Espressione del potere sul territorio
Le basi territoriali delle organizzazioni politiche
Il modello di stato nazionale elaborato nel Seicento perde consenso e le collettività dimostrano una crescente disaffezione. James Rosenau spiega attraverso la teoria della turbolenza che la politica mondiale è oggi un sistema multicentrico, i cittadini hanno una crescente capacità organizzativa e motoria cosicché le strutture d'autorità sono in crisi in tutto il mondo.
Lo stato vedeva nell'economia, nella cultura e nella politica le sue principali componenti, con cui realizzare la coscienza politica nazionale. La graduale cessione di sovranità interna ed esterna è provocata dal progresso tecnologico, dalla globalizzazione economica e culturale, dalla componente religiosa e dalla formazione di organismi sovranazionali.
La convergenza degli stili di vita e di consumo confonde ed amplia il senso di appartenenza ad una comunità, aprendolo alla dimensione internazionale. Lo stato nazione si adatta a tale cambiamento attraverso:
- Il decentramento amministrativo alle realtà regionali e locali;
- Politica economica concertata come nel caso delle crisi finanziarie;
- Politiche di sicurezza comuni.
Malgrado l'insorgenza di aree trainanti dai punti di vista economico e decisionale, che rivendicano per loro una maggiore autonomia dai cavilli burocratici, lo stato si pone ancora oggi come unico garante dei diritti fondamentali del cittadino. Il patto costituzionale che lo istituisce è necessario ad evitare la decadenza verso forme di socialità minori.
Lo stato mantiene dunque la sua funzione sociale, malgrado sia interessato da spinte di integrazione internazionale e tendenze al decentramento amministrativo.
Elementi costitutivi dello stato sono la popolazione, la sovranità ed il territorio.
- La Palestina mancava, fino agli accordi di Washington tra OLP e Israele del 1993, del territorio e della sovranità;
- Erano stati a sovranità limitata quelli dell'URSS, con limitata sovranità in politica estera ed interna;
- La dipendenza economica si istituisce come fattore di limitazione della sovranità, da che si rende efficace lo strumento dell'embargo (Sud Africa, Cuba, Serbia).
Gourou sostiene che ogni organizzazione sia descrivibile in rapporto ai tre aspetti della profondità: gradi sovrapposti della gerarchia delle competenze organizzative; ampiezza: un grado superiore di organizzazione ha una competenza più ampia di uno inferiore (il governo USA ha una competenza su tutto il paese in politica estera); pluralità: più sono numerosi i sistemi in cui si organizzano gli individui (enti locali, organizzazioni etc.) più è efficace l'organizzazione.
Claval sostenne che lo stato, forma vuota, vada riempito con la progettualità e la regolamentazione umane. Per Hartshorne è la forma giuridicamente più perfetta che possa agire sull'organizzazione del territorio e sui gruppi umani.
Data l'esistenza di entità non totalmente indipendenti ma neanche direttamente controllate da organi esterni (Mongolia e Nepal), nel diritto internazionale si considerano oggi stati quelli che:
- Hanno un ministero degli esteri;
- Possono entrare in rapporti diplomatici con altri stati e con le organizzazioni internazionali.
La classificazione degli stati
- Van Valkenburg, in relazione al ciclo dell'erosione, individua stati giovani, maturi o vecchi;
- Goblet distingue Stati intensivi> concentrati sullo sviluppo del territorio interno; stati estensivi> si alimentano sulle aree esterne (Gran Bretagna) e stati misti (USA);
- Pearcy secondo l'ordinamento distingue imperi, repubbliche, regni;
- Secondo le caratteristiche geografiche: stati montuosi/pianeggianti, marittimi/continentali;
- Alcuni autori individuano grandi regioni politiche mondiali, comunque non omogenee al loro interno.
Il concetto di nazione
Nazione riunisce elementi storici, culturali, linguistici, religiosi. Il popolo condivide in essa abitudini, usi e costumi, tradizioni ed abitudini. Renan l'ha definita un “plebiscito di tutti i giorni”. Si caratterizza per la condivisione di una ricca eredità di ricordi, nella concordia del presente e nella volontà a mantenere tale concordia.
L'appartenenza a una nazione è sempre comprensiva di quella ad un certo territorio. Islanda e Portogallo sono i soli due stati nazione nel vero senso dell'espressione.
Nazionalismo ha origine nella nazionalità ma vi si aggiungono l'elemento bellico, competitivo, emulativo, combattivo e aggressivo. La difesa della propria identità e la preservazione della propria differenza dagli altri popoli divengono obiettivo esclusivo di quella comunità, che sfocia nell'etnocentrismo.
Nazionalità si basa sull'autocoscienza collettiva e si istituisce come una collettività con una struttura. Ha un'esistenza autentica, reale. Per lo stato si rende necessario accrescere il senso di appartenenza e di comune progettualità insito nella nazionalità al fine di preservare l'esistenza stessa del comune destino.
Le leggende nazionali, la letteratura e il folklore possono rafforzare lo spirito di appartenenza. Lo spirito nazionale si scopre tale quando minacciato da un comune nemico.
Malgrado la depauperazione del concetto di stato, agli inizi del III millennio le appartenenze nazionali appaiono ben salde e anzi si acuiscono non solo i nazionalismi, quanto i tribalismi, motivo di scontri etnici e guerre civili frequenti.
La causa di tali conflitti va individuata nella caduta degli imperi nel primo e secondo dopoguerra, che hanno lasciato deboli situazioni politiche, come in Cecoslovacchia, Jugoslavia e Pakistan. All'origine dei contrasti interstatali possono trovarsi ragioni economiche (guerra delle banane del 1999 tra USA e UE) e vecchie gelosie politiche (tentativo della Francia di vincolare la Germania all'UE per contenerne l'egemonia europea).
Forze centrifughe e centripete nella formazione e trasformazione del potere
Lo stato risulta essere una forma di organizzazione che richiede un'adesione volontaria dei cittadini che lo scelgono. Molti autori affermano che la nascita di uno stato sia consecutiva sia logicamente che cronologicamente all'esistenza di una nazione (Cina). Ciò tuttavia non vale ad esempio per gli USA e la Svizzera.
Quest'ultima nacque dapprima come confederazione di stati (1291) e solo in seguito si formò un sentimento nazionale. Nell'espressione stato nazionale si scorge la forma più adatta alla tutela dell'identità delle popolazioni. In realtà questa risulta essere mutevole, in continua evoluzione.
Secondo Hartshorne, lo stato si delinea quando interpreta le necessità della popolazione stanziata sul suo territorio e si oppone alle comunità differenti dalla propria. Data la probabile eterogeneità della popolazione, massima negli stati multinazionali, questo agisce sui fattori comuni, come ad esempio i valori condivisi, quali la democrazia e la solidarietà economica.
Sullo stato agiscono sia forze aggreganti o centripete, che disgreganti o centrifughe. L'eterogeneità della popolazione può dipendere dalla conformazione morfologica del territorio (Italia). Secondo Rousseau lo stato ideale è di forma circolare, al fine di favorire la difesa e la coesione della popolazione.
La realtà attuale risulta tuttavia differente da quella individuata da Rousseau: si considerino la situazione cilena o l'arcipelago filippino, che malgrado la difficile conformazione del territorio, presentano una coesione nazionale notevole.
L'omogeneità conferisce stabilità al governo di un Paese, che a sua volta ne aumenta l'autorevolezza interna ed esterna. La potenza di uno stato dipende tuttavia anche dalla sua posizione e dalla superficie. L'estensione di un territorio può incidere sulla quantità di materie prime reperibili, sul mercato e sulla ricchezza, ma anche sulle modalità di difesa e di distribuzione delle ricchezze (Federazione russa).
Secondo Rousseau l'estensione doveva dipendere dal numero degli abitanti.
- Ad oggi tuttavia si hanno casi estremi di rapporto ab/Km2 come Singapore, in cui la densità è di circa 4500 ab/km2, ma che costituisce il secondo porto mondiale e uno dei maggiori centri di raffinerie del pianeta. Singapore costituisce un'anomalia rispetto alle tesi di Mackinder e Spykman.
Tra i maggiori fattori di rischio di crisi politica e/o finanziaria individuati dagli istituti di ricerca di politica internazionale (es. in Italia ISPI> Istituto di Studi Politici), si individua la distanza etnica che separa i gruppi di uno stesso stato. In Italia la distanza etnica tra nord e sud si è acuita in corrispondenza del divario economico, generatosi dall'unificazione in poi.
La distanza etnica può essere fomentata anche da:
- Diverso stile e tenore di vita: Cechi e Slovacchi si sono divisi il 1° Gennaio 1993, dopo un secolo di convivenza, a causa della diversa struttura economica dei due paesi, agricola in Slovacchia e industriale in Boemia e Moravia;
- Livello culturale e grado di istruzione: la Svizzera ha un'alta diffusione di un alto grado di istruzione;
- Concentrazione di una minoranza in una piccola regione, che si distanzia da quella dominante, accrescendo la sua coesione interna: la minoranza cattolica dell'Ulster combatte dal 1970 e la sua situazione di isolamento è acuita dal divario economico e dalla diversa confessione religiosa. La situazione è migliorata con l'accordo di Pasqua del 1998 con cui gli unionisti hanno inteso bloccare le azioni dell'IRA e preservare l'accordo con Londra, mentre i nazionalisti hanno intravisto l'unificazione dell'Irlanda del Nord al resto del paese. L'integrazione dell'isola inoltre si è rafforzata a motivo dell'espansione economica del Paese;
- Consistenza numerica dei gruppi etnici: 1. gruppi numericamente paritari> difficile raggiungimento dell'equilibrio> BELGIO: fiamminghi e valloni; 2. un gruppo nettamente maggioritario> maggiore stabilità in quanto la minoranza difficilmente minaccia il governo> AMERICA LATINA; 3. 3 o più gruppi etnici> spesso si arriva al confronto armato> JUGOSLAVIA: serbi, croati, musulmani bosniaci, IRAN: sunniti, sciiti, curdi, PAKISTAN: sindhi, baluchi, punjabi, pashtun.
- Contesa tribale delle realtà africane: SOMALIA: oltre 10 fazioni etniche in lotta, con intervento delle Nazioni Unite nel 1992; RWANDA: genocidio e repressione tutsi da parte della maggioranza hutu, 1994. In Africa, il commercio nero di diamanti finanzia guerriglie volte ad assicurarsi il controllo del territorio e delle risorse del sottosuolo. SIERRA LEONE: conflitto tra le popolazioni povere interne e quelle ricche costiere.
Pounds afferma che la probabilità di conflitto etnico dipende dall'entità numerica, dalla concentrazione in comunità cellulari e dalla differenziazione economica dei gruppi e tra essi e il resto della popolazione.
Le strategie del potere
La fine della guerra fredda ha reso esplicito il passaggio dei centri di potere dalle basi militari a quelle economico-finanziarie. Alle armi si sostituiscono le pressioni economiche.
- USA: il dipartimento del Tesoro acquisisce un potere crescente a livello decisionale verificabile nella politica indulgente esercitata nei confronti della Cina, suo partner economico, e nella linea dura nei confronti dell'Iraq.
- L'Unione europea nasce come unione economica, prima che politica e ad oggi è realizzata solo in tale ambito;
- La Guerra del Golfo vede le sue principali motivazioni nell'ambizione al controllo delle risorse petrolifere e dei capitali del Kuwait, bloccati negli USA, in GB e in Asia a causa della guerra.
Nell'antropologia della fine del 19° sec., raggruppamento umano distinto da altri in base a criteri razziali, linguistici e culturali. Tale definizione è stata criticamente rivista dall'antropologia contemporanea, che ha rivolto l'attenzione ai processi di interazione storica, sociale e simbolica attraverso cui i gruppi umani percepiscono e rappresentano la propria diversità da altri gruppi umani.
Si profila dunque la guerra economica condotta dalle potenze economiche mondiali. Si evolve parallelamente il concetto di difesa, volta com'è alla salvaguardia non solo del territorio ma anche dell'integrità economica del paese, ovvero della produzione e dei mercati.
Al vertice di Singapore del 1992 si è osservato che in corrispondenza di un relativo declino economico USA a cui dovesse seguire un rafforzamento delle realtà economiche dell'estremo oriente, Washington ritirerebbe le sue truppe dall'Asia con la consecutiva necessità per il Giappone di provvedere alla propria difesa, causando il riarmo cinese e coreano e destabilizzando l'area.
La forma e la dimensione di un territorio possono influenzare la coesione interna e i rapporti esterni di uno stato.
- Cecoslovacchia: forma orizzontale, presenza dei Carpazi e snodo attraverso la Germania e l'Austria hanno di certo favorito la scissione avvenuta il 1° Gennaio 1993;
Si ha invece una exclave quando un territorio situato in uno stato appartiene ad un altro, e costituisce per il primo un enclave.
- Campione d'Italia è una exclave italiana in Svizzera;
- Kaliningrad (ex Koenigsberg) è una exclave russa, situata tra Polonia e Lituania, oggi zona franca ma tedesca dal XVII secolo alla seconda guerra mondiale.
Erano definiti stati polimerici quelle organizzazioni di grande peso demografico ed estesa superficie territoriale, divisi in più corpi territoriali ben distinti. La formazione di questi stati portò nel Settecento alla teorizzazione di un limite ideale del territorio stabilito da confini naturali dalla conformazione dello stesso da non superare.
Argomento sostenuto da coloro che rivendicano l'unità dell'Irlanda e l'annessione dell'Istria all'Italia.
- USA e Alaska, divisi dal Canada o il Pakistan fino al 1971, quando il territorio pakistano a est dell'India si proclamò indipendente con il nome di Bangladesh.
In realtà i confini naturali sono uno strumento degli stati, usati nella storia per risolvere contenziosi internazionali o per redigere spartizioni. La valicabilità dei confini e la concezione del confine come luogo di scambio, piuttosto che di scontro, rendono oggi tale assunto decaduto.
Anche la posizione dello stato gioca un ruolo fondamentale. Il clima influisce sulle economie dei Paesi. Ma ancor più interessante è il concetto di posizione relativa, ovvero la collocazione rispetto ad altri paesi.
- I paesi del Sud-est asiatico godono della presenza trainante dell'economia giapponese.
Gli stati cuscinetto sono nati per porre distanza fisica tra stati potenti e ridurre le possibilità di attrito tra gli stessi:
- Afghanistan> trampolino dell'azione statunitense in Asia, volta al contenimento dell'espansionismo sovietico prima e di quello integralista islamico poi;
- Thailandia e Laos> separavano i possedimenti francesi ed inglesi in Indocina;
Alcuni stati hanno acquisito nel tempo una notevole importanza strategica a motivo di
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Diritto tributario - lineamenti
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Il Governo, lineamenti
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La Corte costituzionale, lineamenti
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Sociologia della famiglia – Lineamenti