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ECONOMIA E POLITICA ALIMENTARE

L’economia è una scienza sociale, ma a differenza delle altre scienze sociali, l’elemento

centrale è la scarsità l’economia studia il comportamento umano in condizioni di

à

scarsità. È sbagliato pensare che l’economia riguardi i soldi, riguarda il reddito (il reddito è

la quantità monetaria a disposizione), il quale è sempre una risorsa scarsa.

Scarsità del reddito: influenza le scelte dell’individuo; non può fare tutte le scelte che vuole.

L’economia interviene nel momento in cui c’è una scarsità di risorse e riguarda il modo in cui

vengono allocate.

Definizioni

• La scienza economica si occupa del modo in cui la società umana affronta il problema

della scarsità delle risorse scelte efficienti in relazione alle scarse risorse di individui

à

e società nel loro complesso (Begg, Fischer, Dornbusch, 2001).

• L’economia è lo studio del modo in cui le società utilizzano risorse scarse per produrre

beni utili e di come tali beni vengono distribuiti tra i diversi soggetti (Samuelson,

Nordhaus, 2002).

Quindi è lo studio del modo in cui le società utilizzano risorse scarse per produrre beni utili e

di come tali beni vengono distribuiti tra i diversi soggetti.

C’è un problema di scarsità di reddito, quindi va trovato il modo migliore per distribuire il

reddito per i beni che devo acquistare. Samuelson diceva che l’economia è lo studio del modo

in cui le società utilizzano risorse scarse per produrre beni utili e di come tali beni vengono

distribuiti tra i diversi soggetti.

Es. informazione se tutti hanno lo stesso tipo di informazione non c’è un problema

à

economico ma se quest’ultima è scarsa o qualcuno possiede informazioni che altri non hanno

è un problema economico. Se non ho l’informazione giusta non posso fare una corretta

valutazione circa il valore di un bene.

Un'altra importante variabile economica è il tempo/scarsità di tempo, che diminuisce

all’aumentare dell’età. Se il tempo è una risorsa scarsa è un argomento dell’economia perché

influenza le scelte (ad esempio la scelta dell’insalata confezionata di IV gamma rispetto al

ceppo di insalata).

Quando parliamo di economia possiamo distinguere diversi campi:

1. ECONOMIA POLITICA (economics), che studia il comportamento degli individui in

condizioni di scarsità e descrive come è fatta la realtà (quindi è una scienza positiva).

Si divide in:

• Microeconomia, riguarda le scelte individuali; comprende la teoria della

domanda, dell’offerta e dei mercati (i mercati sono l’incontro e lo scambio tra

l’individuo e l’impresa quindi lo studio della domanda e dell’offerta). Da cosa

à

è influenzata la domanda del singolo individuo?

• Macroeconomia, riguarda i mercati e le scelte della società (questioni che

riguardano la nazione) (es. occupazione, inflazione, crescita economica,debito

pubblico, PIL ecc.)

2. ECONOMIA AZIENDALE (in inglese business administration o management). Questa

riguarda solamente l’impresa e comprende il bilancio, l’organizzazione aziendale e la

strategia di marketing.

3. ECONOMIA APPLICATA: applicazione dei principi dell’economia politica a determinati

settori (economia agro-alimentare, industriale, ambientale, regionale, del turismo,

degli intermediari finanziari ecc.) 8

1

4. POLITICA ECONOMICA: partendo dalle analisi che si fanno dall’economia applicata, si

vanno ad individuare gli interventi che devono essere messi in atto nella società per

raggiungere il massimo benessere sociale studiare delle scelte pubbliche per

à

raggiungere benessere sociale. La politica economica è una scienza normativa.

È fondamentale non confondere la politica economica con l’economia politica, che invece

guarda cosa fanno gli individui, mentre questa dice come devo intervenire (scienza

normativa).

LA TEORIA DELLA DOMANDA

Il mercato è il gruppo di venditori e di compratori di un determinato bene. I compratori

determinano la domanda, i venditori stabiliscono l’offerta, dal punto di vista economico il

mercato non si identifica con un luogo preciso, ma è un luogo ideale dove si incontrano la

domanda e l’offerta di beni e servizi

In qualunque mercato si possono individuare tre elementi:

1. I SOGGETTI che vi operano che sono i compratori che in qualità di richiedenti

domandano i beni di consumo o di investimento, e i venditori che li offrono (domanda e

offerta)

2. I BENI o i servizi, oggetti di scambio rappresentati dalle merci

3. Il PREZZO, è invece la quantità di moneta che i consumatori cedono ai produttori per

ricevere la merce, ossia il valore del bene scambiato e il punto di incontro tra i soggetti

(volontà di acquistare e di vendere a X quantità a X prezzo). È il prezzo la variabile che

determinerà l’incontro tra domanda (consumatore) e offerta (biscotti).

Es. il supermercato è il mercato dove ci sono 3 componenti che interagiscono tra loro: il

consumatore che ha delle necessità, il bene da scambiare, l’offerta (che rappresenta la

volontà dell’azienda di vendere un determinato prodotto).

Parlando di domanda intenderemo quindi il comportamento del consumatore e parlando di

offerte indichiamo l’intermediario del consumatore, quindi l’atteggiamento dell’impresa

produttrice; mentre la grande distribuzione come i supermercati sono gli intermediari che

rendono disponibile un determinato bene in un determinato luogo.

In base alla definizione di mercato, capiamo che quando nel mercato non avviene l’incontro

tra domanda e offerta si parla di fallimento del mercato ed è quindi necessario intervenire

con un intervento pubblico, es. sistemi di tassazione o informazioni che vogliono riportare il

mercato ad una condizione di equilibrio. Noi vedremo questo nella terza parte delle politiche

alimentari.

Concetto di domanda

La quantità domandata è la quantità di un bene che i compratori vogliono e possono

acquistare. 8

2

Nella formula sottoscritta si risponde al quesito: ‘Quali sono i fattori che influenzano la

quantità domandata di un bene?’.

y = f (p , p , R, pr)

i i j

dove:

• f = funzione di

• y = quantità domandata del bene i

i

• p = prezzo del bene i

i

• p = prezzo di beni sostituti

j

• R = reddito del consumatore

• pr = preferenze qualitative

La quantità domandata è influenzata da 4 variabili:

1. Prezzo se il prezzo aumenta, la quantità domandata si

à

riduce (inversamente proporzionale)

®

2. Reddito del consumatore relazione direttamente proporzionale: all’aumentare del

reddito, aumenta la quantità domandata

3. Preferenze del consumatore teoria neo-istituzionale identifica le preferenze come

à

un elemento fondamentale per la scelta del prodotto stesso (nella teoria neoclassica

invece venivano definiti i consumatori omogenei con le stesse preferenze); quindi le

preferenze non sono indipendenti dal contesto, ma vengono influenzate da istituzioni,

norme sociali, informazione e fiducia: le preferenze sono eterogenee e dipendono

dall’ambiente economico e sociale in cui il consumatore opera. Le preferenza

cambiano spesso a seconda dei nuovi trend e scoperte.

4. Prezzo dei beni sostituti per sostituto si intende tutto ciò che può rimpiazzare il

à

bene che si cerca; due beni sono sostituti quando soddisfano lo stesso bisogno e il

consumatore può scegliere uno o l’altro. Se aumenta il prezzo di un bene sostituto,

aumenta la quantità domandata dell’altro bene. Se diminuisce il prezzo di un bene

sostituto, diminuisce la quantità domandata dell’altro bene. Questa è una relazione

diretta (positiva). (arance e mandarino)

PERCHE VARIA LA QUANTITA DOMANDATA?

La quantità domandata varia per due ragioni:

- MOVIMENTI LUNGO LA CURVA: causati da una differenza di prezzo di mercato del bene

- SPOSTAMENTI DELLA CURVA DI DOMANDA: causati da altre determinanti della

domanda (reddito, prezzi beni sostituti, preferenze)

Spiegazione delle variazioni della quantità domandata per ognuna delle 4 variabili

Relazione tra prezzo e quantità domandata

Esiste una RELAZIONE INVERSA tra prezzo e quantità

domandata. All’aumentare del prezzo si osserva che

la quantità domandata sarà minore; invece, man mano che

il prezzo cala aumenta la quantità domandata. Noi stiamo

analizzando la relazione che esiste tra la quantità

domandata e il prezzo del prodotto, e queste grandezze

sono inversamente proporzionali.

Chiedono sempre all’esame: la retta della quantità

domandata

non si muove; quindi, la variazione del prezzo sulla

quantità domandata determina lo spostamento lungo la

curva; è molto importante perché questa variabile è l’unica 8

3

che determina uno spostamento LUNGO la curva, le altre variabili determinano uno

spostamento DELLA curva a parità di prezzo (es. spostamento di preferenza).

Quando viene chiesto se esiste una relazione tra il prezzo e la quantità domandata la risposta

è sì; se invece viene chiesto il tipo di relazione la risposta è che è inversamente

proporzionale.

Un’imposta sulla produzione di tabacco fa aumentare

il prezzo delle sigarette; quindi, si genera uno

spostamento lungo la curva di domanda. Nel momento

in cui il prezzo aumenta, la risposta del consumatore è

quella di doverne consumare di meno (es. sugar tax o

disincentivo al fumo).

Oltre al prezzo (spostamento lungo la curva), le altre variabili (reddito, prezzo beni sostituti,

preferenze) determinano uno spostamento della curva di domanda, perché il prezzo rimane

fisso e sono variabili esterne al sistema.

Relazione tra reddito e quantità domandata

Se il reddito del consumatore cambia, come cambia la quantità domandata? Se il reddito

passa da 1000 € a 1500 €, ci si può permettere di chiedere una quantità maggiore prodotto à

la relazione esistente tra le grandezze è che sono direttamente proporzionali, ovvero

all’aumentare del reddito, aumenta la quantità domandata.

A parità di prezzo, la domanda aumenta se il reddito aumenta. In questo caso non ci si sta

muovendo lungo la curva (come con il cambio di

prezzo), ma esistono curve differenti, perché il

prezzo del bene rimane lo stesso, quello che

cambia è il reddito del consumatore.

Quando si considera la variabile reddito, il prezzo

è costante, quindi a parità di costo, il reddito

aumenta o si riduce e quindi la retta passerà da

D1 a D2 o da D2 a D1.

Una misura coercitiva può anche non influire sul

prezzo, ma misure esterne possono

disincentivarne il consumo (es. nei luoghi pubblici non si può fumare si riduce il consumo).

à

Bene normale = ciò che sappiamo della

relazione tra quantità domandata e reddito;

stiamo facendo riferimento ad una domanda

generica; quindi, quando il reddito aumenta e

aumenta la richiesta.

Si può distinguere tra bene di prima

necessità e bene di lusso.

Bisogna però fare attenzione quando si parla di

prodotti alimentari, perché non avremo una

risposta sempre così proporzionale all’aumento

del reddito. Infatti, si può osservare una differenza netta nei beni di lusso, mentre nei beni di

prima necessità la differenza non è così esponenziale e soprattutto ad un certo punto 8

4

l’acquisto del bene alimentare arriva a plateau. Anche all’interno dei prodotti alimentari si

possono distinguere dei beni di prima necessità e dei beni di lusso (es. vino, crostacei).

Relazione tra prezzo dei beni sostituti e quantità domandata

Questa relazione cambia per qualcosa che succede all’esterno del mercato, ovvero c’è una

variabile esterna (prodotto esogeno alla relazione) che determina l’andamento della relazione

stessa. Nel momento in cui il prezzo di quel prodotto aumenta, si sposta la preferenza su un

altro prodotto oppure ne viene comprato meno perché si andrà ad allocare una parte del

mio reddito in altro bene considerato di prima necessità. Quindi, a parità di prezzo (linea

fissa, l’alimentare è segnato da delle mode), se cambia qualcosa nel prezzo di un bene

sostituto (aumenta o diminuisce) cambia anche la quantità domandata del bene di interesse

(diminuisce o aumenta).

Relazione tra preferenze del consumatore e quantità domandata

Una convinzione personale, un fattore culturale o la ricerca scientifica possono avere un

impatto diretto o indiretto sulla nostra preferenza verso un prodotto, influenzando la quantità

domandata.

L’equilibrio tra domanda e offerta

Al contrario della domanda, la quantità

dell’offerta (impresa) ha una retta

direttamente proporzionale al prezzo.

Quando il prezzo aumenta, l’impresa ne trova

un ricavo; quindi, aumenta la quantità offerta

per provare a vendere di più.

All’aumentare del prezzo del prodotto, la

quantità offerta dall’impresa aumenta.

Quindi in breve la legge dell’offerta afferma

che esiste una relazione diretta tra prezzo e

quantità offerta: all’aumentare del prezzo

aumenta la quantità che l’impresa è disposta a offrire sul mercato, perché un prezzo più

alto rende conveniente produrre di più e coprire anche costi marginali più elevati.

L’equilibrio è quando domanda e offerta si intersecano quando c’è un accordo e incontro

à

tra volontà del consumatore a pagare e la disponibilità a vendere dell’impresa a quella

determinata quantità e a quel determinato prezzo dell’impresa questo è il mercato. Se

à

questo non avviene e non c’è un incontro tra domanda e offerta e avviene fallimento del

mercato.

Il prezzo di equilibrio è quindi il prezzo per cui offerta e domanda si equivalgono.

Graficamente, è il prezzo per cui le curve di domanda e offerta si intersecano.

La quantità di equilibrio è la quantità per cui l’offerta e la domanda si equivalgono.

Graficamente è la quantità per cui le curve di domanda e offerta si intersecano.

Elasticità della domanda in relazione al PREZZO

Di quanto varia la quantità domandata a fronte di una variazione di prezzo? 8

5

Questo dipende dal concetto di elasticità. Molto spesso siamo interessati a conoscere la

sensibilità con cui le vendite crescono o diminuiscono in relazione ad un cambiamento di

prezzo.

L’elasticità della domanda rispetto al prezzo è il rapporto tra la variazione percentuale della

quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo; quindi, indica quanto i

consumatori sono sensibili ad una variazione di prezzo ed è data dal rapporto tra la variazione

percentuale della quantità e la variazione percentuale del prezzo.

La domanda di un bene tende ad essere rigida (la quantità domandata diminuisce poco

all'aumento del prezzo) quando ci sono pochi sostituti, es. benzina, mentre tende ad essere

elastica quando il bene ha molti sostituti, es. mandarini.

Il fatto che esiste un’alternativa al mandarino rende la domanda elastica, ma un’alternativa

alla benzina non esiste, di conseguenza nel caso della benzina c’è una reazione non proprio

proporzionale. Abbiamo quindi 2 categorie di prodotti:

- Beni che presentano sostituti un incremento del prezzo del 30% dei mandarini può

à

far diminuire la domanda del 70% DOMANDA ELASTICA (si muove) => una piccola

à

variazione di prezzo provoca una grande variazione della quantità.

- Beni con pochi o nessun sostituito un incremento del prezzo del 50% della benzina

à

può far diminuire la domanda solo del 10% DOMANDA RIGIDA (la risposta della

à

domanda al cambio di prezzo non si muove particolarmente), cioè la domanda non

segue in modo proporzionale il cambiamento del prezzo.

Quando parliamo di beni alimentari si parla di una domanda rigida, perché si tratta di

bisogni fisiologici.

La risposta della domanda alla variazione di prezzo può essere classificata in due grandi

categorie:

1. ELASTICA: significa che la variazione percentuale della quantità domandata è maggiore

della variazione percentuale del prezzo => la riduzione della quantità domanda è più che

proporzionale all’aumento del prezzo

2. RIGIDA: significa che la variazione percentuale della quantità è minore della variazione

percentuale del prezzo => la riduzione della quantità domandata è meno che proporzionale

all’aumento del prezzo

N.B. Dimentichiamo l’esempio dei mandarini, ma pensiamo alla categoria di prodotti

alimentari in generale. Il settore alimentare non mostra grandi variazioni di domanda, né in

un senso né nell’altro, è piuttosto rigida. Il motivo risiede nel fatto che questi beni sono di

prima necessità, anche se il singolo prodotto X può avere più sostituti.

N.B. La teorica economica è sempre rispettata in entrambi i casi (aumenta prezzo e

diminuisce domanda, diminuisce il prezzo e aumenta domanda), semplicemente la domanda si

riduce in misure diverse.

Vedremo anche che ci sono anche vie di mezzo di domanda.

Il coefficiente di elasticità

Il coefficiente di elasticità è la misura numerica della risposta relativa della quantità

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Scienze economiche e statistiche AGR/01 Economia ed estimo rurale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pallantiviola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e psicologia dei consumi alimentari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Cavaliere Alessia.

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