BETTER MARKETING
FOR A BETTER WORLD
Analisi approfondita, paragrafo per paragrafo, dell’articolo di Chandy, Johar,
Moorman e Roberts (2021)
Articolo “Better Marketing for a Better World”
Autori Rajesh K. Chandy, Gita Venkataramani Johar, Christine Moorman e John H.
Roberts
Pubblicazione Journal of Marketing, 2021, vol. 85, n. 3, pp. 1–9
Tipo di Editoriale / introduzione a un numero speciale: propone una direzione per la
contributo disciplina, non presenta un unico esperimento empirico.
Idea centrale: il marketing non dovrebbe essere valutato soltanto in base ai risultati
economici per l’impresa o per gli azionisti. Deve essere studiato anche per gli effetti
che produce su consumatori, lavoratori, comunità, istituzioni e ambiente.
Dispensa di studio in italiano • struttura fedele all’ordine argomentativo
dell’articolo
Better Marketing for a Better World — analisi per lo studio Pagina 1
Come leggere questa analisi
L’analisi segue l’ordine del testo originale e ricostruisce la funzione dei singoli paragrafi, le idee
principali, gli esempi e il legame tra le parti. Poiché l’articolo è breve ma molto denso, alcuni passaggi
che svolgono la stessa funzione argomentativa sono presentati in sottoparagrafi consecutivi, senza
eliminare le singole assunzioni o raccomandazioni.
Il contributo non va letto come la relazione di un singolo studio sperimentale. Gli autori introducono e
motivano un programma di ricerca: invitano la comunità del marketing a considerare in modo più
sistematico come le attività di marketing possano contribuire a un mondo migliore, oppure produrre
danni, anche quando sono economicamente vantaggiose.
Tesi centrale in una frase
La disciplina del marketing deve ampliare ciò che studia, chi considera rilevante e
quali risultati misura, includendo gli effetti sociali e ambientali delle attività di
mercato oltre ai risultati per clienti, imprese e azionisti.
Che cosa significa BMBW?
BMBW è l’acronimo di Better Marketing for a Better World, cioè “un marketing migliore per un mondo
migliore”. Non significa semplicemente rendere più efficaci le campagne commerciali: significa indagare
come le idee, gli strumenti e le pratiche del marketing influenzino il benessere di più soggetti e delle
istituzioni, anche al di là della performance finanziaria dell’impresa.
ATTIVITÀ DI RISPOSTE DI SPILLOVER ED BENESSERE
MARKETING CLIENTI E IMPRESE ESTERNALITÀ SOCIALE / AMBIENTALE
Gli effetti possono essere intenzionali o indiretti, positivi o negativi.
Il modello di lettura è quindi più ampio della relazione classica impresa-cliente. Una decisione di prezzo,
un sistema di incentivi, un algoritmo di segmentazione o una campagna promozionale possono avere
conseguenze indirette su lavoratori, gruppi vulnerabili, comunità, salute pubblica o ambiente. Tali
conseguenze possono essere positive o negative e devono entrare nell’analisi.
I dati iniziali richiamati dagli autori
• Nel febbraio 2021 gli autori interpellano 44 associate editors e membri dell’advisory board del Journal
of Marketing.
• L’importanza del tema riceve un punteggio medio di 6,34 su 7; oltre il 60% dei rispondenti assegna il
punteggio massimo.
• Oltre l’80% valuta con 4 o meno, su una scala di 7, sia il grado in cui il campo affronta il tema sia
l’efficacia con cui lo fa.
Questi risultati non dimostrano da soli che la ricerca di marketing abbia trascurato ogni questione
sociale. Servono invece a evidenziare una percezione interna alla comunità scientifica: il tema è
considerato molto importante, ma il lavoro svolto finora appare insufficiente rispetto alle aspettative.
La cornice storica: il richiamo al 1971
Gli autori riprendono due passaggi di Dawson e Kelley pubblicati in un numero speciale del Journal of
Marketing del 1971. Il richiamo è significativo perché mostra che la richiesta di un marketing
socialmente rilevante non è nuova: a distanza di circa cinquant’anni, la disciplina deve ancora
interrogarsi su quanto abbia realizzato quella promessa.
Better Marketing for a Better World — analisi per lo studio Pagina 2
La funzione di questo riferimento storico è creare continuità tra una discussione già presente nel passato
e la proposta contemporanea. Gli autori non sostengono che non siano stati fatti progressi, ma che le
domande su responsabilità, benessere e conseguenze sociali non siano ancora diventate centrali in
modo adeguato.
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1. Introduzione: perché il marketing deve
contribuire a un mondo migliore
Paragrafo 1 — Il marketing può incidere profondamente sulla
società
L’articolo parte dall’idea che il marketing non sia una funzione marginale dell’economia. Le scelte di
prodotto, prezzo, promozione, distribuzione, targeting e progettazione dei mercati condizionano ciò che
le persone acquistano, come si comportano e quali opportunità hanno. Per questo il marketing può
generare benefici, ma anche conseguenze indesiderate.
Il punto importante è che gli effetti non si esauriscono nel momento dell’acquisto. Le attività di mercato
possono influire sulla salute, sul benessere dei lavoratori, sull’accesso ai servizi, sulla distribuzione delle
risorse e sull’ambiente. La disciplina dovrebbe quindi chiedersi non solo se una pratica funziona, ma
anche per chi funziona, a quale costo e con quali ricadute.
Paragrafo 2 — L’interesse per BMBW è alto, ma l’impegno del
campo è percepito come insufficiente
Gli autori riportano i risultati del sondaggio condotto tra 44 figure editoriali del Journal of Marketing. La
media di 6,34 su 7 e il fatto che oltre il 60% abbia assegnato il punteggio massimo mostrano che la
questione è ritenuta molto importante. Tuttavia, oltre l’80% assegna 4 o meno alle valutazioni relative a
quanto il marketing affronti il tema e a quanto efficacemente lo faccia.
Il contrasto tra importanza riconosciuta e prestazione percepita costituisce il problema da cui nasce
l’articolo. Gli autori non si limitano a dichiarare che BMBW è un argomento interessante: sostengono che
esiste una distanza tra ciò che la disciplina ritiene importante e ciò che riesce a studiare e pubblicare.
Paragrafo 3 — Il precedente storico del 1971
Il riferimento a Dawson e Kelley ricorda che già mezzo secolo prima studiosi di marketing avevano posto
interrogativi sul contributo sociale della disciplina. L’inserimento di questa citazione serve a dimostrare
che l’ambizione di migliorare la società non è una moda recente.
Il significato argomentativo è anche autocritico: se il tema era già stato discusso nel 1971, occorre
domandarsi perché non sia diventato una componente pienamente integrata nella ricerca principale.
L’articolo si presenta quindi come un invito a trasformare una preoccupazione ricorrente in un
programma più sistematico.
Paragrafo 4 — L’obiettivo del contributo
Gli autori annunciano che intendono stimolare la ricerca BMBW, esaminando le assunzioni che possono
limitarla e proponendo iniziative per la comunità scientifica. Il testo non cerca di fornire una definizione
definitiva di ogni forma di marketing socialmente responsabile; vuole piuttosto aprire lo spazio a nuove
domande, soggetti e metodi.
La struttura del contributo segue questa logica: prima spiega perché il tema merita maggiore centralità;
poi mette in discussione le abitudini concettuali e metodologiche del campo; infine invita ricercatori,
editor e istituzioni accademiche ad agire concretamente.
Il sondaggio: come interpretarlo correttamente
Il sondaggio è una rilevazione esplorativa delle opinioni di un gruppo qualificato di studiosi, non una
misurazione oggettiva di tutta la produzione accademica mondiale. La sua utilità è indicare che,
all’interno di una comunità influente, esiste una forte domanda di ricerca su BMBW e una percezione di
spazio ancora non sufficientemente sviluppato.
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Da ricordare: l’introduzione costruisce un problema di rilevanza scientifica. BMBW è
considerato importante, ma il marketing deve fare di più per renderlo una parte
centrale della disciplina.
2. “Toward the Center Stage: Rethinking
Marketing for a Better World”
Paragrafo 1 — Il marketing deve passare dalla periferia al centro
della discussione
Con questa sezione gli autori chiedono che BMBW non resti un tema secondario, confinato a pochi
studiosi o a riviste specialistiche. Le questioni sociali e ambientali devono poter dialogare con i temi
tradizionali del marketing: comportamento del consumatore, strategia, prezzo, distribuzione, branding,
comunicazione e gestione delle relazioni.
“Portare al centro della scena” significa dunque modificare il modo in cui si formulano le domande di
ricerca e si giudica la rilevanza di un problema. Non basta aggiungere una breve nota sulle conseguenze
sociali alla fine di uno studio: tali conseguenze possono essere parte integrante del fenomeno da
spiegare.
Paragrafo 2 — Gli strumenti del marketing possono produrre
benefici e danni
L’articolo sottolinea che gli strumenti di marketing non sono intrinsecamente buoni o cattivi. Un
incentivo economico può migliorare la produttività ma compromettere la salute dei venditori se è
progettato male; un algoritmo può rendere più efficiente la segmentazione, ma può anche perpetuare
discriminazioni; una promozione può incoraggiare un comportamento utile o favorire consumi dannosi.
La valutazione deve quindi essere contestuale. Occorre studiare il meccanismo attraverso cui una
pratica produce effetti, quali gruppi sono coinvolti e quali conseguenze si verificano nel breve e nel
lungo periodo.
Paragrafo 3 — Esempi di ricerca che rendono visibile la portata
sociale del marketing
Gli autori richiamano lavori che mostrano come fenomeni apparentemente aziendali possano avere una
dimensione sociale più ampia. La progettazione degli incentivi alle vendite può influire sulla salute
mentale e fisica dei venditori; le attività degli influencer possono essere usate per promuovere pesticidi
ecologici in contesti rurali cinesi; il customer relationship management può sostenere la raccolta fondi di
organizzazioni non profit; le promozioni di prezzo possono essere collegate a comportamenti di
donazione.
Questi esempi mostrano che le competenze di marketing possono essere utilizzate in contesti diversi
dall’impresa commerciale tradizionale. Il marketing può contribuire alla soluzione di problemi collettivi,
ma per capirne l’impatto occorre studiare gli effetti concreti delle pratiche, non presumere che un
intento positivo garantisca automaticamente un buon risultato.
Paragrafo 4 — Il rapporto tra obiettivi aziendali e obiettivi sociali
non è sempre armonioso
Gli interessi dell’impresa e quelli della società possono coincidere, divergere o entrare in conflitto. Una
pratica che aumenta vendite e profitti può creare danni a terzi; viceversa, una scelta che comporta un
costo immediato per l’impresa può generare vantaggi sociali. La ricerca deve riconoscere esplicitamente
queste possibilità.
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L’argomento prepara la matrice dell