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POLITICA ECONOMICA

PIL di un paese misura il valore di mercato di tutti i beni e servizi prodotti,

entro i confini del paese in un determinato anno meno il valore di tutti gli input

intermedi.

RNL misura il valore dei pagamenti di tutti i fattori produttivi impiegati dai

cittadini di un paese in un determinato anno.

Politiche monetarie sono scelte dalle banche centrali e non possono essere

condotte in autonomia dai governi (bisogna coordinarsi con le altre banche

centrali).

Politiche fiscali sono quelle che interessano di più. Chiunque va a governo

fa fronte a una alta spesa pubblica.

BILANCIA DEI PAGAMENTI

È una importante variabile macroeconomica cui gli economisti prestano

attenzione.

È composta da:

- Conto corrente, dove sono registrate le esportazioni e importazioni di

beni e servizi, insieme ai redditi primari e i trasferimenti correnti;

- Conto capitale, sono contabilizzati i trasferimenti di capitale e le

acquisizioni e cessioni di attività non-finanziarie non prodotte. Si registra

anche la cancellazione del debito;

- Conto finanziario, sono registrate le acquisizioni e le vendite nette di

attività e passività finanziarie.

La contabilità della bilancia dei pagamenti è basata sul principio della partita

doppia. Ogni transazione è registrata in due voci di pari importo, una a

credito e l’altra a debito. Un ampio deficit delle partite correnti potrebbe

causare un esaurimento delle riserve valutarie della propria banca centrale

necessarie per mantenere il tasso di cambio fisso.

LA DISUGUAGLIANZA

Nel valutare la performance economica di un paese, si considerano le

differenze nella distribuzione del reddito e della ricchezza.

Possiamo misurare il grado di diseguaglianza nella distribuzione del reddito (o

della ricchezza) con:

- La curva di Lorenz che mette in relazione la percentuale cumulata di

individui (o famiglie) in ordine crescente di reddito (o di ricchezza) e la

relativa percentuale cumulata di reddito percepito (o di ricchezza);

- L’indice di Gini, usato come misura standard mondiale [G=A/(A+B)]-

(G=0 corrisponde al caso di equidistribuzione mentre G=1 rappresenta il

caso di massima disuguaglianza con il reddito totale percepito da una

sola famiglia).

Quest’ultimo però è un indice che ha un difetto poiché si modifica con difficoltà.

Il top 1% descrive la quota di ricchezza detenuta dal top 1% della popolazione

di un paese.

L’evidenza empirica dimostra che la distribuzione del reddito nei paesi avanzati

è solitamente caratterizzata da asimmetria. Ovvero, la distribuzione di

frequenza del reddito familiare è tale che: moda < mediana < media

Infine, la disuguaglianza può essere misurata in termini di reddito, ricchezza e

possibilità di consumo.

DISAVANZO E DEBITO PUBBLICO

Tutte le volte che le entrate di uno Stato sono inferiori alle uscite di bilancio

dello Stato, si registra un disavanzo e lo Stato deve indebitarsi per finanziarlo.

In alternativa potrebbe finanziare il disavanzo con l’emissione di moneta, ma

tale alternativa è illegale in quei paesi in cui la BC è indipendente dal potere

politico. La creazione di debito pubblico può rispondere anche alla necessità di

una maggiore equità intergenerazionale. L’esistenza di debito pubblico

sostenibile può essere funzionale alla gestione del rischio di portafoglio nei

mercati finanziari. Il debito pubblico è intrinsecamente regressivo, quando ho

del debito pubblico, la tassazione colpisce tutte le famiglie ma restituisce per

ripagare solo quelle che erano in grado di finanziare. Si preferisce aumentare il

debito in quanto lo si scarica sui politici futuri. Il debito è influenzato dalla

stabilità di un paese, la misura più utilizzata è il rapporto tra debito e PIL. Il

tema del debito è un tema che è stato naturalizzato in Europa con l’UE.

Il rapporto debito-pil superata la soglia del 90% diventa un peso che mina lo

sviluppo della crescita economica futura. Questo è oggetto di dibattiti tutt’oggi.

Questa problematica riguardo la soglia da non superare per rendere sostenibile

il debito non esiste in realtà in quanto non può esistere una soglia comune per

tutti i paesi, allo stesso tempo in molti casi troppo debito non porta benefici

soprattutto se il paese rischia di soffrire di shock finanziari derivanti da tassi

d’interesse che salgono. Il debito pubblico può essere considerato un problema

di political economy.

IL DEBITO PUBBLICO E LO SPREAD

Spread: differenziale tra il tasso d’interesse dei titoli di Stato italiano e il tasso

d’interesse dei titoli di Stato più sicuri d’Europa (es: Bund tedesco). Il tasso

d’interesse su un titolo è composto da: tasso base senza rischio (esempio

Bund) e uno spread (premio per il rischio specifico del paese, ad esempio

Italia).

Quando aumenta lo Spread, vuol dire che i mercati considerano il paese più

rischioso quindi aumenta il costo per finanziarsi. Questo può peggiorare il

rapporto Debito Pubblico/PIL.

Lo spread dipende molto dalla credibilità del governo. Il problema del debito è

più grave nei paesi in via di sviluppo, che pagano tassi più alti per farsi prestare

soldi.

EQUIVALENZA RICARDIANA

Secondo l’equivalenza ricardiana, il modo in cui lo Stato finanzia la spesa

pubblica non cambia il comportamento delle famiglie. Lo Stato può finanziare la

spesa: aumentando le tasse o facendo debito. Le famiglie però capiscono che il

debito di oggi significa tasse più alte domani. Quindi cosa fanno? Invece di

aumentare i consumi aumentano il risparmio per pagare le tasse future. Per

questo si dice che il debito pubblico è neutrale.

RIVALITA ED ESCLUDIBILITA’ NEL CONSUMO

Rivalità nel consumo: c’è rivalità nel consumo ogni qualvolta il consumo di

un bene da parte di un individuo preclude che lo stesso bene sia consumato da

altri.

Escludibilità nel consumo: è una caratteristica tecnica o legale del bene per

cui è possibile escludere altri dal suo consumo.

I beni privati puri sono caratterizzati da massima rivalità e massima

escludibilità nel consumo (es: gelato, benzina).

I beni che sono non-rivali e non-escludibili sono chiamati beni pubblici o beni

pubblici puri (es: aria, difesa nazionale).

Quando i beni sono non-rivali ma escludibili sono definiti beni di club (es: le

autostrade, tv via cavo).

Le risorse comuni sono beni che sono rivali ma non-escludibili (es: fauna

marina, risorse naturali).

Alcuni vengono detti beni quasi pubblici, poiché per problemi nella

produzione il bene è pubblico solo per chi riesce ad usufruirne (ad es

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaagg di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Caruso Raul.
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