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Storia dell'unione europea

Si iniziò a pensare di Unione Europea dopo la fine della II Guerra Mondiale, quando l'Europa si riunì per creare un’organizzazione che potesse garantire la pace. Winston Churchill nel 1946 a Zurigo sostenne che per rimediare ai problemi causati dalla guerra, sarebbe stato necessario creare gli Stati Uniti d’Europa. Robert Schuman, padre fondatore dell’UE e ministro degli esteri francesi, in accordo con Alcide de Gasperi, il 9 maggio 1950 tenne il discorso “Dichiarazione Schuman”, considerato da sempre il primo passo per la costruzione dell’UE. Egli sosteneva che “L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto.”

Alla base vi fu l’idea di gestire insieme le risorse (carbone e acciaio) francesi e tedesche - e di qualunque altro paese l’avesse voluto - per porre l’industria pesante sotto un organo sovranazionale comune e il motivo fondamentale era eliminare le tensioni tra Germania e Francia, così da impedire scontri politico-militari.

Primo passo: Creazione della CECA

Il primo passo è rappresentato dalla creazione del Trattato Internazionale: la CECA (comunità europea del carbone e dell’acciaio) che avrebbe avuto valore fino al 2002 (50 anni).

  • 1951: Germania, Francia (con annessa Algeria), Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo crearono la CECA con i suoi 4 organi principali: l’alta autorità, il Consiglio dei Ministri, l’Assemblea comune e la Corte di Giustizia.
  • Obiettivo: raggiungere la pace grazie alla gestione del carbone e dell'acciaio, crescere e progredire nel senso economico e politico.

Secondo passo: CED e fallimento progetto CPE

Il secondo passo, che rimase solo un’idea, fu quello di creare una forza armata europea. Nel 1952 si ipotizzò la creazione della CED (Comunità Europea di Difesa), ma la Francia respinse la sua nascita poiché temeva fortemente che la Germania potesse riarmarsi. Questo portò al fallimento del progetto di istituzione di una Comunità Politica Europea (CPE).

Terzo passo: Trattati di Roma

Il terzo passo fu il progetto di creare un mercato comune e la gestione dell’energia nucleare, poiché si resero conto che l’utilizzo del carbone li esponeva ad una dipendenza dagli Stati Terzi, con i Trattati di Roma del 1957.

  • Nascita della CEE (Comunità Economica Europea)
  • Nascita della CEEA o EURATOM (Comunità Europea per l’Energia Atomica)

La nascita di questi tre apparati fu necessaria per la creazione di un mercato comune.

Quarto passo: Semplificazione della struttura istituzionale

Successivamente la struttura istituzionale di tutte le organizzazioni (CECA, CEE, CEEA) si semplificò con la creazione, valevole per tutte, di:

  • Commissione (=Alta Autorità)
  • Consiglio
  • Assemblea Parlamentare
  • Corte di Giustizia

A questo punto si darà vita ad un lungo processo di approfondimento (pubblicazione di numerosi trattati) e all’allargamento. Aumentò l’integrazione negativa (rimozione ostacoli agli scambi e al commercio) e positiva (si inseriscono misure di supporto) e entrarono a far parte delle organizzazioni la Danimarca, l’Irlanda, il Regno Unito (1973), la Grecia (1981) e il Portogallo e la Spagna (1986). Dopo questi ampliamenti le norme che disciplinavano il funzionamento dell’organizzazione non vennero mutate poiché ciascun aderente era obbligato ad accettare tutto il diritto derivato prodotto.

Quinto passo: Trattato di Maastricht

Il Trattato di Maastricht (1993) fu preceduto da numerose conferenze, durante le quali gli stati membri si indagarono su quale sarebbe stato il destino dell’Europa.

Le ragioni che portarono alla firma del trattato di Maastricht furono sia di carattere interno che esterno.

Principalmente le ragioni di carattere interno erano:

  • Arrivare velocemente all’unione monetaria per evitare distorsioni commerciali causate dagli oneri di cambio.
  • Accentuare la dimensione sociale di comunità per evitare rischi di pratiche abusivi (dumping sociale) derivati dal mercato unico.
  • Fronteggiare il deficit democratico.
  • Istituire meccanismi che fronteggiassero il rischio di crimini internazionali e il terrorismo.

All’esterno le ragioni derivarono dalla mutazione geopolitica a seguito di:

  • Collasso del 1989
  • Riunificazione tedesca
  • Adeguare la politica estera per evitare fenomeni come la Guerra del Golfo

La principale disputa avvenne tra l’idea di volgersi verso un’integrazione federale e dunque una messa in comune dell’organizzazione e l’idea verso il mantenimento della sovranità in materia degli affari esteri, della sicurezza, della giustizia e degli affari interni. Così, si giunse ad un compromesso, il Trattato di Maastricht:

  • Modifica trattati che creano le comunità
  • Aggiunta cooperazione tra governi: PESC (politica estera) e GAI (Giustizia Affari Interni)
  • Creazione UE
  • La CEE diventa CE (Comunità Europea)
  • Creazione cittadinanza europea
  • Potenziamento ruolo del parlamento europeo
  • Discussione tema euro

Sesto passo: Trattato di Amsterdam

Trattato di Amsterdam (1999) organizzò i pilastri:

  • I Pilastro: comunità europee
  • II pilastro: PESC
  • III pilastro: GAI: Visti, asilo, immigrazione e politiche di libera circolazione delle persone. SPOSTAMENTO AL PRIMO PILASTRO.

Questo trattato lascia irrisolta la questione della composizione della Commissione o la ponderazione dei voti del Consiglio, temi affrontati nel Trattato di Nizza.

Settimo passo: Trattato di Nizza

Trattato di Nizza (2003):

  • Modifica e adeguamento modalità e funzionamento UE
  • Aggiustamenti processo decisionale causa allargamento (le votazioni avvengono con l’unanimità)
  • CARTA DI NIZZA: contiene i diritti fondamentali

Nel 2002 scomparve la CECA; questa era stata creata con scadenza a 50 anni, passati questi non fu rinnovata. Avrebbe voluto crearsi la Costituzione Europea (che avrebbe dovuto incorporare i valori della Carta di Nizza), ma fallì a causa della Francia e dei Paesi Bassi. Le principali revisioni avvennero nei trattati, rimase intatto il TUE, ma entrò in vigore il TFUE (al posto del TCE).

Ottavo passo: Trattato di Lisbona

Trattato di Lisbona (2009 entra in vigore) dopo svariate bocciature da parte di alcuni SM:

  • Recupero delle regole della costituzione
  • L’UE si sostituì definitivamente alle CE (comunità europee)
  • I pilastri vennero aboliti
  • TUE (regole generali) e TFUE (regole tecniche) che non avrebbero avuto carattere costituzionale
  • La Carta di Nizza assunse la stessa importanza dei Trattati
  • Le competenze tra UE e gli Stati membri vennero divise

Nono passo: Allargamento UE

Allargamento UE: processo mediante il quale molti paesi aderirono all’UE, divenendone Stati membri. Oggi gli stati membri sono 27 (Brexit 28-1)

  • 6 furono gli stati fondatori (Francia, Germania, Italia, Benelux)
  • 7 tappe di integrazione: 1973,1981,1986,1995,2004,2007,2013
  • Nel 2004 ne entrarono a far parte la Repubblica Ceca, la Lituania, la Lettonia, l’Estonia, Cipro, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria
  • Nel 2013 la Croazia
  • Oggi 27 stati con uscita Gran Bretagna

Come si entra a far parte dell’UE?

I requisiti fondamentali si trovano all’art. 49 del Trattato sull’UE e sono:

  • Rispettare i valori dell’art.2:
    • Rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto e dei diritti umani
    • Caratterizzazione da pluralismo, non discriminazione, tolleranza, solidarietà, giustizia, parità tra i sessi.

Criteri di Copenaghen -> consiglio europeo del 1993:

  • Criteri politici (democrazia rappresentativa, istituzioni stabili, Stato di diritto e diritti umani)
  • Criteri economici (economia di mercato solida e capacità di far fronte alle pressioni della concorrenza e alle forze del mercato)
  • Criteri giuridici (accettare la legislazione dell’UE, soprattutto obiettivi, finalità e comprendere meccanismi, dimostrare di saper recepirli e rispettarli)

Procedimenti di adesione:

  • Domanda di adesione
  • Status di “candidato” (viene concesso sotto esito positivo della Commissione)
  • Negoziati (su aree tematiche, il candidato viene assistito nel recepimento della legislazione UE)
  • Screening (verifica del recepimento)
  • Adesione (trattato di adesione firmato dagli Stati Membri e dal nuovo Stato)

Negoziati di adesione in corso:

  • Serbia 2014
  • Montenegro 2012
  • Turchia 2005

Paesi candidati:

  • Albania 2014
  • Repubblica di Macedonia del Nord 2005

Potenziali candidati:

  • Bosnia Erzegovina
  • Kosovo

Negoziati sospesi:

  • Islanda (domanda nel 2009, stop dei negoziati nel 2013 e ritiro della candidatura nel 2015)

Il consiglio d’Europa

Il consiglio d’Europa (≠ dall’UE) nasce nel dopoguerra per creare un clima di cooperazione e ricostruzione. Il 5 maggio 1949 nacque il consiglio d’Europa con il Trattato di Londra ed entrò in vigore dal 3 agosto 1949. I paesi fondatori furono 10, tra questi l’Italia. Consta 47 stati membri (27 stati provengono dall’UE + altri). Ne fanno parte 820 milioni di persone e ne partecipano anche altri paesi (stati ospiti, osservatori, altre organizzazioni internazionali UE e ONU). Possiede una corte europea con sede a Strasburgo. Si compone di tre organi:

  • Consiglio dei ministri
  • Assemblea parlamentare
  • Segretario generale

I principi su cui si regge sono la democrazia, il rispetto e la difesa dei diritti umani e la preminenza dello stato di diritto. Gli obiettivi sono “... attuare un'unione più stretta fra i Membri per tutelare e promuovere gli ideali e i principi che sono loro comune patrimonio e per favorire il loro progresso economico e sociale." Si opera per riuscire a creare delle convenzioni internazionali che ad oggi sono oltre le 200 e toccano temi vari (tutela degli studenti, tutela dei migranti, tutela dell’ambiente…)

La convenzione più nota è la CEDU: Convenzione d’Europa dei diritti dell’uomo: CEDU.

I motivi che lo rendono importante sono:

  • Garantire i diritti dell’uomo (art.1 CEDU. Infatti riconosce il diritto alla vita, a un equo processo, al matrimonio…, proibisce la pena di morte, la tortura, la schiavitù…)
  • Assicurare il rispetto dei diritti dell’uomo mediante un sistema giurisdizionale sovranazionale incentrato sulla Corte d’Europa dei diritti dell’uomo.
  • Presenza di un giudice per ogni stato. L’incarico dura 9 anni e non è rinnovabile. Viene scelto con una doppia selezione (lo stato propone una lista di 3 persone e poi viene scelto il migliore dalla PACE)

Valori e obiettivi dell’Unione Europea

Quali sono i valori e gli obiettivi dell’Unione Europea?

Valori dell'Unione Europea

I valori emergono nei due trattati TUE e TFUE e nella Carta dell’UE.

«L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini».

Spiega ed identifica i valori. Questi erano antecedentemente collocati nell’art.6, ma per sottolineare la loro rilevanza con il Trattato di Lisbona vengono collocati all’art.2.

  • I valori devono essere rispettati da coloro che vogliono entrare a far parte dell’UE
  • Per assicurarsi che suddetti valori siano rispettati, l’art.7 TUE prevede delle sanzioni da applicare a coloro che non li rispettano (come è successo per l’Ungheria e la Polonia e come potrebbe succede per la Romania)

Obiettivi dell'Unione Europea

Gli obiettivi emergono nel trattato TUE.

Art.3 TUE:

  1. L'Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli.
  2. L'Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, l'asilo, l'immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest'ultima.
  3. L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico. L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore. Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri. Essa rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo.
  4. L'Unione istituisce un'unione economica e monetaria la cui moneta è l'euro.

La pace è evidente essere un carattere fondamentale per l’Unione, proprio perché essendo nata dopo la II guerra mondiale, uno dei principi su cui si fonda è proprio il mantenimento di questa. Nel 2012 l’UE ha anche ottenuto il Nobel per il mantenimento della pace. Suddetti obiettivi devono essere rispettati all’interno dell’UE ma anche al suo esterno, nelle relazioni internazionali, come cita il paragrafo 5 dello stesso articolo:

ART. 3, par. 5, TUE:

Nelle relazioni con il resto del mondo l'Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuendo alla protezione dei suoi cittadini. Contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all'eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite. E come cita l’art.8 TUE: «L'Unione sviluppa con i paesi limitrofi relazioni privilegiate al fine di creare uno spazio di prosperità e buon vicinato fondato sui valori dell'Unione e caratterizzato da relazioni strette e pacifiche basate sulla cooperazione.»

Principi democratici e deficit democratico dell’Unione Europea

Il concetto di democrazia per l’UE fu importante sin dall’inizio, come emerge sin dai primi articoli del TUE. Il TUE prevede anche un secondo titolo interamente dedicato ai principi democratici (artt.9 a 12). Lo scopo principale è di dare più importanza alla democrazia (prima del Trattato di Lisbona vi erano solo brevi cenni/riferimenti a tali principi) per questo il Trattato di Lisbona introduce un vero e proprio titolo dedicato, così da dare rilevanza al problema del deficit democratico (le idee secondo le quali l’UE sarebbe troppo poco democratica, poco trasparente, troppo confusa; così da far sentire i suoi partecipanti lontani e non compresi. Negli anni ‘90 iniziò il dibattito su questo tema e da quel momento la Commissione Europea ha tentato e tenta di abbattere questi limiti).

Art.9 TUE: Uguaglianza dei cittadini

L'Unione rispetta, in tutte le sue attività, il principio dell'uguaglianza dei cittadini, che beneficiano di uguale attenzione da parte delle sue istituzioni, organi e organismi. È cittadino dell'Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro. La cittadinanza dell'Unione si aggiunge alla cittadinanza nazionale e non la sostituisce.

Un’uguaglianza che non deve essere solo formale, ma anche concreta. Infatti, l’UE si muove attivamente per renderla reale sul piano concreto, anche grazie agli articoli precedenti. L’articolo sottolinea che vincola ogni istituzione e spiega anche la cittadinanza europea compete ad ogni cittadino degli Stati membri e che non si sovrappone alla cittadinanza di ciascuno stato.

Art.10 TUE: Democrazia rappresentativa

  1. Il funzionamento dell'Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa.
  2. I cittadini sono direttamente rappresentati, a livello dell'Unione, nel Parlamento europeo. (eletto a suffragio universale) Gli Stati membri sono rappresentati nel Consiglio europeo dai rispettivi capi di Stato o di governo e nel Consiglio dai rispettivi governi, a loro volta democraticamente responsabili dinanzi ai loro parlamenti nazionali o dinanzi ai loro cittadini. (rappresentanza indiretta)
  3. Ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell’Unione. Le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini.
  4. I partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell'Unione.

Art.11 TUE: Democrazia partecipativa

  1. Le istituzioni danno ai cittadini e alle associazioni rappresentative, attraverso gli opportuni canali, la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'Unione.
  2. Le istituzioni mantengono un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile.
  3. Al fine di assicurare la coerenza e la trasparenza delle azioni dell'Unione, la Commissione europea procede ad ampie consultazioni delle parti interessate.

Di particolare rilevanza è il paragrafo 4 del medesimo articolo in cui si spiega l’iniziativa dei cittadini a cui è concessa la possibilità di partecipare attivamente nel processo decisionale dell'UE.

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher violalombardi0 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'unione europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi della Tuscia o del prof Vitiello Daniela.
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