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Istituzioni di diritto

Pensando alla parola diritto, la prima definizione che verrebbe in mente agli uomini è una sovrastruttura che impone delle regole e limita la nostra libertà. Gli uomini la percepiscono quindi con un’accezione negativa.

La concezione di diritto secondo Thomas Hobbes

Thomas Hobbes, nel suo libro più famoso “Leviatano”, definiva il diritto come qualcosa necessario all’uomo per vivere in società. Serviva infatti per contenere e limitare l’indole umana. Questa concezione di diritto però non considerava e opprimeva la felicità dell’uomo, non gli permetteva di vivere libero. Oggi invece è proprio il diritto che ci permette di essere felici, di soddisfare i nostri bisogni e di raggiungere i nostri obiettivi.

Art. 2 Costituzione

“Gli uomini hanno il diritto di essere felici, ambiscono a essa. I diritti inviolabili contribuiscono al raggiungimento e sono garantiti dallo Stato.” Dal momento in cui però non viviamo da soli, ma in società e stabiliamo delle relazioni, dobbiamo rispettare i diritti degli altri. La nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri.

Concorrenza e diritti

La concorrenza stimola lo sviluppo, il miglioramento dei prodotti, la crescita dell’azienda e tutela i diritti del consumatore; davanti a un monopolio infatti il consumatore non avrebbe possibilità di scegliere dove comprare un determinato bene ma sarebbe sicuramente la condizione ideale per le imprese. Al tempo stesso risulta però svantaggioso per le aziende le quali si trovano a dover sempre creare un prodotto competitivo sul mercato. Inoltre, la troppa concorrenza non permette alle nuove aziende di immettersi nel mercato, non tutelando quindi il diritto della libera iniziativa economica.

Cos'è il diritto?

Può essere paragonato all’universo perché è un sistema chiuso all’interno del quale si trovano vari elementi (diritti, doveri). Se però sono troppi, questi elementi entrano in contrasto gli uni con gli altri, quindi servono i doveri. Per vivere al meglio, le persone hanno deciso di raggrupparsi e darsi delle regole che permettessero a tutti di realizzarsi. Da questo nasce l’ordinamento giuridico.

Ordinamento giuridico

È un sistema di norme che indirizza l’ordinamento verso un mondo più giusto e migliore. Fornisce una direzione verso cui le norme devono essere indirizzate. L’ordinamento giuridico si basa sulle fonti del diritto, cioè gli atti o i fatti da cui sorge il diritto. Indicano ciò che è in grado di imporci comportamenti obbligatori. L’atto da cui percepiamo che dobbiamo seguire un determinato comportamento è ad esempio la legge. La legge è vincolante ma la parola “vincolo” non è sempre percepita come qualcosa che ci limita, quindi con un significato negativo, ma viene considerata anche con accezione positiva perché le leggi arginano il nostro arbitrio per permetterci di vivere in un mondo migliore.

Fonti del diritto

Le fonti del diritto sono elencate nella norma del codice civile emanata nel 1942. Sono inserite all’interno delle disposizioni sulla legge in generale nell' Art. 1 nelle Indicazioni delle fonti (rubrica) e inizialmente nel testo normativo non compariva la Costituzione dato che fu emanata nel 1948. Le fonti del diritto sono rappresentate in una piramide e sono ordinate in maniera gerarchica, in basso le più importanti che prevalgono sulle fonti minori.

Costituzione

Divisa in 3 parti:

  • Principi fondamentali dall’ART.1-12
  • Diritti e doveri del cittadino dall’ART.13-54
  • Ordinamento della Repubblica

I primi 12 articoli sono intoccabili quindi non sottoposti a riforma costituzionale. Ma perché si arriva a questo? In passato, le costituzioni (statuto albertino) si basavano solo sulla maggioranza e questo approccio proceduralista ha portato alla formazione di regimi totalitari (fascismo-nazismo), proprio per questo si è deciso quindi che su alcuni principi nessuno può intervenire (diritti inviolabili, l’uguaglianza). La costituzione contiene soprattutto norme principio (ART. 2-3) e non norme regole. Le norme regole indicano una direttiva di comportamento e se non vengono rispettate, ci sono delle conseguenze giuridiche (ART. 1218 codice civile).

Trattati

I trattati più incisivi sono quelli dell’Unione Europea. L’Italia aderendo all’UE ha ceduto una parte della propria sovranità, quindi su alcune materie solitamente di natura economica, l’Italia non decide autonomamente ma deve sottostare alle direttive dell’UE (unione di stati su temi economici). L’UE nasce prima come CECA (comunità europea del carbone e dell’acciaio) con l’obiettivo di controllare e limitare la circolazione delle materie prime più utilizzate durante la guerra e garantire quindi la pace.

Leggi

La legge è la fonte normativa più utilizzata. È un atto normativo che arriva in seguito all’iter legislativo:

  • Proposta
  • Approvazione: deve essere approvato da entrambi le camere lo stesso testo normativo. Se la seconda camera apporta delle modifiche al testo, questo deve essere nuovamente inviato alla prima. (ballottaggio)
  • Promulgazione: la legge viene promulgata dal presidente della Repubblica al quale spetta il diritto di veto cioè la possibilità di non promulgare la legge come invito alle camere a rivedere il testo. Può essere esercitato una sola volta.
  • Pubblicazione Gazzetta Ufficiale: la norma entra in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione per dare a tutti la possibilità di venirne a conoscenza. Questo periodo si chiama vacatio legis.

Nel caso in cui una legge entri in contrasto con la costituzione o i trattati, questo viene gestito dalla corte costituzionale.

Atti aventi forza di legge

Oltre alle leggi, esistono anche degli atti aventi forza di legge. Tra questi:

  • Decreti legge: emanati dal Governo in caso di necessità e urgenza. Una volta emanati devono subito essere inviati al Parlamento il quale deve trasformarli in legge entro 60 giorni. Passati i 60 giorni, i decreti decadono e perdono il loro effetto.
  • Decreti legislativi: emanati dal Governo su richiesta del Parlamento tramite una legge delega nella quale sono specificati i principi che il decreto deve seguire.

Regolamenti Unione Europea

Atti normativi aventi la stessa importanza della legge. Sono immediatamente efficaci e riguardano solitamente le materie per cui l’Italia ha ceduto la sovranità (regolamento della privacy) come ad esempio quelle economiche.

Direttive europee

Non sono immediatamente applicabili perché devono essere prima trasposte nei singoli ordinamenti. (codice del consumatore)

Regolamenti amministrativi

Atti amministrativi che impongono comportamenti vincolanti e specificano quanto previsto dalle leggi dell’UE. Nel caso in cui entrano in contrasto con le fonti superiori, questo viene gestito dal giudice.

Usi

Non sono leggi scritte ma hanno comunque forza di legge. Per essere definito uso devono esserci 3 caratteristiche:

  • Richiamato dalla legge
  • Tenuto da un numero consistente di persone per un lungo periodo di tempo e in un contesto territoriale o commerciale delimitato
  • Chi esegue il comportamento deve percepirlo come obbligatorio

Per esempio l’ART.1181 sull’adempimento parziale secondo cui un adempimento parziale anche se la prestazione è divisibile, salvo che la legge o gli usi dispongano diversamente.

Diritto e tempo

Legge

All’interno della sfera giuridica, il tempo gioca un ruolo fondamentale in diversi campi:

  • Entrata in vigore della legge: 15 giorni
  • Abrogazione: può avvenire in 2 casi (per un’altra legge / referendum abrogativo)
    • Quando una legge più recente abroga una più antica (abrogazione esplicita)
    • Quando la nuova legge introduce una regola incompatibile con quella vecchia (abrogazione implicita)
    • Quando la nuova legge regola interamente la materia (abrogazione implicita)
    • Attraverso referendum abrogativo che coinvolge i cittadini aventi diritto di voto. Si raccolgono le firme di 500.000 elettori e la loro regolarità viene controllata dalla corte di cassazione. Al referendum devono partecipare il 50% + 1 degli aventi diritto al voto (quorum).
  • Irretroattività: la legge produce effetti solo dall’entrata in vigore in poi. Non può essere punita una persona che ha commesso un illecito prima della legge.
  • Successioni nel tempo: leggi che si susseguono una dopo l’altra ma sono leggi che hanno effetti duraturi, che si protraggono nel tempo. Nel tempo in cui si producono gli effetti della legge, questa cambia.
    • Esempio: Il 26 settembre 2022 entra in vigore una legge che prevede per tre anni una detrazione fiscale del 50% per aziende che soddisfano i requisiti di sostenibilità ambientale. Il 26 settembre 2023, entra in vigore un'altra legge che cambia il periodo di detassazione da 3 anni a un anno.
      • Il legislatore decide come e quale legge fare applicare. Nel caso di prima quindi potrà decidere se la detassazione dovrà durare 1, 2 o 3 anni. (Norme transitorie)
      • Viene utilizzata la teoria del diritto quesito o fatto compiuto. La nuova legge non può toccare i diritti acquisiti, che continueranno a essere disciplinati dalla norma precedente. Nel caso di prima, le aziende avranno diritto a 3 anni di detassazione nonostante l’entrata in vigore della nuova legge.

Diritti soggettivi

Con il termine diritti soggettivi si intende il potere di agire per soddisfare un interesse proprio tutelato dall’ordinamento. Per esempio due diritti soggettivi sono proprietà e diritto di credito. La divisione del tempo è fondamentale nei diritti soggettivi proprio perché il trascorrere del tempo intacca alcuni diritti. Vediamo alcuni casi di relazione tra tempo e diritti soggettivi:

  • Prescrizione estintiva: perdita di un diritto non reale per l’inerzia (mancato uso) del suo titolare protrattasi per un certo lasso di tempo. Non tutti i diritti si perdono per inerzia, infatti ad esempio il diritto alla proprietà (diritto reale) essendo un diritto non relazionale, non può essere perso.
    • Esempio: se 30 anni fa avevo comprato una borraccia che non utilizzo per tutto questo lasso di tempo, anche dopo 30 anni la borraccia è mia. Il diritto di credito (diritto non reale) invece stipulando un contratto tra 2 o più persone, è un diritto relazionale e può essere perso.
      • Esempio: oggi vado al bar e chiedo un caffè, il cassiere mi fa lo scontrino ma la macchinetta del caffè si rompe. Tra 30 anni non posso più andare al bar con lo scontrino per reclamare il caffè.

    Ma dopo quanto tempo posso perdere un diritto non reale? La prescrizione ordinaria è di 10 anni. Se non utilizzo un diritto non reale per 10 anni, lo perdo. La prescrizione può essere però sospesa o interrotta.

    • Sospesa: accade qualcosa che interrompe il trascorrere del tempo.
      • Esempio: X è amministratore delegato della società alfa, ma oggi smette di esserlo e gli viene chiesto un risarcimento danni per 5 anni da quando ha smesso di essere amministratore a causa della cattiva gestione aziendale. Immaginiamo che i soci temporeggiano e non esercitano l’azione fino a quando muoiono e subentrano i figli. I nuovi soci riassumono e rinominano X come amministratore. Con la nomina il tempo in cui X doveva risarcire i danni si ferma e verrà ripreso quando X non sarà più amministratore. La sospensione impedisce quindi di conteggiare il tempo che trascorre fino a quando quell'evento non è cessato.
    • Interrotta: l’interruzione è l’esercizio del diritto che permette alla prescrizione di ripartire da 0.
      • Esempio: se io faccio lo scontrino al bar e dopo un anno richiedo quel caffè, da lì la prescrizione si è interrotta e il tempo si azzera.
  • Prescrizione acquisitiva o usucapione: è l’acquisto di un diritto reale in virtù del possesso protrattosi per un lasso di tempo ininterrotto.
    • Esempio: X scrive un testamento nel quale lascia ai suoi figli un appartamento e una somma di denaro. X muore, un figlio Y diventa proprietario dell’appartamento e l’altro figlio Z proprietario della somma di denaro. Trascorrono 25 anni e in una cassaforte viene ritrovato un testamento di X con data più recente nel quale vengono invertiti i beni da dare ai figli. A questo punto la successione deve essere rivista perché il secondo testamento è più recente. I figli potrebbero accordarsi per mantenere tutto com’era, ma nel caso in cui hanno litigato e il figlio Z pretende di avere la casa, il figlio Y potrà non cedergliela perché l’ha usucapita.

    L’ordinamento fino a quando può accettare che la forma prevale sulla sostanza cioè sul fatto di usare un bene come se si fosse il proprietario anche se in realtà appartiene a qualcun altro? Se trascorso un lungo periodo di tempo la sostanza non coincide con la forma, la sostanza cambia la forma. Considerando l’esempio di prima, se Y vive nella casa per 25 anni e nessuno gli dice niente, dopo questo tempo, lui avrà il diritto di tenersi la casa. Lo scopo della prescrizione è far coincidere la forma con la sostanza. Trascorso un certo periodo di tempo, il diritto decade. La decadenza è la perdita del diritto non reale dopo il trascorrere del tempo. Il suo scopo è quello di evitare lo stato di precarietà e incertezza.

Interpretazione

Nella realtà raramente la fattispecie concreta coincide con la fattispecie astratta.

  • Esempio: Consideriamo l’art. 1218. La mia società acquista della merce dalla società X in cambio di denaro. La società X mi chiede di pagare la somma senza rifornirmi prima del prodotto. Io sono inadempiente, ma lo è anche la società X. Le circostanze concrete rendono raro che la fattispecie concreta coincide con quella astratta (nell’art. 1218 è il fatto che il debitore è inadempiente).

Proprio per questo serve l’interpretazione cioè l’attività che chiunque si approcci al diritto deve utilizzare. L’interpretazione consiste nel verificare che la fattispecie che abbiamo davanti trovi nella norma la sua regola. Per esempio se consideriamo l’art.873 che parla di costruzioni, potremmo chiederci se ad esempio una tensostruttura viene definita costruzione e se quindi è necessario applicare le regole dell’art.873. L’interpretazione può essere di 3 tipi:

  • Storica: si va a controllare il significato che storicamente si attribuiva alle parole usate nella legge.
    • Diritto vivente: significa come le norme vengono interpretate dai giudici nelle sentenze.
  • Settoriale: si va a vedere solo cosa dice la nostra norma. È riferito al singolo dato normativo.
    • Sistematica: viene considerato l’intero ordinamento quindi anche altri settori.
  • Testuale: si va a guardare il significato delle parole nel vocabolario.
    • Teleologica: viene considerato lo scopo, la funzione che ha la norma, il motivo per cui è nata. Nella norma n.873 ad esempio il motivo per cui nasce è quello di tutelare la salubrità dell’aria.

Analogia

A volte nonostante venga applicata al meglio l’interpretazione, può essere che il fatto preso in considerazione non trovi una norma. In questo caso si parla di lacuna cioè la nostra fattispecie non ha una norma.

  • Esempio: il contratto di leasing (Si tratta di un contratto di locazione che, a fronte del pagamento di un corrispettivo suddiviso in canoni periodici, consente di avere la disponibilità di un bene strumentale generalmente per l'esercizio della propria professione o attività imprenditoriale) è diverso dal contratto di affitto perché prevede 3 soggetti:
    • Utilizzatore: soggetto che ha bisogno del bene.
    • Finanziatore: soggetto che su richiesta dell’utilizzatore compra il bene dal produttore e lo rilascia dietro pagamento di un corrispettivo.
    • Produttore

Il leasing può essere traslativo (alla fine del periodo prevede l’acquisto del bene) o non traslativo. Prima del 2017 non c’era una norma che trattava il leasing. C’era una lacuna in senso proprio cioè non c’era una norma perché il legislatore non aveva preso in considerazione la fattispecie. La lacuna in senso improprio invece vuol dire che la norma esiste ma non è accettata e condivisa sul piano sociale. Per esempio oggi in Italia il matrimonio prevede una differenza di sesso. Per una parte della società però la normativa non è sufficiente. La lacuna in senso improprio può essere risolta solo modificando la norma.

La lacuna in senso proprio può essere risolta con l’analogia cioè lo strumento giuridico attraverso cui un caso non regolato trova una normativa. L’analogia può essere di due tipi:

  • Legis: bisogna vedere se ci sono casi simili al nostro regolati da norme. Nel caso del leasing, la lacuna veniva colmata facendo riferimento alle norme della vendita a rate. Viene chiamata anche analogia orizzontale perché fa riferimento alle norme dello stesso livello.
  • Iuris: se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico statale. Viene chiamata anche analogia verticale perché fa riferimento a tutte le norme.
    • Esempio: Per gli amministratori della società di capitali esiste una norma che gli impone di seguire i criteri di buona fede e correttezza. Una norma del genere invece non esiste per le società di persone. Questa lacuna viene risolta con l’analogia IURIS.

L’analogia non può essere applicata alle leggi penali e alle leggi eccezionali. Alle leggi penali perché andrebbe contro il principio di legalità.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paolagulino24 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Zecchin Francesco.
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