BIOLOGIA
- Esseri viventi e batteri
- Virus, nucleo, cromatina, cromosomi, ribosomi e reticolo
- Golgi, lisosomi, mitocondri, citoscheletro, membrana e trasporto
- Giunzioni, recettori, ciclo cellulare, meiosi e mitosi
- Apoptosi, DNA e riparo
- Replicazione DNA
- Trascrizione
- Maturazione mRNA
- Traduzione
- Regolazione espressione genica
- Mutazioni
- Genetica
I SISTEMI VIVENTI
L’oggetto di studio della biologia sono i “sistemi viventi”. Le
caratteristiche degli esseri viventi, ciò che ci distingue dagli altri,
sono:
- Capacità di trasformare, produrre e usare energia. Ci
sono organismi produttori, consumatori, che usano energia
solare, glucosio, per produrre energia, che serve all’organismo
per far funzionare tutti i sistemi.
- Un organismo vivente si accresce, si sviluppa, formalmente e
di dimensione. L’accrescimento è reso possibile grazie
all’energia, all’uso di nutrienti, alla possibilità di utilizzare i
nutrienti per creare energia e utilizzarla: METABOLISMO
- Capacità di rispondere agli stimoli. Ogni organismo non è
indipendente da ciò che lo circonda. Gli stimoli possono essere:
temperatura, pressione ecc…
- Capacità di riprodursi. Per riproduzione sessuata o
asessuata, cioè con o senza scambio di materiale genetico.
Nella riproduzione asessuata una cellula si replica dividendosi
in due, formando due organismi identici fra loro. In quella
sessuata invece c’è scambio di materiale genetico, e ciò
determina il fatto che la prole abbia un mix dei due materiale
genetici.
- Capacità di autoregolarsi (OMEOSTASI), molta energia
serve per mantenere l’equilibrio dell’organismo: temperatura,
pH e molte altre condizioni.
- Capacità di adattarsi all’ambiente: l’adattamento richiede
tempo, molti cambiamenti casuali nel DNA possono rendere
l’individuo più adatto all’ambiente in cui vive
LE DIMENSIONI DELLE STRUTTURE VIVENTI
TEORIA CELLULARE
Le cellule furono osservate per la prima volta da Robert Hooke nel
1665 che studiò con un microscopio rudimentale sottili fettine di
sughero. Nel 1673 Antoine van Leewenhoek effettuò osservazioni di
cellule vive, protozoi, batteri, spermatozoi con lenti di sua
produzione. Nel 1839 Schleiden e Schwann osservarono per primi la
differenza tra tessuti animali e vegetali ed ipotizzarono che tutti gli
organismi viventi fossero costituiti da cellule. Credevano tuttavia
nella generazione spontanea. Nel 1858 Rudolph Virchow’s, affermò
che le cellule potessero originarsi solamente da cellule pre-esistenti:
“Omnis cellula e cellula”.
Si sviluppò così la teoria cellulare:
- Tutti gli esseri viventi sono costituiti da una o più cellule
- Le reazioni chimiche di un organismo vivente, comprese le
reazioni di liberazione dell’energia e di biosintesi, hanno luogo
dentro la cellula
- Ogni cellula ha origine da una cellula precedentemente
esistente
CELLULA
La cellula:
- È l’unità fondamentale di tutti i sistemi viventi. È l’elemento
minimo di un organismo, che può possederne una o più
- Tutte le reazioni chimiche hanno luogo dentro la cellula
- Le cellule contengono le informazioni ereditarie degli
organismi di cui fanno parte e passano dalla cellula madre a
quella figlia
- Ogni cellula proviene da un’altra cellula
- È osservabile a microscopio ottico
REQUISITI DELLA CELLULA
- MEMBRANA: la membrana lipidica serve a mantenere la
struttura della cellula e divide anche se non in maniera
completa l’interno dall’esterno
- METABOLISMO: la cellula deve trasformare sostanze
chimiche in energia e in altre sostanze utili all’accrescimento
- DNA: l’informazione da ereditare alla cellula figlia
DNA
Il nucleo di una singola cellula umana ha oltre 2 metri di DNA
ATP
Molecola energetica composta da adenosina e tre gruppi fosfato.
Viene creata con molti processi chimici nei mitocondri. È il
magazzino principale di energia, utilizzabile da molti processi. Il
metabolismo è quindi un equilibrio tra CREAZIONE e USO di
ENERGIA. Affinché avvenga il metabolismo, è necessario usare
enzimi per la catalisi delle reazioni chimiche.
La cellula, inoltre, può vivere solo in un certo range di condizioni
(temperatura, pressione, ecc…) che mantengono la funzionalità
delle macromolecole che la compongono.
A mano a mano che un corpo si accresce dimensionalmente, il suo
volume aumenta più rapidamente della sua superficie. Il rapporto
tra superficie e volume, in una cellula, deve essere elevato per
garantire un adeguato metabolismo. Per questo le cellule che
costituiscono gli organismi devono essere numerosissime e
minuscole piuttosto che poche e voluminose.
CARATTERISTICHE DI OGNI CELLULA
- Membrana cellulare
- DNA
- Citoplasma: contiene gli organuli, enzimi e sostanze chimiche
- Parete cellulare: strato rigido esterno della cellula, a
composizione chimica variabile. È presente in molti
microrganismi, in tutti i funghi e piante
PROCARIOTI vs EUCARIOTI
La vera differenza tra queste 2 macro-classi sta nella sede del DNA:
- PROCARIOTI: il DNA nei procarioti è libero nel citoplasma,
mentre…
- EUCARIOTI: il DNA negli eucarioti è all’interno del nucleo
Nel citoplasma, sia procarioti che eucarioti presentano ribosomi.
Mentre i procarioti sono poco differenziati, il differenziamento degli
eucarioti è molto esteso. I procarioti hanno lo stesso fenotipo con lo
stesso genoma, mentre gli eucarioti anche se hanno lo stesso
genoma possono essere nettamente diversi fenotipicamente.
PROCARIOTI
Si possono individuare due domini costituenti i procarioti:
- Archea: la struttura dei loro geni è più simile a quella degli
eucarioti. Vivono in ambienti estremi per calore, freddo,
acidità, basicità, salinità, alta pressione e alti livelli di
radiazioni a cui i loro genomi si sono adattati nel corso del
tempo e di cui seguono inevitabilmente il destino.
- Bacteria
I microrganismi possono essere classificati per:
- Morfologia: dimensione e forma. A sfera, cilindro, vibrioni e
spirilli
- Caratteristiche di colorazione, caratteristiche metaboliche e
antigieniche
- Sulla base dei rapporti:
Saprofiti o Commensali: microrganismi che vivono e si
o moltiplicano a contatto con l’ospite senza creare danno,
creando a volte anche un rapporto di reciproco beneficio
Patogeni: microrganismi che tendono a provocare
o malattia
Opportunisti: microrganismi normalmente innocui, ma
o in grado di provocare malattie anche gravi
I batteri si riproducono rapidamente, si possono riprodurre in giorni
o ore. Lo sfasamento sulla capacità di riproduzione implica una
maggiore capacità di evolversi. L’uomo si replica più lentamente e
quindi si evolve molto più lentamente. I batteri possono quindi
rispondere più velocemente alla richiesta di nuove esigenze.
Oltre alla forma li si possono distinguere anche in base alla loro
organizzazione:
- Diplococchi: batteri sferici associati a due a due
- Streptococchi: se sono disposti a formare una catena
- Stafilococchi: se formano un grappolo
GENOMA
Il genoma batterico è un unico filamento circolare, localizzato
nell’area nucleare o nucleoide, regione cellulare non delimitata da
membrana. In aggiunta al DNA principale i batteri possono
contenere piccole molecole di DNA circolare, dette PLASMIDI, che
codificano per enzimi catabolici, per la resistenza ad antibiotici o
legati a meccanismi per lo scambio di materiale genetico tra
organismi. L’assenza di membrana nucleare fa si che una molecola
mRNA venga tradotta nella proteina ancora procede la sua
trascrizione, avviene quindi tutto in maniera simultanea e nello
stesso luogo. Circa il 98% del genoma batterico è codificante. I geni
sono organizzati in sequenze lineari dette operoni, ogni operone è
sotto il controllo di un singolo promotore.
RICOMBINAZIONE GENETICA
La ricombinazione genetica è un processo unidirezionale mediante il
quale una porzione di materiale genetico di DNA è trasferita da un
donatore ad una cellula ricevente che la integra nel suo
cromosoma, attraverso processi di scambio di sequenze omologhe,
con acquisizione di nuove caratteristiche fenotipiche.
Lo scambio può avvenire tramite:
- Trasformazione: acquisizione di nuovi marcatori genetici
attraverso l’incorporazione di DNA esogeno. I frammenti di
DNA entrano, si appaiano e possono ricombinarsi
- Trasduzione: alcuni virus batterici possono trasferire geni
batterici da una cellula all’altra. Esiste in questo caso il CICLO
LISOGENO e il CICLO LITICO.
- Coniugazione: trasferimento diretto di materiale genetico
cromosomico attraverso un contatto fisico tra due cellule,
possibile solo se il batterio possiede particolari plasmidi, detti
“plasmidi coniugativi” che generano la sintesi del pilo sessuale
e i recettori di superficie
STRUTTURE SPECIALIZZATE DEI PROCARIOTI
La maggior parte dei procarioti ha una parete cellulare esterna
alla membrana, con funzione di sostegno e protezione, prevendone
l’esplosione per pressione osmotica. La parete cellulare è costituita
da peptidoglicano, complesso di aminozuccheri legati a brevi
polipeptidi, a formare un’unica molecola.
Esistono batteri GRAM-POSITIVI e batteri GRAM-NEGATIVI. In
entrambi, lo strato rigido formato da peptidoglicano è una sottile
lamina costituita da due derivati polisaccaridici e da un gruppo di
amminoacidi assemblati a formare unità di ripetizione, il glican-
tetrapeptide. Nei gram-positivi il peptidoglicano rappresenta il 90%
del materiale di parete. Nei gram-negativi il peptidoglicano
rappresenta il 10% del materiale di parete. Lo strato esterno è
costituito da fosfolipidi, polisaccaridi e proteine. I gram vengono
colorati in maniera diversa.
I gram positivi appaiono colorati in violetto perché il decolorante
non è riuscito a rimuovere il complesso cristalvioletto-iodio da
queste cellule. I gram-negativi sono decolorati e pertanto assumono
la colorazione del secondo colorante utilizzato; quindi, appaiono
rossi.
I gram-positivi sono idrofobici, mentre i gram-negativi sono idrofilici.
Le membrane interne sono invaginazioni della membrana
plasmatica. I flagelli e i pili sono appendici che permettono
movimento ed adesione.
STRUTTURE ACCESSORIE DEI BATTERI
- PILI: permettono ai microrganismi di aderire a superfici inerti o
di formare pellicole o strati sulla superficie di sostanze liquide.
Sono coinvolti nel processo di coniugazione batterica
(meccanismo di trasferimento genetico).
- FLAGELLI: appendici cellulari lunghe e sottili libere ad
un’estremità costituiti da una singola proteina, la flagellina,
proteina contrattile. Il flagello batterico è una struttura rigida
ed elicoidale, che si inserisce alla base della cellula e ruota a
spese del gradiente di protoni determinando il movimento
cellulare. Sono efficaci mezzi di locomozione.
La DIVISIONE di un batterio in due cellule figlie avviene mediante
SCISSIONE BINARIA, un processo che si realizza attraverso:
- L’estensione della parete
- La replicazione del materiale genetico, costituito nel caso dei
batteri da un’unica molecola cromosomica di DNA ancorata
alla membrana citoplasmatica
- La formazione del setto, punto in cui la cellula si divide
Il tempo di divisione varia a seconda dei batteri, da 20 minuti a
diverse ore.
VIRUS
I virus sono entità infettive contenenti un genoma, che può essere a
DNA o RNA, e che si replica SOLO attraverso una cellula ospite, una
cellula vivente. Utilizzano l’apparato biosintetico della cellula per
dirigere la sintesi di particelle virali (VIRIONI). Il virus riprogramma
quelle componenti metaboliche e biosintetiche preesistenti
all’interno dell’ospite. I virioni NON crescono di dimensioni e NON si
dividono, ma vengono montati per interazione di macromolecole. I
virioni NON hanno metabolismo né sistemi enzimatici per la
produzione di energia. Il virione non esplica funzioni respiratorie e
biosintetiche. Il processo attraverso cui un genoma virale si
introduce e si replica in una cellula viene chiamato infezione.
STRUTTURA DEI VIRIONI
I virioni sono composti da:
- Acido nucleico: genoma
- Capside: avvolge il genoma ed è sempre presente
- Envelope: involucro membranoso presente solo in alcuni virus
animali
I virus non sono quindi veri e propri organismi viventi ma sono
parassiti intracellulari obbligati, che per riprodursi devono
introdursi obbligatoriamente all’interno della cellula ospite.
I virus che dispongono di un genoma a RNA sono detti retrovirus
retrotrascritti
perché necessitano di essere in DNA all’interno
dell’ospite.
CAPSIDE
È il rivestimento proteico che ricopre fino al 90% il virione. Fornisce
protezione dell’acido nucleico. È importante per l’infettività.
ACIDI NUCLEICI
- RNA a singolo filamento
- DNA a singolo filamento
- RNA a doppio filamento
- DNA a doppio filamento (con le estremità saldate/con proteine
terminali legate covalentemente
- DNA circolare a singolo filamento
- DNA circolare a doppio filamento
ENZIMI DEI VIRUS
- Lisozima: enzima che produce un foro nella parete batterica
- Neuroaminidasi: rompe i legami glicosidici nelle glicoproteine
e dei glicolipidi del tessuto connettivo aiutando la liberazione
della progenie virale
- DNA polimerasi RNA dipendente (retrotrascrittasi):
retrotrascrive l’informazione genetica dell’RNA genomico in un
intermedio a RNA
- INTEGRASI: prodotto dai retrovirus e permette l’integrazione
del genoma virale in quello dell’ospite
BATTERIOFAGO
Una cellula virale che infetta un batterio, un procariote, viene
chiamata “batteriofago”.
Le fimbrie del batteriofago si legano alla parete del batterio, grazie
a degli antirecettori che riconoscono specifici siti di adesione sulla
parete cellulare. La piastra aderisce alla parete del batterio. Viene
liberato un enzima, detto lisozima, che va a ledere il peptidoglicano.
La coda si contrae ed il DNA del virus viene integrato all’interno del
DNA batterico.
Se il virus uccidesse tutti gli ospiti eliminerebbe sé stesso, e
allo stesso tempo al di fuori dell’ospite il virus è
estramemente labile. Quindi il virus attua due tipi di cicli:
- CICLO LITICO: all’inizio il DNA si replica, vengono sintetizzati
RNA e proteine virali, queste si uniscono fra loro per formare
nuovi virus. Al termine del processo, i nuovi virioni escono
dalla cellula, portandola a morte, per andare a infettare nuovi
batteri
- CICLO LISOGENO: quando il virus infetta il batterio, il suo
DNA va ad integrarsi nel DNA batterico. I virus che
intraprendono questo ciclo vengono detti “virus temperati”
perché il loro DNA si integra in quello batterico influenzando
come esso si comporta. Di conseguenza con la replicazione del
batterio, il DNA misto viene trasferito alle nuove generazioni
senza determinare danno per il batterio. Il virus, a seguito di
stimoli opportuni (raggi UV, non nutrienti, antibiotici, stress,
ecc…), si può staccare, passando dal ciclo lisogeno a quello
litico.
CICLO DI UN VIRUS ANIMALI
1. Adsorbimento del virus alla cellula
2. Ingresso nella cellula:
a. inglobamento del virione per fagocitosi
b. Fusione dell’involucro virale con la membrana cellulare
3. Liberazione del genoma virale
4. Trascrizione del genoma virale
5. Traduzione del genoma in proteine virali
6. Replicazione del genoma
7. Assemblaggio di nuovi virioni
8. Liberazione delle particelle virali
a. Lisi cellulare
b. Gemmazione
c. Esocitosi
I virus sono i più numerosi e diversificati soggetti genetici
presenti sulla Terra, possono infettare tutti e tre i domini
della vita e persino altri virus. Un virus può essere contratto:
- Nell’aria che respiriamo
- Mediante scambi di liquidi organici
- Mediante animali, come insetti
- Alimentazione
LA CELLULE EUCARIOTICA
CELLULA ANIMALE
Possiede generalmente:
- Centriolo
- Lisosomi, perossisomi
- Nucleo
- Apparato di Golgi
- Filamento del citoscheletro
- Citosol
- Reticolo endoplasmatico
- Membrana plasmatica
- Mitocondri
CELLULA VEGETALE
Possiede generalmente:
- Parete cellulare
- Cloroplasto
- Vacuolo
- Lisosomi, perossisomi
- Nucleo
- Apparato di Golgi
- Filamento del citoscheletro
- Citosol
- Reticolo endoplasmatico
- Membrana plasmatica
- Mitocondri
NUCLEO
È l’organello più grande della cellula, separato dal citoplasma
dell’involucro.
È il centro di controllo di tutte le operazioni cellulari e svolge un
ruolo cruciale nel controllo della vita della cellula e nel processo di
divisione cellulare. Il nucleo contiene il materiale genetico della
cellula. È delimitato da un involucro nucleare discontinuo che lo
separa dal citosol. Attraverso i pori nucleari passano le informazioni
dal citoplasma al nucleo e viceversa.
I pori nucleari sono siti nei quali le membrane nucleari, interna ed
esterna, si fondono a formare un’apertura circolare contenente il
complesso del poro nucleare (transito RNA e proteine). La struttura
del nucleo è mantenuta dalla LAMINA NUCLEARE struttura fibrosa di
lamine (filamenti intermedi). All’interno del nucleo si trova il
DNA, complessato con proteine e ripiegato a costituire la
CROMATINA. Prima dell’inizio della divisione cellulare la
cromatina si addensa nei cromosomi.
NUCLEOLO
È la fabbrica per la c
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