La differenziazione: il MKT dell’acqua in bottiglia
Acqua di tipi ≠ ⇒ problema: far capire al consumatore la ≠ tra acqua e acqua.
Esempio_1: USA » si fa importare le acque francesi.
Esempio_2: Acqua Bling.
Acqua Voss, acque d’esclusività.
Acqua Narwa.
Si lavora sulla percezione che il consumatore ha del prodotto ⇒ differenziazione = creazione di differenze.
Esempio_1: Francia » eleganza, moda, buon vino, cibo eccellente ⇒ atteggiamento positivo vs i prodotti francesi e acquistare acqua francese significa comprare anche moda, eleganza, ecc.
Esempio_2: Starbucks » non c’è in Italia per vari motivi, come l’attaccatura alla cultura del caffè italiano, costi alti e soprattutto perché il menù contiene maggiormente nomi italiani, quindi differenziazione riconosciuta all’Italia.
Esempio_3: Coop » ha calcolato l’impatto ambientale in Italia del trasporto delle bottiglie di acqua con risultati importanti, incentivando così i consumatori a bere acqua del rubinetto e selezionando i brand dei produttori di acqua preferendo quelli locali.
Marketing
Marketing >> nasce nel mondo anglosassone.
To market >> venditori/acquirenti.
Scopo >> incontro tra domanda e offerta che effettuano scambi:
- Soggetti con bisogni e desideri:
- Consumatori finali (B2C)
- Imprese, organizzazioni (B2B/trade MKT)
- Soggetti che offrono qualcosa, cioè il prodotto:
- Beni (tangibili)
- Servizi (intangibili)
Bisogno = sentire la mancanza di una necessità primaria (es. cibo).
Desiderio = bisogno determinato dall’apprendimento e cultura dell’individuo.
Il MKT nasce prima nella pratica negli USA >> evoluzione MKT:
1. MKT pionieristico (1945–1960)
- Ricostruzione post-bellica.
- Riscoperta economia di mercato.
- Clima di fiducia.
- D > O.
- Chiarificazione concettuale (McCarthy 4 P):
- Product: il MKT si occupa solo di produrre beni e servizi su richiesta.
- Price.
- Place.
- Promotion.
2. MKT classico (1960–1975)
- Sono le imprese che devono ruotare intorno al consumatore e non viceversa.
- Fabbricare ciò che si può vendere.
- O > D (⇒ mercato del consumatore che ha il potere).
- MKT Myopia (1960) = eccessiva focalizzazione sul proprio prodotto ⇒ perdita di opportunità.
Obiettivo >> soddisfare i bisogni e i desideri di un gruppo selezionato ottenendo un profitto.
3. MKT di terza generazione (1975–1990)
- Crisi energetica (1973).
- Mercati maturi ⇒ fase di declino.
- Per svilupparsi le imprese devono sottrarre quote di mercato con le acquisizioni.
4. MKT di quarta generazione (1990–…)
- D in calo in molti mercati.
- Ipercompetizione.
- Compratore evoluto, più esperto (Tripadvisor, Alfemminile.com…).
- Protezione del consumatore (Federconsumatori, Altroconsumo…).
MKT >> AMA (= American Marketing Association) >> funzione organizzativa e insieme di processi volti a creare, comunicare e trasferire valore ai clienti e a gestire i rapporti con essi in modo che ciò vada a vantaggio dell’organizzazione e dei suoi stakeholder.
Principali obiettivi MKT >>
- Individuare i bisogni dei clienti.
- Soddisfare questi bisogni.
Chi fa MKT e oggetto MKT
- Imprese produttrici di beni o servizi — beni.
- Imprese commerciali — servizi.
- Organizzazioni no profit — idee.
- Università — persone.
- Enti pubblici… — luoghi…
Orientamenti al MKT
1. Orientamento alla produzione
D>O ⇒ tutto ciò che viene messo sul mercato viene comprato (modello T della Ford); obiettivo imprese >> efficienza produttiva = produrre al max con le risorse disponibili riducendo i costi, quindi le spese.
Viene comunicata attraverso il prezzo.
R – C = U / P per aumentare U ⇒ aumentare R / aumentare C (Pz x Q = R) per aumentare R ⇒ aumentare Pz / aumentare.
2. Orientamento al prodotto
Differenziazione ⇒ ragionare sul prodotto.
Esempio_1: General Motors “offrire un’auto per ogni esigenza”.
Obiettivo imprese >> realizzare buoni prodotti e migliorarli nel tempo evitando il rischio di miopia di MKT.
3. Orientamento alle vendite
O>D.
Obiettivo imprese >> vendere ciò che si produce.
4. Orientamento al MKT
MKT concept “General Electric”: prima impresa che mette al centro il consumatore tramite studi e ricerche ⇒ utilizzo degli strumenti del MKT mix ⇒ 4 P (leve di MKT).
Obiettivo imprese >> soddisfare bisogni e desideri consumatori.
Orientamento alle vendite o al MKT?
- Attività di vendita: necessità venditore, convertire la produzione in denaro.
- Attività di MKT: necessità acquirente, soddisfare i bisogni del cliente tramite il prodotto.
5. Orientamento al cliente / mercato
Investimenti su ricerche di MKT per conoscere al meglio i clienti ⇒ creare valore per i clienti.
MKT internazionale
MKT internazionale >> applicazione dei principi del MKT a più paesi = adattamento a ogni contesto cercando d’individuare le peculiarità (es. Coca-Cola).
≠ MKT globale = standardizzazione, cioè un prodotto va bene per tutti (es. Ikea).
Sfide del MKT internazionale >>
- Maggior incertezza del contesto.
- Abilità nel modellare le variabili dell’offerta d’impresa.
Ostacoli all’internazionalizzazione:
- Autoreferenzialità: egocentrismo, decisioni basate solo su una cultura ⇒ è importante che gli operatori di MKT tengano in considerazione le basi culturali delle diverse civiltà.
- Etnocentrismo: convincimento che il proprio modo d’agire sia il migliore; predisposizione a ciò che c’è vicino ⇒ fatica ad adattarsi ai mercati internazionali.
Coinvolgimento dell’impresa nel MKT internazionale
- Esportazione passiva: esportazione effettuata per interesse di qualcun altro (es. i crucchi quando vanno in Toscana comprano grandi q.tà di Brunello di Montalcino).
- Esportazione sporadica: q.tà in eccesso ⇒ cerco di vendere all’estero con 2 limiti:
- Temporaneità.
- Debolezza.
- Esportazione organizzata: l’impresa cerca partner all’estero sotto forte interesse, forte orientamento all’internazionalizzazione.
Esempio: “Mondial forni”: mercato geografico di riferimento è il mondo; dal confronto di abitudini e usi differenti nasce un patrimonio inestimabile.
- Orientamento al MKT internazionale:
- Ricerca costante di nuovi mercati.
- Pianificazione produttiva per mercati diversi.
- Stabilimenti produttivi (≠ delocalizzazione produttiva).
- Innovazione.
MKT >>
- Area disciplinare: studio.
- Funzione aziendale.
- Filosofia di pensiero (es. noi stessi a un colloquio di lavoro).
Aiuta a capire meglio chi è il nostro interlocutore.
1. MKT strategico: si occupa di cosa vuole essere o diventare l’impresa a lungo termine analizzando il settore, la domanda, ecc.
2. MKT operativo: strumenti per diventare un certo tipo d’impresa. Come? Con strumenti pratici per attivare il MKT strategico (4 P, comunicazione, pubblicità..).
Piano di MKT
Piano di MKT = documento scritto che accompagna l’attività di un’impresa e dovrebbe essere condiviso con tutti i dipendenti. Ha 3 fasi:
- Pianificazione: si studia il settore, i concorrenti, la domanda ⇒ definizione obiettivi.
- Implementazione: attuare gli obiettivi utilizzando gli strumenti del MKT operativo.
- Controllo dei risultati: sono in linea con gli obiettivi? Attuo dei report con modifiche se gli obiettivi non sono stati raggiunti in maniera corretta o come si voleva.
Analisi del mercato
Analisi mercato >> domanda e offerta: si parte dal settore per studiarlo e poi si attua un’analisi situazionale (SWOT) e un’analisi della domanda.
Il comportamento del consumatore >> “L’insieme dei processi impiegati da individui e gruppi per la valutazione, la scelta, l’utilizzo e l’eliminazione di prodotti… per la soddisfazione di bisogni e desideri” (Dalli, Romani).
Influenza: comportamento del consumatore, strategie di MKT.
Esempio: lettore Mp3 ha influenzato le tendenze di mercato, il comportamento del consumatore.
Variabili del consumatore
- Culturali: più facili da individuare, riguardano gruppi numerosi di consumatori.
- Sociali.
- Personali: più difficili da individuare, strettamente connesse all’individualità di ciascun soggetto.
- Psicologiche.
1. Variabili culturali
- Cultura = determinante fondamentale dei bisogni percepiti da una persona e dei comportamenti di risposta prescelti.
- Subcultura = gruppo che all’interno di una data società condivide le principali caratteristiche di questa, ma presenta valori, abitudini e tradizioni distinguibili come propri (come nord e sud ⇒ dialetti ≠).
- Classe sociale = divisioni relativamente omogenee e stabili di una struttura sociale; espressione della cultura.
Esempio_1: “Lingerie Perdu” ⇒ negozio di lingerie in Arabia Saudita: la sfida è stata aprire un negozio di intimo in un paese dove è vietato mostrare il corpo della donna, anche in foto, quindi particolari attenzioni come i manichini mascolini, personale di vendita di sesso maschile, ecc.
MKT trans-culturale: rispetta la cultura del paese ospitante, pur creando un’esperienza trans-culturale per il consumatore.
Esempio_2: “Hotel capsula” ⇒ (2010) in Giappone: per lavoratori che vogliono stare vicini al luogo di lavoro; funziona in Giappone per via di quella determinata cultura, sono tutti piccini, mentre, ad esempio, in America sarebbero improponibili.
Esempio_3: “Mont Blanc” ⇒ in Cina sono vietate le pubblicità con espliciti riferimenti al lusso e con parole come luxury, supreme.. così Mont Blanc ha deciso di crearne una consona di 14’ puntando all’arte dell’orologio.
Secondo ricerche effettuate nel Nord America i colori sono fondamentali nella scelta del prodotto, cioè il 93% è dato dall’aspetto visivo e l’85% dal colore.
2. Variabili sociali
Consumatore.
Stimoli di MKT (dalle imprese), risposte di prodotto.
Stimoli ambientali (caldo ⇒ + acqua).
Gruppi di riferimento:
- D’appartenenza: famiglia, amici, colleghi palestra, ecc. esercitano influenza diretta sul consumatore, soprattutto la famiglia facendo la distinzione acquirente/consumatore.
- D’aspirazione: si creano in base alle aspirazioni personali (es. animalisti).
- D’associazione: gruppi dai quali ci si vuole nettamente differenziare (es. animalisti vs. produttori di pellicce).
>> Ruolo = posizione occupata nei confronti delle persone ⇒ aspettative di comportamento.
Status = stima attribuita a un ruolo.
3. Variabili personali
- Età.
- Situazione economica.
- Residenza.
- Salute.
- Stile di vita ⇒
- Attività: ciò che faccio.
- Interessi: ciò di cui mi interesso.
- Ecc.
4. Variabili psicologiche
Motivazione: si passa da una fase di potenzialità a una concreta, spinge ad agire.
>> Gerarchia dei bisogni di Maslow ⇒.
Percezione: processo attraverso cui un individuo seleziona, organizza e interpreta stimoli e info.
- Attenzione selettiva: selezione stimoli.
- Distorsione selettiva: rielaborare le info secondo il proprio punto di vista.
- Ritenzione selettiva: incertezza percepita dal consumatore nell’acquisto di un determinato prodotto. È maggiore in base a:
- Costo.
- Coinvolgimento.
- Conseguenze acquisto a livello personale e sociale.
In ambito dei servizi è maggiore poiché intangibili al contrario del bene (es. una maglietta, seppur costosissima, la posso provare), ma si può diminuire dando garanzia (soddisfatti o rimborsati), pubblicando statistiche, organizzando open day, lezioni di prove per le palestre, facendo certificazioni (es. ISO).
>> Personalità e concetto di sé ⇒
- Consumatori psicocentrici: ripetizione dei comportamenti d’acquisto.
- Consumatori allocentrici: si lanciano ai nuovi prodotti, sono in grado di coinvolgere anche gli altri, sono più aperti.
Concetto di sé:
- Reale: ciò che siamo.
- Ideale: ciò che vorremmo essere.
- Sociale: come ritengo che gli altri mi percepiscono.
Il consumatore, a volte, compra prodotti che gli permettono di avvicinarsi al sé ideale (es. vestiti sportivi, ma sotto sotto è un pigrone ⇒ vedi Carla e Lucia).
Fase decisionale del consumatore
Oltre alle variabili subentrano gli stimoli:
- Ambientali.
- Di MKT – MKT mix ⇒ 4 P.
Dopo di che inizia la fase decisionale:
- Percezione del bisogno/problema: il consumatore avverte un problema tra situazione reale e situazione ideale che fa nascere il bisogno; in questa fase il MKT interviene con la pubblicità, il personale di vendita o crea la percezione di new bisogno.
- Ricerca info: dipende dal coinvolgimento e si può suddividere in:
- Ricerca interna: il consumo si basa sulla sua esperienza personale per raccogliere determinate info.
- Ricerca esterna: chiedere ad amici, parenti, blog. Fonti considerate più attendibili.
- Valutazione delle alternative: dopo aver raccolto info e selezionato una serie di alternative, bisogna scegliere la migliore secondo certi criteri di valutazione:
- Caratteristiche tecnico-funzionali.
- Valore simbolico.
- Valore per il cliente, cioè analisi costi-benefici.
- Costo del prodotto.
- Costo per raggiungere il luogo dove acquistare il prodotto.
- Decisione d’acquisto: selezione del prodotto più adatto a soddisfare il bisogno in base a:
- Luogo d’acquisto.
- Q.tà d’acquisto.
- Tempo d’acquisto.
- Marca prodotto.
Esempio: prodotti private label – Esselunga/Coop: il distributore tiene i propri prodotti perché costa meno e ci sono meno costi di transizione, ma chiaramente non li produce tutti, vengono spesso prodotti da aziende ben note che producono di più con meno sprechi (economie di scala) e non ha nemmeno bisogno di pubblicità. Il consumatore sceglie questi prodotti perché percepisce la marca commerciale come garanzia di qualità e selezione di prodotti effettuata dal punto di vendita.
5. Post-acquisto: consumo del prodotto e riduzione dissonanza cognitiva, cioè sorgono dubbi sull’acquisto e quindi la si riduce cercando rassicurazioni. È una fase fondamentale poiché scatta il giudizio di valutazione, cioè la soddisfazione o delusione e dipende dalla corrispondenza tra percezione e aspettative ⇒ percezione ≥ aspettative ⇒ percezione > aspettative – positivo ⇒ percezione < aspettative – passaparola negativo (molto più frequente di quello positivo. Le aziende faticano a venire a conoscenza di queste situazioni perché è difficile reclamare, comporta uno sforzo per il consumatore).
>> Influenze situazionali:
- Finalità acquisto.
- Ambiente sociale.
- Ambiente fisico.
- Fattore tempo.
- Situazione antecedente.
>> Matrice di Assael:
Per conoscere i consumatori bisogna segmentare il mercato:
Mercato.
1 solo segmento.
Consumatori distribuiti in maniera sparsa.
Gruppi di cons
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