compongono un codice. I segni sono oggetti puramente e totalmente simbolici, astratti molto più potenti.
Distinzione tra concreto e astratto
Langue: la lingua non sempre coincide con l’elemento singolo che il parlante usa; ciò che la comunità condivide non è una parola, un suono, una costruzione, ma la rete di relazioni che “tiene insieme” i singoli elementi della lingua. L’attenzione non viene posta sul segno in sé, ma tra i rapporti tra le unità. La langue è un sistema di relazioni: ciò che viene condiviso sono i legami astratti tra singole unità. Il parlante non è sensibile per esempio al pronunciare il suono /p/ in sé, ma alla distinzione tra /p/ e /b/, tra /p/ e /k/, ecc.
La “rete di relazioni” e distinzioni tra elementi astratti è la “forma” che sostiene la “materia” linguistica, dando ad essa una sostanza. Due assi (due differenze):
- Asse verticale: un suono che c’è oppure no.
- Asse orizzontale: un suono che segue o precede un altro suono.
Differenze/rapporto tra diversi elementi: da elementi singoli ad un sistema (possibilità) relazioni tra elementi. Le unità del linguaggio sono organizzate nel codice in base alle relazioni che le legano le une con le altre; i parlanti gestiscono le relazioni e, attraverso queste, i singoli elementi (i segni).
Due tipi di relazioni:
- Paradigmatiche: collegano unità che si escludono a vicenda (ho scelto un suono rispetto ad un altro) - relazione verticale (relazione di esclusione); relazioni in assenza (se c’è uno, non ci sono gli altri).
- Sintagmatiche: collegano unità che possono associarsi (relazione di presenza).
Il libro di Silvia si associano sintatticamente:
- Il libro - relazione paradigmatica
- Di Silvia - relazione sintagmatica
Distintività e linearità.
Astratto
- Unità discrete: tutti gli elementi della lingua possono essere “scomposti” in unità minori distinguibili tra loro, con dei confini percepibili: si tratta di una proprietà fondamentale del linguaggio umano, che lo rende economico e produttivo. Infatti, elementi discreti possono essere combinati (ricorsività) quasi infinitamente.
- Esistono due tipi di unità:
- Di prima articolazione (morfemi): elementi discreti dotati di significato.
- Di seconda articolazione (fonemi): suoni, cioè elementi discreti che non hanno di per sé un significato (André Martinet).
Regole di combinazione: l’arbitrarietà è importante. Quello che conta è un qualche tipo di rapporto, rapporto tra significante e significato.
Prima articolazione: suono e significato; radice e desinenza (unità di formazione della parola). Seconda articolazione: solo suono (unità di suono). Queste due articolazioni non si escludono a vicenda.
Langue vs parole
La lingua come sistema. Il linguaggio è un codice che si basa sulla condivisione di relazioni tra elementi: esso quindi è convenzionale (=sociale/al di fuori del singolo parlante) ed è un sistema astratto.
De Saussure individua quindi due livelli nel linguaggio:
- Langue: potenziale astratta, insieme di elementi che si oppongono uno rispetto all’altro, rete di relazioni.
- Parole: elementi prodotti concretamente, atti linguistici singoli.
Potenzialità, astratto, regole di combinazione non coincide con quello che diciamo.
Parole - livello concreto
Langue - livello astratto
La langue per de Saussure era la più importante: regole per combinare i singoli elementi. Ogni lingua ha il suo sistema di relazioni.
Sincronia vs diacronia
Se la lingua è un sistema astratto e condiviso, necessariamente deve essere analizzata in una società, in un determinato momento storico. Essa può essere considerata in sincronia, cioè descrivendo le relazioni astratte che funzionano in un determinato momento. Lo studio diacronico (studio del cambiamento delle lingue nel tempo) viene quindi distinto, e considerato “non scientifico”.
In realtà, oggi sappiamo che sincronia e diacronia sono due prospettive ugualmente studiabili: non possiamo eliminare il problema del cambiamento dallo studio del linguaggio. De Saussure credeva che lo studio sincronico fosse più importante di quello diacronico.
Linguaggio innato e grammatica generativa
Il linguaggio è visto come una facoltà: la grammatica generativa e l’innatismo linguistico. Dagli anni '50 del secolo scorso si impone una visione diversa, divenuta di successo con gli studi di Noam Chomsky, e basata sullo studio delle sintassi, precedentemente meno analizzata. La lingua non è esclusivamente un “fatto sociale”: il linguaggio è una dotazione innata degli uomini, e questo si riflette nel modo in cui esso funziona. Il linguaggio è un meccanismo che può generare (=produrre) infiniti enunciati, grazie ad una serie di conoscenze innate su di esso che i parlanti hanno. Il linguaggio è quindi una facoltà (=una potenzialità) resa concreta dai parlanti.
11/10 - Opposizioni/differenze tra elementi, informazioni astratte, rapporti. ROSA COSA - differenza concreta, ma gesti fisici differenti. Possono esserci due diverse vibrazioni (anteriore o posteriore), ma la parola che riconosciamo è sempre la stessa. In una parola, conta ogni singolo suono, ma anche quello che viene prima e quello che viene dopo la parola stessa. Limiti della prospettiva: non esiste il linguaggio senza la società (la lingua e chi la parla). Esiste il singolo? Società e codice condiviso. Se cambio società, teoricamente dovrei anche cambiare la lingua.
Ciascuno di noi, come singolo, ha una capacità linguistica spontanea enorme. Libertà nel produrre linguaggio/atti linguistici: c’è qualcosa dentro di noi che ci permette di farlo, le basi sono già presenti nella nostra mente.
Noam Chomsky: nuova prospettiva di studio, linguistica/grammatica generativa. Lo scopo dei linguisti: come fanno gli uomini a produrre atti linguistici accettati dagli altri in modo libero, spontaneo e creativo anche se nessuno, nel concreto, ce lo insegna.
Competenza linguistica
- Da un meccanismo di acquisizione
- Competenza: concetto chiave
- Completa o sostituisce la langue
- Capacità di produrre atti linguistici basati su conoscenze innate
- Legato al singolo individuo
Langue competenza linguistica: legata alla società - legata all’individuo singolo - diversa per ogni lingua - universale.
Parole esecuzione: competenza : esecuzione = langue : parole. Competenza e langue - piano astratto. Esecuzione e parole - piano concreto.
Povertà dello stimolo
Per gli adulti è difficile apprendere una seconda lingua, un bambino acquisisce la lingua nativa con molta facilità, nonostante sia esposto ad una quantità ridotta di input linguistici. All’interno di una determinata fascia temporale, in maniera simile per tutti gli esseri umani, indipendentemente da luogo/ethnos/origini. Stimolo limitato, ma con infinite potenzialità.
Per molto tempo, molti esperti (soprattutto psicologi) credevano che noi parlassimo per imitazione. Se fosse così, dovremmo essere capaci di riprodurre solamente ciò che abbiamo già sentito. Però noi sappiamo creare nuove frasi, anche complicate. Generiamo atti linguistici: noi abbiamo la capacità innata di crearsi una competenza grazie a un input esterno.
Da bambini c’è una finestra specifica in cui si comincia a parlare: input linguistici esterni; tempo brevissimo per imparare a parlare. Noi ereditiamo lo strumento per apprendere (si adatta in ciascuno). Acquisizione (in tutte le lingue è uguale): sempre gli stessi passaggi e più o meno con le stesse tempistiche.
- Lallazione (vocalizzazione)
- Sillabe CV (consonante + vocale; si distinguono le sillabe):
- CV consonante + vocale
- CCV consonante + consonante + vocale
- CVC consonante + vocale + consonante
- Singole parole
- “Frasi nucleari” (brevi frasi/vere strutture): nome + verbo, verbo + complemento
- Flessione e categorie grammaticali complesse (tempo, modalità, ...)
- Strutture sintattiche complesse (a ridosso della scuola)
Esiste il bilinguismo simultaneo (due lingue che si imparano in contemporanea e che possono equivalersi). Fase dell’esplosione lessicale: si imparano ad usare nuove parole; da una a più parole nuove al giorno. Con la maturazione cognitiva, il bambino usa la flessione e le categorie grammaticali complesse.
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