Estratto del documento

Economia e organizzazione aziendale

1ª lezione

Azienda

Definizione:

  • L’azienda è il complesso di beni organizzati da un soggetto (imprenditore) per l’esercizio di un’attività economica (impresa).
  • Imprenditore è chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi.

Obiettivo dell’azienda: attraverso un insieme di risorse, l’azienda svolge processi di acquisizione e di produzione di beni e/o servizi da scambiare con entità esterne al fine di conseguire un reddito.

Mercati: delle vendite, dei capitali finanziari, di produzione/fornitura, del lavoro.

Ambienti: Tecnologico, Politico, Sociale, Culturale, Economico.

2ª lezione

Prodotti

Sviluppo di nuovi prodotti

Idea → 1: Analisi e pianificazione: Analisi preliminare tecnica, economica, di mercato. Primo piano di prodotto.

2: Concetto e pre-design: Bisogni dei clienti, analisi aspetti tecnici ed economici, architettura preliminare.

3: Sviluppo tecnico: Progettazione di dettaglio, progettazione processi produttivi, primi prototipi.

4: Testing e prove di collaudo: Test presso i clienti, pianificazione processo produttivo e lancio.

5: Lancio: Organizzazione lancio, preparazione documentazione di prodotto, comunicazione.

Le 3 funzioni fondamentali

1. La progettazione nello sviluppo di prodotti ricerca la migliore risposta, in termini di prodotto, alle aspettative del cliente.

Cosa fa? Definisce la forma del prodotto, Identifica le prestazioni, Disegna i componenti, Ricerca la migliore soluzione “producibile”, Valuta la “funzione” dei componenti, Garantisce la migliore prestazione (globale), entro i limiti di costo assegnati.

2. La produzione ricerca le migliori soluzioni industriali, in termini di producibilità, costi e qualità.

Cosa fa? Definisce ed ottimizza il ciclo produttivo, Progetta e realizza il sistema produttivo, Definisce la logistica operativa, Ricerca la migliore soluzione negli “acquisti”, Programma e controlla la prima produzione, Garantisce il prodotto a magazzino.

3. Il marketing è la funzione d'impresa che identifica i bisogni, i comportamenti, le aspettative ed i desideri (espressi e inespressi) insoddisfatti, che ne definisce l'ampiezza, che determina quali mercati obiettivo l'impresa può meglio servire, che definisce il valore da offrire attraverso prodotti/servizi e i programmi rivolti ai mercati suddetti, che sollecita tutte le componenti dell'azienda a pensare in termini di servizio al cliente e gestione della relazione.

Il marketing è l’interfaccia tra il cliente e l’azienda.

Marketing strategico

Marketing strategico: Analizza i bisogni dei clienti e definisce il mercato di riferimento dell’impresa (orizzonte di riferimento di medio lungo periodo).

  • La segmentazione del mercato: Processo mediante il quale si suddivide il mercato in un numero limitato di segmenti, ognuno dei quali sufficientemente omogeneo per motivazioni, comportamenti e scelte, ma nello stesso tempo abbastanza differenziato dagli altri. La scelta fondamentale che caratterizza la strategia di marketing è relativa alla definizione dei mercati di riferimento: – Marketing di massa o indifferenziato – Marketing differenziato – Marketing concentrato.
  • Il posizionamento sul mercato: Definisce il modo in cui l’impresa e/o il prodotto sono percepiti dagli acquirenti potenziali, in relazione ai concorrenti. Per definire il posizionamento in maniera operativa le imprese individuano uno spazio multidimensionale dove ciascun prodotto o marca occupa una determinata posizione.

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Marketing operativo

Marketing operativo: Elaborazione del piano di marketing e specificazione livello di 4 P: prodotto, prezzo, distribuzione e promozione (orizzonte di breve medio periodo).

1. Il prodotto

  • Componenti Tecnico Funzionali (fonte delle prestazioni del prodotto).
  • Componenti Fisiche (peso, ingombro, dimensione..).
  • Componenti Estetiche (design).
  • Componenti di Packaging (ciò che sta attorno al prodotto, come viene trasportato e presentato).
  • Componenti di Sicurezza (legge 626).
  • Componenti di Marca (nome, termine, simbolo, disegno che identificano e distinguono un prodotto e un’azienda dalle concorrenti).
  • Componenti di Garanzia e Servizio.

2. Il prezzo

  • Definizione degli obiettivi di prezzo (risultati di lungo termine, risultati di breve termine, quota di mercato [(QM) che è la misura relativa delle vendite totali di un prodotto dell’impresa, in percentuale delle vendite totali del mercato.]
  • Determinazione della domanda (come varia la domanda al variare del prezzo).
  • Stima dei costi.
  • Analisi del prezzo e dell’offerta della concorrenza.

3. La distribuzione: Modalità con la quale l’impresa decide di collocare il prodotto sul mercato.

Definizione del:

  • Canale distributivo: insieme di intermediari commerciali indipendenti che collegano l’impresa al consumatore finale. Tipologie:
    • Canale diretto: il consumatore viene raggiunto direttamente dall’azienda senza intermediari. Esso rappresenta la tipica via di distribuzione dei beni strumentali.
    • Canale indiretto breve: il consumatore viene raggiunto con l’intermediazione del dettagliante.
    • Canale indiretto lungo: vi sono più stadi di intermediazione. Il prodotto viene acquistato da un grossista che poi lo rivende ad un dettagliante.
  • Rete di vendita: insieme di soggetti che consentono all’impresa di raggiungere il primo stadio di intermediazione del/i canale/i distributivo/i adottato/i.

4. La comunicazione: Si intende un insieme di attività coordinate che mirano a informare, comunicare, persuadere allo scopo di facilitare la vendita di un prodotto o di un servizio.

  • Mix di comunicazione: Pubblicità, Promozione delle vendite, Sponsorizzazione, Direct marketing, Web marketing.

3ª lezione

La filosofia Lean

Il focus è sulla generazione di valore per clienti e azionisti attraverso la eliminazione delle attività non a valore aggiunto.

5 passi per la trasformazione lean

1. Value: Definire il valore per il cliente.

Si devono suddividere le attività a valore aggiunto per il cliente dalle attività non a valore aggiunto.

7 sprechi: Sovrapproduzione, tempo, processi, scorte, trasporto, difetti, movimenti.

2. Value stream: Mappare il flusso del valore.

Si deve analizzare lo stato attuale e definire lo stato futuro per ciascuno dei 3 processi chiave aziendali:

  • Product Development: Definizione nuovi prodotti/servizio (dall’ideazione al benestare per la produzione).
  • Order Fulfillment: Gestione ordini (dal ricevimento ordini alla consegna cliente).
  • Production: Trasformazione fisica del prodotto (dalla MP al PF).

3. Flow: Far scorrere il flusso del valore.

Il flusso deve scorrere in modo continuo senza strozzature e “colli di bottiglia”. Si deve passare da un modello per “lotti e code” ad un modello di “produzione a flusso” (one piece flow).

4. Pull: Fare in modo che il flusso sia “tirato” dal cliente.

Il flusso deve essere “tirato” dal cliente, lavorando in modo sincronizzato con le consegne al cliente ed evitando il più possibile sovrapproduzioni.

5. Perfection: Perseguire l’eccellenza.

Si deve instaurare e diffondere in tutta l’azienda il processo di miglioramento continuo orientato a raggiungere la perfezione nei processi operativi.

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Le tecniche operative

Value Stream Mapping (VSM): È la mappa dettagliata di tutto il processo. Serve a vedere, dall'inizio alla fine, quali attività creano valore e quali sono solo sprechi di tempo o risorse.

Spaghetti Chart: È il disegno delle linee di movimento di un prodotto o di una persona. Se la mappa sembra un piatto di spaghetti aggrovigliati, significa che ci si muove troppo e male.

Kanban: Un sistema di cartellini per rifornire i materiali solo quando servono. Funziona così: "Ho consumato questo pezzo, il cartellino segnala che bisogna produrne o ordinarne un altro".

Buffer FIFO (First In, First Out): Una corsia o uno spazio di sosta dove il primo oggetto che entra è rigorosamente il primo a uscire. Evita che i prodotti vecchi restino bloccati sul fondo.

TMP (Total Productive Management): Consiste nel fare manutenzione prima che le macchine si rompano (manutenzione preventiva) e nel coinvolgere gli stessi operai nelle cure quotidiane (pulizia e controlli).

5S: Cinque passaggi per organizzare la postazione di lavoro. Il principio base è: seleziona quello che serve, metti ordine, pulisci, standardizza e mantieni queste abitudini. Un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto.

VMS (Visual Management Systems): Segnali visivi immediati sul posto di lavoro (strisce colorate a terra, cartelli, luci). Servono a far capire a chiunque, in un secondo, come stanno andando le cose senza dover fare domande.

Poka Yoke: Meccanismi o soluzioni intelligenti "a prova di errore". Impediscono fisicamente di sbagliare (pensa alla forma della scheda SIM che entra nel telefono in un solo verso, o alla lavatrice che non parte se l'oblò è aperto).

4ª lezione

Contabilità analitica: i costi

Contabilità Generale: ha la finalità di misurare il reddito di esercizio e il capitale (Bilancio di esercizio).

Contabilità Analitica: raccoglie e rielabora i dati di costo e ricavo a supporto dei processi decisionali e dell’attività di controllo.

I costi: Valore monetario delle risorse utilizzate per le varie attività di un’impresa.

Dimensioni:

  • Fisica: impiego/consumo risorsa.
  • Economica: valore di acquisizione della risorsa sul mercato (costo ≠ esborso).

Finalità della determinazione dei costi nella contabilità analitica:

  • Misurare i risultati.
  • Controllare l’efficienza economica.
  • Prendere decisioni.

Classificazione dei costi

  • Variabili/Fissi/Misti, in relazione al livello di attività.
  • Diretti/Indiretti, in relazione all’oggetto di calcolo (es. prodotto, centro di costo).
  • Industriali, relativi alle risorse necessarie per portare il prodotto finito a magazzino.
  • Non industriali, relativi alle attività necessarie per portare il prodotto dalla fabbrica al cliente.
  • Standard, standard monetari di utilizzo delle risorse; Consuntivi rilevati a consuntivo; si utilizzano per il controllo di gestione.
  • Controllabili/Non controllabili, in relazione all’influenzabilità in seguito ad azioni e decisioni del responsabile.

Costi fissi vs variabili

1. Costi variabili:

  • Sono i costi che variano rispetto alla quantità prodotta.
  • Possono esser proporzionali, progressivi e degressivi; nel caso di proporzionalità il costo del fattore produttivo per unità di prodotto è costante.

Es.: materie prime, manodopera, energia per forza motrice, materiali ausiliari, ecc.

2. Costi fissi: Non variano al variare della quantità prodotta (entro certi limiti).

Es: stipendi, affitti, costi di riscaldamento, ammortamenti, ecc.

Costi diretti vs indiretti

1. Costi diretti: Sono direttamente attribuibili all’oggetto di costo (prodotto, reparto, ecc.) in modo completo ed esclusivo o mediante la misurazione dei volumi fisici di impiego per unità di attività e/o di prodotto.

2. Costi indiretti: Sono costi attribuibili ad un certo oggetto di costo solo in maniera convenzionale (e/o arbitraria).

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5ª lezione

Contabilità analitica: Full costing

La metodologia di calcolo a costi pieni attribuisce all’oggetto di calcolo dei costi (prodotto/fase produttiva) sia i costi diretti, sia i costi indiretti relativi alla produzione (→ costo pieno industriale), alla commercializzazione e amministrazione (→ costo pieno aziendale).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lindacarlotto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia ed organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Agostini Daniele.
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