Capitolo 1: Il finanziamento
Il finanziamento rappresenta il processo attraverso cui un’impresa reperisce le risorse economiche necessarie per svolgere le proprie attività, sostenere gli investimenti e favorire la crescita.
Questo processo può avvenire attraverso fonti interne, come l’autofinanziamento derivante dagli utili reinvestiti, oppure tramite fonti esterne, che comprendono sia il capitale di rischio, come gli apporti dei soci o l’emissione di azioni, sia il capitale di credito, come i prestiti bancari, le obbligazioni o il leasing.
Ogni forma di finanziamento comporta specifici costi, vantaggi e rischi, e la scelta tra l’una o l’altra dipende dalla struttura finanziaria dell’impresa, dagli obiettivi strategici e dalle condizioni del mercato.
Reperire risorse in modo efficace è fondamentale per garantire la continuità operativa dell’azienda, supportare l’innovazione e mantenere un adeguato equilibrio finanziario.
Il capitale di rischio
Il capitale di rischio è l’insieme delle risorse finanziarie che i soci o gli azionisti conferiscono all’impresa senza alcun obbligo di restituzione.
Rappresenta una delle principali fonti di finanziamento a lungo termine e costituisce il patrimonio netto dell’azienda, il quale è regolamentato dall’articolo 2424 del Codice civile.
Questo articolo definisce la struttura e le voci dello stato patrimoniale, dove il patrimonio netto viene rappresentato in modo dettagliato per garantire trasparenza e chiarezza sulla situazione finanziaria dell’impresa.
Chi apporta capitale di rischio diventa il proprietario, in tutto o in parte, dell’azienda e partecipa ai risultati economici, condividendo sia gli utili sia le eventuali perdite.
A differenza del capitale di credito, il capitale di rischio non comporta il pagamento di interessi, ma comporta un rischio maggiore per chi investe, poiché il rendimento dipende dall’andamento dell’impresa ed è quindi incerto.
Questo tipo di capitale è particolarmente importante nelle fasi iniziali o nei momenti di espansione dell’attività, perché rafforza la solidità finanziaria dell’azienda e facilita l’accesso a ulteriori finanziamenti.
Nel bilancio, come già anticipato, il capitale di rischio è incluso nella sezione del patrimonio netto, che rappresenta la parte del capitale appartenente ai soci o azionisti e comprende il capitale sociale, ossia il valore nominale delle azioni o quote sottoscritte, le riserve, l’utile o la perdita dell’esercizio e altre voci come il sovrapprezzo delle azioni.
Gli aumenti di capitale sociale
Gli aumenti di capitale sociale a pagamento rappresentano una delle principali modalità di finanziamento delle società e possono realizzarsi sia attraverso l’emissione di nuove azioni, sia mediante l’aumento del valore nominale delle azioni o quote già in circolazione.
È fondamentale, secondo quanto stabilito dall’articolo 2438 del Codice civile, che per procedere all’emissione di nuove azioni siano state liberate quelle precedentemente emesse, ovvero che siano stati versati i conferimenti relativi alle azioni già sottoscritte ma non ancora interamente pagati.
Al momento dell’emissione delle nuove azioni, devono essere regolati alcuni aspetti essenziali: innanzitutto, il diritto di opzione spettante ai soci e ai possessori di obbligazioni convertibili, che consente loro di sottoscrivere le nuove azioni in proporzione rispettivamente al numero di azioni possedute e al rapporto di cambio previsto.
Inoltre, deve essere definito il prezzo di emissione, che può essere pari al valore nominale o superiore ad esso.
Questo prezzo è strettamente collegato al valore patrimoniale dell’azienda, rilevabile da un bilancio straordinario appositamente predisposto.
Per la società, l’emissione di azioni a un prezzo superiore al valore nominale comporta un maggiore afflusso di risorse finanziarie.
La differenza tra il prezzo di emissione e il valore nominale è chiamata sovrapprezzo di emissione e viene destinata alla riserva sovrapprezzo azioni, nota anche come riserva di capitale.
Infine, è necessario stabilire il godimento dei titoli emessi, cioè il periodo a partire dal quale le nuove azioni maturano il diritto al dividendo.
Capitale di credito
Il capitale di credito, indicato all’articolo 2424 del Codice civile nella sezione delle passività dello stato patrimoniale, rappresenta gli obblighi dell’azienda verso terzi