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Introduzione all'economia

L'economia è lo studio del modo in cui le società usano risorse scarse per produrre beni (servizi) utili al fine di soddisfare i bisogni, e di come tali beni vengono distribuiti tra i diversi soggetti.

Beni di consumo e beni durevoli

Bene di consumo: esaurisce la sua attività nel momento stesso in cui si utilizza.

Bene durevole: la sua utilità si ripercuote negli anni.

Scarti che venivano fuori dal processo produttivo e dall'uso stesso di beni e servizi.

I beni della natura sono comunque beni economici poiché esiste una domanda e quindi anche un'offerta. È vero che non c'è un prezzo, sono dei beni pubblici, ma hanno un valore. E da qui nascono una serie di filoni di ricerca su come determinare tale valore di tali beni pubblici, procedure che fanno parte dell'estimo ambientale.

Concetti di spesa, investimento e PIL

SPESA: uscita di bene di consumo.

INVESTIMENTO: denaro, interesse/profitto/rendimento.

PIL (prodotto interno lordo): valore di beni e servizi finali prodotti da una nazione in un anno solare.

Homo economicus e comportamento del consumatore

HOMO ECONOMICUS: figura ideata da Adam Smith, padre dell'economia, scienza sociale che studia il comportamento dell’individuo rispetto all'impiego di risorse scarse per soddisfare bisogni secondo una scala di priorità. L'homo economicus secondo Smith dovrebbe agire secondo scelte del tutto razionali, senza inserire emotività. Ma non accade questo.

Branca dell'economia che studia il comportamento del consumatore che spesso sta alla base del marketing con le sue strategie.

  • Scarsità (delle risorse)
  • Efficienza nell'uso delle risorse

Fattori di produzione

FATTORI DI PRODUZIONE (li inseriamo nel processo di produzione) → INPUT produzione (processo economico) → OUTPUT: beni e servizi.

I BENI possono essere: privati, pubblici, di consumo, durevoli.

TASSA: prezzo/costo del servizio.

Nell'economia classica si faceva distinzione tra beni economici prodotti dall'uomo e sono limitati (rientrano nelle risorse scarse) e non economici, non prodotti dall'uomo, beni della natura e sono illimitati per questo beni NON economici.

Fattori di produzione: l'imprenditore con il processo produttivo usa degli INPUT che sono: terra (rendita), lavoro (salario o stipendio), capitale (interesse), fattore di impresa (profitto), stato (tributi).

Stato indiretto: Terre fattore di produzione primario si intende la terra nel senso stretto, il terreno dove si coltiva.

Lavoro: tempo impiegato dal lavoratore.

Il capitale può essere indifferenziato (le risorse monetarie che non hanno ancora forma) o differenziato (ha una differenziazione fisica, prende forma, strumenti necessari per la produzione di un bene\servizio).

Il fattore di impresa è l'imprenditore, l'attività imprenditoriale, colui che organizza i fattori di produzione e si assume i rischi economici di impresa e svolge l'attività economica per ottenere profitto. L'imprenditore è puro se non apporta nessun fattore di produzione o concreto se apporta fattori di produzione al lavoro.

Lo stato è un fattore indiretto perché ci fornisce dei servizi di carattere generale. L'impresa deve corrispondere una remunerazione allo stato, tributi che si dividono in tasse (tributo pagato per un servizio richiesto. È calcolata su scaglioni di reddito è divisibile) e imposte (tributo pagato per servizi generali, mantenimento dell'ordine pubblico, garanzia della giustizia, servizi di sanità pubblica, istruzione obbligatoria… sono servizi dati a tutti).

La sommatoria delle remunerazioni dà il costo di produzione. L'imprenditore dovrà pagare una rendita, il costo del lavoro, un interesse, un profitto, un tributo. L'insieme dà il costo della produzione del bene\servizio. Se ricavi – costi=0 allora si ha il profitto normale. Se ricavi-costi è maggiore di 0 allora si ha l'extra profitto.

Profitti e costi

Il RICAVO è il prodotto tra quantità venduta per prezzo. I COSTI possono essere impliciti (sono il costo opportunità ossia il valore di un bene o servizio a cui si rinuncia) ed espliciti (corrispondono ad un effettivo esborso monetario).

Profitto ECONOMICO: è dato dalla differenza del ricavo meno la somma dei costi impliciti ed espliciti.

Profitto CONTABILE: è dato dalla differenza tra il ricavo e i costi espliciti.

I bisogni primari sono quelli fondamentali senza i quali l’individuo risulta disagiato.

Efficienza ed efficacia

EFFICACE: Se il processo arriva all’obbiettivo.

EFFICIENTE: Impiego ottimale delle risorse per raggiungere l’obbiettivo.

Imposta sul Valore Aggiunto (IVA)

IMPOSTA VALORE AGGIUNTO (IVA): è una percentuale che si applica ad un prodotto perché per realizzarlo è stato necessario del lavoro, quindi, sto usufruendo di un servizio all’interno del prodotto che ho acquistato.

IVA A CREDITO: è l’imposta che l’azienda paga al fornitore ed è imponibile.

IVA A DEBITO: è l’imposta che l’azienda fa pagare al consumatore e che poi va a depositare allo stato.

Tipologie di economia

Economia aziendale

ECONOMIA AZIENDALE: si concentra sull'impresa, leggi economiche in chiave specifica per l'impresa. A questa è legato il marketing e la pubblicità.

Economia digitale

ECONOMIA DIGITALE: collegata all'uso di internet, tutto quello che veicola economicamente tramite internet come l'e-commerce.

Economia politica

ECONOMIA POLITICA: analizza i legami tra fenomeni economici e le loro leggi come quelle della domanda e dell'offerta ed è una funzione positiva.

POLITICA ECONOMICA: funzione normativa, è l'insieme di raccomandazioni che dipendono da giudizi o orientamenti politici e circostanze storiche, sociali e politiche.

Metodi di studio dell'economia

I metodi di studio dell'economia si basano sull'osservazione del comportamento umano secondo la condizione del risparmio a parità di produzione; da questo estrapola delle leggi che sono:

  • LEGGE DELLA DOMANDA: all'aumentare del prezzo la quantità acquistata si riduce e viceversa, se il prezzo si riduce la quantità acquistata aumenta.
  • LEGGE DELL'OFFERTA: all'aumentare del prezzo la quantità offerta aumenta e viceversa.

MARGINALE: ciò che accade se si esegue un’azione in più. La differenza di costo tra produrre di più e produrre di meno. Si va avanti fino a quando c’è un beneficio da quell’azione. Nel momento in cui aumentando l’azione non c’è più un beneficio, ma c’è un costo, ci fermiamo.

Problemi dell'economia

Problemi dell'economia: cosa produrre, come produrre, per chi produrre? Quali e quanti è un output (servizi e beni), come produrre → tecniche combinate agli input (combinazione dei fattori di produzione), per chi produrre e a chi distribuirli → sono mercati di beni e servizi.

Abbiamo tre tipi di economia:

  • Economia di mercato: nasce dalla definizione di Smith secondo cui c'è una mano invisibile e il mercato agisce in modo autonomo.
  • Economia pianificata: a livello centrale c'è una pianificazione in termini di fattori di produzione e combinazione degli stessi da parte dello stato. Non c'è libertà di impresa, non c'è diritto di proprietà dei fattori produttivi.
  • Economia mista: c'è un intervento dello stato che è comunque uno stato liberista che consente il diritto di proprietà e riconosce il diritto d'impresa, che orienta le scelte, stabilisce l'imposizione fiscale, determina il tasso di interesse e il movimento della moneta.

Frontiera della possibilità produttiva

FRONTIERA DELLA POSSIBILITÀ PRODUTTIVA: indica le quantità massime di produzione ottenibili da un sistema economico date le conoscenze tecnologiche e la quantità di input di cui dispone. Sono le combinazioni massime di prodotti che l'impresa può produrre in base alle risorse che ha a disposizione.

L'EFFICIENZA PRODUTTIVA: si ha quando la società non può aumentare l'output di un bene senza ridurre quello di un altro; un sistema economico efficiente si trova sulla frontiera delle possibilità produttive. Qualsiasi punto all'interno della curva della frontiera indica che l'economia non ha raggiunto l'efficienza produttiva.

Diagramma del flusso circolare

DIAGRAMMA DEL FLUSSO CIRCOLARE: è un diagramma che descrive le interazioni tra le unità economiche di un sistema, ci dice come funziona un sistema economico. Nella microeconomia le unità economiche sono il consumatore (domanda) e l'impresa (offerta).

Microeconomia e macroeconomia

MICROECONOMIA: studia il comportamento economico delle unità individuali quali consumatore, le imprese, proprietari delle risorse. I problemi sono come cosa e per chi.

MACROECONOMIA: studia i grandi aggregati economici quali il reddito nazionale, il livello di occupazione e lo sviluppo economico. I problemi della macro riguardano il sistema economico nella sua totalità che direttamente o indirettamente risultano legati alla determinazione e all'entità del reddito nazionale.

Il mercato e le esternalità

MERCATO: è l'incontro fra domanda e offerta. Il mercato si dice inefficiente perché esistono delle imperfezioni, si dice mercato imperfetto perché non c'è concorrenza e non essendoci concorrenza non si può avere un equilibrio nella soddisfazione economica.

ESTERNALITÀ: può essere negativa o positiva.

NEGATIVA: È il costo che paga la società (subisce senza avere profitto) per esempio l’inquinamento ambientale o i danni alla salute umana.

POSITIVA: È un beneficio per la società senza bisogno che si paghi un prezzo pari ai benefici ricevuti per esempio un agricoltore che coltivando migliora il paesaggio agricolo.

La moneta e le banche

LA MONETA: È un intermediario di stato, prima questo intermediario era il baratto poi diventò il sale per finire ai metalli attraverso la coniazione delle monete. Il valore della moneta era dato dalla preziosità del metallo. Ad oggi il valore delle monete si dice costo forzoso, questo perché il valore del metallo non corrisponde al valore nominale della moneta stessa.

La produzione della moneta per l'Europa è affidata alla Banca Centrale Europea (BCE). Ma prima ogni paese aveva la propria banca per il conio della moneta, pensiamo ad esempio all'Italia con la lira.

Le banche sono degli intermediari che raccolgono i risparmi per (teoricamente almeno in passato) prestarli alle imprese guadagnando attraverso gli interessi che si dividono in interesse attivo o passivo.

In Italia le principali banche erano i cosiddetti BANCO DI INTERESSE NAZIONALE, che erano: Banco di Roma, Banco di Napoli e Banco di Sicilia (che si trovava a Catania).

Esiste un doppio passaggio tra le banche e lo Stato, questo perché lo Stato può chiedere prestiti alle banche ma anche ai singoli risparmiatori attraverso i cosiddetti BTT, BCC ecc., che sono entrate per lo Stato sotto forma di debiti che poi dovrà pagare sotto forma di interessi, ma può anche chiedere prestiti ad altri Stati, il cosiddetto debito sovrano (se acquista beni si dirà import, se invece li invia si dice export).

Lo Stato produce servizi sia per gli individui che per le imprese che pagano tributi.

Indicatori economici

Gli indicatori QUANTITATIVI sono il PIL, occupazione e disoccupazione, tasso di interesse, inflazione. Si dicono quantitativi perché si esprimono attraverso numeri.

Gli INDICATORI QUALITATIVI sono invece il livello di istruzione, la ricerca e sviluppo, la presenza di aree protette, il grado di raccolta differenziata o di inquinamento, ecc. Quindi, per conoscere il benessere di una nazione è necessario studiare entrambi gli indicatori.

L'indicatore più importante è il PIL, perché ci permette di avere un quadro completo sotto il punto di vista economico di una nazione, partendo dal passato arrivando al presente o di fare delle comparazioni con altre nazioni.

Il B2C è l’e-commerce più importante perché mette in contatto i singoli individui con le aziende.

Domanda e offerta

L'aumento dei prezzi è causato dall'inflazione, dovuta dall'alta richiesta del prodotto in relazione alla poca quantità di quest’ultimo o alla difficoltà nel reperirlo.

DOMANDA = richiesta del consumatore sul mercato di un bene o un servizio.

OFFERTA = quantità di beni e servizi che sono immessi sul mercato dall'impresa.

BENE = oggetto capace di soddisfare un bisogno.

Mettiamo in relazione domanda e offerta tramite il prezzo a parità di condizione: c'è una relazione inversa tra domanda e offerta. Domanda aggregata o collettiva: insieme delle domande dei consumatori di un determinato prodotto.

Variabili che incidono sulla domanda (determinanti della domanda): il reddito medio dei consumatori, le dimensioni del mercato, prezzo, disponibilità di beni correlati.

BENI INDIPENDENTI: sono consumati indipendentemente l'uno dall'altro.

BENI COMPLEMENTARI: sono impiegati insieme per soddisfare un bisogno.

BENI SUCCEDANEI O SOSTITUTIVI: sono consumati sostituendone altri per soddisfare un bisogno sostitutivo che non soddisfa completamente il bisogno. I beni complementari e succedanei sono importanti a livello aziendale, a livello di strategie di marketing da adottare per non favorire la concorrenza. Se i beni sono indipendenti, questi non influiscono sul mercato del bene; se il bene di cui studiamo la domanda ha dei beni sostitutivi, le variazioni dei prezzi incidono sulla domanda.

Altra variabile che influisce sulla domanda è il GUSTO DEL CONSUMATORE → la pubblicità = messaggi informativi delle imprese, il suo obiettivo è far conoscere il prodotto, creare il bisogno di questo prodotto per incrementare le vendite e aumentare i ricavi per avere un maggiore profitto.

Altra funzione della pubblicità è mantenere vivo il ricordo dei consumatori, mantenere la popolarità. Non solo la pubblicità, ma anche determinate notizie possono variare la richiesta del consumatore indipendentemente dal prezzo. Le variabili citate incidono sulla domanda, indipendentemente dal prezzo del bene. Se intervengono le altre variabili, non il prezzo (perché se a variare è il prezzo io mi sposto lungo la stessa curva), intervengono nella domanda, la curva del grafico si sposta e va verso destra se aumenta e verso sinistra se diminuisce.

Tra i determinanti della domanda troviamo anche le aspettative: in una situazione economica incerta il consumatore si protegge, riduce la spesa; aspettative negative portano a una riduzione della domanda; quando abbiamo aspettative positive c'è un aumento della domanda.

L'offerta nasce dalle imprese. C'è una relazione diretta tra quantità e prezzo, quando cambia il prezzo ci si sposta sulla curva.

Determinanti dell'offerta: prezzi di fattori di produzione, progresso tecnologico, politiche economiche. La curva dell'offerta può spostarsi a destra se aumenta o a sinistra se diminuisce.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gabrielespitali di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia applicata all'ingegneria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Sturiale Luisa.
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