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Geografia umana 2/03

Escursionismo, turismo, migrazioni tra teoria, realtà e difficoltà definitorie

Etimologia parola turismo: definizione di Montanari 2008. Deriva dalla cultura moderna, fase dell’industrializzazione, e viene coniato in ambito europeo, culture europee che per prime hanno sperimentato il turismo. Nonostante il fenomeno dei viaggi preceda di molto la rivoluzione industriale, trovato anche in epoca romana, l’idea che esista un turismo è un’idea moderna che segue alla rivoluzione industriale. In italiano si trova a partire dall’inizio del 900 ed è la traduzione dal francese in cui entra nel 1841, secondo Treccani, “tourisme”, derivato dall’inglese “tourism”, comparso nel 1811, secondo Treccani. Radice comune nelle tre lingue -> tour, che in francese significa giro, viaggio, percorso; verbo tourner = girare. La radice del termine deriva dal latino tornus, che deriva dal greco τόρνος, significato sia in greco che latino: tornio, attrezzo che girava utilizzato per manufatti, es. ceramiche. Fa riferimento ad un oggetto che fa un movimento circolare, che gira. Radice comune del termine è la stessa del verbo latino tornare = girare.

Una delle prime definizioni che troviamo in italiano, di Panzini nel 1905, definisce il turismo come “far gite, escursioni, viaggi, per svago o per scopo istruttivo”. Il turismo prevede un’azione che è viaggiare, fare gite, fare escursioni con due motivazioni: svago o istruzione. Dunque, agli inizi del ‘900 in Italia l’idea del turismo aveva una temporalità non definita, ma comunque tempi di una gita e tempo dei viaggi non sono gli stessi, e gli scopi da raggiungere erano svago e istruzione.

Zingarelli 2008: “attività consistente nel fare gite, escursioni, viaggi, per svago o a scopo istruttivo”. Sostanzialmente due definizioni uguali. 100 anni nella cultura italiana in cui il turismo esprime un’attività di durata temporale non univoca con due scopi principali.

Interpretazione della definizione dell’Organizzazione mondiale del turismo, OMT Organizzazione mondiale del turismo - WTO World Tourism Organization: la parola fa riferimento all’attività di coloro che viaggiano e soggiornano in un luogo diverso dal loro ambiente abituale per almeno una notte e per non più di un anno consecutivo per svago, lavoro, motivi diversi da esercizio di attività remunerativa all’interno dell’ambiente visitato. Affinché si abbia turismo c’è bisogno di persone che viaggiano e che soggiornano. Per il viaggio non basta dunque il solo viaggio ma c’è bisogno sia di un pernottamento che di uno spostamento nello spazio del luogo in cui si viaggia. Deve essere al di fuori del proprio ambiente abituale, vedi poi. Componente temporale: almeno uno e non più di 365 pernottamenti per definirsi turismo. Componente dello scopo: svago, lavoro e qualunque altra attività diversa dall’esercizio di un’attività remunerativa, remunerata da un’azienda che si trova su quel territorio.

4 elementi:

  • Viaggio con soggiorno.
  • Che vengono effettuati in un luogo diverso dall’usuale abitazione.
  • Almeno una notte non più di un anno.
  • Scopi del viaggio.

Definizione di turista della WTO: persona che si trova al di fuori del proprio ambiente abituale, usual environment, per almeno 24 ore o massimo un anno. Se il periodo supera un anno ci troviamo di fronte ad un migrante. La prima differenza fra turista e migrante è dunque temporale.

WTO definizione di turismo: fenomeno sociale, economico e culturale. Che comprende il movimento di persone verso paesi o luoghi, differenza fra paese e luogo perché l’attività turistica può dispiegarsi all’interno di uno stesso paese o al di fuori del paese. Per scopi, purposes, personali o di business/professionale, apparente contraddizione con ciò che è stato detto prima riguardo le attività remunerative ma più avanti vedrai che non è così. Queste persone si chiamano visitors, essi possono essere tourists o excursionists, residents o non-residents. Alcune di queste attività implicano spese turistiche, tourism expenditure. Distinzione tra residenti o non residenti, quindi rispetto al paese, non il luogo, in cui si svolge il turismo. I visitors possono essere tourist o excursionist.

Definizione della WTO di visitor: un visitatore è un viaggiatore, traveller, che visita una destinazione principale al di fuori del suo ambiente usuale, usual environment, per meno di un anno, per qualunque scopo tranne che essere occupato da una entità, resident entity, localizzata nel paese o luogo visitato. Es: da Roma a Firenze per avere un’occupazione in un’entità, impresa, istituzione, associazione ecc., non è un turista perché la sua remunerazione viene prodotta da un’entità che si trova in un territorio in cui quella persona si reca e soggiorna.

Può essere definito tourist, o overnight visitor, se effettua un pernottamento, overnight stay, ed escursionista, excursionist o same-day visitor, se non pernotta.

Un visitatore è un viaggiatore, può essere turista o escursionista. Se il pernottamento dura più di un anno si tratta di migrante. Lo scopo del viaggio non importa tranne che essere remunerati da un’entità localizzata sul territorio in cui si sposta.

Definizione ISTAT, istituto italiano di statistica, sulle cui statistiche si basa il governo e si basano le statistiche sul turista: il turista è chi si reca in un luogo diverso da quelli solitamente frequentati, ambiente abituale, usual environment, e trascorre almeno una notte nel luogo.

ISTAT turismo: le attività delle persone che viaggiano e alloggiano in luoghi diversi dall’ambiente abituale, per non più di un anno consecutivo e per motivi, a differenza di WTO che usa il termine purpose, più corretto, di vacanze, affari e altro. Escluso il pendolarismo per motivi di studio, lavoro, obblighi di famiglia. Il pendolare si muove in modo continuativo e ripetuto nel tempo. Durata minima del turismo 24 ore o comprende un pernottamento. Discrimina l’escursionismo, meno di 24 ore e nessun pernottamento. Dal turismo sono esclusi i movimenti migratori e migratori stagionali, es. vado a lavorare in una località sciistica, i trasferimenti di residenza, relocation, anche se temporanei, inclusi gli spostamenti di militari e diplomatici e loro famiglie, i movimenti dei rifugiati, dei nomadi eccetera.

Il pendolarismo non può essere compreso né nella categoria di turismo né di escursionismo, è una categoria a sé stante.

Diversità fra escursionismo e turismo, fra turismo e migrazione, differenza anche all’interno della durata del viaggio.

Mobilità umana: migrante e migrazione

EUROSTAT-ISTAT: un migrante internazionale di lungo periodo, long-term international migrant, è una persona che si muove verso un paese diverso da quello in cui usualmente risiede, usual residence, per almeno un anno in modo tale che il paese di destinazione diventa effettivamente il nuovo paese di residenza abituale.

Parla di places e non di countries perché l’EUROSTAT è l’istituto dell’Unione Europea che raccoglie tutti gli istituti di statistica europei, quindi i dati che utilizza sono dati di statistiche internazionali.

IOM, international organization for migration, definizione alla quale si fa più riferimento rispetto alle altre quando si parla di migranti e flussi migratori moderni es. verso l’Italia: migrazione: il movimento di una persona o di un gruppo di persone attraverso una frontiera internazionale, international border, o all’interno di uno Stato. È un movimento della popolazione che comprende qualsiasi tipo di movimento di persone, qualunque sia la sua durata, composizione e cause. Include le migrazioni dei rifugiati, delle displaced person, persone che si spostano per cause di forza maggiore anche contro la loro volontà, migranti economici, economic migrants, e persone che si muovono per altri scopi incluso il ricongiungimento familiare, family reunification.

Definizione più ampia rispetto a quella data dall’EUROSTAT, non conta la durata dello spostamento né la composizione del gruppo né le cause per le quali ci si muove.

Displaced person: es. persone colpite dal terremoto in Turchia che sono costrette a spostarsi.

Migranti economici: persone che si spostano in cerca di un reddito e di un’occupazione.

Rifugiati: accolti per motivi politici.

Le displaced person possono essere considerate rifugiati una volta arrivati nello stato di destinazione, per motivi politici. Prima di essere rifugiati si è richiedenti asilo, asylum seekers, che in questa categoria sono assimilati ai rifugiati.

Le definizioni che si utilizzano per il conteggio della statistica sia in ambito turistico che delle migrazioni in ogni settore sono quelle EUROSTAT-ISTAT, in Italia.

UN, United Nations: dividono i migrant tra long term e short term, si parla di migrazioni internazionali. Distinzione tra immigrant ed emigrant.

International long term immigrant/emigrant: persona che si sposta in un paese diverso da quello della propria residenza abituale per almeno un anno in modo tale che il paese di destinazione diventa il nuovo paese di residenza abituale. Dal punto di vista del paese d’origine è un long term emigrant e dal punto di vista del paese di destinazione è un long term immigrant.

International short term immigrant/emigrant: persona che si muove in un paese diverso da quello della sua abituale residenza per almeno tre mesi ma meno di un anno per scopi che non siano svago, vacanza, visita ad amici o parenti, affari, visite mediche, pellegrinaggi religiosi, perché quelli sono turisti. Per le statistiche internazionali sui migranti il paese di residenza abituale dello short term migrant è considerato il paese di destinazione durante il periodo in cui ci sono stati.

Secondo questa definizione uno studente Erasmus potrebbe essere definito uno short-term migrant.

Cittadinanza: in Italia indica un rapporto tra individuo e Stato. Lo status, civitatis, di cittadino italiano è quello che conferisce la possibilità di godere dei diritti civili e politici. Si acquista iure sanguinis, nascita o adozione da cittadini italiani, anche uno solo, o iure soli se si nasce su territorio italiano da genitori apolidi, ignoti o da genitori impossibilitati a trasferire la loro cittadinanza al figlio. Può essere richiesta da stranieri che risiedono in Italia da almeno 10 anni, che possono dimostrare di avere un reddito che consente il proprio sostentamento, di non avere precedenti penali e non essere in possesso di motivi ostativi per la sicurezza pubblica, o a seguito di matrimonio.

Residenza: fa riferimento all’unità territoriale più piccola che è il comune. La popolazione residente viene definita per ciascun comune italiano ed è costituita dalle persone che hanno dimora abituale nel comune stesso. Per quanto riguarda le statistiche si può considerare la residenza per definire lo usual environment.

Definizione di ISTAT: definita per ciascun comune italiano ed è costituito per le persone che hanno dimora stabile e regolare nel comune stesso. Si è residenti o per nascita o si chiede di essere iscritti nel registro, iscrizione anagrafica, per trasferimento di residenza. Si può essere cancellati dal registro anagrafico o per cause naturali o per trasferimento. Il cambio di residenza effettuato per cambio di residenza è un atto volontario. Le iscrizioni anagrafiche per trasferimento di residenza avvengono più frequentemente di quelle che vengono cancellate. Le persone poi si dimenticano di cancellare la residenza. Problema per le statistiche.

Popolazione residente: persone aventi dimora nel comune preso in considerazione. Non cessano di appartenere alla popolazione residente quelle persone temporaneamente dimoranti in altro comune o all’estero, per l’esercizio di lavori stagionali o per causa di durata limitata.

03/03/2023

Modello di Montanari?

Differenza fra residenti e visitatori. I residenti sono divisi in quelli che viaggiano, viaggiatori, e quelli che non viaggiano. I viaggiatori per definizione sono travellers e sono organizzati in due categorie:

  • Altri viaggiatori: persone che si muovono ma non possono essere classificati né come turisti né escursionisti:
    • Pendolari.
    • Altri viaggiatori locali.
    • Equipaggi.
    • Studenti.
    • Migranti.
    • Lavoratori temporanei.
  • Viaggiatori che si muovono nell’ambito delle finalità del viaggio e del turismo: turisti ed escursionisti. Danno origine a due tipi di flussi: internazionali e nazionali. Gli internazionali implicano l’attraversamento di una frontiera, possono essere intercontinentali, necessariamente implicano almeno una notte fuori dalla propria residenza abituale, o continentali. I flussi nazionali non implicano l’attraversamento di una frontiera e possono essere interregionali o regionali e non implicano per forza un pernottamento. Tutti i tipi di flussi tranne gli intercontinentali prevedono sia escursionismo che turismo.

Scopi, purpose, principale del viaggio, per ogni scopo ci sono attività principali e secondarie:

  • Affari.
    • Attività principali: partecipare a riunioni, congressi, visite per collaudi di macchinari o controlli ecc.
    • Attività secondarie: fare shopping, fare visita ad amici o parenti, VFR, mangiare fuori, visite turistiche, divertimenti urbani ecc.
  • Visita ad amici o parenti, VFR = visiting friends and relatives.
    • Attività principali: socializzare, pranzare a casa, intrattenimenti a casa ecc.
    • Attività secondarie: pranzare fuori, avere passatempi fisici, es. jogging, shopping, visite turistiche, divertimenti urbani ecc.
  • Altre attività personali.
    • Attività principali: shopping, sottoporsi a visita medica, consultare un professionista ecc.
    • Attività secondarie: pranzare fuori, VFR ecc.
  • Piacere, svago, leisure.
    • Attività principali: divertirsi, visite turistiche, pranzare fuori ecc.
    • Attività secondarie: VFR, partecipazione a congressi, affari, shopping ecc.

Parte III: mobilità umana, human mobility, come nuovo paradigma interpretativo e retorico

La società moderna era caratterizzata da flussi migratori che andavano da un luogo all’altro, es. a causa delle guerre mondiali. C’erano stati che attraevano lavoratori e Stati che espellevano lavoratori. Push e pull. Stati che espellevano manodopera: push, stati che attiravano manodopera: pull.

Stessa cosa avveniva in scala nazionale, ad esempio il mezzogiorno aveva una spinta di tipo push, espelleva, e invece il settentrione una spinta di tipo pull, attraevano, a causa dello sviluppo economico del nord Italia.

Flussi che andavano dal paese A al paese B e dopo qualche anno flussi di ritorno dal paese B al paese A, migrazioni di ritorno.

Fra i due paesi spesso c’erano accordi per cui contingenti di lavoratori erano soprattutto migranti economici che si spostavano secondo gli accordi da un paese spingente ad un paese attrattivo.

Fenomeno che può sembrare simile alla situazione attuale, ma non è così perché noi siamo in un’epoca postmoderna in cui abbiamo superato questo schema di movimento ed abbiamo adottato un nuovo schema. Siamo una società complessa ed i movimenti non sono univoci, né unidirezionali né bidirezionali, sono complessi. Prima novità del paradigma della mobilità umana è superare la dicotomia turismo-migrazioni e arrivare ad una dicotomia diversa: mobilità per produzione e mobilità per consumo.

Una definizione di turista a partire dai dati statistici di residenza è inesatta, per problema detto prima.

Il nuovo modello teorico è un modello che tenta di superare la dicotomia turismo-migrazioni e di colmare tutti i vuoti logici che questo comporta.

  • Mobilità per produzione: migrazioni economiche, migrazioni di personale specializzato, migrazioni temporanee, lavoratori stagionali, ecc.
  • Mobilità per consumo: 1. Flussi turistici, i turisti si spostano e consumano beni e servizi turistici: musei, teatri, ristoranti ecc. 2. Migrazioni internazionali dei pensionati, si trova qui il superamento della dicotomia, le migrazioni vengono messe nella stessa categoria del turismo. I pensionati non producono nulla ma consumano. Da considerare migrazioni, mi sposterò comunque per più di un anno e probabilmente cambierò la mia residenza, anche se non è una mobilità per produzione bensì per consumo.

Nella società postmoderna la dicotomia mobilità per consumo e produzione riesce a raffigurare molto meglio la situazione davanti a cui ci troviamo.

Le frecce del modello indicano che la stessa persona, o gruppo di persone, nel corso della vita può spostarsi varie volte, non più da punto A a punto B e viceversa. I flussi non sono più unidirezionali o bidirezionali ma sono molteplici e multidirezionali.

I cambiamenti nella natura della mobilità umana sono avvenuti principalmente a cavallo tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, sostenuti dal processo di globalizzazione in atto e dai suoi risvolti politici, tecnologici ed economici. Il paradigma della mobilità umana nasce negli anni ’90 in associazione al nuovo fenomeno della globalizzazione.

Globalizzazione: processo che accomuna e integra culture diverse ed ha impatti sociali ed economici a livello mondiale, favorita da mezzi di comunicazione che consentono scambi immediati di informazioni. -> sviluppo del web. Favorita dall’esistenza di mezzi di trasporto efficienti e veloci che consentono spostamenti rapidi. Favorita dall’esistenza di mercati e di aree economiche sovra-nazionali che consentono un più facile

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cotenichino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Staniscia Barbara.
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