Economia e psicologia delle scelte alimentari
Modulo: Economia dei consumi alimentari
Prof. Alessia Cavaliere
Anno 2021/22
- Il sistema agroalimentare dell’Unione europea, Carocci, Roma (2002)
- Il sistema agroalimentare in Italia, Edagricole, Ilsole24ore, Milano (2009)
- Regulating and managing Food safety in the EU (2018)
Cos'è l'economia
L’economia è la scienza economica che si occupa del modo in cui la società umana affronta il problema della scarsità delle risorse. Quindi, vanno prese scelte efficienti in relazione alle scarse risorse di individui e società nel loro complesso.
L’economia è lo studio del modo in cui le società utilizzano risorse scarse per produrre beni utili e di come tali beni vengono distribuiti tra i diversi soggetti (Samuelson, Nordhaus, 2002).
Campi dell'economia
Quando parliamo di economia possiamo distinguere diversi campi:
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Economia politica: si divide in microeconomia e macroeconomia, comprende la teoria della domanda, dell’offerta e dei mercati.
- Microeconomia: scelte individuali
- Macroeconomia: scelte della società (es. occupazione, inflazione, crescita, debito pubblico…)
- Economia aziendale: in inglese si chiama business administration o management. Questa riguarda solamente l’impresa e comprende il bilancio, l’organizzazione aziendale e la strategia di marketing.
- Economia applicata: applicazione dei principi dell’economia politica a determinati settori (economia agro-alimentare, industriale, ambientale, regionale, del turismo, degli intermediari finanziari…)
- Politica economica: partendo dalle analisi che si fanno dall’economia applicata, si vanno ad individuare gli interventi che devono essere fatti nella società per raggiungere il massimo benessere sociale. Quindi studiare delle scelte pubbliche e non individuali per il benessere sociale. È fondamentale non confonderla con l’economia politica, che invece guarda cosa fanno gli individui, mentre questa dice come devo intervenire.
Nel corso parleremo di microeconomia e studieremo com'è fatto il mercato agroalimentare (economia settoriale o applicata) e poi alcune policy che faranno riferimento alle politiche economiche.
Teoria della domanda
Mercato
È un gruppo di venditori e compratori di un determinato bene o servizio. I compratori determinano la domanda, i venditori stabiliscono l’offerta. Da un punto di vista economico il mercato non si identifica con un luogo preciso, ma è un luogo ideale dove si incontrano la domanda e l’offerta di beni e servizi.
In qualunque mercato si possono individuare tre elementi fondamentali:
- I soggetti che vi operano sono i compratori che in qualità di richiedenti domandano i beni di consumo o di investimento, e i venditori che li offrono;
- I beni o i servizi, oggetti di scambio, sono rappresentati dalle merci;
- Il prezzo è la quantità di moneta che i consumatori cedono ai produttori per ricevere la merce, ossia il valore della merce stessa.
Lo scambio che andiamo a definire è quello che determina il fallimento del mercato se a livello della macroeconomia non avviene questo.
Domanda
La quantità domandata è la quantità di un bene che i compratori vogliono e possono acquistare. Quali sono i fattori che influenzano la quantità domandata? Sono 4 le variabili che influenzano la domanda: il prezzo, il reddito del consumatore, le preferenze del consumatore e il prezzo dei beni sostituti.
Se il prezzo del prodotto aumenta, la quantità domandata va riducendosi. Se il prezzo di un bene sostituto (dove bene sostituto si intende tutto ciò che posso definire sostituto di quello che sto cercando, es. pasta Rummo - pasta Barilla). Inoltre, ci sono le preferenze qualitative, uno dei capisaldi della teoria neoclassica è quello di definire i consumatori omogenei con le stesse preferenze, in realtà è stata superata da un’altra teoria che identifica le preferenze come un elemento fondamentale per la scelta del prodotto stesso (definendo i prodotti altamente differenziati).
Relazione tra prezzo e quantità domandata
Se il prezzo è elevato, la quantità domandata sarà minore; man mano che il prezzo cala, aumenta la quantità domandata. Noi stiamo analizzando la relazione che esiste tra la quantità domandata e il prezzo del prodotto, e diciamo che queste grandezze sono inversamente proporzionali. La retta della quantità domandata, però, non si muove; quindi, la variazione del prezzo sulla quantità domandata determina uno spostamento lungo la curva; è molto importante perché questa delle quattro variabili che andremo ad analizzare è l’unica che determina uno spostamento lungo la curva, le altre determinano uno spostamento della curva.
Relazione tra reddito e quantità domandata
Se consideriamo la seconda variabile, ovvero sul reddito, quindi se il reddito del consumatore cambia, cambia anche la quantità domandata. Se il mio reddito passa da 1000 euro a 1500 euro, posso permettermi di chiedere una quantità maggiore, quindi sono direttamente proporzionali, ovvero all’aumentare del reddito, aumenta la quantità domandata (1000 mi posso permettere 10 prodotti, 1500 forse me ne potrò permettere 15). Però, bisogna fare attenzione quando si parla di prodotti alimentari perché non avremo una risposta sempre così proporzionale all’aumento del reddito. Infatti, la differenza netta che possiamo osservare la vediamo nei beni di lusso, mentre nei beni di prima necessità sicuramente c’è una differenza, ma non così esponenziale. Anche all’interno dei prodotti alimentari si possono distinguere dei beni di prima necessità e dei beni di lusso.
A parità di prezzo, la domanda aumenta. Quando considero la variabile reddito, il mio prezzo è costante, quindi a parità di costo, il mio reddito aumenta o si riduce e la mia retta passerà da D1 a D2 e da D2 a D1. Nel momento in cui il prezzo aumenta, la risposta del consumatore è di doverne comprendere di meno. È una misura coercitiva, ovvero che può anche non andare ad influire il prezzo ma misure esterne che possono disincentivarne il consumo (es. nei luoghi pubblici non si può fumare, si riduce il consumo). È una misura coercitiva, se si va ad analizzare la variazione del prezzo, è diversa.
Prezzo dei beni sostituti
In realtà questa relazione cambia per qualcosa che succede all’esterno del nostro mercato. Ovvero, sto studiando la relazione tra la quantità domandata di un consumatore per un determinato prodotto e c’è una variabile esterna (prodotto esogeno alla relazione) che determina l’andamento della relazione stessa. Nel momento in cui il prezzo di quel prodotto aumenta, si sposta la preferenza su un altro prodotto oppure comprerò meno di quel prodotto perché andrò ad allocare una parte del mio reddito in altro che considero bene di prima necessità. Quindi, a parità di prezzo (linea fissa, l’alimentare è segnato da delle mode), se cambia qualcosa nel prezzo di un bene sostituto.
Preferenze del consumatore
Che sia una convinzione, che sia un retaggio culturale o la ricerca scientifica, comunque ha un impatto sulla nostra preferenza. Bene normale vuol dire che stiamo facendo riferimento ad una domanda generica, quindi reddito aumenta e quindi aumenta la richiesta. Si può se no distinguere tra bene di prima necessità e bene di lusso.
Equilibrio tra domanda e offerta
L’equilibrio è quando domanda e offerta si equivalgono, e quando c’è un accordo tra disponibilità del consumatore a pagare che incontra la disponibilità a vendere dell’impresa. Se questo non si equivale non c’è un incontro tra domanda e offerta. Il prezzo di equilibrio è quindi il prezzo per cui l’offerta e la domanda si equivalgono. Graficamente, è il prezzo per cui le curve di domanda e offerta si intersecano. La quantità di equilibrio è la quantità per cui l’offerta e la domanda si equivalgono. Graficamente è la quantità per cui le curve di domanda e offerta si intersecano.
Elasticità rispetto al cambiamento del prezzo
Molto spesso siamo interessati a conoscere la sensibilità con cui le vendite crescono o diminuiscono in relazione ad un cambiamento di prezzo. Diverse reazioni:
- Un incremento del prezzo del 30% dei mandarini può far diminuire la domanda del 70%
- Un incremento del prezzo del 50% della benzina può far diminuire la domanda del 10%
Nel primo caso si dice che la domanda è elastica, nel secondo caso che è rigida. Il fatto è che un’alternativa al mandarino c’è, ma un’alternativa alla benzina no. L’elasticità della domanda rispetto al prezzo è il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo. La domanda di un bene tende ad essere rigida (la quantità domandata diminuisce poco all’aumento del prezzo) quando ci sono pochi sostituti: la benzina. La domanda tende ad essere elastica quando il bene ha molti sostituti: i mandarini.
Classificazione della risposta della domanda
La risposta della domanda può essere classificata in due grandi categorie:
- Elastica: significa che la variazione percentuale della quantità è maggiore della variazione percentuale del prezzo
- Rigida: significa che la variazione percentuale della quantità è minore della variazione percentuale del prezzo
Esiste anche la variazione della domanda rispetto al reddito ed è un altro tipo di elasticità. Il coefficiente di elasticità è la misura numerica della risposta relativa della quantità al cambiamento del prezzo.
Elasticità della domanda rispetto al prezzo
- Perfettamente anelastica ED=0: noi abbiamo un prezzo che si riduce/aumenta del 10%, non abbiamo una riduzione neanche del 3%, anzi abbiamo una domanda immobile. Quindi non c'è nessun effetto dovuto al cambiamento del prezzo. A differenza della benzina dove il consumatore in qualche modo ha reagito, il prezzo può fare quello che vuole perché ad una variazione di questo prezzo non risponde in nessun modo la quantità domandata. Quindi, dobbiamo pensare a qualcosa che è ancora più indispensabile rispetto alla benzina.
- Elasticità maggiore di 1 ED>1: quindi una domanda fortemente elastica. Un esempio può essere un telefono cellulare, un aumento del suo prezzo del 22% determina una diminuzione del 67% della quantità domandata. Quindi è qualcosa che non è fondamentale.
- Anelastica ED<1: questo fattore può comprendere o la benzina o principalmente tutti i prodotti alimentari, quindi sono elementi fondamentali dei quali anche se il prezzo va ad aumentare in modo esponenziale, la domanda non si riduce in gran quantità, proprio perché sono alimenti/prodotti fondamentali che non possiamo sostituire. Il termine anelastico è ancora più forte del termine rigido.
Calcolo elasticità della domanda rispetto al prezzo
Nel primo caso si ha una domanda perfettamente anelastica, nel secondo caso si ha una variazione completamente uguale tra variazione del prezzo e domanda, nel terzo caso si ha una variazione minore di 1 quindi non molto perché è per via dei prodotti alimentari, la quarta varia moltissimo. In generale, per i prodotti alimentari di grande consumo una riduzione di prezzi non porta ad incrementi di consumi rilevanti, perché i consumi più di tanto non variano per questi prodotti; rigidità: una diminuzione del prezzo comporta un aumento meno che proporzionale della quantità consumata.
Ci sono poi beni alimentari che non sono di prima necessità, ma che vengono considerati beni di lusso (champagne, pesci e carni pregiate…). Una diminuzione del prezzo determina un aumento più che proporzionale della quantità consumata. In tutti questi aspetti noi abbiamo analizzato la domanda individuale, quindi come reagisce il singolo individuo all’aumento del prezzo sulla variazione della quantità domandata.
Elasticità rispetto al reddito
Anche in questo caso parleremo di domanda elastica o rigida.
Anche in questo caso per i prodotti alimentari (beni di prima necessità) l’elasticità rispetto al reddito è bassa, quindi all’aumento del reddito la quantità aumenta in modo meno che proporzionale. All’aumento del reddito cresce la domanda di beni non alimentari, quindi si riduce l’incidenza percentuale (ovvero quanto rispetto al totale del mio reddito dedico all’aspetto alimentare) dei consumi alimentari sui consumi complessivi. Con lo sviluppo economico si riduce negli anni il peso percentuale dei consumi alimentari, ma cresce il valore assoluto. La rigidità della domanda rispetto al reddito comporta una stabilità dei consumi nel medio periodo.
Domanda individuale e reddito
La curva di Engel è la rappresentazione grafica della domanda di mercato di un bene in funzione delle variazioni del reddito. Nel seguente vincolo di bilancio ipotizziamo costanti p1 (prezzo del bene 1) e p2 (prezzo del bene 2). Sono, invece, variabili il reddito Y e la quantità domandata X1 del bene 1.
Nella parte iniziale della curva (punto A), un incremento del reddito genera un aumento più che proporzionale della domanda del bene X1.
Nella parte della curva di Engel dopo il punto C, invece, all’incremento del reddito corrisponde un aumento meno che proporzionale della domanda del bene X1.
Nell’ultimo tratto, l’aumento del reddito viene destinato dal consumatore maggiormente verso la domanda dell’altro bene X2.
Retta di bilancio
Il vincolo di bilancio è l’insieme delle possibilità di scelta del consumatore limitato sulla base della quantità di moneta a sua disposizione o del suo reddito. Dati n beni di consumo x e un reddito R, il vincolo di bilancio del consumatore può essere scritto nel seguente modo:
\[11 + 22 + \ldots + \leq R\]
Ovvero, il consumatore potrà scegliere diverse combinazioni di beni purché la spesa complessiva non superi il reddito (R) a sua disposizione. Se il reddito R sia speso interamente per acquistare il bene 1, il consumatore ottiene R/P1 quantità del bene 1. Questa combinazione di scelta individua le coordinate del punto A sul diagramma. Ipotizzando di destinare l’intero reddito per l’acquisto del bene 2 (e zero quantità del bene 1), il consumatore ottiene R/P2 quantità del bene 2 (punto B).
La retta di bilancio individua l’insieme delle combinazioni in cui il consumatore spende interamente il suo reddito per acquistare il bene 1 ed il bene 2. L’area al di sotto della retta del vincolo di bilancio viene detta insieme delle possibilità di consumo.
La variazione del rapporto dei prezzi p1/p2 muta la pendenza del vincolo di bilancio e le intercette sull’asse delle ascisse ed delle ordinate. La retta ruota verso l’asse di riferimento del bene in caso di aumento del suo prezzo e viceversa. Con una variazione di reddito non ho uno spostamento della retta che però resta ancorata in uno dei due punti, ma uno spostamento intero della retta stessa, cambia il prezzo ma cambia anche il reddito: la variazione del reddito R sposta la retta di bilancio verso destra o verso sinistra, a seconda che si tratti di un aumento o di una riduzione del reddito, in modo parallelo alla sua posizione di origine. Lo spostamento parallelo della retta è dovuto al cambiamento del reddito stesso.
Richiami di teoria della domanda
Evoluzione della teoria della domanda
Tra la teoria neoclassica e la teoria neoistituzionale.
I quattro principi fondamentali della teoria neoclassica
- Razionalità del consumatore: il consumatore è un individuo razionale e quindi cerca di massimizzare la sua utilità. Ciò significa che in base al reddito a disposizione, egli sceglie il bene che gli fornisce la massima utilità. Nel modello neoclassico, il reddito è considerato come unico vincolo all’attività di consumo e, in generale, le variabili economiche tradizionali (prezzo e reddito) rappresentano i fattori determinanti nella struttura decisionale del processo di acquisto.
- Trasparenza del mercato: il consumatore è perfettamente in grado di riconoscere l’utilità che un determinato prodotto genera e, inoltre, conosce esattamente tutte le possibili alternative di scelta; conosce quindi chi produce tale bene e a che prezzo (perfetta conoscenza della domanda e dell’offerta). Questo è un presupposto fondamentale perché il consumatore possa essere razionale nelle sue scelte. Il consumatore è perfettamente a conoscenza di quello che sta andando ad acquistare.
- Principio dell’utilità marginale decrescente: nel consumo di una unità in più del prodotto, aumenta l’utilità totale. Tuttavia, l’utilità marginale dell’ultima dose è inferiore all’utilità marginale fornita dal consumo della penultima dose. All’aumentare del consumo, l’utilità aumenta sempre, però con incrementi sempre minori (es. il consumo del secondo panino aumenta la mia utilità, ma in misura inferiore all’aumento di utilità).
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Economia e politica alimentare
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