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Economia ed organizzazione aziendale

Microeconomia

L’economia è lo studio della maniera in cui gli individui, le istituzioni e la società esercitano le proprie scelte in presenza di risorse limitate.

Il ragionamento economico si concentra su quelle decisioni che implicano variazioni dello status quo attraverso l’analisi marginale, ovvero le comparazioni tra i benefici e i costi marginali. Infatti, in condizioni di scarse risorse, la decisione di ottenere il beneficio marginale (“extra”) comporta sempre un costo marginale associato alla rinuncia di qualcos’altro. Tutte le volte che si compie una scelta è pertanto presente un costo opportunità, dato dal valore del bene, del servizio o del tempo a cui si rinuncia.

In generale, i modelli e i princìpi studiati dagli economisti riguardano due livelli di analisi:

  • La microeconomia è quella parte dell’economia che si occupa delle singole unità decisionali come, per esempio, un individuo, una famiglia, un’impresa.
  • La macroeconomia prende in esame l’economia nel suo insieme o i suoi distinti componenti o i suoi aggregati, l’insieme di specifiche unità economiche considerate nel loro complesso, come se fossero un’unica entità, come lo Stato, le famiglie, i settori economici.

Tuttavia, tanto gli individui quanto la società si trovano a dover affrontare una sorta di dilemma economico dal momento che i desideri risultano illimitati al contrario dei mezzi per realizzarli. Tale problema economico degli individui può essere rappresentato attraverso una retta di bilancio, ovvero una rappresentazione grafica, che, ponendo come fissi i prezzi dei beni, mostra le varie combinazioni di due prodotti che un consumatore può acquistare con un dato livello di reddito. La pendenza di una retta è misurata dal rapporto tra la quantità della variabile in ordinata cui si deve rinunciare per ottenere un’unità in più della variabile in ascissa. Infine, il fatto che la retta di bilancio sia appunto una retta, pendenza costante, sta a indicare la presenza di un costo opportunità costante, ovvero il costo opportunità di un bene non varia quale che sia il numero di beni acquistati o a cui si è rinunciato.

Retta di bilancio del consumatore

Reddito €120. Retta di bilancio del consumatore. Ciascun punto della rappresentazione indica una possibile combinazione, mentre la pendenza della retta di bilancio misura il rapporto tra i prezzi dei due beni. Tutte le combinazioni che sono sulla retta di bilancio, o al di sotto di essa, risultano ottenibili; al contrario, tutte le combinazioni al di sopra della retta di bilancio risultano non ottenibili.

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Per quanto riguarda le risorse economiche, se ne individuano quattro categorie, combinate tra di loro per la produzione di beni e servizi e indicati come fattori produttivi o input:

  • Terra. Per l’economista, la terra include tutte le risorse naturali impiegate nel processo produttivo, terra coltivabile, foreste, depositi di petrolio, risorse idriche ecc.
  • Lavoro. La risorsa lavoro consiste nei talenti fisici e intellettuali degli individui impiegati nella produzione di beni e servizi.
  • Capitale. Il capitale, o beni capitali, include tutti i supporti manufatti impiegati nella produzione di beni e servizi destinati al consumo nonché tutti i mezzi tecnici utilizzati nella produzione, conservazione, trasporto e distribuzione dei beni come anche tutti gli strumenti e i macchinari. L’acquisto di beni capitali è indicato come investimento.
  • Capacità imprenditoriale. La capacità imprenditoriale è intesa come la competenza umana capace di combinare altre risorse al fine di ottenere un prodotto, effettuare decisioni strategiche e assumersi dei rischi, un’attività non ha alcuna garanzia di realizzare effettivamente un profitto.

I beni capitali differiscono dai beni di consumo in quanto questi ultimi soddisfano direttamente dei bisogni mentre i beni capitali lo fanno in maniera indiretta, rendendo possibile la produzione dei beni destinati al consumo.

Gli output risultano essere invece i beni e i servizi.

Frontiera delle possibilità produttive

La frontiera delle possibilità produttive FPP è una curva che mostra le diverse combinazioni di beni e servizi che è possibile ottenere in un’economia in cui tutte le risorse produttive sono pienamente utilizzate, ipotizzando che sia l’offerta disponibile di risorse produttive sia la tecnologia rimangono costanti. Ogni punto sulla FPP rappresenta un livello massimo di produzione dei due beni. La curva rappresenta dunque un vincolo: i punti che si trovano su di essa risultano effettivamente ottenibili fino a che l’economia impiega tutte le risorse a propria disposizione. I punti che giacciono al di sotto della frontiera risultano comunque ottenibili ma, dato che implicano livelli inferiori di produzione, non sono altrettanto desiderabili rispetto ai punti posti sulla frontiera in quanto implicano che l’economia potrebbe ottenere quantità maggiori di entrambi i beni e servizi. I punti al di sopra della FPP, pur rappresentando maggiori livelli produttivi rispetto a quelli corrispondenti a qualunque punto sulla frontiera, non sono comunque ottenibili attraverso le risorse e la tecnologia disponibili.

Frontiera delle possibilità produttive. 12, 10, 8, 6, 4, 2, 0. Impianti produttivi, migliaia. Possibilità produttive. 0, 1, 2, 3, 4. Beni alimentari, centinaia di migliaia.

Un sistema economico produce in modo efficiente quando non è in grado di aumentare la produzione di un bene senza dover ridurre la produzione di un altro bene, ovvero si trova sulla curva della FPP. La curva della frontiera delle possibilità produttive, presentando una concavità rivolta verso l’origine degli assi, riflette la legge dei costi opportunità crescenti: quanto più elevata è la produzione di un bene in una società, tanto maggiore risulterà il costo opportunità per ottenerne un’unità addizionale.

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Le scelte attuali di un’economia in merito alle posizioni da assumere sulla propria frontiera delle possibilità produttive aiutano a stabilire dove questa frontiera si collocherà in futuro. Rappresentiamo sui due assi della FPP i beni futuri e i beni presenti. Quest’ultimi sono beni destinati al consumo, come il cibo, il vestiario e l’intrattenimento. I beni futuri sono i beni capitali in senso lato come la ricerca e l’istruzione o la medicina preventiva. Le scelte attuali di una società che preferisce beni presenti determineranno in futuro una traslazione limitata verso l’esterno della FPP. Al contrario, le scelte di un paese che preferisce il consumo di beni futuri determineranno una traslazione verso l’esterno decisamente più rilevante.

Il sistema di mercato e il flusso circolare

Per risolvere il problema della gestione dei beni e delle risorse, ogni società ha bisogno di sviluppare un sistema economico, vale a dire un particolare insieme di organizzazioni istituzionali e di meccanismi di coordinamento che dovrà determinare quali beni produrre, la maniera in cui ottenerli, chi ne godrà e il modo in cui verrà promosso il progresso tecnologico. Esistono due tipi di sistemi economici: quelli centralizzati e quelli di mercato.

Nell’economia centralizzata lo Stato detiene la proprietà di gran parte delle risorse e le scelte economiche vengono effettuate seguendo un preciso piano economico elaborato da un organismo governativo centrale. La pianificazione centralizzata determina gli obiettivi produttivi e stabilisce la suddivisione della produzione globale tra beni capitali e beni di consumo. Ex: URSS, Corea del Nord, Cuba.

L’alternativa all’economia centralizzata è rappresentata dall’economia di mercato, indicata anche come capitalismo. Tale sistema è caratterizzato dalla proprietà privata delle risorse e dall’impiego del mercato, istituzione o meccanismo che mette insieme acquirenti e venditori, e dei prezzi per il coordinamento e la direzione dell’attività economica. I beni e i servizi sono prodotti e le risorse sono offerte e, poiché ognuno opera indipendentemente dagli altri, tra acquirenti e venditori si crea uno stato di concorrenza. Il processo decisionale economico risulta dunque decentralizzato e l’elevato rendimento economico potenzialmente ottenibile incentiva le imprese che operano sul mercato a innovare continuamente i prodotti e i processi produttivi. Nel capitalismo puro, o capitalismo del lassez-faire, il ruolo dello Stato è limitato alla protezione della proprietà privata e alla garanzia di un contesto appropriato per il funzionamento dell’economia di mercato.

L’economia di mercato si basa pertanto sul principio di proprietà privata, inteso come il diritto di persone e imprese di ottenere, detenere, controllare qualsiasi bene nelle proprie disponibilità. Infatti, alla base del diritto di proprietà si trova il principio secondo cui chi detiene una proprietà è libero di designare chi, alla sua morte, ne riceverà la disponibilità. Strettamente collegate alla proprietà privata sono la libertà d’impresa e quella di scelta: la libertà di impresa assicura che gli imprenditori e le imprese private siano liberi di ottenere e impiegare le risorse economiche in modo da produrre beni e servizi che desiderano, per poi venderli in mercati di loro scelta, la libertà di scelta mette gli imprenditori nelle condizioni di disporre delle proprie proprietà e del proprio denaro come meglio credono, la libertà di scelta sta alla base del concetto di concorrenza. Ovviamente, le scelte dei soggetti economici, pur se libere, devono rientrare in una serie di limiti giuridici.

Un altro concetto su cui si basa l’economia di mercato è quello di specializzazione, ovvero l’impiego di risorse di un individuo, una regione o una nazione al fine di ottenere solamente uno o più beni e servizi, piuttosto che non l’intero spettro delle possibilità esistenti. La specializzazione umana, indicata come divisione del lavoro, contribuisce in vari modi alla realizzazione della produzione complessiva di una società in quanto:

  • Si serve di diverse competenze: la specializzazione permette agli individui di trarre vantaggio dalle differenze esistenti nelle rispettive capacità e competenze;
  • Facilita il learning by doing: anche se le competenze di due soggetti sono identiche, la specializzazione potrebbe comunque risultare vantaggiosa. Impiegando il proprio tempo per l’assolvimento di un compito, è probabile che una persona sviluppi le competenze necessarie e migliori le tecniche applicate più di quanto avverrebbe se si dedicasse contemporaneamente a più attività;
  • Permette di risparmiare tempo: l’individuo evita la perdita di tempo implicita nel passaggio da un’attività all’altra.

Una caratteristica alquanto ovvia di ciascun sistema economico è l’impiego estensivo di denaro, che assolve a diverse funzioni, tra le quali la più importante è senza dubbio quella di fungere da mezzo di scambio.

Tuttavia, tutte le economie devono affrontare tre quesiti importanti: cosa produrre, come produrre e per chi produrre.

In un’economia centralizzata è ovvio che la decisione spetta interamente allo Stato, mentre in un’economia di mercato le risposte cambiano. Per quanto riguarda l’oggetto della produzione, saranno prodotti beni e servizi in grado di garantire un flusso continuo di profitti. Infatti, profitti economici persistenti in un’industria implicano l’espansione della produzione e un ingrandimento della stessa; al contrario, la presenza di continue perdite in un’industria porta a una riduzione della produzione e all’allontanarsi delle risorse produttive. La produzione sarà inoltre organizzata in combinazioni e modalità tali da minimizzare il costo da sostenere per ciascuna unità prodotta, minor costo, e, in genere, ogni prodotto sarà distribuito ai consumatori sulla base delle rispettive capacità e volontà di pagare il prezzo corrente di mercato, possessori di reddito. Un’economia di mercato dinamica genera così flussi di beni e servizi, come anche di risorse e denaro, che risultano continui e ripetitivi. Il diagramma di flusso circolare rappresenta a tal proposito il flusso di risorse dalle famiglie alle imprese e quello dei prodotti dalle imprese alle famiglie.

Mercato delle risorse

  • Le famiglie vendono.
  • Le imprese acquistano.

Imprese e famiglie

Imprese Famiglie
Acquistano risorse Vendono risorse
Vendono prodotti Acquistano prodotti

Mercato dei beni

  • Le imprese vendono.
  • I consumatori acquistano.

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Domanda, offerta ed equilibrio di mercato

La domanda è una funzione, o una curva, che mostra le diverse quantità di un bene, risorsa, che i consumatori, imprese, sarebbero disposti ad acquistare per ciascuno dei molteplici prezzi possibili nel corso di uno specifico periodo di tempo. Una caratteristica fondamentale della domanda è la legge della domanda, secondo cui, a parità di tutte le altre condizioni, al decrescere del prezzo la quantità domandata di un bene o servizio cresce; viceversa, se aumenta il prezzo di un bene o servizio, se ne riduce la quantità domandata. In altre parole, c’è una relazione inversa tra il prezzo e la quantità domandata di un bene o servizio. In questo caso, l’ipotesi di parità di tutte le altre condizioni risulta cruciale in quanto a influenzare la domanda di un bene, o servizio, oltre al prezzo, sono numerosi altri fattori come il prezzo di altri beni sostituti, i gusti di un consumatore, il numero di acquirenti nonché le variazioni di reddito. Tali fattori sono indicati come determinanti della domanda.

La relazione inversa esistente tra il prezzo e la quantità domandata per ciascun prodotto può essere rappresentata su di un grafico in cui, per convenzione, rappresentiamo la quantità domandata sull’asse orizzontale e il prezzo sull’asse verticale. In tal modo otteniamo una curva della domanda. La sua pendenza decrescente riflette proprio la legge della domanda. Una variazione di domanda è una traslazione della curva di domanda verso destra, nel caso in un incremento della domanda, o verso sinistra, nel caso di una riduzione. Al contrario, una variazione della quantità domandata è uno spostamento da un punto a un altro, da una combinazione prezzo-quantità a un’altra, lungo una stessa curva di domanda, determinato da un incremento o da una diminuzione del prezzo del prodotto considerato.

Domanda

Domanda. Prezzo unitario, euro. Quantità domandata, mensile. Prezzo unitario, euro. 6, 5, 4, 3, 2, 1, 0. Quantità domandata, mensile: 0, 20, 40, 60, 80, 100.

Prezzo unitario (euro) Quantità domandata (mensile)
5 10
4 20
3 35
2 55
1 80

L’offerta è una funzione o una curva che indica le quantità di un bene, risorsa, che i produttori, proprietari, metteranno in vendita per ciascuna possibile serie di prezzi nel corso di uno specifico periodo. La legge dell’offerta è quel principio secondo cui, a parità di altre condizioni, al crescere del prezzo di un prodotto corrisponde un incremento della quantità offerta e al diminuire del prezzo corrisponde una contrazione della quantità offerta. Si tratta pertanto di una relazione diretta tra il prezzo e la quantità offerta. Anche in questo caso è possibile rappresentare una curva dell’offerta, ipotizzando che il prezzo rappresenti la variabile con la maggiore influenza sulla quantità offerta di ciascun prodotto. Ciononostante, anche qui esistono dei determinanti dell’offerta che potrebbero influire sull’offerta stessa, quali i prezzi delle risorse, la tecnologia, le tasse e i sussidi, i prezzi degli altri prodotti, i prezzi attesi, il numero di venditori presenti sul mercato. Analogamente al caso della domanda, vi è una differenza tra la variazione dell’offerta e la variazione della quantità offerta. Con variazione dell’offerta si intende una traslazione della curva causata dalla variazione di una o più determinanti della stessa; al contrario, una variazione della quantità offerta è rappresentata dallo spostamento da un punto all’altro lungo una stessa curva di offerta, causata da una variazione del prezzo del prodotto preso in considerazione.

Offerta

Offerta. Prezzo unitario, euro. Quantità offerta, mensile. Prezzo unitario, euro. 6, 5, 4, 3, 2, 1, 0. Quantità offerta, mensile: 0, 20, 40, 60, 80.

Prezzo unitario (euro) Quantità offerta (mensile)
5 60
4 50
3 35
2 20
1 5

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Domanda e offerta

L’intersezione tra la curva decrescente di domanda e quella crescente di offerta indica il prezzo e la quantità di equilibrio. Il prezzo di equilibrio è quel prezzo in corrispondenza del quale le intenzioni di acquirenti e venditori sono uguali tra di loro: ovvero, la quantità domandata è pari alla quantità offerta. La quantità di equilibrio è, viceversa, la quantità domandata e offerta che si ottiene in corrispondenza del prezzo di equilibrio in un mercato concorrenziale. Per un qualunque livello di prezzo superiore a quello di equilibrio, la quantità offerta supera quella domandata. Si ha pertanto un surplus o eccesso di offerta che causano riduzioni dei prezzi. L’offerta in eccesso solleciterebbe i produttori più competitivi a tagliare i prezzi al fine di vendere le loro unità di bene disponibili in eccesso. Con la diminuzione del prezzo si riduce anche l’incentivo a produrre, mentre aumenta quello per i consumatori a

Domanda e Offerta. Prezzo unitario. 6, 5, 4, 3, 2, 1, 0. Surplus, eccesso di offerta. Prezzo di equilibrio. Deficit, eccesso di domanda. Quantità di equilibrio. Quantità domandata e offerta, mensile, migliaia: 0, 2, 4, 6, 8, 10, 12, 14, 16, 18. Curva offerta. Curva domanda.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher g-ana di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Iazzolino Gianpaolo.
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