Geologia dell’isola di Gorgona: analisi strutturale di alcune pieghe di affioramento
Università di Pisa – Dipartimento di Scienze della Terra – Corso di Laurea in Scienze Geologiche
2025/2026
1 Premessa
Questa relazione descrive le attività e le osservazioni geologiche, strutturali e geomorfologiche che si sono svolte durante l’escursione all’Isola di Gorgona. Le attività si sono svolte in circa 6/7 ore nei sentieri dell’isola, con l’intento di dare un’osservazione critica e visiva agli studenti, grazie allo studio delle analisi a scala mesoscopica delle principali porzioni stratigrafiche affioranti dalle pareti con i diversi sistemi di deformazione che ne testimoniano la storia tettonica.
Parole chiave: Isola di Gorgona, Calcescisti, Ofioliti, Deformazione polifasica, scistosità penetrativa, Affioramenti.
2 Introduzione
L’Isola di Gorgona è un contesto unico nel suo genere dal punto di vista geologico, tettonico e storico. L’isola si trova a 33 km a Ovest di Livorno, nella zona più settentrionale dell’Arcipelago Toscano, mostrandosi come un elemento di estrema importanza per la comunità, per la sua posizione geografica e per il suo contesto geologico. L’estensione dell’isola è di circa 2,23 km3, caratterizzata da un territorio irregolare che raggiunge una quota massima di 255 metri a Punta di Gorgona (Capponi et al. 1990). Il versante occidentale è caratterizzato da scogliere alte e rocciose con un’inclinazione decisamente verticale, a E possiamo trovare pendii più dolci e qualche insenatura naturale.
Una peculiarità dell’isola è la sua storia come sito di colonia penale agricola, istituita dal XIX secolo. Questa caratteristica ha portato l’isola a un isolamento antropico che ha permesso la conservazione dell’ecosistema costiero e dei vari affioramenti rocciosi.
3 Inquadramento geologico, tettonico e morfologico dell’isola di Gorgona
L’Isola di Gorgona con i suoi affioramenti rappresenta tra gli elementi più significativi per la ricostruzione dei processi deformativi delle strutture che si possono associare e affiancare allo studio dell’orogenesi appenninica. La geodinamica dell’isola infatti permette di analizzare i diversi affioramenti che fanno parte di strati inferiori delle porzioni Toscane e Liguri. Lo sviluppo dell’isola è dovuto alla subduzione del mare ligure – piemontese e poi alla successiva fuoriuscita a causa di fenomeni distensivi.
Fig. 1 Foto dall’alto dell’isola di Gorgona: L’isola, come si può già vedere da questa immagine, è divisa in due porzioni (una più alta e una più bassa), oltre al fatto che è molto ripida.
3.1 Analisi delle unità stratigrafiche e petrografiche
La struttura dell’isola è approssimabile a una sorta di stack tettonico geometricamente sovrapposto, all’interno del quale ci sono due complessi metamorfici principali.
- Unità di Punta Gorgona (Complesso metasedimentario)
Una porzione estremamente interessante è l’unità di Calcescisti di Punta Gorgona di colore grigiastro, costituito da calcescisti con associazione a metapeliti nere e marmi silicatici “sporchi”. Si possono individuare intrusioni feldspatiche clastiche che hanno evidentemente resistito alla forza meccanica.
Questa unità geometricamente è quella inferiore ma sull’isola rappresenta la maggiore estensione per area: circa l’80%. Dal punto di vista petrografico, la litologia è costituita principalmente da metareniti di importante spessore, costituiti da sovrapposizioni di strati che variano dal grigio chiaro al grigio scuro con variazioni di strati quasi sul nero. Possiamo attribuire questi colori a quarzo grano-blastico, miche bianche, clorite e minerali accessori. A scala mesoscopica, la roccia mostra anisotropia che si può individuare da diversi piani penetrativi con intrusioni di fillosilicati di clorite.
- Unità di Cala Martina e di Cala Maestra (Complesso meta-ofiolitico)
È la porzione inferiore affiorante dell’isola a NE, ma è anche quella con strutture geometricamente superiori (come Cala Martina e Cala Maestra), questa unità rappresenta una porzione affiorante e relittica di crosta oceanica profonda. Le rocce principali sono metabasalti costituiti da facies in scisti verdi, che derivano da metamorfismo di basalti e gabbri. Si può notare una cristallizzazione d
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