TIROCINIO 2 ANNO (APPUNTI)
FORMULARE PIANI DI ASSISTENZA
Il piano di assistenza viene considerato come una guida che organizza i dati del paziente riguardo
l’assistenza e le strategie da attuare per aiutare il paziente a raggiungere una salute ottimale. Essi
racchiudono componenti come la valutazione del paziente, le diagnosi infermieristiche, gli
interventi, la somministrazione di farmaci, i risultati degli esami diagnostici e i risultati previsti.
L’infermiere inizia il piano di assistenza il giorno del ricovero e lo aggiorna continuamente,
rispettando soprattutto la visione olistica generale dell’intera persona, fino alla dimissione. Un
piano di assistenza ben formulato da priorità ai problemi e indirizza i bisogni del paziente a breve e
lungo termine. Le priorità maggiori sono rivolte alle diagnosi relative alle funzioni vitali mentre
quelle minori sono legate alla sicurezza o emozionali. Esistono diversi piani di assistenza, si va da
quelli scritti a mano a quelli computerizzati, ma hanno elementi di base comuni e soprattutto sono
progettati per ciascun paziente.
Esistono tre piani di assistenza:
Globali che contengono informazioni dettagliate alle quali si fa riferimento per fini operativi
e formativi
Standard che riguardano problemi prevedibili che avvengono comunemente
Istituzionali che diventano parte integrante della documentazione medica.
L infermiere responsabile della pianificazione e coordina e monitora le attività e il contributo
è
degli altri membri del team sanitario. Deve comunicare il piano di assistenza in modo chiaro e
preciso usando termini come migliorata, adeguata, normale, ma soprattutto, deve promuovere un
piano realistico in modo da evitare di impostare un risultato difficile da ottenere con conseguente
demotivazione da parte sia del paziente che dello stesso infermiere.
Il processo infermieristicoè una serie di fasi ed azioni pianificate che mirano a soddisfare i bisogni
e risolvere i problemi, alla base troviamo la metodologia del problem solving, un processo logico e
sistematico per risolvere i problemi.
Il processo di nursing acquisisce la metodologia del problem solving operando due modifiche:
I problemi da risolvere non sono ipotetici e decisi dall’infermiere ma reali ed evidenziati
dalla raccolta dati
Sono valutate solo le soluzioni proposte che risultano più attendibili e convalidate dalla
letteratura.
Processo: sequenza organizzata di azioni svolte al raggiungimento di un obiettivo
Nursing: metodologia di lavoro scientifica adottata all’assistenza infermieristica
Il processo di nursing è quindi una serie definita di azioni, allo scopo di raggiungere gli obiettivi
dell’assistenza infermieristica, mantenere il benessere e/o fornire la necessaria e qualificata
assistenza in base alla situazione per consentire il recupero del benessere del paziente. 1
Le fasi del processo di nursing sono cinque:
1) Accertamento (fase di stima)
2) Diagnosi infermieristica (fase di stima)
3) Pianificazione (fase di management)
4) Attuazione (fasedi management)
5) Valutazione (fase di management)
1) ACCERTAMENTO: consiste nella raccolta e classificazione dei dati finalizzati ad ottenere
informazioni relative al paziente considerando fattori fisici, psicologici, socioculturali ed emotivi
che possono influenzare lo stato di salute ma soprattutto raccolti e ordinati in modo da prevenire
l’omissione di informazioni utili.
Esistono vari tipi di accertamento: quello globaleè quello più completo e viene eseguito in
occasione del ricovero in elezione (programmano, non urgente) e i dati raccolti comprendono,
oltre al motivo del ricovero, anche la storia clinica del paziente; quello mirato si focalizza su un
particolare bisogno ed usato nella chirurgia ambulatoriale in quanto i dati raccolti sono inferiori
è
(esempio una donna al travaglio); quello continuo comprende un monitoraggio ed osservazione
per particolari problemi ( usato nell’assistenza a domicilio); quello in emergenza riguarda un rapido
accertamento relativo a pazienti in situazioni di pericolo (esempio un potenziale suicidio).
La raccolta dati il primo contatto tra paziente e infermiere e quest’ultimo grazie a competenze
è
cognitive e interpersonali rileva informazioni appropriate che gli permetteranno di fare diagnosi. I
dati raccolti si dividono in oggettivi, osservabili e misurabili, detti anche segni possono essere visti,
ascoltati e condivisi e datisoggettivi, esplicitati dal paziente, detti anche sintomi si ottengono con
l’intervista e includono sentimenti, percezioni ed interessi.
Una raccolta dati completa comprende dati provenienti da fonti primarie cioè il paziente e fonti
secondarie proveniente dai familiari.
L’ infermiere utilizza la capacità di osservazione per captare stati d animo, risposte fisiche ed
emotive, ansia, rabbia, dolore, pallore o sudorazione, si continua con l’intervista per valutare la
storia clinica (insieme di tutti gli eventi che riguardano la salute del paziente e gli eventi di tipo
clinico da lui effettuati) del paziente al fine di comprendere i bisogni, segue l’esame clinico al fine
di osservare ed identificare eventuali incongruenze rispetto ai dati acquisiti. Esso include l’uso dei
sensi visivo, uditivo, tattile ed olfattivo; l’ispezione viene fatta con un attenta osservazione visiva
prima generale e poi più particolare eseguita con la torcia e l’otoscopio, la palpazione utilizza il
tatto per valutare temperatura, umidità, pulsazioni, forma e consistenza degli organi; la
percussione si effettua con piccoli colpi sulla superficie cutanea, le strutture con più aria come i
polmoni producono suoni più ottusi, le strutture solide come il fegato suoni più delicati;
l’auscultazione comprende l’ascolto dei suoni del corpo che sono creati dai movimenti dell’aria e
dei liquidi, si usa il fonendoscopio per canalizzare e rendere i suoni di polmoni, cuore e addome
molto più chiari. 2
2) DIAGNOSI INFERMIERISTICA: la diagnosi fu introdotta per la prima volta nel 1906
dall’infermiera Virginia Fry. L’assemblea generale Nanda (North American Nursing Association) ha
approvato una definizione ufficiale di diagnosi e cioègiudizio clinico riguardante le risposte delle
persone, della famiglia e della comunità a problemi di salute attuali o potenziali. Tale diagnosi
costituisce la base sulla quale scegliere gli interventi infermieristici volti a raggiungere i risultati di
cui l infermiere responsabile e costituisce un giudizio professionale sulle condizioni del paziente.
è
La diagnosi dà risalto alle capacità decisionali degli infermieri, promuove la collaborazione con le
altre figure della sanità, contribuisce all’ottimizzazione dei costi ed identifica le aree di intervento.
La diagnosi di compone di:
Titolo: qualifica il problema (carenza, eccesso, inefficacia, deficit, alterazione…)
Definizione: identifica, definisce e specifica il problema in modo chiaro e semplice
Fattoricorrelati: cause che hanno contribuito al problema) età, interventi chirurgici e
terapie)
Caratteristichedefinenti: segni e sintomi manifestatisi dal problema
Identificata la diagnosi infermieristica l’infermiere passa al NIC e NOC. Il primo una classificazione
è
degli interventi mentre il secondo degli obiettivi.
La corretta distinzione concettuale tra diagnosi infermieristica e medica consente di differenziare
ambiti di competenze e responsabilità. Esse hanno in comune l’applicazione di un processo logico
per elaborare un giudizio clinico ma differiscono nello scopo, negli interventi e nei risultati; quelle
infermieristiche focalizzano l’attenzione sulla risposta del paziente, della famiglia o della collettività
per mostrare problemi infermieristici, mentre quelle mediche si concentrano sulla malattia e le
condizioni patologiche.
Esistono vari tipi di diagnosi:
REALI: problemi identificati che già sono in corso (volume eccessivo di liquidi correlato a terapia
infusionale)
DI RISCHIO: riguardano problemi che possono accadere (rischio di insufficiente volume di liquidi
correlato ad eccessiva defecazione, quindi se non si eliminano le situazioni il problema può
divenire reale), sono di prevenzione
DI BENESSERE: identifica una situazione che può essere migliorata con interventi di promozione
della salute
POSSIBILI: per un problema poco chiaro (isolamento del paziente per cause sconosciute)
DI SINDROME: sono in associazione ad un gruppo di altre diagnosi (rischio di sindrome post
traumatica associata a rischio di infezione, stipsi...), sindrome a cascata come lo stupro.
Il PESè un’altra forma di diagnosi infermieristica come la NANDA. Problema, eziologia e sintomo.
3) PIANIFICAZIONE: terza fase del processo di nursing. In questa fase si valuta la capacità
dell'utente, della famiglia, il personale infermieristico a disposizione, le attrezzature necessarie,
abilità personali, credenze e valori.
Il piano sarà elaborato in modo che l'assistenza garantita sia personalizzata e realistica.
L ‘obiettivo è: quello di usare al meglio le risorse disponibili al fine di aiutare la persona e
comunicare all’ intera equipe il tipo di assistenza richiesta. 3
Stadi della pianificazione:
Fissare le priorità, in caso di molti bisogni;
Fissare gli obiettivi;
Pianificare l'intervento infermieristico.
Le priorità possono essere di livello alto, medio e basso. Andranno, chiaramente, soddisfatti i
bisogni primari prima di quelli secondari; alcuni bisogni sono correlati tra loro, e soddisfano l'uno si
riesce a risolvere anche l'altro. Quando si parla di bisogni, si pensa alla scala gerarchica di Maslow,
che può essere usata come riferimento per pianificare l'assistenza infermieristica. Si fissano, così,
gli obiettivi in modo da coinvolge l'utente e garantire la piena collaborazione con l'equipe sanitaria.
L'infermiere deve essere in grado di educare l'utente e la famiglia su quelle che sono le priorità in
quel momento.
L'obiettivo infermieristico è il risultato atteso del piano di assistenza infermieristica, che mira a
prevenire e risolvere quanto possibile un problema diagnosticato al paziente.
L'obiettivo è una guida per la selezione degli interventi infermieristici, ed un continuo riferimento
per evidenziare miglioramenti dell'utente.
Per ogni diagnosi viene definito almeno un obiettivo.
Gli obiettivi sono costituiti dal comportamenti dell'utente, dai criteri di performance, dalle
scadenze e da condizioni. Il comportamento dell'utente è qualcosa di osservabile perché
manifestato dall'utente stesso. I criteri di performance sono i livelli standard di comportamento
dell'utente, a cui si vuole arrivare (una pressione di 140/80 ad esempio).
La scadenza indica il tempo entro cui si vuole giungere a quel dato obiettivo.
Gli obiettivi si dividono in a breve termine e lungo termine.
Gli obiettivi sono qualcosa di congruente con altre terapie (eventualmente di supporto), nonchè
realistici per le abilità del paziente e dell'infermiere.
Fissati gli obiettivi si pianificano gli interventi infermieristici. Gli interventi sono per definizione
attività specifiche pianificate e realizzate con metodo, per aiutare l'utente a raggiungere
determinati obiettivi. Gli interventi devono riportare cosa deve essere fatto, quando farlo, con che
frequenza, ogni attività che precede e segue l'azione infermieristica, la firma dell'infermiere.
Gli interventi infermieristici si basano su principi scientifici e conoscenze.
L'intervento infermieristico non deve allontanarsi da quelle che sono le direttive mediche
(prescrizioni).
La pianificazione prevede la
Definizione di una diagnosi e dei problemi collaborativi (quelli in cui il medico, l’infermiere
e altri eventuali collaboratori, lavorano insieme e soprattutto l’infermiere esegue le
disposizioni del medico, agisce in base ai protocolli approvati dal medico e adotta misure al
fine di prevenire complicanze),
Identificazione degli interventi e dell’arco di tempo in cui il paziente deve raggiungere i
risultati. L’infermiere mette in atto le abilità necessarie per fare fronte alle diagnosi
infermieristiche del paziente e risolvere i bisogni di salute, esempio: registrare i parametri
vitali, assicurare l’alimentazione, fornire un supporto emotivo. Durante questa fase
l’infermiere potrebbe riproporre una nuova valutazione, revisionare il piano di assistenza,
stabilire l’intervento di altri membri dell’equipe sanitaria. 4
Nella valutazione l’infermiere si accerta dell’efficacia del piano di assistenza, viene valutato
se il paziente ha fatto progressi, se ha nuove necessità e se ha raggiunto gli obiettivi
prefissati.
4) ATTUAZIONE: durante questa fase l’infermiere si avvale delle informazioni ottenute durante la
fase di accertamento per fornire assistenza diretta al paziente oppure di delegare i compiti ad altre
figure professionali di supporto, documentando ogni attività svolta. L’attuazione richiede abilità
cognitive ed intellettuali per il raggiungimento dei risultati prefissati ed include accertamento
continuo per misurare l’efficacia degli interventi, valutazione delle priorità, inizio degli interventi
infermieristici e risposte del paziente. Così facendo è possibile rilevare tempestivamente ogni
eventuale variazione dello stato di salute del paziente, sia in termini di miglioramento che di
peggioramento. Quindi gli interventi possono essere decisi dall’infermiere, dal medico o da entrambi:
una prescrizione medica è un intervento scritto, firmato dal medico e tenuto in cartella a cui gli
infermieri danno seguito dopo la valutazione del paziente, un protocollo è una descrizione di azioni
ripetute o specifiche procedure e definisce gli interventi di competenza infermieristica o di altre
figure assistenziali.
La classificazione degli interventi (NIC) è un sistema standardizzato che definisce gli interventi
infermieristici svolti in tutte le aree della pratica clinica ed è un metodo per collegare gli interventi
alle diagnosi e alle attese del paziente. Il modello comprende: titolo, definizione e una lista di attività
che l’infermiere svolge per portare a buon fine gli interventi.
ES:
Titolo: vestire/spogliare
Definizione: aiutare una persona non autosufficiente a scegliere indossare e togliere gli indumenti
Attività: vestire la paziente al termine dell’igiene, incoraggiarla a partecipare alla scelta del vestiario,
vestire usando abiti comodi, scegliere scarpe adatte ad una buona deambulazione.
Gli interventi infermieristici comprendono attività di vita quotidiana, interventi specialistici,
monitoraggio e sorveglianza della risposta alla cura, educazione sanitaria, piani di dimissione e
valutazione del personale di supporto.
5) VALUTAZIONE: rappresenta la quinta fase del processo di assistenza infermieristica e riguarda la
verifica del pieno o parziale raggiungimento degli obiettivi assistenziali o del loro mancato
raggiungimento esaminando tutte le attività di assistenza diretta che influiscono sullo stato di salute
del paziente. Gli scopi sono quelli di stabilire i progressi del paziente rispetto alla diagnosi e valutare
se la persona percepisce un miglioramento del proprio stato di salute. Questa fase viene svolta
continuamente durante il percorso e non soltanto al termine dell’assistenza ed è il risultato di un
accurato uso della comunicazione da parte dell’infermiere e delle capacità di osservazione.
Valutazione e qualità sono interdipendenti e misurabili, il perseguimento di un continuo
miglioramento della qualità dell’assistenza è l’obiettivo primario. I criteri per determinare la qualità
dell’assistenza sono:
Idoneità dell’assistenza rispetto agli standard di risultato
Appropriatezza delle tecniche che rispondono a criteri di evidenza scientifica
Soddisfazione dell’utente
Attenzione all’utilizzo delle risorse umane e contenimento dei costi
Disponibilità ed equità nell’accesso alle cure
5
ESEMPIO DI UN PIANO DI ASSISTENZA: la paziente viene ricoverata per polmonite, durante
l'accertamento nella fase di ricovero, l’ infermiere nota una piccola escoriazione, la diagnosi che
segue evidenzia alterazione dell’ integrità della cute correlata all’ immobilità, nella pianificazione al
fine di ottenere la guarigione della lesione in una settimana si pianificano degli interventi con
mobilizzazione della paziente ogni 2 ore, uso di presidi antidecubito, dieta ipercalorica adeguata,
medicazione dell’area arrossata. Alla fine della settimana si valutano i risultati ottenuti.
Es. piani d assistenza per pz chirurgico
Diagnosi infermieristiche Obiettivi Interventi Indicatori di risultato
Ansia correlata Sollievo dall’ansia - Effettuare una accurata L’ansia diminuita: il
è
all’esperienza chirurgica preoperatoria anamnesi per individuare le paziente discute
e agli esiti della chirurgia preoccupazioni del pz legate informazioni con
all’intervento; anestesisti ed infermieri
- Incoraggiare il paziente ad sui tipi di anestesia e di
esprimere i suoi pensieri induzione; Discute con il
personale sanitario i
timori dell’ultimo
Dolore correlato ad Diminuzione del - Accertare il livello del dolore Il paziente riferisce
incisione chirurgica dolore utilizzando apposite scale di che il dolore è
valutazione, monitorare tale diminuito
parametro fino alla scomparsa del
dolore
- Informare il paziente dell’uso di
farmaci analgesici preventivi
- Somministrare la terapia secondo
protocollo previsto dall’intervento
chirurgico
- Utilizzare misure non
farmacologiche del controllo del
dolore: immaginazione guidata, il
rilassamento, il massaggio,
l’applicazione del caldo e del freddo
(se pre
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