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Geografia del turismo – lezione 1 – introduzione

Geografia umana

La geografia umana studia la distribuzione degli uomini e le variazioni demografiche in base alle risorse a disposizione e alle strutture socio-economiche (denominata anche “Geografia della popolazione”). Inoltre, si occupa dei segni che imprimono gli uomini sulla Terra con uno studio incentrato sulla distribuzione delle varie dimore e sulle forme organizzative di livello economico e sociale (denominata anche “Geografia dell’insediamento”).

Geografia economica

La geografia economica, invece, è un sottocampo della geografia umana che descrive e spiega in quali luoghi si svolgono e si diffondono le attività economiche.

Turismo

Secondo l’UNWTO (“Organizzazione Mondiale del Turismo”), il turismo è un fenomeno sociale, culturale ed economico incentrato sul movimento di persone in un paese o in un posto al di fuori del loro ambiente abituale per questioni personali o impegni di lavoro. Queste persone vengono chiamate “visitatori” (che possono essere turisti o escursionisti, residenti o non residenti). Il turismo ha a che fare con le loro attività, includendo anche le varie spese turistiche. Vengono esclusi dalle statistiche sul turismo passeggeri in transito, profughi e immigranti.

Destinazione turistica

Secondo l’UNWTO, una destinazione turistica è uno spazio fisico con o senza confini amministrativi e/o analitici in cui un visitatore può trascorrere una notte. Essa rappresenta un’unità di analisi di base del turismo, nonché un insieme di prodotti e servizi che includono attività ed esperienze. Una destinazione coinvolge vari soggetti interessati e può creare una rete che coinvolge anche destinazioni più grandi. La sua immagine ed identità è capace d’influenzare la sua competitività sul mercato.

Prodotto turistico

Secondo l’UNWTO, un prodotto turistico è la combinazione di elementi tangibili e intangibili come attrazioni, risorse culturali o naturali, servizi e attività attorno a uno specifico centro d’interesse che rappresenta il fulcro del marketing mix della località e crea un quadro complessivo basato sull’esperienza del visitatore e gli aspetti emotivi dei potenziali clienti. Inoltre, bisogna evidenziare che il prodotto turistico viene prezzato e venduto attraverso i vari canali di distribuzione e ha un ciclo di vita.

Competitività di una destinazione turistica

Secondo l’UNWTO, la competitività di una destinazione turistica è l’abilità della destinazione di sfruttare le sue risorse naturali, culturali, umane, artificiali e di capitale in modo efficiente per sviluppare e fornire prodotti e servizi di qualità innovativi al fine di raggiungere un livello sostenibile di crescita per gli obiettivi strategici, valorizzando il settore turistico, migliorando e diversificando le componenti di mercato e ottimizzando l’attrattività e i benefici sia per i visitatori che per la comunità locale.

Il modello di Toschi

Uno dei primi modelli elaborati nel turismo per spiegare le sue componenti fondamentali è quello di Toschi (1947). Egli distingue tre aspetti fondamentali:

  • Momento attivo, ovvero il momento in cui il potenziale turista decide di partire dal luogo in cui risiede, investendo parte del proprio reddito. Per far sì che ciò avvenga, ci vogliono condizioni incentivanti psicologiche che possono essere socio-culturali (desiderio di evasione, rapporti con potenziali turisti…), politico-economiche (desiderio di nuove conoscenze, informazione…) e condizioni di mercato (condizioni vantaggiose, libertà di circolazione…). Infine, i turisti valutano le condizioni che gli permettono di iniziare il viaggio (mezzi di trasporto, tempo libero…) ed avviare diverse tipologie di turismo in base ai loro gusti (proprio, improprio, “non turismo” o settato in base alle loro caratteristiche).
  • Momento passivo, ossia il momento in cui il potenziale turista si rivolge ad una struttura ricettiva. Per far sì che il turista si rivolga a una di esse, ci devono essere condizioni di attrazione che possono essere naturali (posizione, clima…) o antropiche (cultura, mentalità…). Una volta che la presenza di una di queste condizioni è reale, è importante capire l’organizzazione delle varie attrezzature turistiche così da soddisfare tutti i bisogni del cliente. Perciò esistono attrezzature ricettive (alberghi, campeggi…), pararicettive (ristoranti, bar…), complementari (aree verdi, impianti sportivi…) o altri servizi (trasporti, infopoint…). Il cliente, infine, valuta l’offerta della località in base alle attrattive turistiche (montane, balneari…), attrezzature ricettive (alberghi, motel…) e al tempo (estate, inverno…).
  • Momento della circolazione, che si colloca in una posizione intermedia fra il momento attivo (dell’irradiazione) e il momento passivo (della ricezione). In questo caso, il turista valuta le condizioni di circolazione (naturali, politico-amministrative, cultura, trasporti, infrastrutture…) e i tipi di itinerari in base ad auto-organizzati o organizzati o in base ai mezzi (autostrada, ferrovia…)

Il mondo si va appiattendo?

Secondo alcune indiscrezioni della letteratura geografica contemporanea, la geografia ha oggi una minore importanza. Infatti, l’avvento delle nuove tecnologie ha reso in un certo senso le persone più vicine ed accessibili a vari mezzi di comunicazione, rendendo quasi irrilevante il significato di distanza e luogo. Un esempio è dato dal libro di Friedman “The World is Flat” dove evidenzia la scomparsa della distanza e dei confini e di un progressivo “appiattimento del mondo”.

Le tre ere della globalizzazione

Prima era: La prima era inizia nel 1492 con Cristoforo Colombo che aprì il commercio tra il Vecchio e il Nuovo Mondo fino al 1800. Qui i fattori di cambiamento hanno permesso una maggior integrazione globale grazie anche alla potenza militare delle varie Nazioni capaci di sfruttare tutte le risorse a proprio vantaggio.

Seconda era: La seconda era va dal 1800 al 2000 con delle interruzioni dovute alle due Guerre Mondiali. Il cambiamento viene movimentato dalla nascita delle multinazionali alla ricerca di mercati vantaggiosi con l’espansione di società per azioni olandesi ed inglesi. Dunque, la globalizzazione aumenta grazie alla riduzione delle spese di trasporto e delle telecomunicazioni con la nascita delle ferrovie, dei telefoni, del computer e del World Wide Web. L’economia mondiale è maturata e ha prodotto un enorme movimento di beni e di informazioni costantemente monitorato e revisionato.

Terza era: Dopo gli anni 2000 ci troviamo in un’epoca completamente nuova. Ad affermarlo è Friedman, che la chiama “piattaforma del mondo piatto”, ovvero il prodotto della convergenza fra personal computer (ogni individuo è autore dei propri contenuti digitali), cablaggio a fibre ottiche (accesso a numerosi contenuti digitali) e diffusione dei software del work flow (collaborazione allo stesso contenuto digitale in diverse parti del mondo). Pertanto, per le persone si sono rese conto che alla base delle opportunità offerte dalla globalizzazione si possono creare situazioni di competizione o di collaborazione tra i vari individui.

La mobilità: il “mobility turn”

Il mondo attuale viaggia a velocità inimmaginabili attraverso viaggi virtuali o fisici e lo sviluppo di internet ha portato alla connessione di tutte le persone sulla Terra con una rapidità senza confini. Per Urry, si può parlare tranquillamente di “mobility turn” che influenza il mondo sociale tramite la formazione dei cosiddetti “new mobilities paradigm”. Le tematiche di questo paradigma sono molto semplici e riguardano la mobilità temporale e spaziale, mobilità alternative, diritti e rischi, social network, esclusione sociale, viaggi, migrazioni e tecnologie di trasporto e comunicazione.

Mobilità e immobilità: i sistemi di mobilità

Il paradigma, secondo Urry, sottolinea come tutte queste mobilità necessitano di infrastrutture specifiche, spesso immobili, che organizzano il flusso di persone e le informazioni, ma anche confini o delimitazioni. Per lui non c’è crescita senza sistemi che includano anche l’immobilità perché una località necessita un giusto equilibrio tra essa e la mobilità.

La “società liquida” di Bauman

Bauman nei suoi saggi parla di “società liquida” perché il sistema sociale è passato dalla produzione al consumismo e la libertà ha portato ad un cambiamento di mentalità. La globalizzazione (processo di stratificazione mondiale), infatti, ha creato due gruppi distinti: i globalizzati (coloro che sono liberi da ogni vincolo, viaggiano e coltivano esperienze) e i localizzati (coloro che restano legati al territorio di appartenenza, statici e con una certa degradazione sociale). Questo evento causa disuguaglianze abbastanza notevoli: lo sviluppo dei trasporti e delle nuove tecnologie ha sminuito gradualmente il significato di meta e distanza.

Secondo Bauman, gli Stati, anche se potenti, non hanno abbastanza risorse o libertà per fare pressione ai vari mercati finanziari globali che impongono le loro regole all’intero pianeta. Pertanto, la sicurezza diventa fattore predominante di qualsiasi nazione, suddiviso in: sicurezza esistenziale (valenza sociale, abitudini, attributi), certezza (aspettative, previsioni o azioni nelle scelte giornaliere) e sicurezza personale (famiglia, protezione, possedimenti). L’assenza di una di queste tre produce il malcontento e la sfiducia di una società.

Geografia del turismo – lezione 2/3 – accenni storici e situazione attuale

Turismo

La parola turismo (“to tour”, “andare in giro) appare per la prima volta in Inghilterra nel XIX secolo, mentre in Italia nel Novecento. Il fenomeno dei viaggi inizia prima nelle culture egizie (navigazioni di pellegrini sul Nilo), greche (giochi olimpici) e romane (villeggiatura, viaggio nelle località marittime di Pozzuoli e Capri con lo scopo di sfuggire dallo stress della città, viaggi culturali per studiosi e politici verso mete come Atene). Con l’unità linguistica dell’Impero, nacquero le prime forme di turismo organizzato con infrastrutture apposite per l’accoglienza come locande o biblioteche e l’introduzione degli itinerari con, ad esempio, guide come la “Tabula Peutingeriana”, ossia una carta contenente tutte le vie militari dell’Impero Romano e altre informazioni su stazioni di sosta o strade alternative.

Medioevo

Nel Medioevo, dopo la caduta dell’Impero Romano nel 476 d.C., i viaggi risultarono pericolosi a causa delle invasioni barbariche. Il viaggio tornerà importante soltanto a partire dall’anno Mille con la riattivazione delle strade e il miglioramento di alcuna di esse che permisero ai pellegrini di visitare i luoghi sacri (chiese e monasteri a Gerusalemme, Roma e Santiago de Compostela) del Cristianesimo e confessare i loro peccati.

Rinascimento

Durante la fase del Rinascimento (‘500), invece, l’uomo rinascimentale ambisce ad allargare le proprie conoscenze e a scoprire nuovi mondi da esplorare o conquistare, ma anche a dedicare parte del suo tempo allo svago.

Seicento

A partire dal Seicento, si diffuse il Grand Tour, tipologie di viaggi per lo studio e la formazione di giovani aristocratici, spesso accompagnati da un precettore, con la conoscenza di diverse arti, culture e politiche (principalmente in Europa). Da qui ebbe origine il termine “turismo” e il fenomeno dei viaggi turistici.

Settecento

A partire dal Settecento, il Grand Tour divenne accessibile anche alla borghesia e ad artisti e letterati. Egli ebbero una certa preferenza per l’Italia, data la sua bellezza paesaggistica e la cura delle varie testimonianze delle culture passate.

Ottocento

Con l’Ottocento si inizia ad avere un turismo organizzato con strutture e servizi adatti alle esigenze dei clienti, grazie anche ai progressi nel sistema dei trasporti e alla viabilità sulle strade. Inoltre, in questo periodo si ebbe una certa preferenza per il turismo termale con le varie Spa per godersi un po’ di riposo e relax e la nascita dei primi Grand Hotel con strutture sportive e ricreative.

XX secolo

Nel XX secolo ci fu uno sviluppo di alcune città costiere come Nizza e Rimini che attrassero molteplici turisti aventi lo scopo di ricercare un clima migliore rispetto al loro solito ambiente. Successivamente il turismo iniziò a diventare accessibile anche a classi sociali più basse grazie all’organizzazione di “viaggi organizzati” (ad esempio quelli di Cook in Inghilterra e quelli dell’American Express negli Stati Uniti). L’elevato livello di benessere fu garantito anche dalla nascita delle automobili e dall’introduzione del turismo naturalistico in aree come lo Yellowstone Park e il Grand Canyon.

Per quanto concerne l’Europa, invece, si affermò un vero e proprio turismo di massa, ma svolto prevalentemente nei confini nazionali: il turismo montano viene fatto in inverno e il turismo balneare in estate con un enorme afflusso di turisti che seguì principalmente le usanze della comunità. I movimenti dei turisti si svolsero principalmente con l’automobile e solo alla fine degli anni Settanta si passò ad un turismo internazionale fatto oltre i confini, stimolato anche dall’auto e dal cinema che esprimevano quel senso di libertà.

1945-1975 “Trenta gloriosi” → periodo di grande prosperità economica nel mondo occidentale.

Alla fine del XX secolo, il turismo di massa si sviluppò completamente con un’evoluzione “all’americana”: nuovi ritmi, numerosi soggiorni, più tempo al di fuori del lavoro, vacanze-flash, vacanze scolastiche e maggiore durata vacanziera nel periodo estivo.

Modello di sviluppo del turismo di massa di Shaw e Williams (1994)

Secondo Shaw e Williams, il turismo di massa ha vissuto 5 fasi:

  • Prima fase: La prima fase si ebbe negli Stati Uniti e in Canada negli anni Trenta con la crescita delle vacanze pagate e l’introduzione delle automobili e dei motel. Per quanto concerne l’Europa, si dedicava poco tempo allo svago e principalmente si svolgevano vacanze con semplici trasporti in aree costiere;
  • Seconda fase: La seconda fase iniziò negli anni Cinquanta con l’avvento del turismo di massa in Europa grazie al boom economico registratosi in quegli anni, all’innovazione automobilistica e dei trasporti e alla riscoperta di zone balneari e rurali;
  • Terza fase: La terza fase si avviò con l’internazionalizzazione del fenomeno turistico all’inizio degli anni Sessanta con viaggi al di fuori del confine (ad esempio gli europei in Nord America);
  • Quarta fase: La quarta fase, invece, venne rappresentata dall’alleggerimento delle normative turistiche che hanno permesso a sua volta lo sviluppo delle compagnie aeree, l’unificazione dell’UE e lo sviluppo di nuove offerte per la clientela (ad esempio i voli charter e le vacanze tutto compreso);
  • Ultima fase: Infine, l’ultima fase portò all’entrata in scena di diverse industrie extraeuropee istituitesi in Cina, Giappone, Australia e India. Questo fu dovuto all’avvento della globalizzazione e all’aumento di possibilità e concorrenza nelle varie industrie.

Modello di sviluppo del turismo di Claval (1995)

Un modello simile a quello di Shaw e Williams è quello di Claval che descrive la situazione europea a partire dall’avvento dei Grand Tour con flussi costanti in Olanda, Svizzera e Francia per poi arrivare anche in Sicilia e Grecia. Secondo Claval, nel XIX secolo il turismo era più orientato per i ceti medi e per località attrattive dal punto di vista naturalistico e che l’affermazione del turismo balneare e termale è frutto della riscoperta di posti come il Mare del Nord e il Mar Mediterraneo.

Invece, nel XX secolo notò che il turismo diventò accessibile anche ai meno abbienti e le persone cercarono sempre di più il contatto con la natura attraverso attività ricreative all’aperto. Attualmente l’evento più marcato è quello della colonizzazione di diverse località in grado di diventare mete di divertimento sfruttando le risorse a disposizione e creando una catena di profitti e concorrenza anche con altre mete.

Modello di Gormsen (1981)

Gormsen nel suo modello parla dello sviluppo delle località costiere e di come si sono formate nel corso degli anni. Prende come esempio quello di Brighton che da villaggio per la pesca è diventata località terapeutica. Perciò, individua 4 periferie:

  • La prima include le coste inglesi, i Paesi Bassi e il Mar Baltico;
  • La seconda comprende la Costa Azzurra, la Croazia e l’Italia Settentrionale;
  • La terza, invece, coinvolge Marocco e Africa Settentrionale;
  • La quarta, infine, viene rappresentata da regioni arretrate e non europee.

Caratteristiche del turismo di massa

Il turismo di massa da un lato implica un forte risparmio per gli operatori che sfruttano le economie di scala, ma dall’altro limita le risorse a disposizione di una nazione con pessime conseguenze come l’inquinamento e il sovrappopolamento. Inoltre, le varie località si distinguono molto spesso per risorse e prezzi così che il mercato sia segmentato verso un determinato ceto o una determinata clientela.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcolancieri99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Di Marzio Marco.
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