La geopolitica (introduzione)
Geography is about power
«Geography is about power. Although often assumed to be innocent, the geography of the world is not a product of nature but a product of histories of struggle between competing authorities over the power to organize, occupy and administer space... within the context of this struggle, the cartographic and other descriptive forms of knowledge that took the name “geography” in the early modern period and that were written in the name of the sovereign could hardly be anything else but political»
[G. O’ Tuathail, Critical Geopolitics. The Politics of Writing Global Space, London, 1996, p.1]
La geografia ha a che fare con la proiezione del potere nello spazio. Il Mediterraneo, per esempio, non è un mare definito, ma è la percezione che noi abbiamo. Oggi sembra una fonte inenarrabile di problemi, pericoli e minacce, ed è un mare che è spaccato nella nostra percezione: c’è una sponda nord (civilizzata, l’Europa) e una sponda sud (l’Africa). Ma questa è la percezione di oggi.
Se invece consideriamo la percezione che si aveva ai tempi dell’Impero romano, il Mediterraneo aveva una sua civiltà. Il Mediterraneo oggi è visto come una cesura, il Mediterraneo dell’Impero romano era il centro attorno a cui girava la civiltà romana, tant’è vero che avevamo un imperatore che veniva dall’Africa. Durante la Guerra fredda il Mediterraneo era la sponda sud dell’alleanza atlantica e rappresentava ventre molle. Finita la Guerra fredda, la percezione che abbiamo del Mediterraneo è cambiata completamente. Oggi non capisci nulla delle dinamiche internazionali se non coinvolgi nel Mediterraneo il Golfo, il Sud-est asiatico ecc.
Queste sono percezioni della geografia che aiutano a mutare i meccanismi dei rapporti internazionali. Uno studioso statunitense di relazioni internazionali ha detto che il concetto di regione è semplicemente uno strumento analitico, è un dispositivo analitico soggettivo che serve per comprendere le dinamiche, ma non è nulla di oggettivo. In altre parole, la geografia non esiste come concetto oggettivo.
Cos’è la geopolitica?
- Non è una scienza, è semplicemente un approccio.
- Tant’è vero che non c’è neanche una definizione univoca di cosa sia la geopolitica. La migliore definizione di geopolitica è che non esiste una definizione di geopolitica.
- È una disciplina che non è mai neutrale. Chi fa geopolitica non si limita a studiare il passato come fa lo storico, e non è neanche il giornalista che ti racconta il presente. La geopolitica è predittiva e prescrittiva: vuol dire che la geopolitica parte sempre dal passato, guarda al presente, ma cerca di essere predittiva, cioè di immaginare possibili futuri scenari, e in più è prescrittiva => dà delle prescrizioni, dei suggerimenti, suggerisce cosa fare o cosa non fare, a seconda di un dato interesse.
Esempio: la Russia invade l’Ucraina, allora la geopolitica non solo racconta perché Russia e Ucraina erano in competizione, non solo racconta l’andamento contemporaneo, ma dice cosa può accadere e dà delle indicazioni, che non sono legate né alla morale né all’ideologia. Cerca di andare a capire i veri interessi e le vere dinamiche all’interno del sistema internazionale (la NATO sta facendo una proxy war con l’obiettivo di sgretolare la Russia che rappresenta un nemico minaccioso).
- Il contesto ideologico e socio-culturale che porta alla nascita della geopolitica classica.
- Geopolitica, geostrategia e geoeconomia.
- La geopolitica è una teoria spaziale dell’azione: è un’azione, una proiezione del potere nello spazio e presuppone:
- Approccio realista.
- Anarchia internazionale => c’è l’idea che ci sia l’anarchia internazionale, il sistema che è tendenzialmente anarchico e in questo sistema è fondamentale la politica estera. In pratica si ha una visione hobbesiana delle relazioni internazionali. Il mondo è anarchico, quindi c’è un atteggiamento estremamente aggressivo. I rapporti con gli altri in un sistema anarchico sono gestiti con la forza, che è quindi uno strumento fondamentale. In un libro cinese viene rappresentata l’immagine di una foresta come un luogo oscuro dove il cacciatore ha due obiettivi: trovare la preda e non farsi vedere dai possibili competitori. Quindi azione sia offensiva che difensiva: la geopolitica nel sistema anarchico delle relazioni internazionali ha il compito di dirti quali sono i possibili pericoli e le possibili opportunità e offrirti degli stratagemmi da seguire.
- Primato della politica estera.
- Quindi ha una visione hobbesiana delle relazioni internazionali: il mutamento dei confini territoriali è un indicatore dei mutati rapporti di forza 1 di 64.
Esiste un legame tra visione geopolitica delle relazioni internazionali e percezione del globo terrestre come:
- Un unico campo di azione (quello che Valery definiva: geografia politica del mondo finito); la geopolitica implica un pensare il mondo per linee globali e studiare la politica internazionale nel suo insieme planetario e complessivo.
- La geopolitica classica quando nasce (verso la fine del XIX secolo) porta con sé una novità: l’idea di pensare il mondo per linee globali, cioè guardare alle relazioni internazionali e ai rapporti tra le potenze non più solo a livello regionale (balance of power europeo). La geopolitica dice che il mondo è un unico campo d’azione. La geopolitica classica della fine dell’800 è la disciplina che capisce che la partita non si gioca più a livello regionale ma globale, c’è un unico campo d’azione, bisogna pensare il mondo per linee globali => storia del ventesimo secolo: tentativo di avere la dominazione globale. Il bipolarismo della Guerra fredda è l’emblema del mondo come unico campo d’azione.
Geografia politica vs geopolitica
La geopolitica non ha una definizione, ma soprattutto è un termine molto vago. Era un termine molto in voga nella Germania nazista e nell’Italia fascista, dunque dopo il 45 il termine geopolitica non si poteva usare. Adesso invece viene molto usato. Ma più viene utilizzato, meno viene utilizzato con precisione. Spesso si rapporta la geopolitica alla geografia politica, ma in realtà sono cose molto diverse. Il problema è dato dal fatto che spesso chi pensa alla geopolitica classica usa il termine geografia politica.
Geografia politica
- Differenza sostanziale: la geografia politica studia gli effetti della politica sulla geografia, nasce come disciplina quando si forma la Germania unita (si fonda nel 1870 da una miriade di piccoli stati intorno alla Prussia e il II Reich ha il compito di spiegare ai tedeschi che loro sono una nazione), quindi la geografia politica ti dice quali sono i confini, i capoluoghi politici, mostra gli effetti della politica sulla geografia.
- È una storia cristallizzata, è una storia che guarda al passato e al presente, ti racconta come è fatto il pianeta, quali sono i confini, se sono confini accettati o violati, rappresenta la trasformazione del mondo in tanti stati nazionali, rappresenta (e offre giustificazioni teoretiche) allo stato moderno nazionale.
Geopolitica
- La geopolitica studia gli effetti della geografia sulla politica, la geografia ha un ruolo nel determinare la proiezione delle scelte politiche?
- Guarda al passato, al presente ma anche al futuro: è una storia in fieri, da fare. È prescrittiva: ti dice cosa sta succedendo e ti dice cosa sta per accadere in futuro. In America ci sono migliaia di intelligence che creano scenari => immaginare possibili futuri partendo dalla storia e dai dati del presente. Logica di storia in fieri: partire dal passato, guardare al presente e immaginare il futuro, con rischi e opportunità.
- Dunque non è una scienza perché non è mai neutrale, ma è un’interpretazione, un approccio: è una rappresentazione delle relazioni internazionali all’interno del sistema mondo in funzione di interessi specifici (interesse nazionale).
Geopolitica e imperialismo
La geopolitica nasce alla fine del XIX secolo ed è strettamente collegata alla fase dell’imperialismo europeo e alla crisi del tradizionale balance of power, il gioco tra le principali potenze europee: dallo scrambler for Africa all’ascesa della Germania Guglielmina. La geopolitica è strettamente legata a questa fase aggressiva dell’imperialismo dello scramble for Africa. Quasi tutta l’Africa prima del Congresso di Berlino (1878) era bianca, poi c’è stato lo scramble for Africa: nel giro di 30 l’Africa viene quasi tutta occupata.
Tutto lo spazio viene occupato perché in questo periodo si acquisisce l’idea del mondo come di uno spazio finito. C’è l’idea che il mondo sia finito nel senso che non c’è più terra, se vuoi un pezzo di terra la devi fregare a qualcun altro. È una visione darwiniana (struggle of life, la lotta per la vita). C’è una visione hobbesiana, una visione atonale, non c’è più terra, devi per forza lottare, o mangi o sei mangiato, o ti espandi e sopravvivi o ti indebolisci e muori (collega la percezione del mondo come spazio finito, al darwinismo sociale e a una visione hobbesiana delle relazioni internazionali, unita ad un’ossessione per i dati quantitativi).
Una visione claustrofobica: il mondo è piccolo, non c’è più niente da scoprire, le risorse sono finite, quindi devi cercare di allargarti sempre di più se vuoi sopravvivere. È una visione angosciante, è quella che porterà l’Europa dritta alla catastrofe della I e II Guerra mondiale. In questa visione nasce la geopolitica classica. 2 di 64
1/3 delle terre emerse sono inglesi, e lo stesso la Gran Bretagna vuole espandersi ancora di più perché l’idea che se non cresci sei destinato a declinare porta allo scontro. Il problema della geopolitica classica è l’ossessione per lo spazio. I popoli per sopravvivere hanno bisogno di spazio, si devono confrontare con gli altri attori e siccome lo spazio è poco e finito tu hai bisogno della forza per sopravvivere e difenderti dagli altri. Visione molto pessimista e angosciante. Non a caso è forte soprattutto nella scuola tedesca di geopolitica.
La Germania nasce tardi ma soprattutto nasce incastrata in mezzo all’Europa, quindi per la Germania il problema di avere poco spazio diventerà un tema principale, tant’è che la geopolitica tedesca conierà una definizione che diventerà poi tristemente famosa nel nazismo: lo spazio vitale.
L’apogeo degli imperi coloniali nel 1914
Primato della politica estera
Da questa visione fortemente claustrofobica, in cui il mondo è uno spazio finito a fine esaurimento in cui c’è il primato della forza e lo scontro con gli altri attori, derivano degli elementi:
- Securitization approach => gli stati devono organizzarsi tenendo conto delle necessità dalla propria sicurezza esterna (security first).
- Interessi non ideologia => gli interessi vincono sempre sull’ideologia. La cooperazione internazionale è originata da interessi. L’Impero zarista, l’Unione Sovietica e la Russia hanno interessi ad espandersi che si possono spiegare in relazione ad interessi, senza considerare l’ideologia: la Russia se non ha spinte espansive rimane marginalizzata 3 di 64.
- La geopolitica ha grande attenzione allo spazio: da orizzontale, fisico e territoriale a spazio multidimensionale e verticale, fino a spazio virtuale (finanza, cyber, cultura, informazione) => nelle relazioni internazionali si crea un sistema teorico in cui, in geopolitica, gli attori non sono entità attratte, ma ci sono diversità profondissime, quindi si guarda al caso particolare perché si considerano le influenze della geografia. Quindi nella geopolitica classica c’è una grande attenzione allo spazio orizzontale (mare-terra). Le teorie classiche sono teorie binarie, perché hanno un’opposizione terra-mare. Poi interverrà l’aria. Oggi lo spazio è multi-dimensione: mare, terra, aria, spazio esterno, ma anche spazio cyber.
Una delle frontiere su cui si presta tanta attenzione è la difesa dallo spazio cyber: tutta la dimensione virtuale ha grande valenza geopolitica. Esempio: ruolo dell’intelligenza artificiale, che va a pescare delle informazioni che sono accessibili. In Europa l’unico paese che sta creando un sistema di intelligenza artificiale che ha un osservatorio nella propria lingua è la Francia - unico paese che sta investendo perché ha un concetto altissimo della propria cultura e specificità nazionale.
Key words
- Approccio.
- Non neutrale.
- Predittiva.
- Prescrittiva.
- Narrazioni: la geopolitica racconta delle storie, proprio perché parte dal passato, guarda al presente e al futuro, dà una narrazione.
- Interessi: ragionare in funzione di interessi che significa non guardare all’ideologia.
- Contesto storico.
Alcune definizioni di geopolitica
- Strategic take aways:
- La geopolitica capisce che bisogna guardare al sistema nella sua interezza e non ai singoli elementi e la geopolitica classica anticipa la storia del 20 secolo.
- La geopolitica è una disciplina non neutrale poche e coinvolta nei meccanismi di potere e infatti i giocatori sono militari o politici o influenti verso il potere.
- Per fare buona geopolitica non c’è etica e morale e ideologia perché guarda e cerca di rappresentare gli interessi reali.
- La migliore definizione è che non esiste una definizione di geopolitica ma ci sono delle definizioni:
- Rudolf Kjellén (fine 800 e inizio 900): ha inventato il nome geopolitica ma non ha fatto una teoria ma dà una definizione dicendo che è la scienza dello stato come organismo geografico nel modo in cui esso si esprime nello spazio => siamo nel periodo del darwinismo sociale e c’è l’idea che lo stato sia un organismo vivente e ciò è vero soprattutto per la scuola tedesca quindi lo stato è un organismo che ha bisogno di stazione e risorse per vivere.
- Geoffrey Parker: è lo studio delle relazioni internazionali da una prospettiva spaziale o geografica => è lo studio non da una prospettiva teorica e astratta ma da una concreta.
- Cohen: è lo studio dell’influenza dei fattori geografici sulla politica estera degli stati.
- Haushofer: principale esponente della scuola di geopolitica tedesca dice che è la coscienza geografica dello stato => la geopolitica tedesca è la più importante e lui dimostra quanto la scuola fosse organicista.
- Valery: è la geografia politica del mondo finito => la geopolitica classica nasce in un momento in cui c’è la percezione claustrofobica del mondo e quindi bisogna definire lo spazio geografico perché non c’è più terra libera da esplorare e occupare.
- Sprout: approccio multidisciplinare indispensabile per l’elaborazione delle teorie e di ipotesi funzionali a individuare interessi e politiche statali, valutandone le possibili conseguenze e conflitti di interessi con altri attori che agiscono nello stesso spazio geopolitico => definizione moderna che si sofferma sul rapporto tra attori geopolitici ma manca di alcuni aspetti che vedremo nelle prossime definizioni.
- Lacoste: è l’individuazione e il confronto sistematico delle percezioni e dei convincimenti che ogni gruppo politico ha nei riguardi dello spazio, derivanti non da una valutazione razionale e oggettiva dei suoi interessi, ma dalla cultura e dalla sua esperienza => padre della geopolitica contemporanea con la scuola francese dopo decenni in cui la geopolitica non era uno studio visto bene poiché era associata alla Germania, lui dice quindi che la geopolitica non si fa dai dati reali ma dalla percezione della realtà e qui 4 di 64 completa Sprout poiché la geopolitica serve per plasmare la tua percezione di interesse, le scelte politiche partono dalla percezione dei convincimenti e non solo dai dati.
- Jean: la geopolitica è una particolare analisi della politica, condotta in riferimento ai condizionamenti su di essa esercitati da fattori geografici: intendendo come tali non solo e non tanto quelli propriamente fisici, come la morfologia dello spazio o del clima, quanto l’insieme delle relazioni di interdipendenza esistenti fra le entità politiche territorialmente definite e le loro componenti => la geografia non va solo intesa in senso letterale ma è insieme delle relazioni tra entità politiche.
- Le definizioni però hanno anche delle debolezze poiché il punto debole della maggior parte delle definizioni è che limitano il campo alle relazioni tra stati mentre in realtà le dinamiche sono all’interno di uno stesso paese o hanno a che fare con attori non statuali e spesso non tengono conto delle percezioni di potere infatti Foucault diceva che ogni discorso è un atto di potere infatti il potere cerca di esercitare controllo sul discorso che è un atto politico poiché il discorso non è mai un atto neutrale e c’è sempre il tentativo di controllare la narrazione di un evento.
- Michel Foucher dà una possibile definizione che è la migliore ma non è definitiva infatti lui dà un senso più ampio e completo di geopolitica dicendo che: “geopolitica è un metodo globale di analisi geografica di situazioni socio politiche concrete considerate in quanto localizzate delle rappresentazioni abituali che lo descrivono” => le problematiche vanno studiate in base all’ambiente in cui accadono e quindi non si parla solo di fatti ma di come vengono rappresentati e di come se ne parla.
Regole base della geopolitica
Lacoste inoltre sottolinea che non ci si può basare delle spiegazioni troppo se
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