EEM: Considero un sistema aperto, in condizioni stazionarie, con un ingresso e in uscita, che scambia
calore con una sola sorgente. Per il primo e secondo principio sono così scritte:
22 12
+ ̇ ̇
1. )
( + ( − + ℎ − ℎ ) = −
2 1 2 1
2 2
2. )
( − = + ∆
∫
2 1
1
1) + + ℎ = −
2) = + → = −
(dsirr varazione di entropia dovuta all’irreversibilità)
ℎ :
3) ℎ = − = +
→ + + + = − − → + + + + =
0
In forma integrale:
22 12 2 2
+ )
+ ( − + ∫ + ∫ + = 0 . .
2 1 12
2 1 1 22 12 2
+
trascurando ‘effetto dell’irriversabilità otteniamo la forma di eulero )
+ ( − + +
∫
2 1 1
2
= 0
12 1 permette di tirare v fuori
se consideriamo: il fluido incomprimibile, quindi ( = = ⁄ )Questo
1 2
2 2
dall'integrale: e il condotto in cui scorre il fluido non scambia lavoro,
);
= = ( −
∫ ∫ 2 1
1 1 22 12 ( )
+ −
1
quindi assume (nessuna pompa o turbina) e → 2 1
)
= 0 = ⁄ + ( − +
12 2 1
2
equazione di Bernoulli che in regime stazionario, con assenza di scambio di lavoro con il fluido a
22 12 ( )
+ −
densità costante eem diventa 2 1
)
+ ( − + + = 0 dove R indica le perdite di
2 1
2
2
carico irreversibili causato dall’attrito viscoso =
∫
1
FATTORE DI DARCY: compare nell’espressione delle perdite è una funzione che lega la viscoità, densità,
velocità e diametro. È funzione del numero di Reynolds e della scabrezza relativa (irregolarità della parete del
tubo) descrivendo il fattore d’attrito
PERDITE DI CARICO: esiste una formula standard, valida in tutti i casi (anche nel turbolento), data da
2
una funzione adimensionale, fattore di attrito di darcy (f), dove R è dato da: :
= 2
• Per condotti a sezione non circolare si introduce un diametro equivalente: =
4
• il rapporto R/L (perdita di energia per unità di lunghezza) dipende da viscosità (), densità (),
2
velocità (w) e diametro (D), infatti dove il secondo t\ine è detto numero di Reynolds
=
ed è molto importante perché stabilisce il regime di moto se laminare (scorre in
= =
strati ordinati senza mescolamento) o turbolento (velocità varia in modo disordinato)
SCABREZZA RELATIVA: Si introduce il fattore adimensionale (rapporto tra rugosità e diametro),
⁄
che, insieme al Numero di Reynolds (Re), determina il fattore di attrito (f) di Darcy.
Nel moto laminare il fluido scorre ordinatamente e ad esempio un colorante immesso nel flusso
rimane riconoscibile a lungo prima di mescolarsi con il fluido circostante. Nel moto turbolento la
velocità del fluido presenta modulo e direzione continuamente variabili in modo disordinato, per cui il
colorante si disperde immediatamente. Tra i due regimi esiste una zona di transizione.
PERDITE DI CARICO CONCENTRATE: si verificano in corrispondenza di elementi che causano
variazioni delle velocità o direzione (curve, valvole, restingimenti,ecc..), possono creare vortici
dissipativi che rendono il moto turbolento, causando perdite di energia, dipendono dalla geometria e
dalla velocità, infatti, viene calcolata utilizzando dei coefficienti sperimentali di perdita =
PERDITE DI CARICO DISTRIBUITE: si verificano lungo tutto il condotto per via dell’attrito viscoso e
dipende dalla lunghezza e dalla rugosità (scabrezza) delle pareti
1- condotto che lega due serbatoi d’acqua entrambi a pelo libero, con differenza di quota costante
tra le due superfici. Per calcolare la portata si applica l’EEM:
∆
22 12 ( )
+ −
2 1
)
+ ( − + + =0
2 1
2
Sappiamo che essendo entrambi a pelo libero e con la condotta con
diametro costante, la velocità del fluido sulle superfici sono nulle e le
pressioni entrambi atmosferiche (w₁ e w₂=0; P1 e P2=Patm). Portando quindi a riscrivere
2
2∆
l’equazione → quindi partendo da un valore di
√
= ∆: = =
2
velocità ipotetico, finché il calcolo non converge. . Una volta ottenuta la velocità w convergente, si
̇
calcola: la Portata massica: e la Portata volumetrica:
̇ = ; =
2- Come calcolare la potenza di una pompa data la portata, data la geometria
si riscrive eem cosi:
22 12 ( )
+ − (velocità uguali dato che il diametro
2 1
)
+ ( − + + = ||
2 1
2
è lo stesso, entrambi a pressione atmosferica) si riscrive In
|| = ∆ + .
4
questo caso la velocità è nota e si scrive e permette di calcolare Re= wD/v, una
= = 2
volta trovato f e le perdite di carico , la potenza trasferita al fluido è mentre la potenza
= ∙ ||,
∙||
reale assorbita dove n è è il rendimento della pompa che rappresenta l’efficienza
= =
di conversione meccanica a idraulica
3- Svuotamento serbatoio, calcolare il tempo necessario affinché si svuoti il
serbatoio; il tipo di problema non è stazionario quindi non si può applicare l’eem.
Dividendo il problema in intervalli infinitesimali, si possono considerare uno ad
uno stazionario. l’acqua scende lentamente nel serbatoio uscendo dalla sezione
2 attraverso un tubo di piccole dimensioni. Entrambi i punti sono a pressione
atmosferica, l’area del sebatorio è molto più grande del tubo di scarico, per
l’equazione di continuità w1 è trascurabile rispetto a w2. Il livello dell'acqua nel
serbatoio (e quindi la velocità w1) cambia continuamente nel tempo → Si utilizza una
⁄ ≠ 0
soluzione approssimata trattando il processo come quasi-stazionario, ovvero suddividendo il
tempo di svuotamento in intervalli infinitesimi dt in cui si può considerare il flusso stazionario. Si
applica l'EEM tra la superficie libera del serbatoio (Punto 1) e la sezione di uscita del tubo (Punto 2)
22 22 2 )
2( −
che diventa: . Per trovare il
1 2
√
→ →
) )
= ( − − = ( − − =
1 2 1 2 2
2 2 2 1+
tempo totale di svuotamento, si usa l’equazione di continuità in
forma differenziale: Il flusso in uscita dalla sezione 2 è: =
2
e Il flusso che provoca l'abbassamento del livello nel
2 2
serbatoio (sezione 1) è: (dove è la velocità di abbassamento del
= = − ⁄ ⁄
1 1 1 1
livello). Il segno negativo è perché la quota z1 diminuisce. Per l'equazione di continuità, la portata
1
in uscita è bilanciata dalla portata di abbassamento: e sostituendo →
= ⁄ ⁄
2 1
(∆)
→ 1
= − = − (∆)
2 2 1
2 2
4- Altezza massima di aspirazione di pompa→ richiamando il principio del barometro di
Torricelli, che in caso statico il fluido è fermo. La pressione esterna è atmosferica e
supporta una colonna di fluido di altezza z, che è data dalla legge di Stevino Δ =
− , per il mercurio Psat è trascurabile mentre per l’acqua no. Il problema di
ρg
aspirazione è di tipo dinamico e si applica eem tra due punti: tra la superficie libera
del liquido nel serbatoio e la sezione di ingresso della pompa (obiettivo che P2 sia
sempre maggiore di Past senno evaporizza) applico eem e assumo w1=0 e P1=Patm,
22
risolvo per P2 l’altezza massima si raggiunge
)
2 = + ( − − −
1 1 2 2
quando la pressione all’ingresso (P2) è uguale alla pressione di saturazione
1 −
imponendo P2=Psat e risolvendo per deltaz L’altezza di
1
Δ = ( − ).
aspirazione deve essere inferiore azmax. Per aumentarla è necessario aumentare P1 e diminuire
Psat
5- Circuito di riscaldamento con caldaia e radiatori in
parallelo. Come trovare la potenza della pompa
applicando eem alle sezioni 1 e 2 (ingresso e uscita)
22 12
−
in regime stazionario: || )
= + ( − +
2 1
2
( )
− La potenza della pompa è calcolata dalla
2 1 + .
formula: Dove Q è la portata volumetrica (m3/s) e l è l’energia meccanica
|| ||,
= ̇ ∙ = ∙ ∙
specifica fornita dalla pompa.
Essendo che i diametri delle tubature sono le stesse, la velocità di condotta tra le due sezioni sarà
pressoché identica; anche la variazione di quota essendo alla stessa quota sono nulle; essendo
che la vicinanza tra i punti 1 e 2 sono piccolissime e che le perdite di carico sono proporzionali alla
lunghezza del tratto allora sono trascurabili R=0, inoltre le perdite della pompa sono già contate
22 12 ( ) ( )
− − −
nel rendimento stesso della pompa|| .
2 1 2 1
) ||
= + ( − + + → =
2 1
2
Applicata invece all’intero circuito (chiuso) su un ciclo completo da 2 a 1, diventa: || −
( )
−
quindi l=R e , quindi la variazione di energia specifica fornita dalla pompa è
2 1
=
uguale alle perdite di carico specifiche totali. Per determinarle notiamo che il circuito è composto
dai tratti a-b-e principali e i rami d-c in parallelo, connessi dai nodi A e B, con stesse cadute di
pressioni, quindi la resistenza totale è calcolabile coma somma sui rami a-b-d-e oppure a-b-c-e,
quindi Rc=Rd anche se le velocità sono diverse, si effettua anche il bilancio della portata con
l’equazione di continuità in ogni ramo quindi Qa=Qe=Qtot e dato che Qa=Qb+Qd e Qe= Qb+Qc,
quindi il calcolo della potenza della pompa è dato da =
6- tubo di venturi, misura la velocità media del fluido nel condotto e di
conseguenza la portata volumetrica, sfrutta il principio di Bernoulli (e.e.m.)
applicato a un restringimento (gola). Per l’equazione di continuità poiché
che deve conservarsi e quindi anche la
̇ = ∙ = ∙ ∙ <
1 2
12 22
velocità → . Trascurando le perdite
1 2
> + + = + +
2 1 1 2
2 2 22 12
− −
di carico e le quote sono alle stesse orizzontali → in
2 1
+ = 0 →
2
caso generale, se si misura la differenza di pressione si può trovare la )
2( −
velocità w2 in funzione di w1, inserendo w1=w2(A2/A1) si risolve per w2 → . In
1 2
= √
2 2
)
(1−( / )
2 1
)
2( −
caso specifico se w1<<w2 → se e solo se la sezione 1 è molto più grande della
1 2
= √
2
sezione 2, rendendo la velocità w1 trascurabile. Quindi misurando la differenza di pressione e
conoscendo l’area 2, si ricava la velocità w2, la portata è data da Q=A2 w2
7- tubo di Pitot misura la velocità del fluido in un punto specifico (velocità puntuale), il
suo principio di funzionamento di basa sulla differenza delle pressioni: Pressione
Statica ( ): Misurata attraverso i fori laterali. Questi fori sono paralleli alla direzione
1
del flusso e misurano la pressione del fluido indisturbato che scorre ( ). Pressione
1
di Stagno ( ): Misurata attraverso il foro centrale (punto 2). Il fluido che entra in
2
questo foro decelera fino a fermarsi ( Per il Principio di Bernoulli, l'energia
= 0).
2
cinetica si trasforma completamente in energia di pressione, detta pressione di
ristagno o totale ( ). la E.E.M. applicato tra un punto nel flusso indisturbato (1) e il punto di
2
ristagno (2) assumendo che le quote siano le stesse e che la = 0:
2
12 22 12 12 )