1 Materia: Principi, Legislazione e Management Scolastico
Università: eCampus (Università Telematica)
Docente: Prof. De Sanctis Francesco
Materiale aggiornato al 2026
La scuola dell'Italia quale Stato nazionale unitario e indipendente nasce nel 1861. Le radici
storiche del sistema educativo affondano in epoche precedenti in cui il sistema medievale di
istruzione si fondava sul trivium costituito da Grammatica Retorica e Dialettica. L'illuminismo
pedagogico si sviluppa in Francia mentre l'obbligo scolastico inteso come diritto-dovere civico
nasce in Germania. Fin dalle sue origini la legislazione e l'impostazione della scuola italiana si
caratterizzano per una forte impronta laica. Nel corso dell'evoluzione istituzionale il rapporto tra
iniziativa pubblica e privata ha visto l'affermazione di una preminenza dello Stato nel regolare
con norme generali l'istruzione un concetto ampiamente teorizzato e sostenuto da Amintore
Fanfani. L'ordinamento repubblicano fonda il sistema di istruzione sui principi costituzionali con
particolare riferimento agli articoli 33 e 34 della Costituzione italiana. Questi articoli sanciscono
la libertà dell'arte e della scienza e il loro insegnamento l'istituzione di scuole statali per tutti gli
ordini e gradi nonché il diritto dei privati e degli enti di istituire scuole ed istituti di educazione
senza oneri per lo Stato. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce
scuole statali per tutti gli ordini e gradi. La scuola italiana si inserisce in un quadro in cui lo Stato
mantiene la competenza legislativa esclusiva sulle norme generali dell'istruzione garantendo
l'uguaglianza sostanziale e formale nell'accesso all'istruzione attraverso interventi mirati a
rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l'eguaglianza dei
cittadini. La svolta epocale per il sistema scolastico italiano si concretizza con l'introduzione
dell'autonomia scolastica disciplinata dall'articolo 21 della Legge 59 del 1997 e
successivamente attuata dal Regolamento sull'Autonomia emanato con il DPR 275 del 1999.
Questa riforma trasforma radicalmente la natura giuridica delle istituzioni scolastiche alle quali
viene riconosciuta la personalità giuridica. Le scuole cessano di essere meri terminali passivi di
circolari e direttive ministeriali verticali trasformandosi in autonomie funzionali alla definizione e
all'organizzazione dell'offerta formativa. Si passa così da un sistema di tipo piramidale e
centralizzato a un sistema di tipo orizzontale in cui la scuola si pone in presa diretta con il
territorio diventando un centro attivo di erogazione di servizi educativi progettazione e
sperimentazione.
La seconda parte prosegue approfondendo la gestione finanziaria e amministrativa delle
istituzioni scolastiche autonome. Il nuovo regolamento contabile è stato approvato con il
Decreto 28 agosto 2018 numero 129 che sostituisce il vecchio Decreto Interministeriale 44 del
2001 e stabilisce che le risorse finanziarie assegnate dallo Stato costituiscono la dotazione di
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istituto da utilizzare senza vincoli di destinazione specifici se non quello prioritario per lo
svolgimento delle attività di istruzione formazione e orientamento previste nel Piano Triennale
dell'Offerta Formativa. Il finanziamento statale si scinde in un'assegnazione ordinaria e in
un'assegnazione perequativa mentre il ricorso ai bandi ministeriali stimola la progettualità
sebbene a volte rischi di sottrarre tempo ed efficacia alla ricerca autonoma delle scuole. Le
scuole possono inoltre stipulare convenzioni e contratti per il raggiungimento dei fini istituzionali
mediante l'autonomia negoziale con esclusione di operazioni aleatorie o speculative e i cui
poteri di gestione negoziale spettano interamente al Dirigente Scolastico. Parallelamente le
istituzioni scolastiche possono associarsi in reti aventi un
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