FILOLOGIA GERMANICA 2022-2023
04.10.2022 La filologia
Filologia [...] è quella onorevole arte che esige dal suo cultore soprattutto una cosa, trarsi da
➔ parte, lasciarsi tempo, divenire silenzioso, divenire lento, essendo un'arte e una perizia di orafi
della parola, che deve compiere un finissimo attento lavoro e non raggiunge nulla se non lo
raggiunge lento. [...] per una tale arte non è tanto facile sbrigare una qualsiasi cosa, essa
insegna a leggere bene, cioè a leggere lentamente, in profondità, guardandosi avanti e
indietro, non senza secondi fini lasciando porte aperte, con dita e occhi delicati.
Che cos’è la filologia germanica?
La filologia germanica è la scienza che si occupa dello studio delle lingue germaniche antiche
➔ e delle loro attestazioni scritte.
Le lingue coinvolte in questo campo di indagine sono: inglese, tedesco, olandese, frisone,
➔ danese, svedese, norvegese, islandese, gotico e longobardo (queste ultime due ormai estinte).
Dato che le fasi più antiche di queste lingue non sono più produttive (= non abbiamo più
➔ parlanti nativi), il filologo germanico si deve basare sulle fonti scritte pervenuteci dai periodi
antichi. La filologia germanica è quindi anche una scienza dei testi, che studia le
manifestazioni letterarie delle lingue (e quindi delle culture) considerate.
A partire dal testo, quindi, il filologo studia la lingua e la cultura delle popolazioni
➔ germaniche.
Perché «germanico»?
Per «Germani» si intende un insieme di popolazioni parlanti lingue che derivano da una
➔ radice comune.
Assieme ai Celti (o Galli), sono stati per secoli in contatto con l’impero romano, per il quale,
➔ alternatamente, costituivano una minaccia ai confini settentrionali e una risorsa nei tempi di
pace.
Il primo a riferirsi ai Germani fu Giulio Cesare nei suoi Commentarii de bello gallico,
➔ resoconto della sua campagna di conquista del nord Europa continentale. Tuttavia, dobbiamo
allo storico Publio Cornelio Tacito e al suo De origine et situ Germaniae (Germania) la prima
descrizione dettagliata dei Germani, della loro struttura sociale, della loro cultura e della loro
religione.
In tempi molto più recenti, i Germani sono stati resi oggetto di ricostruzioni
➔ pseudo-storiografiche e mitiche volte a consolidare l’ideale nazionalista che nacque
nell’Ottocento con il Romanticismo tedesco.
Lo stesso Adolf Hitler fece ampio uso di elementi culturali germanici per la costruzione
➔ ideologica e simbolica del regime nazista.
Il simbolo delle Schutzstaffel («squadre di protezione»)
➔ deriva dalla doppia runa chiamata Sig, «vittoria».
ᛇ,
L’ideale dell’uomo ariano deriva le caratteristiche fisiche
➔ descritte da Cesare e da Tacito riguardo ai guerrieri
germanici.
Hitler stesso amava molto la musica di Richard Wagner, che
➔ fece largo uso di materiali leggendari germanici nella propria
opera.
Chi erano i «Germani»?
Mentre gli storici e gli intellettuali romantici furono molto netti nella definizione dei
➔ «Germani» come un’entità etnica e culturale ben distinta e identificabile, gli studiosi moderni
hanno molte meno certezze al riguardo. 1
FILOLOGIA GERMANICA 2022-2023
Mentre possiamo definire il germanico come una lingua a sé stante e ben caratterizzata
➔ rispetto alle altre lingue dell’antichità, il dato archeologico dimostra una situazione molto
fluida, che non favorisce affatto l’identificazione di una etnia propriamente germanica.
A dispetto della concezione molto orientata ideologicamente di fine Ottocento che vedeva la
➔ cultura come un elemento monolitico e quasi impermeabile ai contatti con l’esterno,
l’archeologia suggerisce che il concetto di «Germani» non fosse caratterizzato da una
unitarietà iniziale, ma tantomeno finale.
Lo stesso Cesare ci informa dell’esistenza di numerosissime tribù che vivevano ad est del
➔ Reno e che egli definisce generalmente «Germani» così da creare (come era stato con i Galli)
una demarcazione etnica e culturale con i «barbari».
Qualche secolo dopo, però, Roma fu costretta a fare i conti con questi «barbari». Nell’anno
➔ 800 uno di loro sarà addirittura proclamato successore dei Cesari (d’Occidente).
Da dove provenivano i Germani?
Il punto di origine delle popolazioni germaniche è identificato nella ‘cerchia nordica’, un’area
➔ corrispondente alla zona costiera del Mare del Nord, la Danimarca e nella parte meridionale
della penisola scandinava.
Da quest’area, nei secoli a ridosso dell’era volgare, avrebbe avuto inizio la
◆ migrazione di vari gruppi che avrebbero dato vita alle popolazioni germaniche.
Approccio interdisciplinare
Esistono evidenze concrete che confermino queste ipotesi?
➔ La filologia in quanto materia multidisciplinare si avvale di diversi approcci al fine di
◆ permettere una ricostruzione il più fedele possibile alla realtà storica.
● • Archeologia
● • Linguistica
Le fonti archeologiche
Siti archeologici che testimoniano il passaggio di determinati gruppi etnici in un determinato
➔ territorio o fenomeni di contatto (commerciale o bellico) tra le varie popolazioni.
• Manufatti recanti iscrizioni (pietre, oggetti). Sono molto numerosi e testimoniano l’uso da
➔ parte dei Germani della scrittura runica dal II sec. d.C. fino al XIII sec.
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10.10.2022 Lo studio del germanico
Il Romanticismo mirava alla riscoperta delle radici popolari delle culture europee, in contrasto
➔ con l’egemonia del modello classico greco e romano.
Contemporaneamente, eminenti linguisti iniziano a studiare le origini delle lingue,
➔ individuando una forma primigenia da cui quasi tutte le lingue dall’India all’Europa sarebbero
derivate. L’indoeuropeo.
Il germanico: una lingua ricostruita
Non disponiamo di testimonianze scritte in germanico.
➔ Come facciamo a conoscere le caratteristiche di questa lingua?
➔ Studiando le lingue germaniche a ritroso, analizzando cioè le loro caratteristiche
◆ tornando indietro nel tempo, si può notare che sembrano convergere sempre più verso
un antenato comune.
Più si risale nel tempo, più evidenti si manifestano caratteristiche comuni alle varie
◆ lingue germaniche, che spingono gli studiosi a identificarle come tratti propri della
loro lingua madre, il germanico appunto.
● Questa lingua, che esiste solo a livello teorico, è denominata germanico
comune ed è sempre segnalata con un *.
È importante specificare che il germanico comune è solo un’ipotesi di lavoro.
➔ Non siamo in grado di sapere se sia effettivamente esistita una fase della lingua che
◆ fosse comune a tutte le popolazioni germaniche, ma postulare anche solo a livello
teorico tale lingua è utile agli studiosi per comprendere in modo più preciso le
relazioni tra le varie lingue del ceppo germanico.
● Esempio:
-ie. PISK lat. piscis > it. pesce, fr. poisson, sp. pescado
-ma -ingl. fish, ted. Fisch, sved. fisk, norv. fisk < germ. *fisk-az
Perché studiare la linguistica germanica?
La ricostruzione linguistica si rivela essere molto utile a chi studia le lingue straniere del
➔ ceppo germanico perché solo in questo modo si comprendono determinati fenomeni che
vengono tradizionalmente etichettati come «eccezioni» o «irregolarità»
L’indoeuropeo e la sua famiglia
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FILOLOGIA GERMANICA 2022-2023
Le lingue germaniche
La linguistica germanica si occupa sia dello studio delle lingue moderne, sia delle lingue
➔ antiche e del loro sviluppo storico.
Il percorso che faremo sarà soprattutto a ritroso, in quanto più risaliamo nel tempo, più si
➔ scoprono le somiglianze tra lingue geneticamente imparentate, che ci fanno risalire a
fenomeni linguistici condivisi che testimoniano l’origine comune.
L’albero genealogico delle lingue germaniche
moderne
Le lingue germaniche nel contesto indoeuropeo
Le lingue germaniche antiche e moderne appartengono alla famiglia delle lingue germaniche,
➔ che vede il germanico come lingua ricostruita e non attestata; a questa lingua, che costituisce
un’ipotesi di lavoro e di cui non abbiamo alcuna prova della sua effettiva esistenza, si risale
attraverso la comparazione linguistica.
Andando a ritroso nel tempo e ampliando il campo di osservazione, la famiglia delle lingue
➔ germaniche rientra nella più grande famiglia delle lingue indoeuropee che ha l’indoeuropeo
come lingua ricostruita e non attestata.
Le lingue indoeuropee 4
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La ricostruzione del germanico
Le lingue germaniche antiche
La ricostruzione del germanico deve passare attraverso lo studio delle attestazioni più antiche
➔ delle lingue germaniche.
È utile quindi fornire una panoramica delle lingue germaniche antiche, fornendo anche un
➔ quadro cronologico della loro evoluzione a partire dal germanico.
I fenomeni più antichi del germanico:
➔ I mutazione consonantica V-III sec. a.C.
◆ Vocalismo II-I sec. a.C.
◆
Quindi, il germanico si colloca tra il V sec. a.C. e l’inizio dell’era volgare. germanico
➔ orientale (gotico);
Successivamente, il germanico si frammenta nelle lingue germaniche antiche, che possono
➔ essere suddivise in tre gruppi:
germanico orientale (gotico);
◆ ● è la prima lingua germanica attestata. Nel IV sec. d.C. il vescovo visigoto
Wulfila traduce la Bibbia dal greco
germanico settentrionale (antico nordico);
◆ ● l’unica lingua attestata nella fase antica. Le testimonianze sono comunque
molto tarde (XIIXIII sec.), anche se fanno riferimento a testi molto più
antichi tramandati fino a quel momento per via orale. Esistono anche delle
testimonianze molto più antiche, scritte in caratteri runici, prodotte dal V sec.
d.C., molto importanti per ricostruire la fonetica e la morfologia delle fasi più
antiche delle lingue germaniche.
germanico occidentale (antico inglese, antico alto-tedesco, antico sassone, antico
◆ frisone).
● attestato dall’VIII sec. d.C.; antico alto-tedesco: VIII sec. d.C. Entrambe le
lingue si differenziano in vari dialetti. Antico sassone: IX sec. d.C.
Come funziona
Confrontando termini di due lingue germaniche moderne come l’inglese e il tedesco, notiamo
➔ somiglianze evidenti:
Le somiglianze si evidenziano a livello lessicale, ma anche fonetico-fonologico e
➔ morfologico. D’altra parte, vi sono anche alcune piccole differenze che ci fanno capire che
non siamo di fronte alla stessa lingua.
Si evince che le lingue germaniche sono collegate tra di loro geneticamente e quindi,
➔ attraverso il metodo comparativo, si può giungere a ricostruire le forme del germanico, che,
come detto, è una lingua ricostruita e non attestata.
Le leggi fonetiche
Fin dalle prime indagini, si è scoperto che è l’aspetto fonetico ad essere il più rilevante nella
➔ comparazione tra indoeuropeo e germanico, e tra germanico e le lingue germaniche. Si è
perciò giunti a formulare una serie di leggi fonetiche che avrebbero regolato l’evoluzione
delle lingue nel corso della storia.
Una legge fonetica è la descrizione e la formalizzazione a posteriori di una serie regolare di
➔ corrispondenze a livello fonetico.
Affinché la comparazione linguistica sia efficace, è necessario che il confronto avvenga tra
➔ termini corrispondenti tanto in termini di significato, quanto in termini di radice.
N.B. la radice è quell’elemento indivisibile che esprime il significato di una parola.
◆ 5
FILOLOGIA GERMANICA 2022-2023 Accenni teorici
Le prime teorie linguistiche comparative si fanno risalire al XIX sec.
➔ August Schleicher
1) , teoria dell’albero genealogico: approccio ‘genetico’, le
◆ lingue di una stessa famiglia sono fatte risalire ad un antenato comune.
○ Questa rappresentazione appare però troppo rigida e non tiene conto
dello sviluppo delle lingue anche alla luce della diffusione dei
fenomeni linguistici nello spazio, attraverso i contatti fra parlanti
diverse lingue.
Neogrammatici
2) : hanno formalizzato ulteriormente i rapporti genealogici tra le varie
➔ lingue e sono giunti a determinare una serie di leggi.
Jacob Grimm ha formalizzato la I Mutazione consonantica (Erste Lautverschiebung)
◆ e la II Mutazione consonantica (Zweite Lautverschiebung).
Nonostante la loro rigidità, queste leggi sono tuttora utilizzate per spiegare i fenomeni
◆ fonetici delle varie lingue e hanno funto da base per approfondimenti o correzioni.
Per il germ., ad es., Karl Verner ha formulato una legge che spiega esiti della I
Mutazione consonantica che inizialmente parevano costituire eccezioni o irregolarità.
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FILOLOGIA GERMANICA 2022-2023
3) Johann Schmidt ha proposto la teoria delle onde (Wellentheorie, 1872), che prende in
➔ considerazione lo sviluppo e il diffondersi dei fenomeni linguistici nello spazio attraverso
fenomeni di contatto.
○ Come un sasso che lanciato nell’acqua produce cerchi che si
allargano sempre di più e contemporaneamente perdono forza, così
secondo Schmidt si produrrebbero e propagherebbero i fenomeni
linguistici. Più si è vicini al centro, più il fenomeno è forte; più ci si
allontana, più i suoi effetti si indeboliscono fino a scomparire.
○ Le aree in cui questi fenomeni si verificano vengono definiti
isoglosse, le quali possono intersecarsi tra una lingua e un’altra
4) La teoria del sostrato postula l’influenza di lingue preesistenti su quella dominante,
➔ parlata dalle popolazioni che si sono insediate in un dato territorio.
Sulla base di questi ultimi due approcci, ormai si tende ad adottare una prospettiva
◆ che vede il germanico non più come una lingua unitaria e indifferenziata da cui si
sarebbero distinte le lingue germaniche antiche, ma come un insieme di varietà
dialettali. I fenomeni comuni sarebbero da attribuire a un periodo in cui le varie
popolazioni vissero in stretto contatto nella cerchia nordica.
In seguito alle migrazioni si sarebbero formati i tre gruppi che abbiamo visto sopra
◆ (germanico orientale, settentrionale e occidentale), che, con il tempo, si sarebbero
ulteriormente distinti nelle lingue germaniche antiche.
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FILOLOGIA GERMANICA 2022-2023
11.10.2022 Il consonantismo del germanico
Teniamo a mente le definizioni di ogni singolo fonema che incontriamo:
➔
Compariamo le varie lingue
Il consonantismo del germanico
Il sistema consonantico indoeuropeo era strutturato come segue:
➔ Tra il IV e il II sec. a.C., nel germanico avviene una mutazione fondamentale, che prende il
➔ nome di Prima mutazione consonantica (Erste Lautverschiebung) o Prima Legge di Grimm
dal suo codificatore, Jacob Grimm.
I mutazione consonantica
Le occlusive ie. si trasformano in germ. mutando il modo di articolazione, ma mantenendo il
➔ luogo di articolazione.
I isoglossa:
➔ ie. occlusive sorde > germ. fricative sorde
◆ Es.: ie. PISK- > germ. *fisk-az ‘pesce’
◆ ● • L’occlusiva labiale sorda dell’indoeuropeo diventa in germanico fricativa
labiale sorda
● • L’occlusiva labiale sorda dell’indeuropeo si conserva in lat. piscis e poi in it.
pesce 8
FILOLOGIA GERMANICA 2022-2023
● • In germanico il nesso SK non subisce mutazione FILOLOGIA
GERMANICA LLMED
N.B. Non subiscono la mutazione i nessi SP, ST, SK (occlusiva sorda preceduta da spirante).
➔ Es.: ie. STERgerm. *sternon > ingl. star, ted. Stern
II isoglossa
➔ ie. occl. sonore aspirate >
◆ ● 1) germ. occlusive sonore (posizione iniziale; dopo nasale)
● 2) germ. fricative sonore (altre posizioni)
Es.: ie. BHRATER < germ. *broþar 2 fricative sonore /ß/ /ð/ /γ/
➔ • l’occlusiva sonora aspirata diventa occlusiva sonora perché in posizione iniziale
◆ • l’occlusiva sorda diventa fricativa dentale sorda (I isoglossa)
◆
III isoglossa
➔ ie. occlusive sonore > germ. occlusive sorde
◆ Es: ie. DUO- > germ. *twa- ‘due’
◆ ● • L’occlusiva dentale sonora dell’indoeuropeo diventa in germanico occlusiva
sorda dentale sorda
● • L’occlusiva dentale sonora dell’indoeuropeo si conserva in lat. duo e poi in
it. due. germ. *twa- > ags. twegen (che continua nell’ingl. two).
In aat., invece, l’occlusiva dentale sorda subisce la seconda mutazione consonantica
◆ con esito zwene (che continua nel ted. zwei)
Cfr.
◆ ● it. dieci ingl. ten
● it. dente ingl. tooth
● it. domare ingl. tame
Ad un’analisi complessiva, si può notare come questi fenomeni portino ad un riaggiustamento
➔ del sistema consonantico: alcuni fonemi, mutati per motivi sconosciuti, determinano la
trasformazione di altri per ristabilire l’equilibrio.
La III isoglossa si verifica per riequilibrare un sistema che aveva perso temporaneamente le
➔ occlusive sorde (I isoglossa), mentre i cambiamenti determinati dalla II isoglossa servono ad
eliminare la serie di aspirate sonore (non più produttivo) introducendo fricative sonore e
ristabilendo la serie di occlusive sonore persa nella III isoglossa.
Questa dinamica di riaggiustamento è stata individuata da André Martinet nel secolo scorso.
➔ Per questo il fenomeno è anche detto rotazione consonantica, che rende in modo più efficace
il ted. Lautverschiebung. 9
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Datare la I mutazione consonantica
Sulla base di alcune fonti documentarie, però, possiamo stabilire una data anteriore per lo
➔ sviluppo della I MC:
Cesare, De bello gallico, IV: «silva [...] que appellatur Bacenis»
◆ Bacenis < germ.
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