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Introduzione

La geografia ha a che fare con lo spazio ed è strettamente connessa con la proiezione del potere nello spazio.

Il Mediterraneo, ad esempio, non è un mare definito ma è la percezione che noi abbiamo del mare —> oggi sembra una fonte di problemi e di minacce e nella nostra concezione è un mare spaccato: c’è una sponda nord, dove siamo noi, e una sponda sud.

Se consideriamo l’impero romano, sappiamo che il Mediterraneo aveva una sua centralità, attorno al quale si sviluppava la civiltà, era il punto centrale attorno al quale cresceva la civiltà romana.

Durante la guerra fredda il Mediterraneo era la sponda sud dell’alleanza atlantica e rappresentava il vento molle; finita la guerra fredda, la percezione che abbiamo avuto del Mediterraneo è cambiata completamente: oggi bisogna coinvolgere il golfo, il sud-est dell’Asia ecc.

Queste sono percezioni della geografia che aiutano a mutare i meccanismi dei rapporti internazionali.

Il concetto di regione è semplicemente uno strumento analitico, la regione è un dispositivo analitico soggettivo che serve per comprendere le dinamiche ma non è nulla di oggettivo —> geografia non esiste come concetto oggettivo.

Cos’è la geopolitica?

  • Non è una scienza, è semplicemente un approccio, tanto è vero che non c’è neanche una definizione univoca su cosa sia la geopolitica.
  • È una disciplina che non è mai neutrale: studia i meccanismi ma allo stesso tempo è all’interno di questi meccanismi, quindi chi fa geopolitica non si limita a studiare e basta.
  • La geopolitica è predittiva e prescrittiva: parte sempre dal passato, guarda al presente ma cerca di essere predittiva = immaginare possibili futuri scenari e in più è prescrittiva = suggerisce cosa fare o non fare a seconda dell’interesse nazionale/estero. Quindi queste indicazioni non sono legate né alla morale e né all'ideologia, ma cerca di andare a capire i veri interessi del sistema politico.
  • Geopolitica come teoria spaziale dell’azione: è un’azione, una proiezione del potere nello spazio terrestre, e presuppone: 1) approccio realista 2) anarchia internazionale: idea che il sistema è tendenzialmente anarchico e in questo sistema è fondamentale la politica estera, si ha una visione di Hobbes delle relazioni internazionali (=il mondo è anarchico, c’è un atteggiamento estremamente aggressivo e tu gestisci i rapporti con gli altri con la forza, che è uno strumento fondamentale) 3) primato della politica estera. Quindi la geopolitica ha il compito di avvisare su possibili pericoli e opportunità.
  • La geopolitica classica, quando nasce (verso fine XIX secolo), porta con se l’idea di pensare il mondo per linee globali: guardare ai rapporti fra le potenze non più solo a livello regionale (ex: balance of power) ma a livello mondiale, c’è un unico campo d’azione.
  • La geopolitica è un termine molto vago, inizialmente in Europa non si usava neanche perché era un termine molto usato da nazisti e fascisti, per questo dopo il 45 non si usava. Poi è diventata di moda, il termine viene usato da tutti.
  • Geopolitica vs geografia politica: spesso la si raffronta alla geografia politica ma sono due cose completamente diverse; il problema è dato dal fatto che spesso i pensatori della geopolitica classica usavano il termine geografia politica —> differenza sostanziale con geografia politica: essa studia gli effetti della politica sulla geografia, nasce come disciplina quando si forma la Germania Unita (1871); è una storia cristallizzata: che guarda al passato e al presente; rappresenta la trasformazione del mondo in tanti stati nazionali. La geopolitica fa il contrario: studia gli effetti della geografia sulla politica; parte dal passato e guarda al presente ma è storia in fieri=guarda anche al futuro.

Geopolitica e imperialismo

La geopolitica nasce nel XIX secolo, un periodo connesso a quello dell’imperialismo europeo, quando avviene la crisi del balance of power: la Gran Bretagna che passava da un’alleanza all’altra, la corsa dell’impero zarista in Russia ecc.

La geopolitica è legata alla fase aggressiva dell’imperialismo legata allo scramble for Africa: nel giro di 30 anni l’Africa viene quasi tutta occupata. Tutto lo spazio viene occupato perché in questo periodo si diffonde l’idea del mondo come di uno spazio finito, nel senso che non c’è più terra da occupare e se vuoi un pezzo di terra lo devi rubare a qualcun altro.

C’è l’idea che se non cresci sei destinato a morire e ciò porta allo scontro. Il problema della geopolitica classica è l’ossessione per lo spazio perché i popoli per sopravvivere hanno bisogno di spazio e si devono confrontare con gli altri attori, ma lo spazio è poco ed è finito e quindi c’è bisogno della forza per mantenere la tua grandezza e difenderti dagli altri —> visione molto angosciante e pessimista famosa nella scuola tedesca di geopolitica.

La Germania nasce tardi ed è incastrata in mezzo all’Europa: la Germania incastrata tra i nemici ed ha poco spazio ed ha bisogno di un suo spazio altrimenti la Germania morirà —> da qui nasce il nazismo.

Primato della politica estera

Visione claustrofobica dove c’è il primato della forza dove ti devi scontrare con gli altri attori e nasce:

  1. Securitization approach: gli stati devono organizzarsi tenendo conto delle necessità della propria sicurezza esterna.
  2. Interessi non ideologia: la cooperazione internazionale è generata dagli interessi ed essi vincono sull’ideologia.
  3. Attenzione allo spazio: l’attore non è un’identità astratta uguale ad un’altra ma ci sono diversità profondissime, quindi si guarda al caso particolare perché si considerano le influenze della geografia. Nella geopolitica classica c’è grande attenzione allo spazio orizzontale (mare-terra): le teorie classiche sono teorie binarie, perché hanno un’opposizione terra-mare e poi interverrà l’aria. Oggi lo spazio è multi-dimensionale: mare-terra-aria, spazio esterno ma anche spazio cyber.

Una delle frontiere su cui si presta tanta attenzione è la difesa dallo spazio cyber: tutta la dimensione virtuale ha grande valenza geopolitica. Esempio: ruolo dell'intelligenza artificiale, che va a pescare delle informazioni che sono accessibili. In Europa l'unico paese che sta creando un sistema di intelligenza artificiale che ha un osservatorio nella propria lingua è la Francia: unico paese che sta investendo perché ha un concetto altissimo della propria cultura e specificità nazionale.

Key words della geopolitica

  • Approccio
  • Non neutrale
  • Predittiva
  • Prescrittiva
  • Narrazioni: la geopolitica fa una narrazione proprio perché parte dal passato e guarda al presente e al futuro, narrazione fatta
  • Interessi
  • Contesto storico

Alcune definizioni di geopolitica

La miglior definizione di geopolitica è che non esiste, ma bisogna comunque memorizzare alcune delle definizioni.

  1. Rudolph Kjellén: “La scienza dello stato come organismo geografico nel modo in cui esso si esprime nello spazio” —> politico svedese del fine XIX secolo, che ha inventato il nome geopolitica ma non ha fatto una teoria geopolitica; prima definizione formale di geopolitica quindi sorpassata ma è molto importante perché parla di stato come organismo geografico; agli inizi del 900 si è da poco scoperta la genetica, si è da poco diffuso il darwinismo e quindi si ha l’idea che lo stato sia un organismo vivente, quindi stato come organismo che ha bisogno di risorse per vivere (questo sarà vero specialmente per la scuola tedesca).
  2. Geoffrey Parker: “È lo studio delle relazioni internazionali da una prospettiva spaziale o geografica” —> è lo studio non da una prospettiva teorica e astratta ma geografica e spaziale.
  3. S. Cohen: “È lo studio dell’influenza dei fattori geografici sulla politica estera degli Stati” —> i fattori geografici, non solo fisici ma anche umani, influenzano la politica estera.
  4. Karl Haushofer: “È la conoscenza geografica dello stato” —> principale esponente della scuola di Geopolitik tedesca (con Geopolitik negli anni 30-40 del XX sec, la geopolitica tedesca diventa la più importante); H. dà un’affermazione quasi metafisica e dimostra quanto la scuola tedesca fosse organicista.
  5. Paul Valéry: “È la geografia politica del mondo finito” (parlando della geopolitica classica) —> questo perché la geografia classica nasce nel momento in cui si ha una percezione claustrofobica del mondo, vi era una percezione di finitezza dello spazio geografico e quindi non c’erano più terre da esplorare e conquistare. Le teorie classiche quindi immaginano sempre uno scontro (o mangi o sei mangiato).
  6. Coniugi Sprout: “È un approccio multidisciplinare indispensabile per l’elaborazione di teorie e di ipotesi funzionali a individuare interessi e politiche statali, valutandone le possibili conseguenze e conflitti d’interesse con altri attori che agiscono nello stesso spazio geopolitico” —> (periodo guerra fredda, sono due coniugi analisti di scienza politica) la geopolitica oggi è un approccio multidisciplinare, elabora teorie, ipotesi, scenari futuri, funzionali a individuare interessi (dello strato o del cliente per il quale fai queste analisi) valutando le conseguenze e come interagiscono con gli interessi degli altri attori che sono presenti nello spazio geografico.
  7. Yves Lacoste: “È l’individuazione e il confronto sistematico delle percezioni e dei convincimenti che ogni gruppo politico ha nei riguardi dello spazio, derivanti non da una valutazione razionale e oggettiva dei suoi interessi ma dalla cultura e dalla sua esperienza” —> il grande padre del ritorno della geopolitica contemporanea; la scuola francese della geopolitica permette il ritorno della geopolitica dopo decenni in cui essa era un termine che non si poteva pronunciare (soprattutto in Germania e Italia). La geopolitica non la fai tanto partendo dai dati reali ma dalla percezione della realtà, che anche se distorta ha un impatto molto forte e gioca un ruolo geopolitico molto forte, serve anche a plasmare la propria percezione di interesse.
  8. Carlo Jean: “La geopolitica è una particolare analisi della politica, condotta in riferimento ai condizionamenti su di essa esercitati da fattori geografici: intendendo come tali non solo e non tanto quelli propriamente fisici, come la morfologia dello spazio o il clima, quanto l’insieme delle relazioni di interdipendenza esistenti fra le entità politiche territorialmente definite e le loro componenti” —> insiste sul fatto che la geografia è l’insieme delle relazioni di interdipendenza tra entità geograficamente definite; questa era una buona definizione qualche decennio fa ma poi hanno preso peso attori che non necessariamente hanno una definizione geografica.

Debolezza delle definizioni

Queste definizioni appena citate spesso limitano il campo alle relazioni fra Stati, mentre le dinamiche sono spesso all’interno dello stesso Stato o hanno a che fare con attori non statuali; sono anche definizioni che tengono poco conto delle percezioni e delle narrazioni. Il potere cerca sempre di avere un controllo sulla narrazione, sul discorso come atto politico, che così non è mai neutrale perché viene controllata.

Possibile definizione (non definitiva)

Michel Foucher amplia il senso più completo di geopolitica: “La geopolitica è un metodo globale di analisi geografica di situazioni socio-politiche concrete considerate in quanto localizzate, e delle rappresentazioni abituali che lo descrivono” —> è un metodo globale quindi interdisciplinare di analisi geografica di situazioni sociopolitiche quindi fra gli Stati ma non solo, concrete considerate nel loro spazio geografico, nel loro ambiente, dove si sviluppano e questa analisi non è solo dei fatti ma anche come vengono rappresentati e narrati.

Regola base della geopolitica

Mai fidarsi delle spiegazioni troppo semplicistiche!

Lacoste sottolinea che quando ci si appresta ad un’analisi geopolitica non bisogna fidarsi delle spiegazioni troppo semplicistiche, né di quelle basate su un solo fattore poiché le situazioni politiche sono caratterizzate da un altro livello di complessità. Alla complessità del mondo di oggi bisogna rispondere con il coraggio di essere complessi.

Ricordarsi che

La principale differenza tra geopolitica classica e quella contemporanea non è tanto nel contenuto teorico ma è nel metodo in cui si traduce il sapere geopolitico, perché la trasformazione di questo metodo ha a che fare con il modo in cui noi concepiamo mondo e spazio, quindi il rapporto tra geografia e politica. Per la geopolitica classica il mondo è uno spazio sempre più insufficiente, claustrofobico. Per i contemporanei è lo spazio geografico che vediamo ora e quindi è tantissimo: è lo spazio terrestre, marittimo, oltre atmosfera, culturale, cyber, ecc. quindi non c’è un mondo che ha uno spazio chiuso ma gli spazi che analizzi stanno nel mondo, non è più la visione claustrofobica.

Gli autori classici

La geopolitica classica

Essa ricerca l’elemento geo storico che permette la dominazione globale; è la storia del XX secolo, cos'è stato lo scontro tra URSS e USA? Lotta per dominazione globale che si basava sul controllo di alcuni elementi storici, la supremazia delle rotte marittime da parte degli USA e il mantenimento dell’Europa occidentale. Il perno geopolitico era l’Europa. Questo era un elemento geostorico preciso.

Le teorie binarie classiche

Teorie a sistema binario in cui metti in opposizione due elementi cruciali, in questo caso geografici, ovvero terra e mare. Questa ricerca dà vita a una serie di teorie:

  • Teoria del Seapower (Mahan e Corbett): potere marittimo
  • Teoria del Heartland (Mackinder): potere terrestre
  • Teoria del Rimland (Spykman): la terra del bordo
  • La scuola tedesca e Geopolitik

Friedrich Ratzel (1844-1904)

Vive nella seconda metà dell’800. Opera principale: Geografia Politica (1897). Studia farmacia e zoologia. Una particolarità di molti estensori di teorie geopolitiche è che fanno studi scientifici, perché sono molto affascinati dalle nuove discipline che apparivano (genetica, darwinismo poi applicato alla società). Ratzel insegnava geografia politica all’università di Monaco e Lipsia. Geografia politica è una disciplina molto importante per la Germania perché la Germania si è appena unificata da tantissimi staterelli attorno alla Prussia quindi c’è una forte pressione del potere di Berlino di insistere sul fatto di studiare la geografia politica. È ancora un personaggio di mezzo: a metà tra l’essere un autore di geopolitica e uno di geografia politica, ma è considerato il primo rappresentante della scuola tedesca di geopolitica.

Il suo punto di vista geopolitico che ci interessa è il dibattito sul posto della Germania nel mondo, dibattito fondamentale e che purtroppo ha contribuito alle due guerre mondiali. La Germania nasce ultima ma nasce ricca, grossa, ma nasce in mezzo a tanti altri paesi. Qual è il ruolo della Germania nel mondo? Il cancelliere Bismarck diceva di lasciare le guerre coloniali a Francia, Gran Bretagna e Russia. Altri invece pensano il contrario: secondo Ratzel, la Germania deve aver l’espansione coloniale (Ratzel era l’esponente del Comitato coloniale per l’espansione coloniale tedesca). La Germania è nata in ritardo, ha poco posto e deve acquisire uno spazio importante perché ne ha troppo poco.

Cartina: questa è la Germania dopo la IWW. La Germania nasce in mezzo a tanti nemici. L’ossessione della scuola tedesca è che la Germania non ha spazio e quindi ha bisogno di spazio perché lo stato è un organismo vivente e in quanto tale ha bisogno di terra (per le idee da lui espresse sulle relazioni che si stabiliscono tra l’ambiente naturale e le società umane è considerato il più autorevole esponente del determinismo geografico). Se un albero nasce vicino ad un altro, non ha spazio, non ha luce, non ha acqua=> muore. Lo spazio è un elemento centrale nel pensiero di Ratzel e diventa un’ossessione nella Germania di fine ‘800 inizio ‘900 - è quella che diventerà il concetto di spazio vitale (lebensraum) che poi i nazisti prendono. Hitler era un pessimo geopolitico ma ruba gli slogan della geopolitica e li deforma.

Le 3 caratteristiche della Germania

  • È una nazione in ritardo, si è formata per ultima in Europa.
  • È geograficamente svantaggiata. Gli inglesi per esempio sono fortunatissimi - marina fantastica ma fanteria molto debole. Tuttavia sono sempre stati salvati dal canale della Manica. Anche la Francia è molto fortunata - ha alle spalle il mare e le Alpi che la proteggono, deve solo preoccuparsi della Germania. L’Italia è naturalmente difesa (dal mare e dalle Alpi). La Germania invece sta in mezzo a tanti altri e soprattutto deve lottare per il suo spazio perché ci sono altri popoli: francesi a ovest, gli slavi ad est, e la competizione per lo spazio con gli slavi è fondamentale.
  • Ma la Germania ha un’altra caratteristica importante: è la nazione della scienza e della tecnica. Nasce tardi ma nasce molto bene: le acciaierie tedesche arrivano un secolo dopo quelle inglesi ma sono molto più efficienti. L’esercito tedesco si riunisce tardi ma è molto potente. Le università tedesche non sono libere come quelle
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludovica_trabucchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geopolitica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Redaelli Riccardo.
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