GENETICA
La genetica studia diversi aspetti: 1 Genetica formale/mendeliana → meccanismi che spiegano in
che modo i caratteri vengono trasmessi dai genitori alla progenie - meccanismo di ereditarietà
2 Genetica molecolare che si occupa di studiare il materiale genetico (materiale in cui l’info genetica
è contenuta): struttura, modalità con cui l’info presente nel DNA viene letta e usata per costruire
l’organismo - natura del materiale genetico e le modalità con cui i geni controllano le funzioni
dell’organismo
3 Genetica della popolazione che si occupa di capire come i geni si distribuiscono nella
popolazione (colore degli occhi e capelli diversi) e il comportamento dei geni nelle popolazioni
4 Genetica applicata: usa le scoperte nel campo della genetica per applicazioni nella biologia e nella
medicina: ad esempio nella genetica forense per l’identificazione personale/test di paternità - nella
ricerca.
TAPPE STORICHE DELLA RICERCA GENETICA
1865: Le leggi dell'ereditarietà (Gregor MENDEL)
Gregor Mendel, prete tedesco, viveva in un monastero della Reppubblica Ceca e ha iniziato a
giocare con le piante di piselli ed è arrivato a formare dei postulati: i caratteri fenotipici (i caratteri di
queste piante) venivano trasmessi dai “genitori” alla progenie in maniera prevedibile e questi
caratteri che venivano ereditati, sono controllati da “unità discrete di eredità” (geni). I geni esistono
in ciascuno di noi in coppia → e quando si formano i gameti, le due cellule si separano.
Le leggi di Mendel furono riconosciute come le basi per la trasmissione dei caratteri ereditari solo
nel 900.
fenotipo è ciò che osserviamo
genotipo ciò che si eredita
1869: Individuazione del DNA (Johann Friedrich MIESCHER)
Anni ‘60 si ha l’osservazione della molecola che contiene il materiale genetico DNA.
All'interno delle cellule è presente una sostanza, NUCLEINA, ricca di fosforo, fortemente acida,
ribattezzata poi ACIDO NUCLEICO. Grandi quantità di questa sostanza furono trovate all'interno dei
nuclei degli spermatozoi: l'acido nucleico potrebbe essere strettamente legato all'ereditarietà.
1902: Il materiale ereditario è rappresentato dai cromosomi (Theodor BOVERI e Walter SUTTON)
Vengono confermati gli esperimenti di Mendel grazie a due studiosi che usano come modelli dei ricci
di mare → si è potuto comprendere che il materiale genetico è organizzato sui cromosomi i quali
rimangono integri come unità organizzate durante tutto il ciclo cellulare e anche durante la
divisione + sia spermi che oociti contribuiscono con lo stesso numero di cromosomi.
Da qui deriva la teoria cromosomica dell’eredità: durante la formazione dei gameti, le cellule
materne contribuiscono in ugual misura a quelle maschili alla formazione dell’individuo →
l’associazione dei cromosomi paterni e materni in coppia e la successiva separazione durante la
formazione dei gameti costituisce la base fisica dell’eredità 1
1911: I geni sono localizzati sui cromosomi (Thomas Hunt MORGAN e Alfred STURTEVANT)
I geni sono arrangiati in maniera lineare sui cromosomi: ogni cromosoma contiene quindi più geni +
determinazione della distanza tra i geni e la definizione del grado di associazione dei caratteri: si
comprese che alcuni caratteri si ereditano sempre perchè i geni sono molto vicini tra loro.
1927: Primi esperimenti di mutagenesi (Hermann MULLER)
Si hanno i primi esperimenti di mutagenesi, fondamentale perché uno dei modi più efficaci per
studiare i geni è proprio quello di andare a danneggiarlo per vederne gli effetti → alcune mutazioni si
dimostrarono letali mentre altre si manifestavano nella progenie. Le mutazioni interessano i
cromosomi, avvenivano all’interno dei geni, rendendoli non operativi o alterandone le funzioni.
Nel 1946 riceve il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina.
1941: UN GENE – UN ENZIMA (George BEADLE e Edward TATUM)
Teoria “un gene, un enzima". Lavorarono su Neurospora crassa (muffa arancione) e ha permesso di
studiare ciò che succede durante la meiosi. Hanno mutagenizzato la neurospora: volevano
individuare i geni che potevano sintetizzare le proteine → funzione dei geni: dirigono la sintesi /
producono gli enzimi che sono poi necessari per i vari processi metabolici.
1944: I geni sono costituiti da DNA (Oswald T. AVERY, Maclyn McCARTY e Colin MacLEOD)
La nucleina scoperta da Mischer è la molecola che contiene i geni.
I geni sono costituiti da DNA che è il “principio trasformante” (ciò che viene ereditato), responsabile di
caratteristiche metaboliche specifiche.
1953: James WATSON e Francis CRICK
Ci furono varie scoperte che hanno portato questi due studiosi a individuare la struttura del DNA a
doppia elica, formata dalle basi azotate appaiate a coppie. Questa struttura spiega tutte le
caratteristiche del dna: quella sostanza che porta l’info genetica e che poi viene duplicata e replicata
in maniera fedele.
Il gene è quindi quell’unità che contiene l’info genetica → è una porzione di DNA che serve per la
sintesi proteica.
Anni dopo si è arrivati a capire COME
l’info genetica venisse letta e come i geni fossero
regolati.
1961: L'operone Lac (François JACOB e Jacques MONOD)
Dallo studio di alcuni batteri, è stato possibile individuare l’operone: unità genetica integrata, ovvero
gruppo di geni che vengono attivati e disattivati coordinatamente → quando arriva un particolare
segnale, veniva attivato un’insieme di geni.
Successivamente negli anni 1970, viene scoperto il prima enzima di restrizione sito-specifico: enzimi
in grado di tagliare il DNA a livello di sequenze specifiche + questi enzimi vengono naturalmente
prodotti dai batteri che sono in grado di degradare il DNA del virus, impedendo così ad esso di
duplicarsi e espandersi nel corpo. Era del DNA ricombinante: si può tagliare e “ricucire” in maniera
specifica il DNA.
1977: Sequenziamento rapido del DNA (Walter GILBERT e Frederick SANGER)
DNA è l’info genetico ed è contenuta nei geni ma non si capì ancora come si poteva leggere queste
info. Vengono scoperte modalità per sequenziare il DNA. 2
Fine anni ‘80 si ha l’era genomica: si possono sequenziare interi genomi grazie alla tecnologia del
DNA ricombinante.
Per sequenziare il DNA devo avere dei frammenti del DNA che vengono mantenuti nelle “librerie
genomiche”: collezioni di cloni che contengono un intero genoma → grazie alla ricombinazione io
posso tagliare il dna in frammenti, inserire quest’ultimi in cellule batteriche (cloni) che li mantengono
stabili e che li copia → da qui posso avere un intero genoma racchiuso in questi cloni.
All’inizio la ricerca genetica si effettua su organismi modelli come topi, pesci, batteri, i quali hanno
alcune caratteristiche: facile da allevare, piccole dimensioni, sviluppo rapido per vedere presto i
risultati → progenie abbondante, disponibilità di tecniche di manipolazione genetica e trattabilità
sperimentale, disponibilità di avere informazioni su quel genoma.
Dei geni umani: - l’80% è condiviso con il topo e il 96% è in comune con gli scimpanzé - il 50% è
presente anche in Drosophila - il 40% è presente anche in C. elegans - il 30% è presente anche in S.
cerevisiae. Circa 100 geni umani sono condivisi con i batteri: ogni individuo presenta 20/23.000 geni.
2005-2011: Il sistema CRISPR/Cas9 (Francisco MOJICA, Emmanuelle CHARPENTIER & Jennifer
DOUDNA)
Era del “genome editing”: possibilità di andare a modificare a livello del DNA, di un singolo
nucleotide (e non più gene) → sistema CRISP/Cas9: una piccola molecola di RNA complessata con
questo complesso enzimatico, riconosce una base specifica del DNA e di tagliare a quel livello.
IL MATERIALE GENETICO (dna)
Il materiale genetico che contiene l’informazione genetica è il DNA: essa è la molecola responsabile
di contenere il materiale genetico → ciò è stato scoperto tramite alcuni esperimenti.
Il materiale genetico è una molecola che soddisfa alcuni requisiti:
● contenere informazione genetica in modo stabile (= preservarla da eventuali danni) →
questa informazione genetica serve per la struttura, la funzione, lo sviluppo e la riproduzione
di un organismo
● Garantire l’ “espressione” dell’ informazione immagazzinata: ci devono essere dei
meccanismi che possano esprimere l’info contenuta nel DNA
● Questo materiale deve anche essere replicato in modo accurato perché la progenie
cellulare abbia la stessa informazione genetica della cellula progenitrice
● Essere capace di andare incontro a variabilità tramite “mutazione”/variabilità perchè la
variabilità genetica è essenziale per garantire l'evoluzione non essere una entità sempre
stabile
Il DNA ha come unità base il NUCLEOTIDE che
ha 3 componenti base:
zucchero pentoso perchè ha 5 atomi di carbonio
(centrale): desossiribosio → ad esso è legato un gruppo 3
fosfato e una delle quattro basi azotate: purine (adenina e guanina) o pirimidine (timina e citosina)
Il nucleotide dell’ RNA è invece formato da un gruppo fosfato, dallo zucchero pentoso ribosio e da
una base azotata: purine (adenina e guanina) o pirimidine (uracile e citosina)
I nucleotidi hanno un sistema di numerazione convenzionale:
● gli atomi di carbonio (dello zucchero)
vengono numerati dal 1’ al 5’
● la base azotata è legata al 1’ atomo di
carbonio
● il gruppo fosfato è legato in posizione 5
● mentre in posizione 3’ dello zucchero c’è il gruppo OH
→ gruppo ossidrile
Formazione di un polinucleotide
Importante che ci sia questo sistema di numerazione convenzionale perché serve nella formazione
dei legami tra i nucleotidi: legame fosfodiesterico perché il gruppo fosfato lega 2 zuccheri.
● i nucleotidi sono legati covalentemente
● il legame tra nucleotidi coinvolge il gruppo fosfato del nucleotide in questione e il gruppo
ossidrile OH (in posizione 5’) dello zucchero/nucleotide precedente
● mentre il legame idrogeno è quello che unisce
le basi azotate, le quali sono perpendicolari
rispetto allo scheletro formato dai fosfati e dagli zuccheri
● la direzione con cui avviene l’aggiunta dei nucleotidi è
5’ → verso 3’ perchè il primo nucleotide avrà sempre
il gruppo fosfato al 5’ (sopra) libero mentre l’ultimo ha
l’OH 3’ libero
● il polinucleotide rappresentato di fianco è rappresentato
da 4 nucleotidi (con le rispettive 4 basi azotate) che si
indica come 5’ - TACG - 3’
Modello della doppia elica (modello scoperto da Watson e Crick, 1953)
Il DNA è formato da una doppia elica: scala a pioli in cui le due ante della scala sono gruppi fosfati +
zuccheri, mentre i pioli sono formati da legami a idrogeno che uniscono le basi azotate che sono
perpendicolare allo scheletro e proiettate all'interno
● le due eliche del DNA sono antiparallele: un’elica
va in direzione 5’ → 3’, mentre l’altra all’inverso.
Lo scheletro zucchero - fosfato è all’esterno
mentre all’interno ci sono le basi azotate
● Le due eliche si mantengono unite grazie ai
legami idrogeno che si formano
tra le basi azotate: A con T (2 legami
idrogeno) G con C ( 3 legami idrogeno)
● ci sono 10 paia di basi per giro
● i due filamenti di DNA sono complementari
: 5’ – GCGGATTT – 3’ / 3’ – CGCCTAAA – 5’ 4
● i due filamenti di DNA sono anti paralleli
L’avvolgimento dell’elica avviene in modo tale che si formino dei solchi, ad ogni giro: solco maggiore
è quello più importante perchè è dove si legano le proteine + solco minore
Livelli di struttura del DNA
1. i nucleotidi (zucchero + fosfato + base) sono le unità costituenti il DNA
2. i nucleotidi poi si uniscono e formano un filamento di DNA
3. due filamenti dormano la doppia elica
4. nelle cellule vive il DNA non si trova libera ma è associato a con una serie di proteine (istoni)
per formare i cromosomi
5. un genoma è l’intero materiale genetico di un indviduo (→ il gene invece è un porzione di
DNA che contiene una determinata info per la sintesi delle proteine)
REPLICAZIONE/DUPLICAZIONE DEL DNA
= da una molecola di DNA se ne formano due identiche
La struttura stessa del DNA suggerisce come avviene la
sua trasmissione da una generazione all’altra.
La complementarietà dei due filamenti permette che ogni filamento funga da stampo per la sintesi
del suo filamento complementare → e ciò avviene anche grazie alla complementarità che c’è tra le
basi azotate. I due filamenti tenuti insieme dai legami a idrogeno (basi azotate), si aprono e subentra
un complesso enzimatico che usa ciascuno dei due filamenti come rispettivi stampi per sintetizzare il
suo complementare.
Modalità di replicazione
1.conservativa: i filamenti
neoformati si uniscono tra loro e i
filamenti parentali si riassociano. I due filamenti
parentali si dividono e ognuno funge da stampo
per i neofilamenti: una volta avvenuta la sintesi,
i due filamenti parentali si RIuniscono (prima
molecola) e i due filamenti neoformati formano una seconda molecola.
2.semiconservativa: ciascuna delle due molecole di nuova formazione (di DNA replicato)
è formata da un filamento vecchio (parentale) e uno “nuovo”.
3.dispersiva: ciascuna delle molecole contiene PORZIONI di filamenti nuovi e PORZIONI di quelli
vecchi → i due filamenti parentali vengono “dispersi” nelle due nuove doppie eliche/nelle nuove due
molecole. Ognuno dei 4 filmanti contiene sia vecchio che nuovo DNA.
Avviene la semi conservativa e è stato provato da una serie di esperimenti da Meselson e STahl:
hanno usato il fosforo 32 per marcare il DNA e per capire come avvenisse la replicazione → per
arrivare alla conclusione che la molecola originaria veniva aperta, ciascuno dei due filamenti originari
si comporta come stampo e le due nuove molecole sono formate da uno originario e dall’altro
filamento nuovo. 5
Enzimi e fattori coinvolti nella replicazione
Sono coinvolti una serie di enzimi e fattori che partecipano al meccanismo di replicazione a diversi
livelli:
● Elicasi che destabilizzano la doppia elica e la aprono per permettere la fase di “stampo” → la
molecola si deve quindi srotolare
● SSB (single-strand binding) proteins: stabilizzano la conformazione aperta
● DNA Topoisomerasi: se io ho un nastro avvolto, se lo snodo da una parte → all’altra
estremità si annoda in modo ancora più stretto → importante che questi superavvolgimenti
creati dallo srotolamento vengano rilassati.
● Primasi: innescano la sintesi → i primi nucleotidi che vengono incorporati sono di RNA e poi
vengono eliminati
● Dna polimerasi: enzima che polimerizza = unisce più nucleotidi per formare polinucleotidi e
quindi aggiunge più nucleotidi alla catena nuova → avviene la copiatura dello filamento
stampo
● DNA ligasi: unisce frammenti sintetizzati in modo discontinuo (frammenti formati da due punti
di origine diversi che poi si uniscono grazie a dna ligasi)
COME avviene la duplicazione del DNA
PROCARIOTI
Il DNA è una molecola molto lunga e la replicazione avviene in più punti specifici chiamati punti di
origine della replicazione: negli eucarioti la replicazione avviene in più siti/punti di origine,
contemporanemente - mentre nei procarioti (es. batteri) c’è solo un punto di origine.
1) replicazione sulla doppia elica. In questi punti di origine il DNA viene snodato/aperto dalle elicasi
e si forma la bolla di duplicazione (che poi verrà risolta) → la duplicazione ha origine: all’inizio si ha
una bollicina e poi si estende sempre di più fino a che due bolle adiacenti non si incontrano e i
filamenti di nuova sintesi vengono cuciti dal DNA ligasi.
2) L’inizio della sintesi richiede un innesco a RNA. Viene inizialmente sintetizzato un breve
frammento a RNA complementare, ad opera della primasi (enzima)→ questa regione viene poi
eliminata e sostituita dai nucleotidi di DNA.
3) Filamenti (che fungono da stampo) antiparalleli vengono sintetizzati in maniera continua e
discontinua questo a causa del fatto che la sintesi della molecola deve avvenire sempre in direzione
5’ e 3’ solamente. I frammenti discontinui (frammenti di Okazaki) vengono riuniti da una LIGASI. 6
Questa modalità di replicazione è valida per i procarioti e gli eucarioti, con vari livelli di complessità.
Negli eucarioti la replicazione avviene in più punti contemporaneamente, mentre nei procarioti
(batteri) parte da un unico sito specifico.
Negli eucarioti quindi:
● la complessità aumenta perché aumenta il numero di fattori coinvolti (ci sono VARI DNA
polimerasi) → quantità maggiore
● i cromosomi sono lineari e non circolari come quelli dei batteri e quindi ci sarà il problema
delle estremità
● Nei batteri la molecola è libera mentre negli eucarioti il DNA è complessato ad istoni: queste
proteine sono importanti
● ci sono origini multiple di replicazione, necessarie per completare la replicazione in tempi
ragionevoli: alcune bolle sono più piccole di altre → quindi la replicazione non avviene in
maniera sincrona da tutte le parti. Queste origini multiple sono state scoperte nel lievito.
EUCARIOTI
BATTERI escherichia coli: DNA formato da una unica molecola circolare piccola di 4,6 milioni di bp
e la replicazione ha origina dal punto oriC che permette l’ingresso e l’as
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