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1.1 - L’attività economica

1. L’origine storica degli studi in campo aziendale

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 I bisogni sono infiniti MA beni sono scarsi

 I bisogni sono la condanna umana poiché chi avverte un bisogno si

trova in uno stato di malessere, sofferenza, irrequietezza…

 L’economia nasce dalla necessità di fare con il poco che si ha il più

possibile

 “Fare tanto con poco”

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 Piramide dei bisogni dello psicologo Maslow

 Noi dal bisogno dobbiamo uscire, ma ciò è complicato

 Non siamo mai soddisfatti

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 Da qui nasce il pensiero economico

 “Pensare in modo economico” -> cercare di trarre più che posso da

quello che ho

 “abito mentale” -> un modo di guardare ai problemi ed affrontarli

 Pensiero economico -> informazioni documentabili, misurazioni

dimostrabili (confronto tra beni), ipotesi verosimili (non possiamo

mai sapere tutto quello che ci serve, anche le informazioni sono dei

beni scarsi o non attendibili, ci sarà sempre qualcosa che non

conosciamo per il quale mi devo fidare del mio istinto e della mia

capacità predittiva)

 Il pensiero economico ha a che fare con il raggiungimento di una

utilità

 Mia utilità? Vantaggio mio che crea svantaggio ad altri?

No, è naturale

Non ci deve esserci il vantaggio unico personale a danno degli altri

 “I fisici studiano la vita ma gli economisti studiano le regole che

tengono in vita”

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 Tutti i problemi umani o per loro natura o per finalità strumentale

chiamano in campo l’economia

 Quando io ho un problema che può essere soddisfatto attraverso

l’utilizzo di un bene quello è un problema di sua natura economica

(soddisfacimento di un bene)

 Ma ci sono anche attività economiche necessarie per risolvere

problemi non economici (necessità strumentale):

se io mi sento sola, il mio bisogno è un bisogno di contatto umano

Non c’è un bene che può risolverlo

Ci sono le relazioni umane o, in questo periodo, videochiamate se

dispongo di un cellulare (bene)

Cellulare -> strumento che serve per soddisfare un bisogno

 Quindi tutto diventa anche “attività economica”, attraverso beni

economici

 Molti ragioni per essere felici o infelici

 Il nostro ideale -> felicità

 Per fare ciò noi svolgiamo continuamente attività economiche

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 Attività economica -> soddisfare bisogni con beni scarsi

 Viviamo in un sistema abituato allo scambio

 Qualcuno mi offre qualcosa in regalo, cessione a titolo gratuito

(distribuzione)

 Produco qualcosa (faccio da mangiare)

 Il consumo è l’atto finale che permette la soddisfazione del bisogno

attraverso un bene

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 L’economia si fonda su due protopostulati:

1. scarsità dei beni in natura

2. razionalità dell’agire in campo economico da parte dell’uomo

 Noi assumiamo che quando le persone svolgono attività

economiche si comportano in modo razionale

 Modo razionale -> usare al meglio il poco che ho

 Ciascuno di noi ha momenti di irrazionalità ovviamente

 Ma questo presupposto ci dice che se voglio studiare l’attività

umana in campo economico devo presuppore che si stiano

comportando in modo razionale e se si comportano diversamente

sarà complicato capire poiché sono imprevedibili

 Razionalità caratterizzata da 3 requisiti: soggettiva (riferibile a

quella persona), relativa, limitata

 Soggettiva -> la soluzione ad un certo problema economico comune

si possono trovare diverse soluzioni tra persone e non possiamo dire

qual è la soluzione migliore poiché ciascuno ha stabilito

soggettivamente i fini che vuole raggiungere

Es. io voglio mangiare un cioccolatino, Chloe una mela

Nessuno è nel torto, nessuno è nel giusto, noi non possiamo sapere

il perché di quelle scelte e non dobbiamo giudicare

Ci sono diverse scelte, diversi bisogni, diversi fini

Io faccio sempre allenamento e mi posso permette qualche sfizio

ogni tanto

Chloe preferisce mangiare una mela poiché vuole tenersi super in

forma nonostante faccia allenamento anche lei

Non c’è una soluzione UNICA

 Relativa -> “io mangio la mela perché non ho altro nella borsa”

La possibilità di avere più opzioni

Non c’è la soluzione che ci permette di soddisfare tutti i bisogni in

una sola volta

“Bevo Champagne ma devo arrivare a fine mese”

Soluzioni valutate rispetto al soggetto e al momento in cui ha

raggiunto la soluzione

 Limitata -> “se io non so che mangiare il cioccolato fa alzare il

colesterolo, nella mia ignoranza mangerò un botto di cioccolato”

Informazioni note che mi portano a compiere una DETERMINATA

scelta

Non siamo capaci di prevedere tutto

Potrebbe rivelarsi una pessima soluzione

 Assumere decisioni razionali può anche essere fallimentare e a volte

non corretto

 Abbiamo nella nostra vita molte impressioni o intuizioni che ci

portano risultati vantaggiosi

1.2 Fibonacci e Pacioli

1. L’origine storica degli studi in campo aziendale

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 L’economia aziendale è nata nel 1927

 Ma gli studi economici in campo aziendale sono antichissimi

(egiziani, romani…)

 Erano i problemi legati al commercio

 Economia aziendale -> evoluzione della ragioneria

 La prima necessità è stata contare, tenere memoria degli eventi

soprattutto nelle relazioni tra clienti e fornitori ma anche tra il

mercante e chi si occupava dei suoi affari (figure di aiuto che

avevano il maneggio del denaro o dei beni)

 Ragioneria -> ratio (calcolo -> conto e ragionamento)

 Tener conto -> fai attenzione che… abbi cura che…

 Il numero ha la capacità sintetica di fornire informazioni

 Il saper contare era un gran sapere in tempi lontani e chi lo sapeva

fare aveva il controllo (basti pensare a coloro che non lo sapevano e

che venivano derubati)

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 1202 -> Leonardo Pisano (Fibonacci) “Liber Abaci”

 1494 -> “Summa” di Luca Pacioli (divulgare la partita doppia, non

scoprire)

 Dal 1494 fino al 1880 – contabilismo post pacioliano

 1880 - Prolusione di Fabio Besta - Ragioneria scientifica (ma non è

ancora scienza e non si studia in ambito universitario)

 1927 – Tendenza nuove di Gino Zappa – Economia aziendale

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Il Liber Abaci

 Primo manuale di computisteria mercantile

 Il saper economico nasce da un bisogno di contare, di usare i numeri

 Il sapere ragionieristico del tempo consisteva in un insieme di regole

che consistevano nell’annotare i numeri in un modo da trarre da

essi un significato

 “Avere ragione di credito o di debito” -> una persona mi deve del

denaro o io devo denaro a quella determinata persona

 Tutto ciò serviva per controllare l’operato

Slide 5

La Summa

 La Summa -> l’apoteosi del sapere ragionieristico del tempo

 Trattato che parla anche di tante altre cose oltre che alla contabilità

 Si parla di contabilità e di metodo alla veneziana (partita doppia)

 Gli venne attribuito il merito di aver inventato questo metodo ma

era giù in uso e lui la diffuse semplicemente

 Capì che bisognava parlare lo stesso linguaggio quando si

commerciava soprattutto con persone straniere e quindi, per questo

motivo, trovò il linguaggio contabile perfetto

 Utilizzò il volgare per scrivere il trattato

 Ciò permise di lasciare un sapere che era compreso più facilmente e

dal popolo in generale e utilizzò caratteri a stampa e non

manoscritto e quindi ci furono diverse copie e quindi questo sapere

circolò più facilmente

 Il senso di questo metodo è quello di trovare un modo per tenere

memoria degli accadimenti in un modo che fosse facile e efficace

 Banale ma geniale

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 Illustrazione metodo della partita doppia

o Si inventano dei conti

o Due sezioni: sezione DARE (sinistra) e sezione AVERE (destra)

o Addebitamento -> sezione DARE

o Accreditamento -> sezione AVERE

o Se io ho una relazione con una persona e le presto del denaro

scriverò sul conto il nome della persona e sull’altro il mio

o Sul conto dell’altra persona scriverò nella sezione DARE

quanto denaro mi deve restituire

Nell’altro conto (il conto relativo a me) ci starà scritto nella

sezione AVERE che mi deve ritornare tot denaro

o Tecnica bilanciante -> ogni volta che accadeva un rapporto tra

due soggetti si doveva compiere e registrare una scrittura

duplice

Se tutte le scritture erano state scritte in un modo corretto

tutti potevano fare i conti del DARE e del AVERE che

risultavano corretti

o Il totale del DARE deve essere uguale al totale dell’AVERE

Slide 9 o Per Pacioli anche se i conti erano riferiti ad oggetti, andavano

intesi come persone

o In questo modo si stabilivano facilmente relazioni di DARE e di

AVERE

o Esempio

 Cavedale -> Capitale -> proprietario

 Il cassiere dovrà rendermi 1000

 Esempi slide 10

 Esempio slide 11

Slide 12

 Pro e Danno -> conto che esprime il risultato

 Pro -> guadagno, danno -> perdita

Slide 13

Il contabilismo post pacioliano

 Fino alla metà del 1700, i contabili dell’epoca si dedicavano alla

scrittura di manuali che introducevano piccole variazioni solo

estetiche e non evolutive della scrittura dei conti

 Non portarono alcun contribuito utile al progresso della Ragioneria

 Denominato contabilismo post pacioliano

Slide 14 e 15

Degranges e la teoria dei cinque conti generali

 Nel 1795 padre e figlio Degrange

 Degrange voleva superare la PERSONIFICAZIONE pacioliana

 Teoria dei cinque conti generali -> PERSONALIZZAZIONE

o Gli oggetti diventano parte dello stesso proprietario

 Due categorie di conti: conti principali e i conti particolari

 Seguaci di Degrange chiamati cinque contisti

1.3 La logismografia

1. L’origine storica degli studi in campo aziendale

Slide 2 e 3

 Logismografia -> ragioneria, contabilità

 I cinque contisti non hanno trovato una grande soluzione, anzi,

confondevano molto di più le cose

 Francesco Marchi contrastò i Degrange perché sosteneva che la loro

teoria avesse falsato il metodo della partita doppia

 Dichiarò che il personalismo aveva fatto perdere il senso delle

scritture stesse

 Secondo Degrange infatti i beni erano trattati come fossero essi

stessi ‘parti’ del proprietario

 E così facendo secondo Marchi le parole DARE e AVERE non avevano

più senso

Slide 4

 Marchi contrastò i cinque contisti con la logismografia

 Essa prevedeva quattro categorie di conti (tutti di PERSONE)

o Corrispondenti, consegnatari, proprietario, gerente

Slide 5

 Giuseppe Cerboni fondò la teoria (tecnica) personalistica italiana

 Istituì la scuola toscana

 Ebbe l’intuizione che la ragioneria potesse dare di più

 Quindi pose l’attenzione sull’oggetto

 Diede la possibilità alla ragioneria di diventare una scienza (ma non

ci siamo ancora)

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 Ragioneria scientifica -> ragioneria formata da quattro rami del

sapere o funzioni:

o Amministrazione aziendale

o Contabilità

o Computisteria

o Logismografia

 Non è un gran salto evolutivo nemmeno questo

 Introdusse la contabilità pubblica e ancora oggi la nostra contabilità

risente di quella cerboniara

1.4 La ragioneria scientifica

1. L’origine storica degli studi in campo aziendale

Slide 2

 Italia pre-industriale

 Piccole attività che si stavano evolvendo

 L’unificazione (1861) creò un mercato unico rispetto a quelli di ogni

comunità cittadina

 Innovazione e cambiamento che chiedevano un approccio diverso

Slide 3

 Fabio Besta segnò questo cambiamento

 La sua Prolusione nella scuola di commercio di Venezia inaugurò

l’anno accademico con un suo discorso (prolusione, appunto) sul

pensiero ragionieristico

 Criticò la logismografia dichiarando che i successori di Pacioli

avevano guastato il suo pensiero

Slide 4

 Anche la logismografia aveva una falla

o Il gerente non esisteva e nella maggior parte dei casi chi

gestiva l’attività era lo stesso proprietario (quindi si creava un

paradosso) e quindi ‘dava’ a sé stesso le cose

 Besta cominciò a riflettere sul metodo da seguire la realtà oggetto di

osservazione

 Non si era mai parlato di metodo di studio, dell’approccio del

metodo aziendale

 Sostenitore del metodo pratico

 La scienza deve rendere conto alla realtà, ai fatti

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 “La Ragioneria”, opera di Besta

 Tutta la sua impostazione teorica è rivolta al patrimonio (“sostanza

patrimoniale”)

 Cominciò a pensare agli oggetti come cose con un PROPRIO valore

 Il valore era espressione del valore intrinseco del bene

 Valutando gli oggetti in questo modo tutti i conti avevano un valore

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 Il patrimonio è un insieme di elementi attivi e passivi

 Un elemento ha valore indipendentemente dal fatto che sia nel

patrimonio

 ATTIVITA’ -> valore di tutti gli elementi attivi

 PASSIVITA’ -> valore di tutti i debiti (elementi passivi)

 La differenza tra i due mi dice il mio capitale

 I conti vengono riferiti a ciascun elemento del patrimonio attivo e

passivo

 Es. conto Cellulare, conto Casa…

Slide 7

 Dal quel momento DARE e AVERE significano solo sinistra e destra

perché non avevano più alcun significato

 Non hanno più il significato che dava Pacioli ad essi

 L’importante è che ci siano due sezioni e che la posizione in una e

nell’altra abbiano due significati diversi

 Leggiamoli come AUMENTO e DIMINUZIONE del valore dell’oggetto

 Es. conto DEBITI -> a destra ci sono tutti gli aumenti del mio debito

 Prima i conti erano considerate come persone e venivano presi in

considerazione i rapporti tra le persone

 Mentre dopo Besta si usano i conti distinguendoli per senso e per

significato

 Alcuni conti ci forniscono una certa informazione mentre altri ci

forniscono informazioni di altra natura

 Così utilizzando la partita doppia abbiamo due informazioni diverse

con due conti mentre prima avevano solo una informazione con due

conti

 Risultato informativo più utile se distinguiamo i conti in diversi modi

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 I conti vengono distinti in due serie di conti

o Prima serie guarda ai singoli elementi patrimoniali

o Seconda serie guarda al patrimonio nel suo complesso

 Quindi conosco sempre la variazione dei singoli elementi

patrimoniali coinvolti diminuito e anche che effetto ha ciò nel

patrimonio

 Quindi duplice informazione

Slide 9

 Nel pensiero bestano il patrimonio è il fulcro, il centro

 Le realtà economica del tempo era costituita da piccole aziende che

stavano già cominciando ad essere industriali ma erano ancora, per

la maggior parte, famigliari

 Quindi a loro importava più di ogni altra cosa l’aumento del

patrimonio

 Anche il concetto di azienda che viene definito da Besta è definito

come l’insieme di beni (patrimonio)

Slide 10 e 11

 Per Besta il patrimonio (Capitale) è determinabile sommando i valori

degli elementi ATTIVI e PASSIVI

 Se prendo in considerazione il capitale in un tempo t e in un tempo

t+1 ciò che verrà fuori sommando si chiama Reddito

 Profitto (pro), Perdita (danno)

 Se io registro ogni giorno ogni singolo cambiamento patrimoniale e

faccio la somma di questi elementi (sia attivi sia passivi) io trovo il

reddito in questo determinato periodo

Slide 12

 Per Besta il fulcro è che la centralità del patrimonio lo porta a

ritenere che il reddito sia il frutto, sia generato dal patrimonio

 Il reddito deriva dal patrimonio

 L’albero è il patrimonio, il frutto è il reddito (se positivo)

2.1 L’azienda prima di Gino Zappa

2. L’evoluzione del concetto di azienda

Slide 2-3

 Da Pacioli in poi gli studiosi si sono concentrati sui tecnicismi e

puramente aritmetica

Cercavano regole per rendere più facile la contabilità

 I Logismologi introducono le 4 figure

Persone come figure di riferimento dei conti

Slide 4-5

 Nell’idea di Cerboni l’azienda era intesa come un centro di rapporti

giuridici

Gli stessi valori nei conti sono i valori che esprimono i diritti e

obblighi rispetto ai beni

Intendeva l’azienda come un oggetto intorno al quale si formano

delle relazioni (tramite il gerente)

 Figure logismologiche legate tra loro tra relazioni giuridiche

Slide 6

 Prima definizione di azienda viene fornita da Fabio Besta

 Fabio Besta è stato un grandissimo maestro e ridimensionò il ruolo

della contabilità e concentrò l’attenzione sul patrimonio

 L’azienda è vista come un insieme di fenomeni legati a un

patrimonio

 La ragioneria ha l’intento di fornire regole di comportamento per

amministrare in modo adeguato questi fenomeni

Slide 7-8

 Patrimonio e azienda sono due concetti contigui anche se diversi

 Il patrimonio è l’insieme degli

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulypedroni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Broglia Angela.
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