IL FUSTO (cap. 9)
Il fusto ha funzione di sostegno nelle piante vascolari e collega le foglie con le radici. Può svolgere attività
fotosintetica ed è dedito alla conduzione: le sostanze assorbite dal terreno vengono trasportate dalle radici al
fusto e poi ai rami – i prodotti fotosintetici sono condotti dalle foglie al fusto e poi ai siti di utilizzo attraverso
il floema.
Può avere inoltre funzione di riserva, come nei fusti sotterranei dei tuberi (Solanum tuberosum).
Morfologia del fusto
Gemma apicale, foglie, fusto, rami e gemme ascellari formano un
germoglio (parte aerea).
- Gemma apicale: composta dal cono vegetativo (cellule
meristematiche che origina il corpo primario del fusto) e
avvolto dalle bozze fogliari (foglie ai primi stadi di sviluppo).
- Foglie: inserite sul fusto a livello dei nodi. La distanza tra i
nodi (internodi) aumenta all’ aumentare della distanza dal cono
vegetativo fino a raggiungere un valore massimo costante.
- Ascelle fogliari: regioni del fusto al di sopra delle inserzioni
fogliari in corrispondenza delle quali si trova una gemma, da
cui trae origine il ramo laterale, con morfologia simile al fusto.
La gemma apicale inibisce l’attività delle gemme ascellari
(dominanza apicale), che si riduce all’aumentare della distanza
dall’apice, spesso quindi, le gemme laterali più vicine all’apice
rimangono quiescenti.
- Perule: foglie modificate che proteggono le gemme nel
periodo di dormienza invernale. Hanno la foorma dii squame
suberificate rivestite da sostanze cerose.
La ramificazione può essere monopodiale (conifere, alcune querce, frassini) in cui le gemme laterali
sviluppano rami di primo ordine che a loro volta sviluppano rami di secondo ordine ecc… oppure simpodiale
(tigli, olmi, carpini) in cui il fusto arresta il suo accrescimento e iniziano a svilupparsi rami di primo ordine,
che arrestano la loro crescita sviluppando rami di secondo ordine e così via. 1
Ontogenesi e differenziamento del corpo primario del fusto
Sezionando il fusto longitudinalmente di possono osservare:
Cono vegetativo
Dà origine al corpo primario grazie all’attività meristematica di una
(vascolari senza seme) o più cellule iniziali dette meristemi
primari (spermatofite).
Questi ultimi derivano dalle cellule meristematiche dell’embrione,
sopra all’inserzione dei cotiledoni dove ha origine la plumula
(gemma embrionale).
Nel cono vegetativo si possono riconoscere la tunica e il corpus, solitamente composti da due strati di cellule
iniziali per la tunica (L1 e L2) e uno strato per il corpus (L3). L1 e L2 sono disposti perpendicolarmente alla
superficie esterna, L3 parallelamente. Dallo strato L1 deriva il rivestimento esterno del fusto (epidermide), la
corteccia invece (sottoepidermica) può trarre origine da entrambi gli altri strati o solo da uno di essi, il cilinro
centrale deriva dal corpus.
Nelle gimnosperme invece tunica e corpus derivano da un unico gruppo di cellule iniziali.
Divisioni delle cellule iniziali del
Divisioni delle cellule iniziali del cono cono vegetativo di una
vegetativo di un’angiosperma gimnosperma
Zona di determinazione o meristema subapicale
Qui le cellule si organizzano in complessi specifici (meristemi subapicali): protoderma (formerà
l&rsq