Geografia
Definizione di turismo
È un fenomeno sociale, culturale ed economico che riguarda il movimento di persone verso paesi o luoghi al di fuori del loro ambiente abituale per ragioni personali o lavorative. Le persone che si spostano sono visitatori (che possono essere turisti o escursionisti). Il turismo ha a che fare con delle attività e implica anche un’attività economica, una spesa del turista. Ma non è solo un fenomeno economico, è anche sociale e culturale. Influisce sull’ambiente, sugli abitanti del luogo di destinazione, e sui turisti stessi. Per parlare di turismo c’è bisogno di un approccio olistico, che tiene conto del tutto, di questioni diverse e del modo in cui esse interagiscono.
Visitatore o viaggiatore
Colui che intraprende un viaggio fuori dalla sua residenza per meno di un anno. Può viaggiare per qualunque ragione, tranne per chi viaggia come lavoratore impiegato nel paese visitato, cioè chi va a lavorare in un altro paese non è turista. Il viaggiatore può essere:
- Turista: quando pernotta almeno una notte
- Escursionista: quando non pernotta e visita in giornata tornando poi a casa
Il viaggiatore per lavoro è una categoria particolare perché riguarda la motivazione per cui viaggia. Usiamo il termine viaggio per definire tutti i tipi, ma ne esistono diversi:
- Travel: spostamento tra luoghi per qualsiasi durata e scopo
- Trip: viaggio dal momento della partenza al momento del rientro
- Visit: tappa che si fa per visitare una località
Destinazione turistica
Luogo dove si arriva (NON dove si parte). È la destinazione principale del viaggio, la destination, poi ce ne possono essere anche di secondarie. Outgoing è il luogo di partenza e si fa turismo attivo, mentre incoming è la destinazione turistica dove si fa turismo passivo. Ci sono diverse motivazioni per cui si viaggia (senza queste non ci sarebbe il viaggio), possono essere personali o lavorativi, e questo implica diversi tipi di viaggiatori. Ecco alcune motivazioni:
- Personali: vacanza, visite agli amici, Erasmus, viaggi educativi, per motivi di salute, shopping, motivi religiosi, turismo di transito e altri
- Lavorativi/Business: congressi, riunioni d’affari, attività professionali
Ambiente abituale
Area geografica entro cui la persona conduce la sua vita quotidiana, di routine. Varia da persona a persona perché dipende dallo stile di vita che ha ognuno. Quando ci si trova dentro il proprio ambiente abituale si è insider, quando è fuori si è outsider. Il turista è quindi l’outsider per definizione. Le migrazioni non vengono considerate turismo dato che durano più di un anno e, in alcuni casi, sono spostamenti drammatici. La seconda casa è visitata dai membri di un gruppo familiare per ragioni di svago e piacere. Se parliamo di lavoro da casa, smart working, allora si va per motivi di lavoro.
Strutture ricettive
Dove i viaggiatori possono pernottare, sono necessarie al turista. L’esercizio ricettivo può essere alberghiero (alberghi, residence, alberghi diffusi, motel) o extra alberghiero (campeggi, villaggi turistici, B&B, case per ferie).
Domanda turistica e offerta turistica
Domanda: ciò che il turista richiede, in un determinato momento, prezzo e luogo. Quindi desidera una struttura dove pernottare, delle attività da svolgere. Caratteristiche: elastica (aumenta e diminuisce in determinati elementi), stagionale (in certi periodi), sostituibile (si può scambiare con altri beni e servizi).
Offerta: insieme di beni e servizi offerti al turista per soddisfare i suoi bisogni, le sue richieste. Caratteristiche: rigida (non può variare subito al variare della domanda), complessa (si compone di diversi servizi, pernottamento + servizi).
Arrivi e presenze
Ci permettono di misurare il fenomeno turistico, anche se parzialmente. Gli arrivi sono il numero di clienti ospitati in esercizi ricettivi in un determinato periodo. Non è un dato sufficiente per conoscere il flusso turistico perché dipende da quante notti vengono trascorse nella destinazione. Le presenze indicano il totale delle notti trascorse negli esercizi ricettivi dai clienti. Ad esempio, una coppia che pernotta una notte in hotel conta 2 arrivi e 2 presenze, mentre se pernottano 7 notti contano 2 arrivi e 14 presenze. Presenze/arrivi = giorni di permanenza media. Il numero di arrivi NON può mai essere maggiore del numero delle presenze, al massimo uguale se ci si ferma una notte.
Per una struttura ricettiva è importante essere a conoscenza di questi dati per sapere il numero di camere occupate, visto che più si pernotta più si paga. I flussi turistici conteggiati tenendo conto di arrivi e presenze non sono sufficienti perché in questo modo non si possono contare gli escursionisti e i turisti che pernottano in seconde case di proprietà. Gli escursionisti possono essere conteggiati con ingressi a museo, ski pass, coperti in ristoranti ecc.
Storia del turismo
Medioevo e Grand Tour
Gli spostamenti avvenivano già nel Medioevo per diverse ragioni: pellegrinaggi verso luoghi di culto, oracoli, per giochi olimpici o verso le località termali. Non si può considerare però turismo, erano semplici viaggi.
Villeggiatura: vacanza rurale nell’antica Roma nelle ville romane situate in campagna. C’era voglia di uscire dalla città per rilassarsi. Ovviamente questo lo facevano solo gli aristocratici.
Pellegrinaggi medievali: a Roma, Gerusalemme, Santiago di Compostela. Lungo la via ci sono strutture pronte ad accogliere i pellegrini.
Viaggi di studio nelle università: arrivano studiosi, docenti, studenti.
Viaggi a scopo commerciale: per esempio Marco Polo.
Dal 600 all’800 - GRAND TOUR: Viaggio fatto dai giovani aristocratici prima britannici poi di tutta Europa. Viaggio di studio con valenza formativa e in cui si veniva accompagnati da un istruttore, un mentore. Ha anche valore iniziatico: si parte da ragazzi e si ritorna adulti. Nelle prime fasi, nel Grand Tour, i giovani soggiornavano nei palazzi di altri aristocratici, non esistevano ancora le strutture ricettive, magari potevano esserci locande o ospizi.
Dal 400 all'800
Nel corso del 400-500 nascono le ville venete nelle campagne, dove i veneziani passavano i periodi di vacanza fuori dal caos cittadino. Nel corso dell’800 nascono altri tipi di viaggi:
- Viaggio scientifico (es. Darwin): anche viaggi di spinta illuminista, di scoperta. Per esempio le Alpi.
- Viaggio romantico, nell’800: si va alla ricerca del sublime, desiderio di scoperta di un’umanità pura.
- Viaggi climatici: alla ricerca di climi diversi da dove si abitava, al mare in inverno, o in estate in montagna dove si poteva trascorrere lunghi periodi di vacanza.
- Termalismo: nella Belle Époque. Iniziano quindi a svilupparsi delle strutture ricettive che dovevano ospitare gente di un certo rango che avevano richieste particolari ed esigenti: grand hotel dotati di tutti i confort, ville.
1800 e inizio 1900
Come si spostavano? Sui treni, fra il 700 e l'800 iniziano a costruirsi le prime ferrovie che permettono un viaggio più agevole (che poteva continuare poi in carrozza). Fino a questo momento il viaggiatore rimane un ricco aristocratico con possibilità economiche e di tempo. Tra fine 800 e inizio 900 iniziamo ad avere una fascia più ampia di persone che possono viaggiare. Negli anni ’30 nascono le prime automobili, sono costruite pensioni per i meno abbienti, appartamenti, case private, affittacamere.
Turismo di massa
Verso il 1900- da turismo elitario a turismo di massa, si può parlare di vero e proprio turismo. Passaggio importante da un fenomeno che riguardava una stretta cerchia di persone a una fascia sempre più ampia. Tra le due guerre si diffonde la villeggiatura borghese e viene promosso il turismo sociale, come le colonie al mare o in montagna per i dipendenti delle grandi aziende e i loro figli promossi dagli istituti religiosi. Ciò è legato anche a motivi di salute. In epoca fascista c’è l’ideale di uomo come di un uomo sano e di robusta costituzione. Nelle Alpi inizia il turismo invernale sulla neve, con sport come sci, slittino, trampolino.
Fattori determinanti per l’allargamento del turismo a tutte le fasce sociali:
- Disponibilità di tempo libero e di ferie pagate a tutte le fasce sociali. Ci sono pochi turisti perché ci sono molti lavoratori che sono contadini, agricoltori, è quindi più difficile per loro viaggiare.
- Miglioramento della viabilità e dei trasporti: si è passati da carrozza a treno, automobile e infine aereo.
Nella seconda metà del XX secolo si avvia il turismo di massa, una pratica turistica diffusa in tutte le classi sociali, con inversione di stagionalità: al mare in estate e in montagna sia d’estate che in inverno. Uso dell’automobile è favorito dal passaggio dall’essere contadini al lavorare nel settore industriale. Il turismo è prima interno, poi internazionale. L’impatto del turismo nei luoghi di destinazione è economico, culturale e ambientale, e si sono dovute costruire molte strutture ricettive nuove.
Turismo contemporaneo
Quanto dura ora la vacanza? Per destinazioni turistiche vicino casa si sviluppa villeggiatura che dura anche un mese, in cui la donna sta a casa con i figli mentre il padre lavora e poi raggiunge la famiglia nel fine settimana. L’economia legata alle seconde case è importante nel momento della costruzione ma poi è poco rilevante. Che tipi di turisti ci sono? Come si evolve uno spazio turistico?
- Spazio visitato: luogo non solo osservato ma non particolarmente trasformato, non c’è bisogno di trasformare il luogo per accogliere i turisti.
- Spazio organizzato: si coinvolge la società locale e gli imprenditori turistici esterni per la costruzione delle strutture per l’accoglienza.
- Spazio consumato: luogo talmente pieno di turisti da esaurire le risorse presenti (che non sono risorse rinnovabili come il paesaggio). Se sono interessato ad andare in un luogo e c’è troppa confusione, poi non sono più interessato ad andare lì.
- Spazio gestito: si ricerca un equilibrio tra visitatori e residenti, tra impatto ambientale e necessità di strutture ricettive. Tutte cose che porteranno sempre più a un turismo sostenibile.
Sfide del turismo oggi
Scompare la villeggiatura e il turismo di oggi è sempre più "mordi e fuggi", i viaggi sono sempre più brevi ma si viaggia più volte durante un anno ed è per questo che gli arrivi aumentano. Il turista si focalizza su una specifica attività, desidera esperienze "esclusive", fare cose diverse dalla vita quotidiana. Diventa più importante quello che si fa che dove lo si fa. Non si esclude però il turismo di massa, una massa di turisti che si omologa cercando esperienze esclusive. Attenzione per la crescita degli impatti più le sfide imposte dal cambiamento climatico, si va verso il turismo dolce e lento.
Si va verso il turismo esperienziale - ricerca di nuove esperienze, il turista è produttore (prosumer) dell’esperienza stessa e non solo consumatore. Ma il turista cerca la destinazione o la struttura ricettiva? Dipende da vari fattori: a volte si va semplicemente nel posto più vicino o dove costa meno. In tutto questo, internet è un elemento importantissimo, il turista può "costruirsi" il viaggio e farlo anche attraverso le recensioni.
Over-tourism: eccessiva crescita di consumatori in un luogo e quindi i residenti soffrono per le conseguenze del picco di turisti, spesso si è arrivati a cambiamenti immutabili nello stile di vita.
Sostenibilità, antropocene, turismo sostenibile
Gli impatti dell'uomo sull'ambiente naturale
Che senso ha occuparsi di "ambiente naturale"? Ad oggi, non esistono ambienti ancora completamente naturali: l’uomo, anche se in alcuni casi sensibilmente, ha messo mano oramai su ogni luogo. Al contrario, non esistono nemmeno ambienti completamente artificiali, c’è sempre l’impatto dell’uomo sull’ambiente e viceversa. L’ambiente determina le attività dell’uomo e offre possibilità all’uomo, offre risorse (tra cui poi l’uomo sceglie). Allo stesso tempo pone anche dei limiti. L’uomo NON può superare tutti i limiti imposti dall’ambiente naturale e NON può utilizzare indefinitamente le risorse offerte dall’ambiente. In passato si era pensato di sì.
Interventi delle società umane
Gli interventi delle società umane si dividono in cinque categorie:
- Prelievi: caccia (per carne, ossa, pelli), raccolta (di ciò che la natura offre: miele, frutta, erbe), tagli di legname, attività estrattive (gas e petrolio, cave, miniere) – il problema è se queste sono fonti rinnovabili o non rinnovabili, e se sono rinnovabili ci vuole troppo tempo perché si rinnovino.
- Inserimento negli ecosistemi: costruzione di agrosistemi.
- Inserimento di artificializzazioni negli ecosistemi: quando le società introducono nei cicli naturali dei prodotti esterni, per esempio con fertilizzanti nei suoli, rifiuti urbani. Il ciclo naturale in questo modo si modifica, in alcuni casi si modificano profondamente (razze ibride per gli animali, deviazione delle acque dei fiumi). Artificializzazione del clima – riscaldamento e condizionamento, modifica dell’atmosfera che porta a cambiamenti climatici. L’agricoltura e la pastorizia sono delle artificializzazioni, degli agrosistemi: l’uomo ha modificato degli ambienti naturali. Per esempio, l’uomo ara il terreno, si semina (si porta una specie nuova per il terreno), si irriga e quando il seme è pronto lo si falcia e si porta via al terreno togliendo via i nutrienti. Per rimediare si inseriscono delle sostanze estranee come fertilizzanti, pesticidi. Queste azioni possono portare all’erosione del suolo. In alcuni casi, le artificializzazioni sono tali da creare nuove terre e ambienti artificiali, come per esempio le aree di bonifica o Venezia stessa (le aree urbane in generale).
- Creazione di terre e ambienti artificiali (aree urbane):
- Gli abbandoni: interventi reversibili o irreversibili.
I cambiamenti climatici
Per cambiamento climatico NON si intendono le oscillazioni dei valori meteorologici intorno alla media. La compromissione degli equilibri naturali aumenta con:
- Anomalie meteorologiche, a livello locale (anche “catastrofi”), che limitate nel tempo.
- Anomalie climatiche di livello regionale e di durata di mesi o anni: es. alcuni anni di siccità.
- Variazioni climatiche: globali, generalizzate, nell’arco di secoli o millenni.
Ere climatiche
Ultimi due milioni di anni = era Quaternaria che si divide in Pleistocene e Olocene. Le due ere si dividono dal fatto che nella prima ci furono le ere glaciali.
Pleistocene (1.800.000 a 11.500 anni fa)
Si suddividono le 4-5 ere glaciali di estensione globale (intervallati da periodi interglaciali, cioè ere fredde in cui si intervallano periodi caldi). Nel corso del Pleistocene arriva l’uomo. C’erano estese calotte glaciali (come quelle di oggi in Antartide e Groenlandia) in:
- Nella regione alpina
- Nel Nord Europa
- Nel Nord America
Ma gli effetti di un generale raffreddamento sono evidenti anche alle altitudini e latitudini più basse (ambienti di tundra e taiga, reti fluviali più fitte, fasi pluviali).
Olocene (ultimi 11.500 anni)
Fasi di clima più mite, a volte decisamente caldo.
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Schema geografia
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