Filologia germanica
Le fondamenta della nostra vita culturale affondano nel monachesimo benedettino che dal VI al XIV secolo ha permesso la trasmissione del sapere. Filologia è la scienza della parola come espressione del pensiero umano e delle condizioni intellettuali e morali dei popoli, specialmente antichi, più l'arte di interpretare e illustrare criticamente i testi in una data lingua, fermandone la lezione.
Disciplina con taglio comparativo
- La filologia germanica investiga la nascita e lo sviluppo delle lingue germaniche.
- Lo scopo principale è quello di indagare il medioevo.
- Attenzione agli aspetti linguistici, archeologici, storici, culturali e mitologici.
- Ecdotica e storia del testo: come il testo è stato tramandato.
- Riscritture e transmedialità.
Lingue germaniche
Protogenitrice = indoeuropeo
- Germanico settentrionale o scandinavo
- Danese
- Norvegese
- Svedese
- Feroese
- Islandese
- Germanico occidentale
- Inglese
- Frisone
- Nederlandese
- Lussemburghese
- Alemanno
- Il tedesco
- Afrikaans
- Germanico orientale (pressoché estinto)
- Gotico: lingua parlata dai Goti
Cofanetto Franks
Acquistato da Franks e donato poi al British Museum. Reperito in Francia (spesso chiamato cofanetto di Auzon). Reliquiario fatto in ossa di balena con iscrizioni sui lati: rune, alfabeto runico utilizzato come forma di scrittura epigrafica dai Germani prima della loro conversione al cristianesimo.
Il pannello frontale offre un’introduzione al medioevo germanico per quello che è il concetto di commistione di due paradigmi ideologici.
- Una delle due scene sul davanti rappresenta l’adorazione dei Magi dopo la nascita di Cristo: i Magi sono raffigurati con abiti orientali e si capisce la capacità di percepire in maniera errata il passato = anacronismo. A guidare i Magi infatti è un sole, metafora di Cristo. Gli altri due personaggi nella scena sono dentro ad un’edicola (struttura all’interno della quale è contenuta la scena di natività) e sono la Vergine e Gesù. Anche nei presepi odierni si nota che le dimensioni di Gesù sono sempre molto più grandi di quanto dovrebbero essere: anche in questa scena Gesù è molto grande rispetto alla madre. L’arte, soprattutto quella medievale, è solitamente basata sul minimalismo e se le dimensioni vengono alterate è proprio per mettere in rilievo l’oggetto di interesse (in questo caso Gesù). Idee: salvezza, bontà, perdono.
- L’altra scena invece è un mitologhema che ritrae il fabbro Weland. È una storia di vendetta: un fabbro forgiatore di armi e gioielli che si sposa con una fanciulla-cigno come i suoi fratelli. Un giorno tornando dalle loro commissioni si rendono conto che le fanciulle con cui sono sposati sono sparite. Queste fanciulle sono in realtà valchirie (guerriere degli dei che raccoglievano le anime dei guerrieri più valorosi sul campo di battaglia). Odino era il padre degli dei (asi e vani), ed è un dio psicopompo (= ha a che fare con il risveglio e il contatto con persone che sono morte, come i guerrieri addestrati dalle valchirie che alla fine del mondo combatteranno contro le forze del male). Arrivano gli emissari del re Nithahd (re di Svezia) e rapiscono Weland costringendolo a forgiare gioielli per tutto il giorno. Per assicurarsi che non scappi, il re gli recide i tendini delle gambe (nell’immagine infatti si vede Weland che non è perfettamente in equilibrio). Pensa quindi di uccidere i figli del re per vendicarsi (sotto il tavolo si vede infatti un cadavere decapitato). Le parti del corpo vengono incastonate negli oggetti che è costretto a creare e che poi andranno al re. Arriva poi la principessa Beadohild da cui il fabbro viene sedotto (da questo rapporto nascerà poi anche un bambino) e questo è il torto più grande che potesse fare al re. Il re si adira moltissimo perché Weland, fecondando la figlia del re, imbastardisce la linea dinastica poiché non è un discendente nobile. Inizia un inseguimento in cui i soldati stanno per prendere il fabbro che però si libra in volo andandosene felice per la vendetta.
Conflazione di due paradigmi ideologici
Contrapposizione tra valori cristiani e l’ethos pagano/pre-cristiano/germanico antico. I messaggeri di Odino sono i corvi, in particolare 2 Hugin e Munin: riportano a lui ciò che succede nel mondo. Odino manda in giro questi corvi perché è monocolo: ha ceduto uno dei suoi occhi alla Fonte di sapienza del gigante Mimir (pagare un occhio della testa). Odino è ossessionato dal sapere il destino del mondo e manda in giro i corvi per scoprire avvenimenti che hanno a che fare con la fine del mondo.
Le iscrizioni che fanno da cornice alle due scene hanno il seguente significato:
- L’inondazione ha gettato il pesce sulla scogliera montuosa
- Il re del terrore si è fatto triste sguazzando tra i ciottoli
Osso di balena: la balena è morta e della carne non si sa cosa ne abbiano fatto, ma dalle ossa si è fatto il cofanetto. La balena è un simbolo del demonio: controllando i bestiari medievali ha questa connotazione perché è un animale che ti inganna, in quanto mostra il suo dorso, invita gli uomini a salirvi sopra e quando torna in acqua li trascina con lei. È simbolo anche della morte (Bibbia – storia di Giona che viene inghiottito dalla balena).
Cofanetto Franks: ethos germanico antico + conversione al cristianesimo
Ci deve essere una sorta di affinità tra una radice indoeuropea pisk-
- Germanico comune = fiskaz → inglese = fish
- Latino = piscis → italiano = pesce
Indoeuropei = popolazione che originariamente ha vissuto in un intorno geografico che può essere geolocalizzato in un intorno tra l’Asia e l’Europa (Eurasia): lingua, cultura ed etnia comune. 4500 – I millennio a.C tramite ondate migratorie colonizzano Asia centro-meridionale + parte dell’Europa, ma originaria probabilmente delle pianure della Russia meridionale. In base al dato etno-antropologico si è scoperta la cultura kurgan che si sviluppò in questa area tra il 5000 e il 3000 a.C. Insieme di culture preistoriche dell’Eurasia accomunate dalle inumazioni: usavano seppellire i morti di alto rango in tumuli funerari a partire dal 4000 a.C, in particolare nell’Età del Bronzo.
Urheimat e l'espansione indoeuropea
Urheimat = ur (originale, antico, pre-) + ehi at (casa, patria) = patria originale dei locatori di una certa prolingua. La urheimat indoeuropea è differente da quella germanica. Espansione di popoli indoeuropei e teorie kurganica. Ad un certo punto c’è stata una grande divisione dell’indoeuropeo in due rami.
Come facciamo a stabilire determinate cose? Evidenze archeologiche, antropologiche e linguistiche. Linguistica comparativa: popolazioni tra loro distanti ma con forti caratteristiche comuni:
- Lessico
- Morfologia
- Grammatica
- Cultura
Dumézil Benveniste Georges + Émile: studiosi che analizzano il concetto di etimo. Etimo in comune che investe diverse aree di interesse (religione, istituzioni, famiglia…). Suddivisione della realtà in 3 funzioni specifiche (sacrale, guerriera, riproduttiva). Sulla base di ciò si ipotizza l’esistenza di una proto-cultura e quindi di una proto-lingua e proto-popolazione.
Indoeuropeo = lingua ricostruita: non esistono fonti che la attestano, opera dei filologi e degli studiosi. Isoglossa = linea immaginaria che unisce i punti estremi di un’area in cui si verifica un determinato fenomeno linguistico. Normalmente seguono confini naturali ed è quindi molto chiara la divisione. Questa lingua indoeuropea durante il suo processo di formazione è come se si spaccasse a metà.
*kmtom = 100: lingue centum vs lingue satem
Articolazioni velari articolazioni anteriorizzate. Fine 1400 = fine del medioevo (496 – 1000 = alto medioevo + 1000-1400 = basso medioevo). Nella terza ondata, l’indoeuropeo ha raggiunto i paesi baltici e si distacca dando origine alle lingue germaniche (punta della penisola scandinava + Danimarca e Germania settentrionale): non ci sono attestazioni scritte, ma possiamo dire che in quest’area si parlava l’Urgermanisch = germanico originario/Germanico primitivo/protogermanico.
Lingue germaniche antiche
Durante quest’età delle migrazioni inizia un particolarismo linguistico. Lingue germaniche antiche: la protolingua germanica antica era solamente orale e le caratteristiche linguistiche specifiche partono dal II secolo a.C.
- Gotico
- Anglosassone
- Alto tedesco antico
- Basso tedesco antico
- Frisone antico
- Sassone antico
- Islandese antico
Teorie linguistiche
Teoria dell’albero genealogico
- Schleicher: parla di un proto-indoeuropeo che ha dato origine al ramo protogermanico, italico, greco, balto-slavo e ad altre lingue. Protogermanico diviso in:
- Germanico occidentale: ha dato origine a inglese e tedesco
- Germanico settentrionale
- Germanico orientale
Teoria della onde
- Schmidt: l’isoglossa è molto più complessa di un semplice albero genealogico.
Teoria del sostrato
- Le grandi migrazioni nel passato comportano l’incontro e lo scontro di popolazioni e culture di lingue diverse. L’Inghilterra è popolata dai Celti: Angli, Sassoni e Iuti arrivano in Inghilterra e la conquistano dovendosi scontrare anche dal punto di vista linguistico: marginalizzazione dei Celti + influenza delle due lingue differenti (palatalizzazione delle occlusive velari).
Cultura di Jastorf
Individuata sulla base funeraria: necropoli e cultura dei campi di urne = defunti cremati e seppelliti in urne che a loro volta erano accompagnate nella sepoltura da gioielli, armi e oggetti preziosi. Struttura patriarcale suddivisa in 3 ceti: liberi, sudditi e schiavi. Il potere decisionale spettava ad un’assemblea di uomini liberi chiamata thing. Fonte: Giulio Cesare = primo autore latino a parlare dei Germani.
Bello Gallico 52 a.C. Cesare VS Ariovisto (condottiero della popolazione dei Germani Cherusci, presso l’odierna Alsazia). Li descrive in modo abbastanza marginale perché la sua preoccupazione principale erano i Celti. Tacito Origine er Situ Germanorum 98 d.C. Profilo coerente basato su letture ed esperienze di guerrieri e mercanti, senza esperienza personale sul campo. Parla di un etnogenesi dei Germani.
Ci da informazioni preziose sui Germani: popolazioni basate sull’oralità, avevano una scrittura utilizzata però per scopi diversi. Germania è un termine recente, dice Tacito. In generale, la maggior parte delle fonti sui popoli germanici sono spesso in latino.
Le rune
Tacito parla dei Germani e di alcune “notae”, anche se non abbiamo la certezza assoluta che parlasse delle rune. Parla anche di auspicio: che si usassero dei segni per “tirare a sorte”. Rune = usate a livello epigrafico, scrittura alfabeta autoctona dei Germani.
- Prevedeva l’incisione o su legno o su pietra: era quindi abbastanza difficile scrivere.
- Ad ogni segno/grafema corrisponde un fonema (sistema acrofonico).
- Società prevalentemente analfabeta: la scrittura era come un codice segreto attraverso il quale comunicavano coloro che sapevano decifrarla. Il resto della società attribuiva a questa pratica poteri sovrannaturali e quindi anche un valore magico.
- La zona vicentina doveva essere una spirale di commercio tra i popoli italici e quelli germanici: le rune hanno appunto tratti dell’alfabeto etruscoide e venetico.
- Non sono un alfabeto in senso proprio ma sono in tutto 24: futhark prende il nome delle prime 6 lettere dell’alfabeto runico.
- Runa: radice proto-germanica = sussurrare, esprimersi confidenzialmente. In diverse lingue germaniche antiche esistono parole derivate da questa radice che indicano un consiglio o una decisione segreta, anche parole composte = garuna = sposa.
*Rota degli alfi = kenning. Le rune venivano scritte sui gandur(?) o su pietre molto grandi. La scienza che studia le monete = numismatica. I 24 segni erano divisi in tre gruppi da 8 chiamati aettir (gruppi di otto). Runa F = segno ambivalente nel mondo germanico, vuol dire ricchezza. Questa ricchezza poteva essere mobile (bestiame). Indoeuropeo *Peku → germanico comune *Fehu. Latino Pecus “bestiame” inglese Fee “tassa”.
Haraldr Gormsson e la fonetica germanica
Haraldr Gormsson = primo re ad unificare il regno di Danimarca dal punto di vista politico e religioso (cristianesimo).
Prima legge fonetica = vocalismo in sillaba tonica: II - I secolo a.C. Sistema vocalico dell’indoeuropeo = sistema pentavocalico diviso in 2 sottosistemi:
- Vocali brevi
- Vocali lunghe
Questo sistema passa da indoeuropeo a germanico perdendo una vocale lunga e una breve = sistema tetravocalico. Per quanto riguarda le vocali brevi: ie. /o/ → germ. /a/. Per quanto riguarda le vocali lunghe: ie. /a:/ → germ. /o:/. Abbassamento = apertura. Anteriorizzazione/avanzamento = chiusura. Il tedesco come lingua moderna è molto più conservativo dell’inglese. Evoluzione delle liquide e nasali sonanti indoeuropee. Sonante NON è consonante = suono che può costruire un nucleo di sillaba. Possono essere liquide o nasali (l/r, m/n). Dall’indoeuropeo al germanico: si aggiunge la vocale di appoggio.
I Goti
476 d.C = crollo impero romano d’occidente. Flavio Odoacre diventa re degli Eruli e depone l’ultimo imperatore romano Romolo Augustolo che inviò le insegne imperiali a Costantinopoli. Romano-barbarici: inizio regni.
- Penisola italica: movimenti di popoli germanici per poter “atterrare” in Italia, così come altre popolazioni. [Gli Unni NON sono una popolazione germanica!]
- Alto medioevo = 476 d.C - 1000
- Basso medioevo = 1000 - 1492 tardoantico
Ultima porzione di secoli dell’impero romano: periodo (poco prima del 476) comprende anche la prima fase dei regni romano-barbarici. Impero romano d’Occidente = mater almala era la civiltà classica latina: impero debole e povero in epoca tardoantica. Impero romano d’Oriente = Impero Bizantino: cultura e lingua greco-ellenistica: impero solido e ricco in epoca tardodantica.
Barbari: ci si riferiva a loro come persone che balbettavano nella loro lingua.
- Germanici
- Goti
- Visigoti
- Ostrogoti
- Franchi
- Angli e Sassoni
- Alemanni
- Burgundi
- Vandali
- Longobardi
- Non Germanici
- Unni
F. Guccini, “Bisanzio”: Inizio con la figura di un protomedico, astronomo che dice di voler fare un oroscopo: divinazione — mette in evidenza un personaggio che non è cristiano (riferimento ad un “nuovo Dio”). 2 paradigmi ideologici: cristianità vs non cristianità. Conoscenza legata al coraggio. Quadro di qualcosa che sta mutando: immagine di un “modo vecchio”: sentimenti reali che proverà più avanti San Benedetto. Parla di Goti, di Alamanni: “Romani e Greci dove siete andati?” = dov’è andata a finire la vecchia civiltà? Inizio di una nuova era. I Goti avevano già una loro concezione ideologica di stampo cristiano. Confusione del mondo tardoantico: Bisanzio olietnica, devastata dal punto di vista dell’urbanistica = Roma.
Regni germanici d’Occidente:
- L’attuale Italia e Francia (+ pezzettino di Germania) = domini, territorio di scontro e incontro delle popolazioni germaniche e celtico-germaniche.
- Ostrogoti
- Visigoti
- Goti dell’est
- Goti dell’ovest
C’è sempre una spinta verso la parte occidentale dell’Europa per trovare nuovi mezzi di sostentamento. 370 = Unni vengono attaccati dai Goti. Gli Ostrogoti vengono sconfitti, i Visigoti scappano nei confini romani. 378 = battaglia di Adrianopoli: scontro tra romani e visigoti: Vittoria dei Visigoti. I Romani vengono sconfitti, viene ucciso Valente, l’imperatore romano. Imperatore Teodosio: concede ai visigoti di risiedere nell’impero a patto che contribuissero a difendere con le armi l’impero stesso. 395: morte di Teodosio: divisione dell’impero. Impero romano d’Occidente Onorio: capitale Ravenna, governata da (figlio di Teodosio) e retta ufficialmente dal generale (governo militare): usa come centro del potere Ravenna, non più Roma. Impero romano d’Oriente Arcadio: capitale Costantinopoli. 410 Sacco di Roma: da parte dei Visigoticonclude il terzo assedio condotto dai Visigoti di Alarico I: alla sua morte i Visigoti si insediano in Spagna.
Percezione dei latini nei confronti dei Goti:
Un carme latino riporta le parole “Inter eils goticum scapiamatziaiadrincan non audet quisquamdignos educere versus”. Re Teodorico (meglio Teoderico) nel 488: collaborazione tra Goti e Romani: i romani si occupano dell’amministrazione e ai goti viene lasciato il comando dell’esercito. Ognuno manteneva le proprie leggi. I Goti si estendono in tutto l’Occidente anche tramite ai matrimoni combinati: 40 anni di pace.
Arianesimo = Forma di cristianesimo di Ario (vissuto nel IV secolo d.C).
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