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Il sistema finanziario

Il sistema finanziario è l'insieme dei mercati e degli intermediari finanziari che fornisce al sistema economico le strutture e i meccanismi per il trasferimento dei fondi da un operatore all'altro, e i mezzi di pagamento necessari per assicurare una buona circolazione di beni e servizi. Le sue principali funzioni sono:

  • Funzione creditizia (allocazione): trasferimento di risorse dal risparmio agli investimenti
  • Funzione monetaria: assicura l’efficiente funzionamento del sistema dei pagamenti
  • Funzione di trasmissione della politica monetaria: agevola e regola gli scambi

Il sistema finanziario usa come materia il reddito non consumato (S). Nel settore delle famiglie si parla di surplus finanziario, quando il reddito non consumato è maggiore degli investimenti (S>I) e quindi si genera risparmio, mentre nel settore delle imprese e della pubblica amministrazione c’è un deficit finanziario (S<I). Il compito del sistema finanziario è quello di gestire il surplus ai soggetti che lo necessitano, ovvero quelli in deficit.

I mercati e gli intermediari fungono da sistema di collegamento tra datori e prenditori di fondi e permettono il trasferimento delle risorse. Gli intermediari si occupano dell'allocazione delle risorse finanziarie, così orientano lo sviluppo economico di lungo termine, però sono condizionati da politica fiscale e dalla politica monetaria; la tecnologia ha agevolato i mercati globali e il contagio tra le economie agevolando lo sviluppo di imprese e stati ma anche i rischi del trasferimento di eventuali crisi.

Il risparmio affluisce agli investimenti produttivi con due condizioni:

  • Mercati, ovvero il canale diretto, in cui i flussi di fondi sono trasferiti direttamente dai risparmiatori ai prenditori che emettono azioni e obbligazioni, ed è più tipico dei paesi anglosassoni
  • Intermediari, ovvero il canale indiretto, in cui il risparmio si trasferisce prima agli intermediari che lo collocheranno al finanziamento degli investimenti e dei consumi, è più tipico dell'area dell’Europa ed è il prevalente dalla crisi del 2008 che ha dimostrato che il canale diretto è più instabile.

Le banche svolgono un ruolo principale intermediando una quota grande del risparmio complessivo, per due ragioni: gestiscono in esclusiva il sistema dei pagamenti e perciò viene depositata presso di loro la quota di risparmio destinata alle spese che circola da un istituto all'altro; una parte del risparmio che costituisce riserva di valore viene depositata presso le banche che la usano per finanziare gli investimenti.

Gli investitori sono avversi al rischio e vogliono avere come controparte un soggetto altamente solvibile e i mercati finanziari sempre più evoluti consentono di aumentare il grado di protezione dei risparmiatori. Nei mercati anglosassoni ci sono gli “asset manager”, indipendenti dal sistema bancario, che contribuiscono a convogliare il risparmio nel canale dei mercati, ripartendo i rischi.

Gli intermediari agiscono sia nel canale diretto che nel canale indiretto e questo dimostra la completezza del sistema finanziario.

Classificazione degli intermediari finanziari

La classificazione tradizionale degli intermediari è:

  • Intermediari creditizi, ovvero le banche, che svolgono la parte principale del processo di allocazione del risparmio raccogliendo i fondi tramite i depositi. Altri intermediari creditizi sono specializzati in altre forme di impiego, come ad esempio leasing, credito di consumo...
  • Intermediari assicurativi, ovvero compagnie vita e danni, sono imprese che concludono polizze con le quali si impegnano a pagare l'assicurato una somma. I fondi pensione sono intermediari assicurativi per la funzione previdenziale, poiché investono, in azioni e titoli quotati, i contributi versati dai lavoratori e dalle imprese con lo scopo di erogare una pensione integrativa
  • Intermediari immobiliari, ovvero banche di investimento, agiscono nei mercati secondari favorendo lo scambio di strumenti finanziari attraverso servizi di ricerca della controparte, ci sono anche investitori istituzionali, quindi società di gestione, fondi pensioni, compagnie assicurative del risparmio...

Esistono istituzioni che operano contemporaneamente nelle diverse aree dell'intermediazione, direttamente attraverso divisioni e indirettamente attraverso le società controllate.

I mercati finanziari

Le imprese raccolgono fondi con le emissioni di strumenti di debito (obbligazioni) e lo stesso fanno i governi con i titoli di Stato. Con le emissioni di questi strumenti l’imprenditore raccoglie capitali che si impegna a remunerare in misura fissa o variabile e restituire alla scadenza. Quando la scadenza è maggiore di 12 mesi si parla di titolo a medio-lungo termine, quando la scadenza è minore dei 12 mesi si parla di titolo a breve termine. Le imprese raccolgono fondi tramite l'emissione di azioni e si fanno carico di utili e perdite poiché sono “residual claimant”, ovvero gli ultimi ad essere rimborsati.

Classificazione dei mercati finanziari

I mercati finanziari possono essere classificati con criteri di:

  • Presenza di regolamentazione: mercato regolamentato, con regole definite dalle autorità (ad esempio la borsa), oppure mercato over the counter, con regole definite dalle parti
  • Grado di novità degli strumenti finanziari: mercato primario, con tutti i titoli di nuova emissione (ad esempio aste di titoli di Stato), o mercato secondario con titoli già negoziati (ad esempio la borsa)
  • Durata degli strumenti finanziari: mercato monetario, tutti gli strumenti che hanno una durata residua (quanto manca alla scadenza effettiva) minore o uguale a 12 mesi, un mercato finanziario con gli strumenti con durata residua maggiore di 12 mesi (all’ingrosso) in cui il valore nominale ha
  • Apertura al pubblico: mercato wholesale una cifra elevata, quindi riservato ad operatori di grandi dimensioni (banche), mercato retail (al dettaglio) in cui il valore nominale minimo è più basso e accessibile.

Le autorità di vigilanza

L'ordinamento finanziario è costituito da: norme primarie, quindi leggi approvate dal legislatore europeo, e norme secondarie, regolamenti e altre disposizioni emanate dalle autorità di vigilanza. Le autorità di vigilanza sono divise per settori di competenza, bancario, assicurativo, immobiliare e di concorrenza:

  • Banca d'Italia, vigila sulle banche e gli altri intermediari e ha la responsabilità della vigilanza sulle compagnie di assicurazione esercitata dall'Ivass; ha funzione di contenimento dei rischi
  • Consob, vigila sui mercati e sugli emittenti di titoli quotati o diffusi tra il pubblico e ha la funzione di trasparenza e correttezza
  • Covip, vigila sui fondi pensione
  • Antitrust, vigila sulle questioni di concorrenza e libera competizione. In Europa dal 2013 è stata istituita un'autorità di vigilanza unica in materia.

Modelli di intermediazione

Gli intermediari si occupano di conciliare le esigenze dei soggetti in surplus e di quelli in deficit. Tuttavia l'incontro tra queste due categorie di soggetti può avvenire in maniera autonoma, anche se questo comporta maggiori costi in termini di tempo, competenze e denaro. Perciò per lo scambio di risorse finanziarie ci si può avvalere di circuiti diretti, ovvero i mercati, o circuiti indiretti che implicano gli intermediari. Nell'area anglosassone prevalgono i mercati, mentre nell'Europa continentale gli intermediari. Di conseguenza si vanno a delineare due modelli di intermediazione: il modello Bank Oriented, è quello in cui prevalgono gli intermediari, i quali effettuano attività di asset transformation. Il modello Market Oriented si occupa, invece, dell'emissione della circolazione di titoli. Esistono alcuni indicatori per misurare queste due tendenze: il rapporto tra credito totale bancario e pil nazionale, e il rapporto tra il tra capitalizzazione di borsa e pil. Dato che i due rapporti presentano lo stesso denominatore l'indicatore più alto evidenzierà quale modello di intermediazione prevale.

Sono stati successivamente introdotti altri indicatori: gli indici di Goldsmith uno di questi mediante il rapporto “AF totali/ PIL”. Nel caso italiano questo rapporto non è molto elevato poiché gli italiani possiedono più beni immobili che attività finanziare. Poi abbiamo il rapporto di intermediazione “AF intermediari/ PF utilizzatori” il quale verifica se la passività detenuta dai risparmiatori trovino rispondenza in attività finanziarie erogate da intermediari. Infine vi è il grado di importanza relativa, “AF banche/ AF intermediari” che permette di capire se le banche hanno una posizione di rilievo tra gli intermediari o meno.

Funzione economica degli intermediari finanziari

Gli individui fanno una scelta tra consumo e risparmio finalizzata ad ottenere il livello di consumo desiderato durante il ciclo vitale, il consumo dipende da reddito, ricchezza iniziale, sistema previdenziale, stile di vita...

Le famiglie sono tipicamente avverse al rischio perché tendono a mantenere o ad accrescere la capacità di spesa che viene erosa dall'inflazione, mentre le imprese fanno scelte di investimento con finanziamenti e investitori e seguono una politica di dividendi.

Il modello di Modigliani-Miller 1958 dice che: in condizioni di incertezza le scelte di investimento sono indipendenti da quelle di finanziamento che non influiscono sul valore dell'impresa la quale non dipende dal suo grado di indebitamento, quindi assume che tutti i creditori sono in condizione di valutare il rischio e per questo si forma un mercato del debito perfetto in cui il tasso di interesse è noto e uguale per tutti, così il valore dipende solo dalle decisioni degli investitori e quindi solo dall'economia reale. Questo è irrealistico e infatti gli intermediari finanziari esistono per le imperfezioni di mercato.

Saldi finanziari

Conto Economico -> entrate correnti (reddito) e uscite correnti (spese) -> spese reddito=risparmio (S), è destinato agli investimenti o al saldo finanziario (SF= S-I)

Stato Patrimoniale -> attività reali e finanziarie; passività e capitale netto il quale indica di quanto il valore delle attività supera il valore delle passività e affluisce allo Stato Patrimoniale.

Gli intermediari finanziari hanno la capacità di risolvere i problemi delle unità in surplus e deficit, quindi riducono i costi di ricerca e transazione, i servizi di liquidità, redistribuiscono i rischi e riducono le asimmetrie informative.

Liquidità e costi di transazione

Ci sono numerosi investimenti possibili per questo più è ampia la scelta più sono lontani dalla conoscenza.

  • Il risparmio deve generare ricchezza: gli intermediari finanziari raccolgono il risparmio di molti individui e ricercano per loro gli investimenti più opportuni riducendo i costi di ricerca e transazione, infatti, soprattutto le banche, raccolgono con i depositi e indirizzano il risparmio delle imprese tramite i crediti; ci sono anche nei mercati le società di gestione del risparmio che, per conto dei sottoscrittori, investono in azioni
  • Differenze temporali tra famiglie e imprese, perché infatti per le famiglie si tratta di breve termine, mentre per le imprese si parla di lungo termine: il tasso di interesse è di solito crescente, perché le famiglie per il lungo termine vogliono più remunerazione e le imprese sono disposte a pagare un tasso di interesse più alto se possono disporre per più tempo dei capitali. Infatti gli intermediari finanziari hanno la funzione di trasformazione delle scadenze, quindi le banche emettono i depositi, che sono passività a breve termine, che possono essere ritirati dai clienti in ogni momento. Erogano anche prestiti di medio-lungo termine alle imprese che generano il cosiddetto rischio di liquidità, ovvero i depositanti potrebbero chiedere la restituzione dei capitali e le imprese potrebbero non essere in grado di restituirli, per questo la banca fa conto sul funzionamento delle passività, la raccolta della banca proviene da numerosi clienti le cui decisioni di spesa non sono tra loro collegate, tranne in una crisi di sfiducia. Il frazionamento delle passività però non elimina il rischio di liquidità, infatti la banca deve mantenere nel suo attivo una riserva di liquidità in depositi presso la banca centrale.

La funzione di trasformazione delle scadenze è agevolata dai mercati secondari, perché infatti se un risparmiatore decide di investire in azioni, trasferisce il potere d'acquisto all'emittente per un periodo indeterminato a fronte di una remunerazione periodica (i dividendi), però l'impresa ha bisogno di capitali stabili e il risparmiatore non può disporre del denaro all'occorrenza perché altrimenti dovrebbe vendere le azioni, i mercati secondari facilitano l'incontro tra la domanda e l'offerta di titoli e ne agevolano la vendita. È importante un alto grado di liquidità, perché il mercato deve essere: liquido, trasparente ed efficiente sotto il profilo informativo, perché i prezzi che si formano devono riflettere le informazioni disponibili.

Asimmetrie di informazione

Per gli investimenti è fondamentale la disponibilità delle informazioni che possono avere le seguenti caratteristiche:

  • Specifiche, quindi singola attività finanziaria e l'emittente
  • Generali, per l'economia nel suo complesso
  • Pubbliche, per tutti gli operatori
  • Private, che riguardano solo alcuni ed è l'unica informazione distribuita in maniera asimmetrica perché alcuni per ottenerla devono sostenere dei costi.

Il sistema finanziario con gli intermediari riduce l’asimmetria nella distribuzione delle informazioni e facilita l'afflusso di capitale. La scelta di investimento si fonda sulla ricchezza che si prevede genererà e sul rischio ad esso collegata, per questo è importante l'informazione per stimare la ricchezza e il rischio.

Le asimmetrie informative possono essere:

  • Adverse selection: avviene prima della conclusione del contratto, ha come effetto potenziale il facilitare il finanziamento di unità in deficit che hanno una maggiore probabilità di esporre i datori di fondi a rischi (ad esempio l'insolvenza)
  • Moral hazard: avviene dopo la conclusione del contratto, consiste in comportamenti opportunistici da una controparte all'altra
  • Insider trading: utilizzo opportunistico di informazioni riservate (interne alla società) da parte di un numero ristretto di soggetti
  • Free riding: comportamenti imitativi che presuppongono la rinuncia alla raccolta e elaborazione di informazioni e al monitoraggio degli investimenti per evitare i costi correlati (ad esempio usare informazioni raccolte elaborate da altri)

Per evitare queste asimmetrie informative c'è bisogno di un'attività di monitoraggio che è costosa, ma per assicurarla è importante il conseguimento dell'economia di scala.

La redistribuzione dei rischi

I risparmiatori sono avversi al rischio infatti gli intermediari finanziari conseguono il premio per il rischio che le imprese sono disposte a corrispondere. L'impresa crea valore se il “valore attuale netto” è positivo. Il valore attuale netto è costituito da:

  • K: scadenze temporali che vanno prese singolarmente
  • n: ultima scadenza temporale
  • CF: flusso di cassa atteso per quella determinata scadenza
  • i: tasso di
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annatraversi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Borroni Mariarosa.
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