Successione di Cesare
A dover succedere Cesare erano: Marco Antonio (ex luogotenente di Cesare) e Ottaviano (adottato da Cesare nel suo testamento). Fra i due, Antonio sembrava il più pericoloso. Cicerone attendeva l'uccisione di Marco Antonio e definiva Ottaviano "puer", pensando che fosse facile da manipolare (pensava infatti che fosse dalla parte della Repubblica).
La formazione dell'esercito di Ottaviano
Ottaviano reclutò un proprio esercito privato, cosa che tecnicamente non si doveva fare, ma c'erano altri problemi in corso e anche più gravi.
Conflitti nella Gallia Cisalpina
Il governo della Gallia Cisalpina era stato affidato a Bruto, che fece parte dell'uccisione di Cesare. Marco Antonio fece in modo di ottenere la Gallia Cisalpina. Bruto allora si rifugiò a Modena e Marco Antonio dovette assediare la città. Bruto fu aiutato dai due consoli Irzio e Pansa e Cicerone fece sì che il Senato proclamasse Antonio come nemico pubblico. A questa battaglia si aggiunse Ottaviano.
Il conflitto ad Azio
Nell'aprile del 43 a.C. ci fu lo scontro in cui Antonio venne sconfitto, però morirono i due consoli. Nel luglio del 43, dei soldati si presentarono al Senato chiedendo di eleggere Ottaviano come console. Il Senato rifiutò e allora Ottaviano marciò su Roma. Ottaviano, con un voltafaccia, si alleò a Marco Antonio e Lepido, con i quali formò il secondo triumvirato. Si trattava però di una vera e propria magistratura e non di un trattato privato (come lo era stato il primo, formato da Cesare, Pompeo e Crasso).
Proscrizioni e conflitti interni
Primo obiettivo: lotta contro gli assassini di Cesare. Pubblicarono le liste di proscrizione, con le quali incaricavano dei sicari a uccidere i cesaricidi (i cui nomi erano scritti nelle liste). Fra questi, vi era il nome di Cicerone, che venne ucciso a Formia. Il contatto con le forze dei cesaricidi avvenne a Filippi, con la sconfitta dei cesaricidi e il suicidio di Bruto e Cassio.
Tensioni tra Antonio e Ottaviano
Ritornarono le tensioni fra Antonio e Ottaviano. Ottaviano si prese il compito di assegnare le terre ai veterani, ma con l'espropriazione dei terreni nacque la rivolta dei proprietari terrieri. Una delle vittime di queste espropriazioni fu Virgilio, che ne parlò poi nelle Bucoliche. I rivoltosi si rifugiarono a Perugia, ma vennero sconfitti da Ottaviano, Properzio ne parlò nelle sue opere.
La spartizione dell'impero
I triumviri si incontrarono a Brindisi per la spartizione dell'impero: ad Antonio veniva assegnata l'area orientale, a Ottaviano quella occidentale, a Lepido l'Africa. Sembrava dunque che il triumvirato andasse d'accordo. MA Antonio operò in Egitto, Paese indipendente, da tempo diventato una sorta di protettorato romano. Qui si innamorò di Cleopatra, che fu l'amante di Cesare.
La propaganda di Ottaviano
Ottaviano allora fece sì che Marco Antonio apparisse come un traditore che giocava con le risorse dell'Impero. Denunciò il fatto che Antonio si era unito a Cleopatra, accusando l'Oriente di portare dei cattivi modelli e mentì dicendo che ci fosse il proposito di spostare la capitale da Roma ad Alessandrina. Quindi, Ottaviano sembrava difensore delle radici e dei valori romani.
La battaglia di Azio e il Principato
Nel 31 a.C., avvenne la resa dei conti, nelle acque di Azio. Antonio e Cleopatra vennero sconfitti e ad Alessandria si suicidarono. 31 a.C.: Età aurea/augustea. Ottaviano riuscì a trasformare l'antica repubblica aristocratica in un nuovo regime, il principato. Si presentò come restauratore dell'antica repubblica e perciò il passaggio dalla Repubblica all'impero fu inaspettato.
Titoli e successioni di Augusto
Doveva contare su un consenso ampio e diffuso, e poiché c'era bisogno di pace, con dei gesti simbolici comunicò la fine delle guerre. Le magistrature che il principe coprì erano quelle di sempre, con un'unica modifica: il potere era nelle mani di un'unica figura. Fu svariate volte: console, tribuno della plebe, pontefice massimo.
Titoli di Augusto: "princeps", da princeps senatus, colui che in Senato aveva il privilegio di esporre per primo la propria opinione. "Augusto" ("venerabile" o "protetto dagli dèi", dalla radice del verbo augeo, «faccio crescere»), "padre della patria", i cittadini dovevano venerarlo e onorarlo come ogni figlio romano faceva con il proprio genitore.
Conquiste e fallimenti
Tra le conquiste del principe: Egitto, Spagna del nord, le attuali Svizzera e Austria. Nel 9 d.C. le legioni romane guidate da Quintilio Varo furono sorprese nella selva di Teutoburgo, da un'imboscata dei Germani e annientate. Augusto concluse dei conflitti con i Parti con diplomazia: quando questi gli restituirono le insegne militari sottratte da Crasso.
La politica culturale di Augusto
Augusto è stato il primo a impostare una politica culturale. Non si basava solo sulla letteratura, ma anche su altri aspetti, fra cui il rinnovamento dell'architettura e prese provvedimenti anche sul calendario, sull'organizzazione degli spettacoli circensi.
Letteratura e Mecenate
Il piano di Ottaviano era quello di ottenere degli intellettuali dalla sua parte, contro Marco Antonio. Aveva un asso nella manica: Mecenate che funzionava come mediatore fra Ottaviano e i letterati, fra cui Virgilio, Orazio, Properzio. Orazio aveva combattuto contro Marco Antonio nella battaglia di Filippi, mentre Tito Livio visse alla corte del principe.
Altri circoli culturali
Esistevano altri circoli a favore di Ottaviano, a parte quello di Mecenate, contenenti Asinio Pollione, Messala Corvino, Tibullo e Ovidio. Asinio Pollione aprì la prima raccolta libraria destinata alla fruizione pubblica, che divenne poi una biblioteca pubblica. Ottaviano esercitava un controllo sulla circolazione della letteratura e non esitava a punire deviazioni o imposizioni. Virgilio si dedicò alla composizione delle Georgiche, poema sulla coltivazione dei campi: quella scelta fu almeno in parte dettata dagli haud mollia iussa di Mecenate, «non lievi ordini».
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