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Introduzione al diritto ambientale

Il termine ambientale

Si tratta di una nozione recente, con il termine ambientale intendiamo una serie di elementi che vengono riassunti in 5 concetti:

  1. Spazio di vita dell’uomo
  2. Elementi naturali organici: flora e fauna
  3. Elementi inorganici e matrici ambientali: suolo, acqua, aria
  4. Clima
  5. Relazione: le reciproche relazioni tra i componenti sopracitati

Il diritto ambientale costituisce una disciplina dai confini abbastanza incerti e molto recenti; è infatti una disciplina moderna che ha origine da non più di un secolo. Questa materia tratta di temi connessi all’ambiente, il quale diventa centrale per l’uomo solamente recentemente.

Dapprima nel 2001, ma soprattutto nel febbraio del 2022 viene apportata una modifica alla Costituzione Italiana in cui l’Ambiente viene considerato come valore fondamentale del nostro ordinamento, non scontato.

Il diritto dell’ambiente nasce nel secondo dopoguerra con qualche precedente accenno negli ultimi anni dell’Ottocento. Non è il valore dell’ambiente a nascere in quegli anni poiché l’attenzione verso problematiche ambientali è presente fin dal Medioevo (esempio: Bologna città acquatica).

L’interfacciarsi con l’ambiente è comunque da sempre presente nella vita dell’uomo: già in epoca romana si bruciava materiale ligneo per costruire le flotte, provocando un grande disboscamento, ma anche in Scozia venivano utilizzati grandi terreni per l’allevamento di pecore. Successivamente, a Londra, attraverso lo sviluppo industriale, comincia ad essere presente il problema di smog.

Ma l’intensità delle aggressioni all’ambiente e la necessità di una risposta giuridica e articolata apposita si pone quindi in tempi recenti.

Ciò avviene tramite temi che si pongono dalla rivoluzione industriale, dalle aree siderurgiche industriali a forte impatto ambientale in cui il fenomeno dell’azione sull’ambiente prende sempre più importanza alle nuove generazioni.

  • Esempio: 1853, fenomeno Grande Puzza a Londra, città addensata dalla rivoluzione industriale, dall’enorme popolazione e nessuna rete fognaria. Il Tamigi viene inquinato da scarichi industriali e umani, portando Londra ad essere una città fortemente inquinata; ciò avvenne anche qualche decennio prima, nell’Ottocento quando la città di Londra fu affetta da un’epidemia di Colera come effetto dell’inquinamento delle acque bianche da parte delle acque nere, a causa dell’inefficienza dei sistemi idrici. Nel 1848 avvenne poi la costruzione della nuova rete fognaria, durò decenni.

Successivamente inizia ad emergere una coscienza ambientale, poiché inizia ad essere più evidente la causalità dei comportamenti umani sull’ambiente e nei problemi che ne derivano.

L’emergere della legislazione relativa all’ambiente e della consapevolezza dell’azione antropologica è però molto frammentario; l’Italia nasce nel 1861, successivamente al neonato regno d’Italia verranno poi varate nuove importanti leggi, madri di quelle attuali a protezione ambientale.

In Italia

Legge n. 5848 “Legge Crispi-Pagliani” del 1888

La prima importante legge a tematica ambientale risale al 1888 ed è la legge Crispi-Pagliani, varata da Francesco Crispi, presidente del consiglio italiano in auge, e da Luigi Pagliani, consigliere nazionale.

Si comincia a parlare di salubrità in particolare:

Si comincia a rendersi conto che vi sono delle industrie nocive alla salute umana, definite industrie insalubri, le quali sono fortemente nocive se poste in determinate aree urbanistiche.

Nasce così una profonda sensibilizzazione verso il tema delle industrie inquinanti, alle quali saranno adibite, secondo la legge, delle zone apposite esterne al centro abitato, definite zone industriali, al fine di tutelare la salute dei centri abitati (vengono posizionate quindi in aperta campagna, anche perché non vi erano ancora regole urbanistiche sulla divisione delle aree di vita).

La zonizzazione, o pianificazione urbanistica, venne successivamente prevista dettagliatamente nel 1942 e concretamente realizzata a partire dagli anni cinquanta.

Oggigiorno la legge Crispi-Pagliani non è più in vigore ma rappresenta la prima importante legge a tematica ambientale, nata per la tutela della salute umana; essa costituisce la legge precedente alle norme del “Testo Unico delle leggi sanitarie” del 1934, in maniera d’igiene.

Nascita della sensibilizzazione alle questioni ambientali

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento inizia così ad emergere un nuovo valore, ovvero il paesaggio, che comincia ad essere tutelato dall’uomo. Sulla intuizione dell’élite colta viene così diffuso un valore estetico e culturale di alcune gemme del territorio italiano che devono essere sempre più tutelate dalla ingente rivoluzione industriale, la quale genera un enorme impatto sul territorio; ciò comincia ad avvenire tramite l’ideazione della struttura delle città e riguardo le emissioni in atmosfera.

Nell’Italia centro-settentrionale la rivoluzione industriale ha causato un inurbamento di persone nei centri urbani che hanno lasciato l’agricoltura delle campagne per cercare impieghi industriali. In questi anni vi è infatti la nascita di nuove industrie italiane come la Fiat, l’Alfa-Romeo e grandi industrie belliche.

Si sente così sempre più l’esigenza di domare l’incontrollato uso del territorio e ciò avviene tramite un’azione di tutela paesaggistica e tramite la Pianificazione urbanistica, le quali garantiscono delle risposte alle nuove sensibilità ambientali.

La pianificazione urbanistica per nascere ha avuto necessità di singole esperienze avvenute in singole città, oggetto di norme speciali, come ad esempio nel caso di Roma, la cui prima legge venne varata nel 1942.

La tutela paesaggistica nasce invece da alcune prime leggi volte ai contesti naturali, ovvero leggi costitutive dei grandi Parchi Nazionali. La prima legge a tutela del paesaggio risale al 1939.

La nascita del diritto dell’ambiente si lega spesso a problematiche emergenziali; ne è un esempio il Referendum del 1987 istituito contro le leggi del programma nucleare italiano, un anno dopo l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl.

Definizione di ambiente in senso giuridico

Il concetto di ambiente, in senso giuridico, si articola intorno a cinque subnozioni, ovvero cinque oggetti, in quanto l’ambiente in sé è costituito da:

  • Spazio Uomo, ovvero lo spazio di vita dell’uomo (luogo, natura)
  • Elementi naturali organici, ovvero gli elementi di tutela dell’uomo, come la tutela degli alberi monumentali, la tutela degli animali protetti (flora e fauna)
  • Elementi naturali inorganici, ovvero le matrici ambientali fondamentali, come la tutela sulle acque (suolo, acqua e aria)
  • Clima
  • Reciproche interrelazioni delle componenti precedenti

L’energia è contemporaneamente dentro e fuori dall’ambiente, compresa e non nell’ambiente.

Approccio al diritto dell’ambiente

Il diritto dell’ambiente si pone in due specifiche modalità:

  1. Approccio Tradizionale, sul modello comando e controllo (command and control): avviene attraverso l’emanazione di imposizioni e il controllo del rispetto delle imposizioni. Si pongono dei limiti alla possibilità di esercizio ed alle modalità di utilizzo. Sforando i limiti spesso si creano danni all’ambiente (concetto di aggressione all’ambiente) e ove essi si presentano, si inseriscono delle sanzioni (se non ho l’autorizzazione) e delle penalità. Ad esempio: posso riversare nell’ambiente solo certe sostanze in una certa quantità.
  2. Approccio Innovativo, incentivante e più diffuso oggigiorno, sul modello degli incentivi: grazie alla sovvenzione economica si inducono e si incentivano comportamenti migliori nei limiti imposti, come nel caso del SuperBonus, ovvero degli incentivi statali che si manifestano in sconti fiscali e tasse (vantaggio economico).

Collocazione e struttura del diritto dell’ambiente

Il diritto dell’ambiente costituisce un diritto settoriale, sezionale, che non è del tutto coerente e concluso. Esso è in stretto rapporto con la pubblica amministrazione, tramite agevolazioni fiscali e incentivi. Essendo un diritto macrosettoriale, che si articola in subsettori, esistono norme per ogni singolo subsettore; costituisce infatti un diritto molto esteso.

Inoltre costituisce una materia in rapporto con tante discipline, come ad esempio:

  • Disciplina sanitaria → in termini di salubrità dell’ambiente, salute delle persone
  • Settore agro-alimentare (utilizzo fitofarmaci in agricoltura, lotta integrata, biologico) → infatti l’agricoltura è molto sovvenzionata e dal 2003 si prevede la convenzionalità

Istituzioni sovranazionali per il diritto dell’ambiente

Le reazioni dell’ambiente non si fermano ai confini nazionali, infatti le problematiche ambientali spesso sono oggetto di discussione tra stati confinanti (es. Chernobyl, cambiamento climatico).

  1. Caso Trail Smelter 1941, costituì una controversia tra Canada e Stati Uniti per l’inquinamento transfrontaliero: una fonderia canadese emetteva i gas inquinanti in atmosfera, trasportati dalle correnti poi negli Stati Uniti. Il collegio arbitrario, ossia dei giudici delegati dettarono alcuni principi:
    • Divieto di inquinamento trasportato in aereo
    • Responsabilità dello Stato per non aver emesso misure di prevenzione
    • Obbligo di risarcimento dei danni
    Da questa questione emersero due nuove regole, ovvero il divieto di inquinanti transfrontalieri e la responsabilità dello stato che ospita la struttura inquinante rispetto alle conseguenze dannose, secondo il concetto embrionale “chi inquina paga”.
  2. Caso Lago di Lanoux 1957, costituì una controversia tra Francia e Spagna: la Francia deviava un fiume che portava alla riduzione delle acque che giungevano in Spagna, causando problemi di disponibilità di acqua nel territorio spagnolo. Successivamente il collegio arbitrale spagnolo aggiungerà un principio per cui si imporrà un autolimite in tutela dello stato a valle.

Le sedi sovranazionali da considerare per il diritto sono principalmente due:

  • Rapporti internazionali classici (diritto internazionale puro), tra Stati autonomi indipendenti l’uno dall’altro, come ad esempio Italia e Stati Uniti
  • Rapporti in cui lo Stato cede parte della propria sovranità e del proprio potere decisionale, come ad esempio il club dell’Unione Europea (ex Comunità Europee)

Dopo la seconda guerra mondiale, si creano delle entità in ambito sovranazionale che cercano di perseguire la pace e la giustizia tra le nazioni, dopo decenni di guerre, conflitti e sangue tra i popoli, causati dalla tragedia dei nazionalismi; ciò si osserva tramite le Nazioni Unite e il “Patto sui diritti civili e politici”, creato al fine di garantire una porzione di libertà politica all’interno dei singoli stati. Si cerca così di individuare una sfera di tutela nei confronti dei cittadini, una protezione nei confronti della sfera umana.

L’ambiente entra nell’agenda politica

Nell’ambito internazionale puro, le nazioni unite nel 1972 organizzarono una conferenza, la Conferenza di Stoccolma, evento politico e istituzionale a cui parteciparono la maggior parte dei paesi del mondo.

Da questo evento l’ambiente entrò nella agenda politica a livello globale, in quanto lo spazio pubblico globale costituisce un problema.

  1. Essa è particolarmente importante poiché venne deliberata la “Dichiarazione di Stoccolma”, un’enunciazione formulati politica dove vengono enunciati 26 principi per la tutela ambientale, a fine esortativo, e per la creazione dell’agenzia dell’ONU, un’organizzazione internazionale formata da agenzie specializzate, ovvero organizzazioni satelliti che mirano a politiche più specifiche. Non si tratta di un vero e proprio testo legislativo, ma ha cominciato ad individuare regole giuridiche.
  2. Verrà quindi emanato il Programma ONU per l’ambiente (UNEP), che ha sede a Nairobi in Kenya.

In realtà nel 1983 viene istituita un’altra commissione federata all’ONU, chiamata Commissione internazionale per l’ambiente e lo sviluppo. Da questa commissione venne pubblicato il documento “Our common feature” o “Rapporto Brundtland” (dal nome del presidente, medico norvegese), che mette a fuoco lo sviluppo sostenibile.

L’ambiente non è solo un organo da salvaguardare, ma costituisce un punto di equilibrio per le esigenze comuni, un mezzo di mediazione (limite allo sviluppo economico). → concetto di sviluppo sostenibile

Nel 1992 si tenne a Rio de Janeiro un’altra conferenza che viene ricordata per la presenza di 172 (in totale sono circa 200) stati e molte ONG (organizzazioni non governative che si pongono al di fuori degli organi istituzionali, in questo caso per il rispetto per l’ambiente).

In questa conferenza avviene una normativizzazione della materia, ovvero vengono varati 3 trattati internazionali, ovvero atti giuridici vincolanti, che impongono ordini giuridici, tra cui:

  • Convenzione ONU sui cambiamenti climatici (1992) → nascono le COP
  • Convenzione sulla biodiversità
  • Convenzione contro la desertificazione
  • Testi non normativi:
    • Dichiarazione di Rio su ambiente e sviluppo
    • Agenda 21
    • Principi sulle foreste

Si comincia man mano a prendere atto del cambiamento climatico e della sua relazioni con l’uomo. Viene così successivamente attuato un meccanismo di COP, ovvero conferenze periodiche tramite cui gli stati dell’ONU si riuniscono per varare norme più specifiche in materia, a cadenza annuale. Delle conferenza - partis.

Sono inoltre importanti anche:

  • Art. 3 sul trattato dell’Unione Europea
  • Riferimento all’Agenda 2030: approvata all’unanimità dall’Assemblea generale ONU il 25.09.15 che si basa su 4 pilastri: ambientale, economico, istituzionale e sociale, che comporta un elevato livello di tutela. Infatti l’ambiente deve essere interessato da politiche per tutelarlo in maniera significativa

Tra i principali COP, nati nel 1993 a Berlino, ricordiamo:

  1. COP 21 di Parigi, 2015. Avviene la sottoscrizione del “Trattato di Parigi” da parte di 195 Stati membri, in cui si trattano i fattori esogeni delle attività umane, partendo dall’assunto “esiste il cambiamento climatico ed esso è causato dalle attività antropiche”.

    Nel 2017 gli Stati Uniti recessero dal trattato di Parigi dopo le elezioni di Donald Trump; nel 2021 invece Biden chiede la riammissione agli Stati firmatari della convenzione di Parigi. Tra i principali obiettivi:

    • Mantenimento della temperatura di scala globale entro un range di 1,5 gradi
    • Limitazione della produzione di gas serra, con l’impegno a raggiungere la produzione di nuovi gas serra tali da essere riassorbiti naturalmente dal pianeta (controllo quinquennale)
    • Versamento di 100 miliardi di dollari annuali per un fondo dedicato ai paesi più poveri e meno sviluppati; questo fondo è stato creato al fine di garantire una transizione ecologica
  2. COP 26 di Glasgow, 2021. Viene ridotto l’utilizzo delle fonti fossili, in particolare del carbone; nonostante l’enunciazione, l’impegno non venne perseguito da alcuni Paesi, soprattutto quelli emergenti. L’utilizzo di materie prime fossili non è stato soppiantato, ma solo diminuito.
  3. COP 27 di Sharm-El Sheik, 2022. Viene creato il fondo "Loss and damage” per risarcire e indennizzare i paesi che subiscono maggiormente gli effetti del cambiamento climatico, soprattutto paesi poveri soggetti a disastri naturali come uragani e alluvioni.

Convenzione di Aarhus → 25 giugno 1998. La "Convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l'accesso alla giustizia in materia ambientale" è stata firmata nella cittadina di Aarhus, in Danimarca, nel 1998 ed è entrata in vigore nel 2001.

Comunità Unione-Europea - diritto europeo

La Comunità Europea è un club che nasce al fine di creare un unico mercato e abbattere i dazi doganali, cosicché i Paesi possano liberamente commerciare in uno spazio comune e abbattere il nazionalismo di ogni Paese; i nazionalismi avevano infatti gemmato i protezionismi europei, che incentivavano il mercato interno, senza importazioni.

All’inizio del Novecento, vi era infatti una lotta tra i poteri nazionali per conquistare le colonie e ottenere il maggior numero di materie prime.

La creazione della comunità europea avvenne perciò negli anni Cinquanta per una questione sociale, ovvero per dare un nuovo ordine mondiale e continentale alle relazioni internazionali tra i Paesi di Italia, Francia, Germania e Benelux.

Si instaurano così dei filtri tra i Paesi al fine di garantire una parità economica tra gli stati ed incentivare il mercato e l’importazione di prodotti dall’estero.

Vengono varate tre organizzazioni internazionali:

  • CECA (1950) → Comunità europea del carbone e dell’acciaio (eliminava i dazi nelle materie prime citate)
  • EURATOM (1957) → Comunità europea dell’energia atomica (eliminava i dazi sull’energia atomica)
  • CEE (1957) → Comunità economica europea (controllava le relazioni tra le diverse politiche economiche europee, di competenza generale)

Al fine di placare le controversie internazionali, dettate dai protezionismi dei singoli stati, venne istituito il club della comunità europea per reprimere ciò che la sete di potere aveva instaurato. I trattati istitutivi delle tre comunità europee, però, non parlano di ambiente. Solamente nel 1973 si comincia ad occuparsi di ambiente; vengono varati i programmi di azione ambientale, non le

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giuliitoscano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di diritto dell'ambiente e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Zanetti Leonardo.
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