Capitolo 3
Le fasi conclusive della contabilità generale
La contabilità generale ha l’obiettivo di rilevare la gestione dell’azienda al fine di determinare periodicamente il risultato economico d’esercizio e il capitale di funzionamento.
Durante il periodo amministrativo, tutte le operazioni di gestione esterna vengono registrate contabilmente in base alla manifestazione numeraria, ovvero in relazione all’effettiva entrata o uscita di liquidità.
Il movimento della liquidità può avvenire in contanti, generando una variazione numeraria certa (che incide direttamente su cassa, conti correnti bancari o postali), oppure a dilazione, dando luogo a una variazione numeraria assimilata (che comporta la nascita di debiti o crediti che rinviano l’effettiva uscita o entrata di denaro).
Durante l’esercizio, la rilevazione contabile si basa prevalentemente sulla manifestazione numeraria, mentre in fase di redazione del bilancio l’attenzione si sposta sull’aspetto economico: è infatti necessario imputare all’esercizio tutte le componenti di costo e di ricavo di competenza economica, insieme agli elementi attivi e passivi del capitale di funzionamento.
Questo permette di determinare in modo veritiero e corretto sia il reddito d’esercizio sia il capitale di funzionamento.
Può accadere che alcuni costi e ricavi, pur essendo collegati alla produzione economica dell’esercizio, non siano stati ancora registrati poiché la relativa variazione numeraria si manifesterà solo in futuro.
Allo stesso modo, possono essere stati contabilizzati costi e ricavi la cui variazione numeraria si è già verificata, ma che non sono di competenza dell’esercizio in chiusura.
Per questo motivo, al termine dell’anno, è necessario effettuare due tipi di rilevazioni contabili: da un lato, si devono imputare all’esercizio le quote di costi e ricavi maturati economicamente ma non ancora registrati per mancanza di manifestazione numeraria; dall’altro, si devono stornare dall’esercizio le quote di costi e ricavi già rilevati ma non ancora maturati economicamente.
Queste operazioni contabili prendono il nome di scritture di assestamento e permettono di determinare con precisione la competenza dei componenti di reddito e gli elementi del capitale di funzionamento.
Le scritture di assestamento si suddividono in:
- Scritture di integrazione, che aggiungono componenti economici di competenza dell’esercizio ma non ancora rilevati;
- Scritture di rettifica, che eliminano componenti economici non di competenza dell’esercizio ma già contabilizzati.
Le scritture di integrazione
Le scritture di integrazione hanno lo scopo di rilevare quote di costi e ricavi che, pur non avendo ancora avuto una manifestazione numeraria durante l’esercizio in chiusura, risultano di competenza economica, totalmente o parzialmente, dello stesso periodo.
Questo accade quando costi e ricavi, pur riferendosi ad attività economiche svolte nell’esercizio, non sono stati ancora registrati in contabilità poiché l’entrata o l’uscita di denaro avverrà solo in futuro.
Le scritture di integrazione si fondano quindi sull’applicazione del principio della competenza economica e comportano la rilevazione di due tipologie di valori: un valore economico-reddituale, che rappresenta la quota di costo o ricavo imputata all’esercizio in quanto effettivamente maturata nel periodo e un valore numerario presunto, che deriva da una stima effettuata per attribuire correttamente i costi e i ricavi alla competenza dell’esercizio.
Questo valore numerario presunto si traduce in un debito o credito da rilevare, non ancora effettivamente manifestatosi ma atteso.
Le principali operazioni che richiedono scritture di integrazione sono la rilevazione delle fatture da emettere e da ricevere, la registrazione dei ratei attivi e passivi, la rilevazione degli interessi attivi e passivi da liquidare, nonché la costituzione di fondi per spese future e per rischi.
Queste operazioni permettono di presentare un bilancio che rifletta in modo corretto e veritiero la situazione economica dell’azienda alla chiusura dell’esercizio.
La rilevazione delle fatture da emettere e da ricevere
Alla chiusura del periodo amministrativo può capitare che l’azienda non abbia ancora ricevuto le fatture per beni o servizi già ricevuti, oppure che non abbia ancora emesso le fatture relative a vendite o prestazioni già effettuate verso i clienti.
Questo fenomeno evidenzia una mancata coincidenza tra il momento in cui il bene o il servizio viene effettivamente ricevuto o erogato e il momento in cui viene emessa o ricevuta la relativa fattura, che rappresenta la manifestazione numeraria dell’operazione.
Tali operazioni, pur non essendo ancora documentate da fattura, sono comunque di competenza economica dell’esercizio in chiusura, in quanto il fatto generatore (come la consegna del bene o la prestazione del servizio) si è già verificato.
Di conseguenza, è necessario procedere con la rilevazione contabile di due tipologie di valori: un valore economico, che rappresenta la quota di costo o di ricavo da imputare all’esercizio
-
Economia aziendale - Parte pratica
-
Esercitazione Economia aziendale
-
Economia Aziendale - Scritture di assestamento
-
Economia aziendale