Genetica mendeliana
Inizialmente si credeva che i gameti contenessero delle essenze da varie parti dei genitori e che al concepimento si mescolassero per formare il nuovo individuo. Questa teoria fu chiamata eredità per mescolamento (giallo + rosso = arancione), smentita successivamente da Mendel.
Gregor Mendel nasce nel 1822 nella Repubblica Ceca, viene ammesso al monastero agostiniano e nel 1856 (dopo circa un decennio) comincia gli esperimenti di ibridazione. Egli non conosceva la natura dei geni, né sapeva che i geni fossero localizzati sui cromosomi, infatti, propose l'esistenza di unità discrete di eredità, fattori ereditari o unitari (fattori particellari trasmessi da una generazione all'altra senza perdere la propria individualità) e poté predire il loro comportamento.
Metodo di lavoro
Il suo metodo di lavoro si basò su:
- Scelta del materiale di lavoro adeguato, utilizzò il pisello da giardino, Pisum sativum, come organismo sperimentale poiché autoimpollinante, facile da incrociare, con un rapido tempo di generazione e facile da crescere e maneggiare;
- Utilizzo di linee pure per ciascuna forma alternativa dei caratteri;
- Analisi di un solo carattere per volta, analizzò 7 caratteri differenti:
- Colore del seme (giallo o verde)
- Forma del seme (liscio o rugoso)
- Colore del baccello (verde o giallo)
- Forma del baccello (semplice o concamerato)
- Colore dei fiori (rosso/colorato o bianco)
- Posizione dei fiori (assiale o apicale)
- Altezza della pianta (alta o bassa)
- Analisi statistica dei risultati, appuntava i risultati numerici di ogni incrocio.
Per i suoi esperimenti di ibridazione Mendel demascolinizzava le piante, ovvero tagliava le antere (organi sessuali maschili) per evitare l’autofecondazione, e poi con un pennello prelevava il polline di un fiore per fecondare il fiore di suo interesse. Incrociò dunque linee pure (P, omozigoti) e analizzò i fenotipi ottenuti notando che nella prima generazione filiale (F1) veniva espressa un solo fenotipo parentale / una sola forma (dominante), mentre nella seconda generazione filiale (F2) venivano espresse entrambe le forme (dominante e recessiva) in un rapporto di 3:1. Analizzando poi i genotipi ottenne alla F1 tutti individui eterozigoti, alla F2, invece, il rapporto genotipico era di 1:2:1 (AA:Aa:aa).
Incrocio di prova o reincrocio
Per identificare il genotipo di individui che mostrano il fenotipo dominante si effettua un incrocio di prova o reincrocio. L'individuo viene incrociato con un omozigote recessivo, se l'individuo è omozigote dominante, tutta la progenie mostrerà il fenotipo dominante (eterozigote), se l'individuo 3 è eterozigote, il 50% della progenie esibirà il fenotipo dominante e l'altro 50% mostrerà