64 ore di lezione + 12 ore di laboratorio (finisce l’ultima settimana di maggio)
4 esercitazioni
ESAME
• 2 esoneri
Il primo fino alle metodologie biochimiche comprese
Il secondo fino a mioglobina e emoglobina comprese
• Prova orale sul metabolismo con domande anche precedenti in cui interrogano tutti i professori
Oppure solo esame orale unico con tutto in cui interrogano 3 prof
Che cos’è la chimica biologica?
La biochimica interpreta e descrive i fenomeni biologici in chiave molecolare e dato che ala chimica è
la logica fondamentale dei fenomeni biologici,la biochimica usa i concetti della chimica e della fisica.
Storia della biochimica
La chimica biologica moderna nasce nel 1800. Fino a quel momento verteva una corrente di pensiero
chiamata VITALISMO secondo la quale le reazioni e i fenomeni all’interno di una cellula o in un
sistema biologico seguono delle leggi diverse rispetto al mondo inanimato, per cui secondo il
vitalismo non possono essere usate le leggi del mondo inanimato per descrivere il mondo animato
(esseri viventi) perchè hanno delle specificità.
- Solo dopo il 1800 Whoeler comincia a smentire il vitalismo, riuscendo a sintetizzare una
molecola chiamata urea in vitro che gli esponenti del vitalismo invece pensavano potesse
essere prodotta solo dagli esseri viventi. Nonostante ciò continua a permanere la corrente
del vitalismo infatti Liebig era ancora convinto che le reazioni chimiche degli esseri viventi
erano indotte da un’energia vitale specifica non da fenomeni del mondo inanimato.
- Lo stesso Pasteur era influenzato dalle teorie del vitalismo: la fermentazione avviene se c’è
una cellula che la svolge
La confutazione principale del vitalismo fu messa in atto da BUCHNER: estraendo il contenuto di
una cellula, la reazione avveniva anche in assenza di una cellula viva e quindi in vitro (esempio della
fermentazione con il lievito). Ciò dimostra che quel che avviene all’interno di una cellula è della
stessa natura delle reazioni che possono avvenire nel mondo inanimato.
Da queste affermazione ha dato origine allo studio della biochimica negli esseri viventi.
Il termine “chimica biologica” o “biochimica” è recente, fu introdotto da Seyler.
1926, uno scienziato determina che gli enzimi sono proteine: le reazioni potevano venire
- anche in vitro perchè c’erano dei fattori che consentivano alla fermentazione (o a qualsiasi
reazione) di avvenire. Questi fattori erano enzimi cioè macromolecole organiche: POLIMERI
DI AMMINOACIDI che assumevano la funzione di catalizzatori biologici e quindi facilitavano
le reazioni come la fermentazione.
Nel 1960 Perutz risolve per la prima volta la struttura cristallografica di una proteina cioè gli
- fece una foto vedendone la struttura. Prima di lui nessuno aveva visto e fotografata una
proteina. Con l’avvenimento delle tecnologie fare questo è stato molto più facile e comune.
BIOCHIMICA OGGI
La biochimica ha degli impatti sulla vita di tutti i giorni: conoscere come avvengono varie reazioni
all’interno dell’organismo, ci permettono di controllare e combattere le malattie perchè sappiamo
come si sviluppano a livello molecolare.
Lo stesso virus del covid usa delle proteine per entrare nelle cellule e grazie allo studio della
struttura della proteina spike (spaik) che aggancia le cellule e fa entrare il virus, è stato possibile
sviluppare i vaccini in termini rapidi.
Anche il cancro per poterlo curare bisogna sapere a livello molecolare alcune cose come le vie
metaboliche delle cellule tumorali. Conoscendo queste vie si può andare a colpire in un punto che
inibisce il progresso della malattia.
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PROPRIETA’ CHE CARATTERIZZANO GLI ESSERI VIVENTI
Gli organismi viventi sono entità complesse e organizzate che posseggono strutture deputate a
funzioni essenziali per lo sviluppo della vita. Queste entità compiono lavoro che richiede energia per
cui sono sistemi che necessitano di energia per svolgere funzioni biologiche come la replicazione
cellulare e la sintesi di DNA (lavori termodinamici che richiedono energia).
Gli esseri viventi hanno dei sistemi chimici che gli consentono di estrarre Energia chimica
dall’esterno e utilizzarla per fare un lavoro chimico.
La biochimica si occupa proprio di spiegare i fenomeni che avvengono all’interno degli esseri viventi
in termini chimici usando la logica chimica e utilizzando tutte le altre discipline biologiche.
Il pensiero che ha portato lo sviluppo della biochimica si rifà al vitalismo: presenza di reazioni
all’interno degli organismi viventi che sono le stesse che reazioni organiche che avvengono nel
mondo inanimato: le leggi che sono utilizzate per descrivere le reazioni nel mondo inanimato,
possono essere utilizzate per descrivere cosa avviene nelle cellule.
BIOMOLECOLE
Gli organismi viventi utilizzano le BIOMOLECOLE che sono molecole organiche normali formate da
una componente chimica che vengono usate però dai sistemi viventi per le loro esigenze. Gli
elementi chimici che compongono le biomolecole differiscono dai componenti presenti nella crosta
terrestre come si vede nel grafico in cui sono osservabili le frequenze medie degli elementi chimici
nell’universo, crosta terrestre e corpo
umano.
IDROGENO H
Il corpo umano ha una frequenza
dell’H confrontabile con quella
dell’universo terrestre (ce ne è tanto
nell’universo tanto quanto ce ne è nel
corpo umano).
OSSIGENO O
Per l’ossigeno vale lo stesso dell’H.
CARBONIO C
Il carbonio che è molto più
rappresentato nel corpo umano
rispetto all’universo. Ciò significa che gli esseri viventi usano il carbonio molto di più per costruire
delle strutture molecolari. L’ossigeno è qui rappresentato come per esempio il sodio.
AZOTO N
Per l’azoto vale lo stesso discorso del carbonio
Questo grafico ci esplica che le biomolecole utilizzano fondamentalmente CARBONIO e AZOTO
presenti con una maggiore frequenza.
Questi 4 elementi costituiscono il 99% degli atomi del corpo umano.
Che proprietà rendono C e N così adatti a costruire maggiormente la composizione delle
biomolecole?
RISPOSTA: La loro versatilità nel formare legami covalenti soprattutto nel CARBONIO e di formarne
più di uno anche con altri elementi (singoli, doppi o tripli).
ENERGIA DEI VARI LEGAMI COVALENTI
I legami che coinvolgono il carbonio (C-C C-H C-O) hanno un’energia circa di 400 KJ/mol che non è
nè altissima nè bassissima.
Grazie alla versatilità che ha il C di formare vari legami con varia energia e grazie, può formare lo
scheletro di alcune molecole che sono molto utili per i sistemi biologici come i lipidi, proteine che
hanno uno scheletro di cui il C è il protagonista. Di conseguenza il C grazie alle sue proprietà può
legare altri atomi che costituiscono i gruppi funzionali come amminici, ossidrilici, amminici e
formano una varietà ampia di molecole con una proprietà importante.
Il silicio pur trovandosi nello stesso gruppo di C e quindi è molto simile ad esso, non è
adatto a costruire biomolecole utili ai sistemi biologici perchè i legami tra Si e O sono
molti forti per cui per romperli è necessaria molta energia che non possono investire
gli esseri viventi, invece i legami del C hanno circa un’energia di 400 KJ/mol per cui
possono essere rotti e formati più facilmente dai sistemi viventi.
Le biomolecole più grandi sono chiamate MACROMOLECOLE:
• PROTEINE
• ACIDI NUCLEICI
• POLISACCARIDI
• LIPIDI che hanno una dimensione che non li fa considerare vere e proprie macromolecole, ma sono
molto importanti.
Le macromolecole, soprattutto proteine e acidi nucleici, hanno un contenuto informazionale: la loro
struttura è frutto di un trasferimento di informazione tra gene tradotto in proteina che trasporta
delle informazioni per conferire proprietà particolari alla proteina.
Le proteine sono polimeri di amminoacidi che essendo lunghe, in soluzione si raggomitolano
assumendo una struttura tridimensionale che gli permette di funzionare: quando si ripiegano
funzionano mentre quando si srotolano non più.
Questi polimeri vengono tenuti insieme sfruttando le FORZE DEBOLI (i legami covalenti sono molto
forti infatti tengono insieme gli atomi e poi ci sono anche dei legami più deboli)che stabilizzano le
macromolecole (in particolare proteine) in soluzione quando si ripiegano. Queste forze deboli sono
fondamentali per tutti i fenomeni che avvengono all’interno della cellula come per esempio sono
utili nel riconoscimento tra recettori.
Interazioni tra 2 atomi o molecole con carica opposta (interazioni elettrostatica= forza di Culomb che
non formano dei vari e propri legami)
I legami covalenti stanno intorno ai 400 KJ/mol di energia di legame mentre quelli deboli stanno
intorno ai 50 KJ/mol: per romperli è necessaria pochissima energia mentre quando si rompono
rilasciano molta energia.
Le interazioni deboli aiutano a tenere insieme (si dice: STABILIZZANO) la forma ripiegata
in soluzione di una proteina come si vede nell’immagine in cui il nastro è la proteina in
soluzione.
La stessa cosa avviene tra proteine e DNA: le 2 molecole di DNA sono
stabilizzate da legami H
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Percezione - Introduzione