Esame orale
PARTE GENERALE, in alternativa tra loro:
• L. Daniele, Diritto dell'Unione europea, ultima edizione: tutto
• R. Adam-A.Tizzano, Manuale di diritto dell'Unione europea, ultima edizione: tutta parte generale, no parte
speciale
• E. Cannizzaro, Il diritto dell'integrazione europea. L'ordinamento dell'Unione, ultima edizione: tutto
PARTE SPECIALE:
• M. Frigessi di Rattalma (a cura di), La pandemia da Covid-19, 2020, Giappichelli: Capitolo 1, Sezioni II e III;
Capitolo 3, Sezioni I e II.
Consilium.Europa.eu
2 domande sulla parte generale e 1 sulla parte speciale
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19 LEZIONE, 28/02, 02/03, 07/03, 09/03, 14/03, 16/03,
28/03, 30/03, 04/04, 06/04, 11/04, 13/04 e 18/04:
ORIGINI dell’UE (27 Stati membri in un’organizzazione internazionale particolare):
Inizialmente è un fenomeno comunitario delle comunità europee: nel secondo dopoguerra (guerra iniziata
nel 1939 dalla Germania e terminata nel 1945), in un contesto di distruzione dei vari Paesi (genocidio degli
Ebrei), alcuni politici europei (Schumann e De Gasperi) pensarono ad un’organizzazione internazionale
moderna, volta a regolare rapporti tra gli Stati in Europa ed unire i popoli degli Stati europei, anche per evitare
che si ripetesse tale tragedia (già avvenuta con la Prima Guerra Mondiale nel 1914: contrasto tra Francia e
Germania).
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, i politici europei si convincono della necessità di un processo di
integrazione europea, che segue due metodi diversi:
• metodo tradizionale: si fonda sulla cooperazione intergovernativa, per cui gli Stati partecipanti cooperano
tra loro come soggetti sovrani, creando apposite strutture. Prevale inoltre il principio dell’unanimità e c’è
assenza o rarità del potere di adottare atti vincolanti: tale metodo è applicato a livello europeo nel settore
della cooperazione militare;
• metodo comunitario: prende il nome dalle tre comunità europee e si caratterizza per le sue caratteristiche
contrapposte a quelle del metodo tradizionale:
- prevalenza degli organi di individui: le persone che siedono negli organi comunitari rappresentano se
stesse;
- prevalenza del principio maggioritario;
- ampiezza del potere di adottare atti vincolanti;
- sottoposizione degli atti delle istituzioni ad un sistema di controllo giurisdizionale di legittimità;
- previsione di una partecipazione democratica dei cittadini.
Già durante il fascismo, alcuni pensatori politici europei (Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, in esilio a
Ventotene
poiché antifascisti), con il manifesto di Ventotene, auspicavano un futuro unitario e federale dell’Europa al
quale
concorrere, per evitare tali tragedie): il 9 maggio si festeggia la giornata dell’Europa come giorno cui si fa
risalire la
nascita dell’UE, perché il 9 maggio 1950, il Ministro degli Esteri Francese proponeva agli altri paesi
europei
(soprattutto rivolto alla Germania democratica), con la Dichiarazione Schumann, di non consentire certe
tragedie
e di creare un’organizzazione degli Stati europei che unisca i popoli dell’unione, mantenendo delle relazioni
pacifiche tra gli Stati e con solidarietà tra i popoli europei —— è un processo che deve essere realizzato
passo per
passo con impegno: tale progetto viene accettato, in primis dalla Germania risorta democratica (Cancellieri
Adenauer) e si iniziò un negoziato, esteso presto ad altri Paesi (Francia, Paesi Bassi, Belgio, Olanda,
Lussemburgo
e l’Italia con De Gasperi, Presidente del Consiglio democristiano). Questi Paesi si riuniscono in un
negoziato
tramite i loro rappresentanti e discutono in modo realistico sulla creazione di tale progetto abbozzato da
Schumann:
in primis si decise di mettere in comune la produzione, la distribuzione e la vendita (mercato) delle materie
con le
quali si producono le armi, cioè il carbone e l’acciaio. La Germania e la Francia ne erano le principali
produttrici:
nella Prima Guerra Mondiale nacque la lotta per impadronirsi dei luoghi nei quali erano prodotte tale
materie (zona
del Reno).
L’art. 11 Cost., scritto per l’adesione degli Stati dell’UE alle Nazioni Unite, è usato dalla Corte Costituzionale
per ripudiare la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie tra Stati e per favorire le organizzazioni
internazionali che hanno per obiettivo la garanzia della pace e della sicurezza internazionale: la Corte
Costituzionale ravvisa nella CECA e nell’EURATOM gli strumenti di realizzazione di tali obiettivi.
La CECA si è estinta per mancato rinnovo nel 2002 dopo 50 anni e le sue competenze sono stata date
all’UE: era strutturata così:
• come motore un’alta autorità, detta oggi Commissione e dotata di poteri diversi, vi sedevano non i
rappresentanti degli Stati, ma delle persone (9 nominati dagli Stati) a titolo indipendente dai governi
nazionali, ed aveva competenze non solo di adottare atti non vincolanti, ma anche atti vincolanti, anche per
le persone fisiche e giuridiche. I sei paesi sopra citati accettano di espropriarsi delle proprie competenze a
favore di un ente sovranazionale;
• Consiglio Speciale dei Ministri, oggi Consiglio dell’UE: vi siedevano i rappresentanti degli Stati nazionali
mandati dai Governi ed aveva una funzione consultiva rispetto all’alta autorità, cioè dava dei pareri;
• Corte di Giustizia, oggi Corte di Giustizia dell’UE: chiamata a pronunciarsi nei casi sulla legalità
dell’operato della nazione, in particolare dell’alta autorità, e dotata di funzioni di controllo giurisdizionale
sula legittimità degli atti delle istituzioni;
• Assemblea Comune, oggi Parlamento Europeo: composta da delegati dei sei Parlamenti nazionali ed
aveva una funzione meramente consultiva, dando pareri non vincolanti all’alta autorità.
Tutto ciò trae origine dal Trattato che istituisce la comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA),
aperto alla firma il 18 aprile 1951 a Parigi: entrò in vigore il 23 luglio 1952 ed è un primo risultato importante
per l’Europa.
Bisogna anche capire qual è stata un’altra spinta ad unirsi: la facoltà di poter usufruire del Marshall
Recovery Plan/Found, che era il piano di ricostruzione dell’Europa (soprattutto Germania ed Italia) dopo la
Seconda Guerra Mondiale, finanziato dagli Stati Uniti d’America, alleato dell’Italia. Gli Americani aiutarono gli
alleati europei con i loro fondi, ma essi dovevano coordinarsi: infatti, una delle condizioni poste era che l’UE
nascesse dalla necessità di operare questa riforma per usufruire adeguatamente dei fondi statunitensi.
Non tutti i passi verso l’integrazione dell’UE hanno avuti successo ed uno tra questi è l’esperienza fallita della
Comunità Europea di Difesa, indicata cono l’acronimo CED: gli Stati che avevano dato luogo al trattato
CECA dissero di dover creare un sistema europeo di difesa e si prevedeva, con tale trattato, che è stato
negoziato e finalizzato, ma mai entrato in vigore (perché il Parlamento francese bocciò la ratifica del Trattato),
di mettere in pratica un comando militare unificato: il comando degli eserciti era unificato nella mani dei
massimi esponenti di questi Stati che, riuniti tra di loro, decidevano dove e quando utilizzarli —— no
integrazione a livello militare, perché gli Stati sono troppo gelosi delle proprie prerogative, nonostante la
collaborazione. Oggi è presente un coordinamento forte delle forze tramite la NATO (composto dai
rappresentanti permanenti degli Stati membri o dai Ministri degli Esteri o delle Difesa o dai capi di Stato e di
governo: i partecipanti: UE, America e Canada e le decisioni sono prese all’unanimità), organizzazione
internazionale a scopo difensivo ed avente un ruolo centrale nella difesa dell’UE, fondata il 4 aprile 1949 col
Trattato di Washington: se uno Stato membro della NATO viene aggredito, tutti gli altri Stati hanno il dovere
di intervenirvi (nel caso dell’Ucraina, ciò non è stato attuato, perché l’Ucraina non è stato membro dell’UE).
Non erano pronti i tempi per la CED: era artificioso creare un comando militare unificato senza aver dietro
una struttura unificata a livello politico, poiché è inconcepibile avere un’unione militare che dietro non ha
un’unione politica. Tale argomento si è già sentito in riferimento all’Euro: si sarebbe creata l’unione monetaria
senza uno stato europeo vero e proprio.
Ma poiché il germe unionale europeo aveva preso piede, si iniziò un nuovo negoziato tra i sei Stati membri
fondatori (Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda e Lussemburgo) decisero di andare avanti: si riunirono
nel giugno del 1955 in una conferenza a Messina, dove finalizzarono un lavoro che era già stato portato
avanti dai vari diplomatici dei sei Stati membri e tale conferenza è detta Conferenza di Messina per il
rilancio per l’integrazione europea. Uno dei protagonisti di tale rilancio è stato il belga Henri Spark e venne
formulato un progetto di due nuove comunità europee da affiancare alla CECA: la CECA ha avuto successo,
ma riguarda solo poche materie (del mercato comune del carbone e dell’acciaio) ed ora si prevede un
Trattato detto Trattato sulla Comunità Europea, dove tutti i fattori di produzione della ricchezza umana
(lavoro, merci, servizi e capitali) sono sottoposti ad un’organizzazione comune, che si chiama Comunità
Economica Europea (CEE), con il quale si creò un mercato comune generale, non più settoriale e riguarda
tutta la materia economica senza eccezioni.
Con il Trattato di Roma del 25 marzo 1957 (entrato in vigore il 1 gennaio 1958) vennero sancite per la prima
volta le quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei
capitali, che avrebbe dovuto realizzarsi in un periodo di dodici anni, in tre fasi successive (art. 8).
Il 25 marzo del 1957 vi fu il Trattato che istituisce la Comunità Europea dell’Energia Atomica (CEA)
entrato in vigore il 1 gennaio 1958 ed è anche detto EURATOM: si occupa dell’uso pacifico dell’energia
atomica.
Si sono quindi create tre organizzazioni che convivono tra loro: tale complessità impone anche una certa
necessità di esemplificazione. Contemporaneamente alla firma dei Trattati di Roma, si firma una
Convenzione su alcune istituzioni comuni della Comunità Europea: con essa, si prevede che le tre comunità
hanno in comune due istituzioni, cioè l’Assemblea Parlamentare e la Corte di Giustizia, organi comuni che
possano agire a seconda dell’agenda come organi di una delle tre comunità. Per avere un’ulteriore
esemplificazione, nel 1965, con la Convenzione di Bruxelles dell’8 aprile 1965, si creò il Trattato che
istituisce un Consiglio ed una Commissione unici delle Comunità Europee: tale esigenza di
esemplificazione si è realizzata anche in un momento successivo, come il fatto che alla scadenza del Trattato
CECA (2 luglio 2002), gli Stati membri, di comune accordo, decisero di non rinnovarlo, attribuendo all’UE le
sue competenze.
Oggi abbiamo il Trattato di Lisbona del 2007 sulla cui base studiamo il diritto europeo, aperto alla firma il 13
dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1 dicembre 2009: esso è l’ultimo Trattato Europeo di estrema
esemplificazione del quadro giuridico europeo, formato da due organismi, cioè l’Unione Europea (che nasce
nel 7 febbraio 1992 col Trattato di Maastricht, entrato in vigore il 1 novembre 1993, che istituì l’UE e le
attribuisce le competenze della CECA e della CEE) e l’EURATOM (ma in un documento allegato al Trattato
di Lisbona si dice che è destinato ad essere assorbito dall’UE).
Nel 1993 avevamo 4 organizzazioni: la CECA (fino al 2002), la CEE, l’Euratom e l’UE.
L’UE è arrivata a 27 Stati membri grazie ai Trattati di adesione: degli Stati hanno ritenuto che fosse di loro
interesse far parte dell’UE e che gli Stati già membri hanno avuto interesse che altri Stato aderissero. Per
l’adesione all’UE, occorre che tutti gli altri Stati siano d’accordo: è infatti richiesta l’unanimità degli Stati
membri e l’uso dei criteri di Copenhagen.
Gli accordi di adesione: si parte in 6, ma poi si ha avuto un primo allargamento della base sociale del
sistema giuridico europeo, di cui il primo si ha col Trattato di adesione del 1973, con il quale hanno aderito
all’UE la Danimarca, l’Irlanda ed il Regno Unito (prima: European Free Trade Association, EFTA) —— 9
Paesi.
Poi, nel 1981 si ha il secondo allargamento che riguarda solo la Grecia; di seguito, il terzo nel 1986
riguardante il Portogallo e la Spagna: si unirono così tardi perché, prima di queste date, tali Stati erano delle
dittature fasciste (di Franco e di Salazar), cadute le quali gli Stati democratici hanno chiesto di aderire all’UE
e sono stati ammessi.
Il quarto allargamento nel 1995 riguardante l’Austria, la Finlandia e la Svezia, mentre il quinto del 2004
riguarda la Repubblica Ceca, Cipro, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, Malta, la Polonia, la Slovacchia, la
Slovenia e l’Ungheria: prima della dissoluzione dell’Unione Sovietica avvenuta nel 1991, i paesi baltici
(Lituania, Lettonia ed Estonia) erano parte dell’URSS (Unione delle Repubbliche Socialistiche Sovietiche). Il
ritardo degli anni è dovuto alla difficoltà di stipulare dei trattati con paesi abituati a regimi di dittatura. Anche
gli altri paesi, che non erano parte dell’URSS, erano parte dell’area di sovranità: il Patto di Varsavia/di
amicizia, di cooperazione e mutua assistenza (centro: Mosca) era il controaltare della NATO (centro: Stati
Uniti) ed era un’alleanza militare tra gli Stati socialisti del blocco orientale, nata come reazione al riarmo ed
all’entrata della NATO della Repubblica Federale Tedesca nel 1955. Infine, nel 2007, vi è l’adesione della
Bulgaria e della Romania; nel 2013, vi è l’adesione della Croazia.
L’UE nasce quindi sulle rovine della II Guerra Mondiale: accanto ad essa, parallelamente nascono altre
organizzazioni internazionali dotate di caratteristiche interessanti, come:
• Consiglio d’Europa: tecnicamente non fa parte dell’UE, ma è un organo a sé stante che deriva dallo
Statuto di Londra del 05/05/1949, sempre nel dopoguerra. I primi suoi Stati membri erano 10: Belgio,
Francia, Italia, Islanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia, mentre oggi sono 47 (Ucraina e
Turchia). Tale Consiglio è spesso confuso con il Consiglio Europeo (istituzione dell’UE composto dai capi
di Governo) ed al centro delle sue attività tutela i diritti dell’uomo (human rights fondamentali) e prepara
testi di Trattati che vengono poi portati alla ratifica ed entrano in vigore (la Convenzione Europea di
Estradizione del 1957, la Carta Sociale Europea del 1996 e la Convenzione relativa alla conservazione
della vita selvaggia e dell’ambiente naturale in Europa del 1979): infatti, si ha la CEDU (Convenzione
Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali), firmata a Roma nel 1950,
che è stata negoziata nel Consiglio d’Europa. Essa è stata fondamentale per l’UE, perché il diritto europeo
(Trattati di Roma), purtroppo, non aveva una parola sui diritti fondamentali e sulla loro tutela: la Corte di
Giustizia dell’UE ha dunque usato la CEDU come strumento per chiudere quella lacuna presente nei
Trattati, soprattutto negli anni ‘70-‘80. Nell’art. 6 TUE c.3 c’è il richiamo alla CEDU come principio generale
del diritto dell’ordinamento europeo: al c. 2 si ha la previsione europea dell’adesione dell’UE alla
Convenzione Europea.
• Consiglio dei Ministri:
• Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Corte Edu): interpreta ed applica la CEDU con sede a Strasburgo;
• Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica del 1948 col Trattato di Parigi (OECE - oggi
OXE del 1960, in quanto si allarga diventato organizzazione mondiale, tra cui anche Canada e Stati Uniti):
si occupa dell’integrazione a livello economico tra i Paesi occidentali;
• EFTA (European Free Trade Association) o ALS (Associazione Europea di libero scambio): Austria,
Svezia, Danimarca, Portogallo, Svizzera, Regno Unito e Norvegia (poi anche l’Islanda, la Finlandia ed il
Liechtenstein), pur attratti dalla comunità europea, si parcheggiano in quest’associazione, che, pur
garantendo un’area di libero scambio senza dazi, non presentava un grado di integrazione politica così
rilevante come quello dell’UE.
Abbiamo poi degli Stati che vogliono entrare a far parte dell’UE, che è polo di attrazione per gli Stati
europei: per la loro futura adesione, sono già state avviata le trattative con Albania, la Macedonia del Nord,
Montenegro, Serbia e Turchia. Per la Turchia c’è un problema: ha lo status di paese candidato, ma ci sono
questioni geopolitiche sorte successivamente, con la politica del Presidente turco, che hanno determinato un
blocco alla sua adesione finché non vi sarà un cambiamento (la Francia è contraria).
Vi sono dei paesi che sono candidati potenziali: Bosnia Herzegovina e il Kossovo; abbiamo avuto una
svolta notevole, in seguito all’aggressione russa all’Ucraina, che ha fatto sì che l’Ucraina ha chiesto di
partecipare all’UE, presentando la domanda di adesione il 28 febbraio 2022, pochi giorni dopo l’inizio
dell’invasione russa. Successivamente, l’Ucraina ha ricevuto lo status di Stato candidato in via accelerata
nella riunione del Consiglio Europeo della riunione del giugno 2022.
Accanto a ciò, la medesima cosa è successa per la Moldova, Stato confinante con l’
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