PARTE 1
Le case possono avere diverse finalità formali. La casa in sé non è un tipo architettonico
poiché, in base al tema (residenziale, in questo caso) si decide la tipologia adeguata.
Le architetture devono essere idoneamente disposte nel territorio: devono rispondere alle
necessità della città e devono rapportarsi adeguatamente con gli altri edifici.
Le città, spesso, dipendono dalla tipologia degli edifici che le compongono.
Tipo architettonico: è lo schema base di un’architettura; può essere variato nel tempo.
LE DOMUS ROMANE
La domus era una tipologia di abitazione tipica dell’antica Roma.
Era un domicilio privato urbano e si distingueva dalla villa suburbana, che invece era
un'abitazione privata situata al di fuori delle mura della città, e dalla villa rustica, situata in
campagna e dotata di ambienti appositi per i lavori agricoli.
Gli ambienti principali erano i seguenti:
• Vestibulum e fauces: ingresso pubblico dalla strada.
• Atrium: atrio principale, luogo dove è bello entrare, è come un’estensione della
strada, la copertura è aperta al centro per l’impluvio dell’acqua.
• Impluvium: vasca per la raccolta delle acque piovane, situata al centro dell’atrio;
l’acqua veniva trasportata per la casa tramite un sistema di tubature, mentre quella in
eccesso era rimossa espellendola verso l’esterno.
• Tablinum: studio/ufficio maestoso del padrone di casa, dotato anche di tende o porta
scorrevole, era aperto su tutti i lati per rendere visibile la parte privata.
• Corridoio che collegava la parte pubblica e quella privata, accessibile solo al
proprietario della casa oppure agli invitati.
• Peristylium: portico/cortile con colonnato; si chiama peristylium solo se circonda il
giardino per quattro lati, altrimenti è semplicemente un portico colonnato.
• Exedra: sala di ricevimento per gli invitati.
L’asse prospettico delle domus faceva si che dall’ingresso fosse
visibile anche parte del cortile.
Il cavedio era la parte cava dell’edificio: sia l’atrio sia il cortile.
Prof.ssa Luisa Ferro Francesco Gucciardo
PARTE 1
Le domus di Pompei
Nel 79 d.C. la città di Pompei fu distrutta dall’eruzione del Vesuvio, che coprì gli edifici con
lapilli (umidi, resero possibile la conservazione dei resti) fino ad una altezza di 3 metri,
mentre il resto fu completamente spazzato via.
Tra i reperti rinvenuti nelle case di Pompei, alcuni testimoniano lo scambio culturale
avvenuto nell’epoca romana: esempi sono delle statue asiatiche e metodi costruttivi egizi.
La via dell’abbondanza era la via principale, quella con i negozi; le strade avevano i
marciapiedi e gli atrii delle domus si affacciavano sulla strada.
Tra le domus vi era la casa del panettiere, tra le sue caratteristiche:
➢ atrio con mosaico e vasca per raccolta delle acque;
➢ portico solo su tre lati (non è peristiglio), con corte e fontana;
➢ vista prospettica dalla strada permetteva di vedere il mosaico dell’atrio ma anche uno
spiraglio del giardino;
➢ la scala è posta nell’atrio per dimostrare la presenza di un secondo piano, indice di
particolare benessere economico;
➢ il tetto era in legno, l’atrio aveva un’altezza maggiore, questo lo renda riconoscibile
anche in sezione rispetto al resto della casa.
La domus di Arianna aveva due atrii: uno per gli ospiti per l’ingresso dalla strada
secondaria, l’altro per l’ingresso dalla principale, la più importante.
La domus di Have (proprietario greco-romano) aveva un atrio principale da cui si
raggiungeva la prima corte, dove si può ammirare il mosaico di Alessandro Magno, poi si
arriva ad un enorme peristiglio in cui si tenevano anche spettacoli teatrali.
Il secondo atrio di ingresso è tetrastilo e collegato al grande peristiglio.
Evoluzione dell’atrio
Le domus di Orione e del giardino hanno atrii coperti, con copertura alta, ma non variano
le loro funzioni di ingresso; quello coperto si chiama “atrio testudinato” (da Vitruvio) con una
volta a botte a testudine che copriva l’atrio direttamente sotto il tetto.
Una volta coperto l’atrio, per permettere alla luce di entrare si creò un porticato situato
lateralmente e rivolto verso ovest: il Palladiano (usato da Palladio nel rinascimento).
L’atrio iniziò a perdere il suo valore e nacque l’ingresso tradizionale. Una donna acquisì una
domus e sostituì l’atrio con delle stanze, favorendo un portico sul giardino.
Successivamente, a Verona, l’atrio fu ridotto, le domus furono dotate di impianti di
riscaldamento murati visto che la città è più fredda rispetto a Roma e Pompei.
Prof.ssa Luisa Ferro Francesco Gucciardo
PARTE 1
La Villa
Sempre a Pompei nacque la villa, ovvero una domus più complessa, relazionata con il
paesaggio (le stanze hanno finestre rivolte verso il paesaggio circostante) e dotata di edifici
rustici.
Un esempio è la Villa dei Misteri che, ai tempi, era
situata in una collina sul mare.
Le caratteristiche della villa erano le seguenti:
• Ingresso principale dalla strada;
• Edifici rustici : case dei contadini;
• Peristiglio (classiche regole) ma usato come
locale d’accesso tramite cui poi si
raggiungeva l’atrio;
• Atrio tuscanico con accesso alla casa;
• Terrazza colonnata si affacciava sul mare. Villa dei Misteri
Studi riguardo l’architettura romana
In passato, prima degli scavi archeologici di Pompei e dei vari ritrovamenti, le uniche fonti
di conoscenza riguardo l’architettura romana furono gli scritti di Vitruvio.
Nel rinascimento l’architettura seguiva il mito dell’antico: gli architetti studiarono gli scritti
di Vitruvio e li interpretarono (con risultati realistici).
Andrea Palladio si basò sullo schema di una domus romana per progettare il
➢ Palazzo Iseppo Porto di Vicenza (1546-1552), dotato di:
• Un atrio tetrastilo;
• Proporzioni e forme geometriche regolari.
La biblioteca ambrosiana (1672), sita in Piazza San Sepolcro a Milano, è costruita
➢ come una domus:
• L’atrio (coperto, primo caso di atrio testudinato) contiene i libri;
• piccolo peristiglio con cortile;
• scuola di pittura e di scultura (in sostituzione delle camere della domus).
➢ La casa del Mantegna (Mantova, 1476)
• Ingresso con atrio a pianta circolare considerabile anche come cortile;
• l’accesso alle scale non avviene dall’atrio ma dalla stanza dell’ingresso.
Nel rinascimento, quindi, lo schema base della domus divenne quello del palazzo.
Prof.ssa Luisa Ferro Francesco Gucciardo
PARTE 1
Ispirazione per architetti moderni
Alvar Aalto, Casa sperimentale di Muuratsalo, 1952:
➢ si tratta di un’opera di architettura frammentata, ragione
per cui la villa sembra un rudere (inoltre è costruita con
varie tipologie di laterizi).
Vi sono diversi frammenti archeologici finti (progettati e
voluti da Aalto), l’atrio centrale e una sola falda del tetto
ma molto inclinata.
Emilio Ambasz, Casa De Retiro Espiritual, Siviglia
➢ 1978: edificio a torre con cortile.
La parte sotterranea (in cui si sviluppa la casa) è
circondata da un portico dalla forma curvata per
alludere agli scavi archeologici (mai esistiti in questo
caso); l’illuminazione avviene attraverso lucernari.
La torretta ha un balcone panoramico.
Alberto Campo Baeza, Casa Guerrero, 2005: si mantiene lo schema della domus
➢ con una recinzione costante, due cortili e un volume centrale sollevato che
permette l’ingresso della luce dal basso.
Le domus romane in sintesi
La domus era un’abitazione romana tipica dei cittadini più adagiati.
L’atrio era un luogo bello per entrare, si passava dall’atrio per accedere alla casa.
Il cortile, che poteva essere un peristiglio o un semplice portico, non era un passaggio
obbligatorio, si cammina intorno.
• Corte : un portico nel piano terreno con un’ulteriore piano sopra (aperto o chiuso).
• Peristiglio : solo sul piano terreno, sopra è immediatamente coperto.
La corte e l’atrio sono sempre allineati, non sono mai sghembi e sono il centro della
geometria della casa attorno a cui si sviluppano gli altri ambienti.
La corte della domus si è evoluta in crociera, quadriportico e strutture clausolari.
LA CROCIERA
L’architettura a crociera nasce a
Milano nel 1456 con l’Ospedale
Maggiore (oggi Università Statale)
di Filarete.
La corte viene divisa da due
volumi incrociati edificati sugli assi
in modo da formare 4 piccoli atrii
(di conseguenza non si commina
attraverso la corte ma intorno ai
suoi assi).
In realtà l’atrio dell’edificio si è
spostato nell’incrocio tra i due assi: assume la denominazione di “panottico” ed &eg
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Appunti caratteri tipologici dell'architettura
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Caratteri tipologici dell'architettura
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