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Economia degli intermediari finanziari

Università degli Studi dell’Insubria, facoltà Economia e Management - Prof. Andrea Uselli.

Indice

Primo parziale

  • Cap. 1: Il sistema finanziario (pag. 4 - pag. 7): la struttura, le funzioni e l’organizzazione; i contratti finanziari; i rischi dell’attività di intermediazione.
  • Cap. 2: La funzione di intermediazione (pag. 8 - pag. 21): i saldi finanziari; i saldi finanziari dei settori istituzionali e i fattori di creazione delle attività finanziarie; la dissociazione tra risparmio e investimento; i conti finanziari; i canali di finanziamento.
  • Cap. 3: Moneta e sistema dei pagamenti (pag. 22 - pag. 27): la moneta: funzioni e caratteristiche; moneta e attività finanziaria; la produzione e la circolazione della moneta; la moneta, gli strumenti e i servizi di pagamento.
  • Cap. 4: La funzione di trasmissione della politica monetaria (pag. 28 - pag. 34): la politica monetaria; la Banca Centrale; obiettivi e strumenti di politica monetaria; Politica Monetaria Unica; assetto operativo della Politica Monetari Unica.
  • Cap. 5: I mercati finanziari (pag. 35 - pag. 37): mercati finanziari: definizione e classificazione; strutture di intermediazione; quote driven e order driven.
  • Cap. 6: Gli intermediari finanziari (pag. 38 - pag. 53): la classificazione degli intermediari finanziari; gli intermediari del canale indiretto; gli intermediari del canale diretto.
  • Cap. 7: Regolamentazione e vigilanza (pag. 55 - pag. 57): le ragioni della regolamentazione e dei controlli di vigilanza; gli obiettivi; gli strumenti; l’assetto dei controlli di vigilanza in UE e in Italia.
  • Cap. 8: I contratti assicurativi (pag. 58 - pag. 61): ramo danni; ramo vita.

Secondo parziale

  • Cap. 9: Le operazioni finanziarie (pag. 62 - pag. 67): le operazioni finanziarie; il rischio; tipi di rischio; definizioni del TUF.
  • Cap. 10: Il valore della moneta nel tempo e i criteri di valutazione delle attività finanziarie (pag. 68 - pag. 72): il valore della moneta nel tempo; il valore attuale.
  • Cap. 11: Le scelte finanziarie delle imprese (pag. 73 - pag. 80): i bisogni finanziari delle imprese; il fabbisogno finanziario delle imprese; i servizi di finanziamento; i servizi di pagamento alle imprese.
  • Cap. 12: Le scelte finanziarie delle famiglie (pag. 81 - pag. 87): bisogni finanziari delle famiglie e servizi bancari, finanziari e assicurativi; gli strumenti e i servizi di pagamento; i prodotti e servizi di finanziamento.
  • Cap. 13: I titoli di debito (pag. 88 - pag. 102): elementi introduttivi e definitori; principi ed esempi di valutazione; la valutazione del rischio; la duration e la volatilità; la struttura dei tassi per scadenza.
  • Cap. 14: I titoli di capitale e i titoli ibridi (pag. 103 - pag. 106): elementi introduttivi e definitori; principi, metodi ed esempi di valutazione.

Primo parziale

1. Il sistema finanziario

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La struttura, le funzioni e l’organizzazione

Il sistema finanziario è l’insieme dei contratti finanziari, dei mercati in cui essi sono negoziati, degli operatori e delle regole che permettono il suo funzionamento. Inoltre, esso è un’infrastruttura che si occupa del soddisfacimento dei bisogni finanziari degli operatori non finanziari, ossia le famiglie e le imprese.

Il suo compito è quello di rendere effettiva la negoziazione di operazioni finanziarie e la circolazione degli strumenti finanziari. In particolare:

  • Funzione monetaria: crea e fa circolare i mezzi di pagamento. Consiste in:
    • Produzione della moneta.
    • Circolazione della moneta.
    • Gestione sistema dei pagamenti:
      • Messa disposizione degli utenti dei mezzi di pagamento.
      • Assicurare il funzionamento del sistema dei pagamenti.
  • Funzione di intermediazione: inquelleafinanziarioavanzoineconomicheunitàdallefinanziarierisorsetrasferisceintermediazione:diFunzione- in:Consistefinanziario.disavanzo

Trasferimento e allocazione delle risorse tra gli agenti economici attraverso operazioni di finanziamento, mediante contratti che prevedono l’esecuzione di prestazioni monetarie.

Trasferimento di risorse tra le unità elementari che manifestano bisogni finanziari contrapposti.

L’insieme delle negoziazioni definisce il mercato dei finanziamenti in cui compratori e venditori determinano il prezzo e quindi il rendimento delle risorse finanziarie scambiate.

Esistono diversi mercati, tra cui:

  • Mercati a negoziazione diretta: le transazioni prevedono un confronto diretto tra le controparti, bilaterale e personalizzato.
  • Mercati aperti: le negoziazioni sono realizzate in via impersonale, seguendo condizioni contrattuali prefissate.

Inoltre, esistono più canali di transito delle risorse, tra cui:

  • Canale diretto: le attività e gli strumenti finanziari primari/primary securities emessi dalle unità elementari in disavanzo sono oggetto di acquisto da parte dei soggetti in avanzo finanziario.
    • I bilanci degli operatori finali risultano direttamente collegati tra loro.
    • Eventuali inadempienze ricadono sull’economia dell’unità in avanzo.
    • Circuito intermediato: generalmente questi scambi si perfezionano con l’intervento di istituzioni finanziarie che impediscono l’instaurarsi di rapporti diretti e autonomi.
    • Circuito autonomo: non ci sono interventi da parte di terzi.
  • Canale indiretto: un intermediario finanziario si interpone con il proprio stato patrimoniale tra i soggetti in surplus finanziario e i prenditori di fondi. Gli strumenti primari emessi dall’unità in disavanzo emettono a loro volta proprie passività, gli strumenti secondari o indiretti/secondary indirect securities, che vengono acquistati dalle unità in avanzo finanziario. L’intervento degli intermediari concilia le esigenze di finanziamento e investimento degli operatori finali. Su di essi si riflettono gli effetti economici di eventuali inadempienze.
  • Funzione di trasmissione della politica monetaria: trasmette all’economia gli impulsi di politica monetaria. La moneta entra in circolazione dopo la negoziazione di operazioni creditizie da parte della banca centrale (moneta legale) e dalle banche (moneta bancaria).

Per entrambe, concedere prestiti significa mettere a disposizione dei debitori mezzi di pagamento rappresentati da propri debiti e trasformare diritti di credito a scadenza (prestiti) in potere d’acquisto immediatamente disponibile (banconote e depositi). Questo processo è governato dalla banca centrale.

  • Funzione di assicurazione e gestione dei rischi: copre i rischi puri e gestisce i rischi speculativi attraverso la negoziazione di diritti/impegni a scambi futuri. futuri.guadagnioperditedeterminanospeculativi:Rischi guadagni.nonmafuturi,dannioperditedeterminanopuri:Rischi

L’incertezza è presente naturalmente all’interno dell’attività economica. Essa è l’oggetto stesso della produzione perché gli scambi di moneta nel tempo possono essere soggetti ad eventi aleatori.

Il sistema finanziario trasforma l’incertezza in rischio quantificabile, basato su una misurazione degli stati futuri al realizzarsi di determinati eventi a cui vengono associate delle probabilità. Sono stati sviluppati molti strumenti per valutare questi rischi.

Inoltre, sono state sviluppate tecniche di gestione dei rischi, come il processo di pooling e diversificazione dei rischi, cioè l’assunzione di elevate esposizioni a rischio per una migliore previsione di esso.

I contratti finanziari

Le operazioni finanziarie si concretizzano nei contratti finanziari in cui le prestazioni delle parti sono espresse in moneta e differenziate nel tempo.

I due elementi principali dell’operazione finanziaria sono la natura monetaria e il fattore tempo.

Si distinguono:

  • Attività finanziaria e specularmente passività finanziaria: figurano nel bilancio di due operatori. Infatti, un’attività finanziaria è sia una componente dell’attivo di un operatore, sia un elemento del passivo di un altro operatore.
  • Attività reale: compare nel bilancio di un solo operatore, in quanto espressione di un rapporto di proprietà. È rappresentata tipicamente da beni tangibili.

Le attività finanziarie esistenti presentano degli elementi negoziali e delle caratteristiche molto diverse tra loro. Tra i diversi elementi negoziali, sono importanti quelli che concorrono a definire la natura del rapporto che si instaura tra i contraenti. Le attività finanziarie possono essere ricondotte a quattro categorie di contratti finanziari:

  1. Contratti di indebitamento: riguardano operazioni di credito o di prestito monetario. Consistono nell’esecuzione da parte delpresoimpegnoundibasesullaattualemonetariaprestazioneunadicreditoredel fiduciarianaturadirapportoundipresenzalasottintendecreditiziaL’operazionedebitore. temporaledistanzaLainadempimento.undil’eventualitàsemprec’èseanchesoggetti,itra lafinanziarediprimache,creditoredelcaricoaaleatoriacomponenteunaimplica l’accessoimportanteÈscadenza.arimborsodelcapacitàlavalutarnedevecontroparte debitore.delpartedacreditoredelall’informazione
  2. Contratti di partecipazione: caratterizzati dalla piena condivisione dei risultati economici e dei rischi dell’impresa finanziata. Riguardano il conferimento di quote di capitale d’impresa. Il rapporto finanziario intercorre tra l’impresa emittente e il conferente: l’impresa deve adempiere alcuni obblighi ed eseguire determinate prestazioni, il conferente è titolare di diritti patrimoniali e amministrativi. C’è l’interesse diretto verso i risultati dell’attività economica dell’impresa, inoltre, non c’è alcun impegno certo di restituzione futura del capitale o di remunerazione.
  3. Contratti di assicurazione: sono relativi al procedimento assicurativo di trasferimento dei rischi ad istituzioni specializzate. Prevedono, dietro il pagamento di un premio, che l’assicuratore assuma un onere finanziario al verificarsi di un determinato evento futuro e incerto inerente al patrimonio o alla persona dell’assicurato. L’assicurato trasferisce all’assicuratore l’onere economico di un accadimento temuto. Il debito dell’azienda assicuratrice nei confronti degli assicurati e certo; invece il diritto del singolo assicurato a ricevere la prestazione, è aleatorio.
  4. Contratti derivati: consentono di traslare/trasferire i rischi finanziari, ovvero la gestione dei rischi associati alle attività «sottostanti», in una logica di copertura o di speculazione. Essi incorporano una promessa di eseguire una prestazione basata sull’andamento del prezzo di una o più attività (merci, attività finanziarie, tassi di interesse, valute, ecc.) detta sottostante. L’esecuzione della prestazione deve o può essere effettuata ad una (o entro una) certa data futura. I contratti derivati sono così definiti poiché il loro valore «deriva» da quello di altri strumenti e sono sempre contratti a termine.

I rischi dell’attività di intermediazione

Come già detto, il rischio si trova nella natura di ogni attività economica. In campo finanziario sono proprio le attività finanziarie a produrre rischio. Il sistema finanziario offre contratti di investimento e finanziamento molto diversi, ma ognuno di questi è caratterizzato da più tipologie di rischio che vanno a costituire il rischio totale.

A sua volta, la combinazione di più operazioni finanziarie, detta portafoglio, porta a definire diverse classi di rischio. Quindi è evidente che il trasferimento dei fondi attuato dagli intermediari finanziari comporta alcuni rischi finanziari:

  • Rischio di credito: ogni attività è esposta a questo rischio, ossia alla possibilità che il debitore non adempia l’obbligazione. Riguarda l’attività di prestito, la sottoscrizione di obbligazioni e il rilascio di garanzie alla clientela. Alla base dell’attività di finanziamento è importante la valutazione della capacità di rimborso del potenziale prenditore di fondi e delle sue prospettive di redditività. Questi elementi sono i principali fattori per definire il profilo del rischio creditizio del debitore o standing creditizio.
  • Rischio paese e rischio sovrano:
    • Rischio paese: è il rischio di credito che un operatore si assume quando presta fondi o acquista un’attività finanziaria emessa da una controparte che opera in un paese estero. Il rischio di non ottenere la restituzione dei fondi prestati e gli interessi ricorre anche se il debitore non è in condizioni di insolvenza. Ci potrebbero essere scelte politiche che impongono restrizioni ai debiti di valuta.
    • Rischio sovrano: è una variante del rischio paese. Esso fa riferimento al rischio di insolvenza di uno stato estero su un finanziamento emesso o garantito dallo stesso. Alcuni titoli sono nulli in certi paesi e validi in altri. In particolare si parla delle differenze dei tassi di interesse richiesti dal mercato sulle due tipologie di titoli (spread).
  • Rischio di liquidità: è collegato alle difficoltà di un operatore di far fronte tempestivamente ed economicamente alle uscite di cassa. Le banche sono particolarmente esposte a questo rischio per due motivi:
    • I depositanti possono prelevare cifre a loro discrezione.
    • Alcune operazioni possono essere compiute solo dalla banca e non su mercati secondari.

Per questi motivi la banca ha bisogno di reperire velocemente le quantità di moneta necessarie (banking liquidity risk).

Esistono altre due fattispecie di questo rischio che riguardano l’attività degli intermediari finanziari in generale e le difficoltà che si possono avere quando si creano squilibri tra i flussi di cassa in entrata e quelli in uscita:

  • Funding liquidity risk: si verifica quando l’intermediario ha difficoltà nel reperire risorse liquide.
  • Market liquidity risk: si manifesta quando c’è difficoltà nel reperire la liquidità necessaria sui mercati tramite la cessione di titoli.

Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il concetto di liquidità riguarda il grado di negoziabilità sui mercati.

  • Rischio di mercato: corrisponde al rischio di fluttuazioni nei valori delle attività finanziarie, dovute ai cambiamenti delle condizioni di mercato.
  • Rischio di interesse: è collegato al fatto che il valore di mercato di un’attività finanziaria può variare per il cambiamento dei tassi di interesse. Siccome il valore di un’attività finanziaria è la somma dei flussi di cassa scontati a un tasso di interesse di mercato, le variazioni di questo portano fluttuazioni nel valore dell’attività, tanto maggiori quanto più lontana è la sua scadenza. causaasubitaestera,valutaunaindenominatafinanziariaun’attivitàdivaloredivariazionelaècambio:diRischio- estera.valutaenazionalevalutatracambioditassodeloscillazionidelle sifinanziari,intermediarideglispecificocasoNelgenerale.indell’impresafunzionamentoilriguardaoperativo:Rischio- diquelliaeoperativisistemideimalfunzionamentoallegateperditepossibiliariferimentofa ilc’èquestiTrapersonale.delinfedeltàeincapacitàaonaturalicatastrofiainterno,controllo un’azionechepossibilitànellaconsisteQuestoreputazione.dielegalerischioilfrode,dirischio diancheparlasirecenteDiguadagni.minorioperditecausidell’intermediarioconfrontineilegale dafinanziariintermediarideglioperativisistemiaiattacchidipossibilitàlariguardacherisk,cyber informazioni.delleriservatezzalaviolareperhackersdiparte lariceverediprimaprestazionesuaallaadempieoperatoreunquandoemergerepuòcontroparte:diRischio- riceverla.nondirischioilcorrendocontroprestazione,

2. La funzione di intermediazione

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I saldi finanziari

La funzione di intermediazione consiste nel facilitare il trasferimento di risorse monetarie tra gli agenti economici con bisogni finanziari contrapposti.

Questa funzione consente, da un lato, di soddisfare le esigenze di impiego fruttifero del risparmio dei soggetti in avanzo finanziario (prestatori finali di fondi) e, dall’altro lato, di soddisfare le necessità di finanziamento dei soggetti in disavanzof

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisamardiiorio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari - eif e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Uselli Andrea.
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