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Diritto dell'Unione Europea: concetti importanti

Stato

È un soggetto di diritto internazionale, cioè agisce nella comunità internazionale, adotta decisioni, le cui azioni hanno conseguenze a livello internazionale.

Quali sono i requisiti per poter dire che quello stato è un soggetto di diritto internazionale?

  • Popolo: Lo stato deve avere un popolo, un insieme di persone conviventi in un determinato territorio, sulle quali esercitare un potere.
  • Territorio: Deve esistere un territorio su cui vive la popolazione sulla quale lo stato esercita la propria sovranità. Le dimensioni dello stato non hanno rilevanza.
  • Ordinamento: Lo stato deve avere un ordinamento, ovvero devono esistere organi che organizzano e gestiscono l’attività dello stato.

Lo stato a cui noi facciamo riferimento è uno stato-organizzazione. Esso deve essere effettivo sul territorio, deve quindi riuscire ad esercitare il proprio potere sul territorio, esiste realmente ed ha efficacia sul territorio. Inoltre, deve essere indipendente dagli altri stati membri, e deve trarre le proprie forze, la propria identità giuridica da una propria costituzione.

Organizzazione internazionale

L’organizzazione internazionale è un soggetto di diritto internazionale, proprio come lo stato. L’organizzazione internazionale è una associazione di stati, un insieme di stati; questi stati decidono di mettersi insieme ed individuano interessi ed obiettivi comuni; dopodiché, scelgono organi specifici attraverso i quali raggiungere questi obiettivi.

Le organizzazioni internazionali individuano quindi interessi comuni e organi. Inoltre, devono avere un atto costitutivo, così come lo stato ha la sua costituzione, che dà loro origine: si parla del trattato. Se sono presenti queste caratteristiche, allora si può parlare di organizzazione internazionale.

Le organizzazioni internazionali devono avere i propri organi, ma questi non rispondono al principio della separazione dei poteri nella sua classica tripartizione tra potere legislativo, esecutivo e giurisdizionale: gli organi qui collaborano.

Per quanto riguarda la tipologia di organi che possono essere presenti, hanno specifiche caratteristiche:

  • Organo espressione del momento associativo degli Stati membri e che li rappresenta, rappresenta l’interesse dei singoli stati membri: si trova sempre un rappresentante per ciascuno stato, che si fa da portatore degli interessi.
  • Organo assembleare, che rappresenta gli interessi dell’organizzazione internazionale.
  • Organo parlamentare che rappresenta i cittadini degli Stati membri: la voce del cittadino viene ascoltata e presa in considerazione in tutti gli atti normativi.
  • Organo giudiziario: serve una corte di giustizia poiché serve la minaccia di sanzione qualora le norme adottate dall’UE non dovessero essere rispettate.

Per quanto riguarda la modalità di voto, parliamo di:

  • Unanimità (tutela i singoli): prevalenza degli interessi particolari del singolo Stato. Tutti sono d’accordo con l’atto e con ciò che prevede. L’unanimità però prevede che tutti siano a favore di una decisione, basta che un singolo stato sia a sfavore a far venir meno l’unanimità. Il desiderio della maggioranza è legato alla valutazione di un singolo: basta uno Stato che dica no e quel provvedimento non verrà adottato.
  • Maggioranza (tutela l’insieme): sacrificio degli interessi particolari dei singoli Stati. Essa tutela maggiormente la maggioranza a fronte della decisione del singolo stato.
    • Maggioranza semplice
    • Maggioranza assoluta: metà + 1
    • Maggioranza qualificata: maggioranza con determinati accorgimenti affinché sia una maggioranza consistente, che realmente esprima l’interesse di una maggioranza all’interno dell’UE

Trattati

I trattati sono accordi fra gli stati membri che servono per pianificare e individuare obiettivi comuni fra gli stati e stabilire accordi, organizzando la vita futura degli stati su determinati argomenti. Per realizzare un trattato, bisogna seguire un processo di formazione ben prestabilito, disciplinato dalla convenzione di Vienna:

  • 1° fase, negoziazione: gli Stati si parlano fra di loro e decidono quali argomenti gestire fra di loro. Alle negoziazioni partecipano i plenipotenziari, ovvero le persone nominate dallo Stato per rappresentarlo.
  • 2° fase, firma: la firma del plenipotenziario definisce il momento in cui il testo dell’accordo viene raggiunto.
  • 3° fase, ratifica: è un’attività che fa lo Stato, esso sostanzialmente accetta il testo elaborato dai plenipotenziari.
  • 4° fase, scambio o deposito delle ratifiche: il testo ratificato entra finalmente in vigore quando avviene lo scambio delle ratifiche, quando si raggiunge un certo numero di ratifiche. Per quanto riguarda l’UE, essa ha stabilito che i trattati entreranno in vigore soltanto quando saranno ratificati da tutti gli stati membri.

Il secondo dopoguerra

Alla fine della guerra mondiale si hanno stati, tanto i vinti quanto i vincitori, che hanno subito gravi perdite durante la Seconda guerra mondiale. Dal punto di vista delle economie interne, gli stati sono gravemente provati.

È maturata una consapevolezza importante: gli stati autonomi che si relazionano con altri stati solo come soggetti indipendenti è un percorso che non porta da nessuna parte. Ci si rende conto che il concetto di stato sovrano, autonomo e indipendente, che continua a relazionarsi come tale, è un’idea ormai carente di determinati requisiti, e soprattutto è un’impostazione che non riesce a far progredire gli stati. Bensì, spesso gli stati si trovano in contrasto.

All’esito della 2GM, tanto chi vince e tanto chi perde è in situazioni economiche devastate dall’evento bellico. Alla fine della Seconda guerra mondiale l’Europa era attraversata da aneliti federalistici che affondavano le loro radici nel pensiero di uomini come Mazzini, Rousseau, Kant. Tali fermenti unitari erano alimentati, essenzialmente, dalla percezione che due bisogni, che allora accomunavano gli europei, sarebbero stati meglio soddisfatti da un’Europa federata, piuttosto che dai singoli Stati europei.

Tali bisogni erano:

  • Ricostruire le economie prostrate dalla guerra;
  • Proteggersi contro l’emergente imperialismo sovietico.

Nel 1947 gli USA avanzano la proposta di fornire aiuti economici e finanziari agli stati europei, subordinata alla condizione che gli Stati europei utilizzassero tali aiuti congiuntamente. Gli stati europei decisero di creare un primo soggetto, terzo rispetto agli stati, che avrebbero ricevuto i fondi da parte degli USA e che avrebbe distribuito tali denari ai vari stati.

L'OECE e il Piano Marshall (1948)

Nel 1948 nasce l’Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica (OECE): per la prima volta gli stati europei si siedono a tavolino per creare qualcosa di costruttivo, e non distruttivo. Questo soggetto terzo avrebbe ricevuto i fondi da parte degli USA e avrebbe distribuito i soldi a tutti gli stati facenti parte di questa prima abbozzata dell’UE.

Gli USA decidono di finanziare gli stati europei per due motivi:

  • Motivo economico: nel momento in cui i mercati degli stati europei si riprendono, sono mercati in cui gli USA possono vendere i propri prodotti.
  • Motivo politico: gli USA avevano interesse a crearsi un gruppo di stati amici, che sarebbero serviti per andare contro all’Unione Sovietica.

Questo piano di finanziamento prende il nome di Piano Marshall, e prende l’avvio nel 1948 grazie alla creazione dell’OECE. Questa organizzazione ha avuto aspetti positivi, ha raggiunto obiettivi: all’interno di questa organizzazione gli stati iniziano a confrontarsi sul piano di commercio, nasce un sistema di pagamento internazionale per agevolare il commercio.

L'OECE è una prima occasione costruttiva per gli stati europei, ma il suo limite principale è che tutte le scelte erano vincolate al voto di unanimità (l’interesse del singolo continua ad avere la precedenza rispetto all’insieme). Un altro elemento vincolante dell’OECE è che non prevedeva al suo interno una corte di giustizia.

Il Consiglio d'Europa (1949)

Nel 1949 nasce il Consiglio d’Europa (diverso dal Consiglio dell’Unione Europea e diverso dal Consiglio europeo, due organi dell’UE diversi fra di loro), organizzazione internazionale tutt’oggi esistente. È aperta agli stati europei ed è impegnata nel raggiungimento della tutela della democrazia all’interno degli stati, e della tutela dei diritti dell’uomo.

Il Consiglio d’Europa ha dato origine alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (1950). Questa convenzione è tutt’oggi in vigore, e ha sede a Strasburgo. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali si occupa della tutela dei diritti dell’individuo, sotto diversi aspetti. Si tratta di un documento fondamentale tutt’oggi applicato.

Piano Schuman e nascita dell'Unione Europea (1950)

Nasce sempre più l’idea che sia davvero possibile prevedere un’organizzazione internazionale duratura. Quest’idea riguardava interessi collettivi, non dei singoli stati. Nasce l’idea di creare davvero un’organizzazione internazionale capace di svincolarsi dagli interessi individuali dei singoli stati per perseguire un interesse collettivo.

Colui che ha valutato questo progetto di organizzazione internazionale fu Robert Schuman, ministro degli esteri della Francia. Nel 1950 presenta il suo progetto, che piacque e che portò alla nascita della prima organizzazione internazionale. Egli disse che era necessario, dopo la 2GM, per evitare nuove situazioni di crisi e conflitto, creare un’organizzazione internazionale.

La fotografia del problema fatta da Schuman mette a fuoco una particolare zona territoriale che rimane fra la Francia e la Germania, ovvero l’area della Ruhr; era necessario risolvere in fretta la questione al fine di evitare qualsiasi tipo di conflitto in futuro. In quell’area, metà francese e metà tedesca, ci sono le risorse carbosiderurgiche, che in quel periodo era fondamentale possederle.

Schuman ha paura che quella zona diventerà contesta fra Francia e Germania, poiché indispensabile per lo sviluppo dell’economia. L’idea, perciò, è quella di creare un’organizzazione internazionale, creare un soggetto diverso da Francia e Germania, capace di gestire quelle risorse, e di distribuirle in maniera uguale a tutti gli stati partecipanti a questa organizzazione. L’idea di Schuman è quella di creare un soggetto terzo che distribuirà le risorse in modo uguale fra gli stati, al fine di favorire lo sviluppo economico di tutti.

L’obiettivo è quindi quello di permettere lo sviluppo economico non solo allo stato che possiede quelle materie prime, ma a tutti. Il 9 maggio 1950 viene identificata come la data della nascita dell’Unione Europea.

La dichiarazione di Schuman dice che:

“La pace nel mondo non può essere salvaguardata se non facendo sforzi costruttivi proporzionati ai pericoli che la minacciano. L’apporto che un’Europa organizzata e attiva può dare alla civiltà è indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche. Rivestendo per più di 20 anni un ruolo di promotore in un’Europa unita, la Francia ha sempre avuto come scopo primario la pace. L’unità europea non fu raggiunta e ci fu la guerra. L’Europa non si farà d’un tratto, né secondo un unico piano generale: essa si farà attraverso delle realizzazioni concrete, creando anzitutto una solidarietà di fatto. L’unione delle nazioni europee richiede il superamento dell’antico contrasto fra Francia e Repubblica federale tedesca. In ogni nazione intrapresa il primo pensiero deve essere rivolto a questi due paesi. In vista di questo obiettivo, il Governo francese propone di agire immediatamente su un aspetto circoscritto ma decisivo. Il Governo francese propone di assoggettare la produzione franco-tedesca di carbone e acciaio a un’alta autorità comune, nel contesto di un’organizzazione aperta alla partecipazione di altri paesi europei.”

La CECA (1951)

  • Trattato di Parigi 1951
  • Trattato-legge: esso contiene in dettaglio i precetti che gli organi della CECA sono chiamati ad attuare
  • Trattato a durata limitata: 50 anni
  • Organizzazione sovranazionale
  • Scopo: la formazione di un mercato comune carbosiderurgico, il regolare approvvigionamento di tali prodotti, il mantenimento di prezzi bassi, la modernizzazione delle imprese, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro della manodopera

Nel 1951 viene firmato a Parigi un trattato istitutivo della prima comunità europea, Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), fondata su sei stati partecipanti, ovvero Francia, Germania, Belgio, Italia, Paesi Bassi e Lussemburgo. All’interno del trattato venivano già dettagliati gli obiettivi che gli organi avrebbero dovuto raggiungere; una volta raggiunti, l’organizzazione internazionale sarebbe venuta meno.

Nel 1952 entra in vigore la CECA e nel 2002 scompare; quelle che sono le competenze relative alla CECA verranno poi assorbite dalla Comunità europea: è l’unica organizzazione con una scadenza (durata di 50 anni). La CECA aveva come obiettivo quello di gestire in modo autonomo le risorse carbosiderurgiche fra le varie nazioni, al fine di permettere uno sviluppo omogeneo.

Sovranazionalità della CECA

L’elemento caratterizzante è che è un’organizzazione sovranazionale, e la definiamo così per tre motivi:

  • Al suo interno sono previsti degli organi capaci di adottare decisioni, anche a maggioranza, che riescono ad essere applicate direttamente agli stati membri e ai cittadini degli stessi, senza necessità di ratifica da parte degli stati.
  • Completa indipendenza dagli stati membri di alcuni organi investiti del potere decisionale.
  • Esistenza di un organo di natura parlamentare i cui membri rappresentano i popoli e non i governi degli stati membri: tutela e si fa portatore degli interessi dei cittadini.

Struttura della CECA

Qual è la struttura della CECA?

  • Alta autorità: organo decisionale composto da individui scelti sulla base delle proprie competenze e indipendenti dagli Stati membri.
  • Consiglio speciale dei ministri: organo a carattere consultivo costituito dai rappresentanti degli stati membri, rappresenta quindi gli interessi dei singoli stati.
  • Assemblea comune: organo a composizione parlamentare cui sono affidati dei poteri di controllo politico sulla Alta Autorità.
  • Corte di giustizia: organo giurisdizionale cui è affidato il compito di assicurare il rispetto del diritto nell’interpretazione ed applicazione del Trattato e degli atti comunitari, nonché il controllo della legittimità sugli atti stessi.

La Comunità di Difesa (1952)

Gli stati sono così contenti di quest’idea di organizzazione internazionale che si fanno promotori di una nuova occasione d’incontro fra stati e di condivisione fra gli stati. L’idea è quella di creare una comunità di difesa; perciò, gli stati si fanno promotori di un’idea di condivisione.

Si crea così una comunità europea di difesa, che avrebbe avuto il compito di gestire le forze armate presenti nei territori dei vari stati membri: l’idea era quello di creare un esercito comune fra gli stati aderenti all’organizzazione internazionale, che avrebbe dovuto avere come nome Comunità europea di difesa, proposta nel 1952. Quest’idea è naufragata in maniera quasi immediata l’anno successivo, nel 1953.

Ancora oggi non c’è un esercito europeo; ciascuno stato stanzia le proprie forze armate: può esserci un coordinamento da parte dell’UE, ma non c’è un esercito proprio dell’UE. Gli stati, sotto questo profilo, hanno sempre desiderato una propria forza armata.

La CEE e l'EURATOM (1957)

Superato lo shock della non fattibilità della Comunità europea di difesa, si torna a rivalutare la possibilità di uno sviluppo diverso della condivisione degli incontri degli stati dell’UE; si cerca di capire se è possibile dare origine ad altre occasioni di incontro e crescita degli stati europei.

Queste discussioni di confronti e di eventuali sviluppi futuri dei rapporti degli stati sono state affrontate durante un incontro dei rappresentanti degli stati a Messina nel 1955 e che danno origine a due nuovi progetti di organizzazione internazionale:

  • Possibile creazione di un mercato in cui si potesse trovare una libera circolazione della merce, dei servizi, delle persone e dei capitali.
  • Possibile creazione di una nuova organizzazione internazionale che gestisse l’energia nucleare. Ci si rende conto che il carbone è una risorsa non rinnovabile; era indispensabile valutare anche altre fonti di energia, come quella nucleare, ma era opportuno farla gestire da un soggetto terzo.

Questo incontro pone le basi ad un percorso di trattazione e redazione di questi progetti, che sfociarono nell’adozione di due nuovi trattati nel 1957, firmati a Roma:

  • Il Trattato istitutivo della comunità economica europea (CEE): si occupa della creazione di un mercato comune ove favorire la libera circolazione di merci, capitali, persone e servizi.
  • Il Trattato istitutivo della comunità europea dell’energia atomica (EURATOM): si occupa della gestione e distribuzione dei prodotti e delle attrezzature legate alle materie fissili.

Gli stati firmatari di questi due trattati sono gli stessi della CECA. Questi due trattati hanno durata illimitata (ad oggi esistono ancora).

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vlessivv di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Mattone Monica Chiara.
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